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I’m back!

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Dunque dunque: è dal primo di aprile che non posto più una beneamata minchia.
Che super blogger che sono, nevvero?
Naturalmente la causa della mia prolungata assenza è sempre lei: l’università. Ho deciso di finire tutti gli esami entro settembre, in modo da dedicarmi solo ed esclusivamente alla tesi. Ce la farò? Non ce la farò? Vedremo. 
Intanto, in questo mese e mezzo che mi separa dalla seconda parte della battaglia, voglio crogiolarmi nel mio e nei vostri blog, e cercare di recuperare almeno in parte ciò che ho perso in questi mesi. 
L’idiota è tornata!!!!!
Stay tuned: a breve verrò a infestarvi bloglovin con le mie innumerevoli cazzate. Dopotutto lo sapete, no? Ci sono blogger più serie di me: io allieto le vostre giornate con la mia ignoranza. Sono una blogger socratica! 😉

Odio San Valentino (deliri di un lunedì sera)

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Odio San Valentino.
No, non lo odio perché detesto le smancerie. Non lo odio perché detesto tutte le feste comandate escluso il mio compleanno (mi domando perché ancora non mi abbiano tributato gli onori divini, come avevano fatto a suo tempo con il buon Ottaviano Augusto). Non lo odio perché detesto la frase “Cosa regali al tuo moroso per San Valentino?” – che poi, alla risposta “un contenitore di plastica” mi hanno guardata tutti male, vai a spiegare loro che il moroso al momento è in fissa coi peperoncini e la scatola gli sarebbe servita per fare una light box. Al 14 febbraio si regalano cuori, me eretica.

Odio San Valentino perché, quest'anno, mi ha costretta a fare i conti con me stessa.
14 febbraio: appuntamento dal medico per farmi fare una ricetta per una visita oculistica, che se continuo a perder diottrie avrò bisogno di un cane guida.
Nella sala d'aspetto piomba la nuova infermiera. “Vieni nel mio ambulatorio che ti peso e ti misuro l'altezza”. NO! Stramaladettissima camice-munita, tu non mi pesi.
Salgo. Chiudo gli occhi. Sospiro. Apro un occhio e scorgo l'infermiera che ha messo su un sorrisino di circostanza. No, non me lo dire quanto peso.
“Più o meno di 70?” “Più.” Sospiro. “Quanto?” “75”.
Sento la pressione sanguigna schizzare alle stelle, e il battito cardiaco aumentare.
Dal 2007, da quando cioè mi è venuta la crisi epilettica e ho iniziato a prendere pastiglie, ho messo su poco meno di 30 kg. Fino a qualche mese fa ero stabile sui 68/69: il mio inconscio aveva arrotondato per difetto (e di molto) e si era autoconvinto che andava bene così. Poco importava la rabbia nel non trovare, spesso e volentieri, dei pantaloni che mi entrassero. Poco importava, stupidamente, l'affaticamento che provavo anche a salire poche rampe di scale.
In un attimo ho deciso: basta così, è ora di correre ai ripari. E ho chiesto consiglio al mio medico.

Ho deciso di impegnarmi a camminare di gran carriera, almeno 5 giorni alla settimana, per almeno un'ora. Non importa che piova, che ci sia il sole o che cadano rane dal cielo.
Comincerò con terreni poco impervi, per poi ritornare, come facevo da bambina, a zompettare per i boschi.
E ho deciso anche di limitarmi nel cibo, aggiungere alimenti più sani, cercare di non scofanarmi piattoni enormi di pasta quasi ogni sera. No, non sono a dieta. Io quella parola non la pronuncio, mi mette un'ansia terribile. Mi sto limitando, ecco, anche se dio solo sa quanto mi mancherà poter tuffare la mano nel sacchetto del pane e addentarne la fragrante croccantezza ogni volta che mi va.

Voglio solo poter tornare a guardarmi allo specchio e non vedere più la faccia gonfia. Poter fare shopping senza la paura di non trovare nulla che mi entri.

Voglio sentirmi bene.
Oggi è un nuovo inizio.
 

Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

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Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

Le Torte di Giada

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Bellezze mie,
Il weekend è ormai alle porte e io voglio augurarvi un bel fine settimana con un post…dolce.

Niente trucchi, per oggi. Ho intenzione di diradare un po’ le recensioni, in favore di altri post meno frivoli, passatemi il termine.
I libri mi osservano minacciosi dalla libreria e paiono dirmi: “Cara Tizy, se ci ami così tanto, perchè non parli mai di noi?”. Hanno ragione pure loro anche se, devo dire, ho sempre timore di risultare banale.
E sì: voglio parlare anche di fatti miei. La scrittura mi aiuterà ad incanalare le emozioni, in particolare lo stress da esami. Quante siamo in piena sessione settembrina/tesi? Suuuuu le mani!
Se penso che quello che verrà sarà il mio ultimo anno di università, e che poi entrerò ufficialmente nel fantastico mondo dei disoccupati…HALP.

Dicevo, parliamo di cose dolci e zuccherose.
La protagonista del mio post è Giada, una cake designer che è un’istituzione a Brescia.

Giada Farina, si diploma Maestra D’Arte nel 2000, e da sempre nutre una passione smodata per l’arte ,l’antiquariato, e la cucina. Dopo aver completato gli studi, lavora nel campo della progettazione, che le risulterà utile nella realizzazione delle torte a piani e monumentali, ma affascinata dal mondo della pasticceria e della decorazione in pasta di zucchero frequenta i professionisti della Sugar Art American Style, dove apprende i trucchi del mestiere e affina le sue già brillanti capacità. Giada Farina oggi è una professionista del settore e si dedica con passione al cake design progettando e decorando, nel suo laboratorio a vista, nel centro di Brescia. Giada Farina dal 2012 collabora con De Agostini e Mondadori per la rivista a fascicoli settimanali Crea e Decora i tuoi dolci e con Disney Italia.

Ho scoperto “Le torte di Giada” per caso, passeggiando per corso Mameli una sera di quanto..un paio di anni fa?
Non ho notato subito il negozio, a dire il vero: in quella via non c’è mai stato alcun negozio interessante, è una strada che collega le due piazze principali del centro. Punto. Ci si passa a corse quando si è in folle ritardo per le lezioni universitarie, ecco tutto.
E’ stato un lampo. Il mio subconscio si è accorto di una nuova presenza,  i miei occhi no. Sapete come vanno le cose, no? Passo – passo – passo – flash – ohmioddiocosahovisto – ritorno.  Ed eccolo lì, un negozietto dall’insegna lilla, con a lato il laboratorio a vista e, poco più in là, un locale da esposizone. Ancora ricordo cosa stava in vetrina: una torta a più piani ispirata al lungometraggio Disney “Fantasia”.
DOVEVO ENTRARCI. Peccato solo che fosse, in quel momento, chiuso.

Giada al lavoro nel laboratorio a vista!

Sera successiva, ore 21. Figuriamoci se io non sono in appostamento davanti al negozio: quando ci sono squisitezze la Tizy è sempre in prima linea!
Immediatamente mi sono sentita come a casa mia: il bello di questa pasticceria è la calorosa accoglienza che riservano ad ogni cliente, dal più piccolo al più anziano, e ci sono anche tante coccole per gli amici a quattro zampe!
Io ho fatto subito amicizia con la mamma di Giada, una signora super simpatica e alla mano: una chiaccherona come la sottoscritta che si sofferma sempre a scambiare qualche parola con tutti. Avevo progettato, come regalo di laurea, un viaggio a Disneyland Paris: era stata talmente gentile da fornirmi i dati per un alberghetto poco distante dal parco.

E poi loro. I muffin. Dei signori muffin! Non solo belli fuori, ma pure buoni dentro. Spesso si pensa che questi prodotti così elaborati nascondano un’anima insipida. Qui, da Giada, no. Lei coniuga la bellezza delle decorazioni a dei sapori ricchissimi e genuini.  Un morso, ed è subito dipendenza. Sul serio!

I miei ricordi più “dolci” dell’università sono legati proprio ai muffin di Giada.  Era un rituale, quando frequentavo la triennale e scendevo al mattino a studiare in biblioteca,  fermarmi da lei e comprare un paio di cupcake per me e la mia amica: una sorta di incentivo a studiare di più. Assaporare quelle squisitezze in giardino, magari in primavera, sotto i raggi di un tiepido sole ci faceva in qualche modo sentire in pace col mondo. E, per un quarto d’ora, pure invincibili. Poi beh, le materie son quelle che sono: nemmeno Giada può far miracoli e farci piacere determinate cose! 😉

Ovviamente non potevano mancare nel giorno più importante della mia vita, la laurea. Ho lasciato carta bianca a Giada perchè mi fido moltissimo della sua creatività – e più avanti vi mosterò perché – e lei mi ha creato una serie di Muffin che, accostati, formavano la scritta “Letteratura”, più uno speciale tutto per me con un grande fiocco giallo sopra.

I muffin – inteso come la “base” del cupcake – hanno due gusti: pan di spagna con gocce di cioccolato e cioccolato. Ciò che li rende speciali, naturalmente, è la cremina che c’è sopra. Ci sono davvero tuuuuuuuutti i gusti: dai classici fragola, cioccolato, limone fino a quelli più elaborati.  La mia preferita è la copertura al ciocco-menta: ho un debole per questo gusto, mangio tantissimo anche il gelato all’After Eight.
Le decorazioni sono molto varie, spesso a tema. Giada è una ragazza estremamente fantasiosa e le serie di muffin variano da un giorno con l’altro: se non si deperissero, varrebbe la pena collezionarli!

(Dalla pagina FB di Giada)

(Dalla pagina FB di Giada)

(Dalla pagina FB di Giada)

Solo muffin da Le torte di Giada? Naturalmente no!
A parte torte spettacolari, da lei trovate Macarons di tutti i gusti e i celebri Cake Pops, palline di “torta” (passatemi il termine: presente il ripieno della Kinder Delice? Ecco, uguale, solo più buono!) ricoperti di cioccolato. Anche loro, naturalmente, spesso a tema!

(Foto dalla pagina Facebook di Giada)

Fragolosità!

(Dalla pagina Facebook di Giada)

(dalla pagina Facebook di Giada)

Amiche mie, vi ho convinto a venire a fare un girettino in quel di Brescia e a mangiare queste squisitezze? Che ne dite, il prossimo raduno blogger lo facciamo qui? Con una bella merenda da Giada?

Contatti
Sito ufficiale de “Le torte di Giada” (LINK)
Pagina Facebook de “Le torte di Giada” (LINK)
Twitter de “Le torte di Giada” (LINK)
Instagram de “Le torte di Giada” (LINK)

PS:
Per chi di voi fosse interessato, Giada organizza anche dei corsi di Cake Design per grandi e piccini! ^-^

Foto a Random!!!!!!

(Foto dalla pagina Facebook di Giada)

Una delle tante iniziative di Giada: la macchina viene parcheggiata in diversi punti della città. Chi trova e fotografa l’auto vince una cover per lo smartphone!

(Foto dalla pagina Facebook di Giada)

Io che rovino tutto il post col mio faccione

Quick Post: Bla bla bla (e ancora blaaah)

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Domani mi trasferisco per un mese dal moroso: gioia e giubilo!
I miei suoceri vanno in vacanza e noi dobbiamo badare a Sir Pigolone, il gattone culone ciccione. Ammetto che, se mi soffermo a pensare che l’anno scorso a quest’ora stavo scorrazzando per i monti della Baviera e i castelli di Ludwig, mi viene il magone. Tuttavia, guardo anche il rovescio della medaglia: mi allontanerò per tre settimane dai miei.
A dirla tutta non ho un pessimo rapporto con i miei genitori, anzi. Ma ultimamente – vuoi per il caldo, vuoi per lo stress mio e loro – fatico a sopportarli: l’idea di stare “libera” per tre settimane mi solletica alquanto, anche se mi allontano da loro giusto quei 10 km. Tanto basta: a ventiquattro anni inizio un po’ a stancarmi di dover rendere conto a loro di tutto ciò che faccio.  “Dovere” non è il verbo adatto, comunque. In realtà non mi obbligano ad avvertirli di cosa faccio e dove vado, sono io che ho preso l’abitudine di farlo, e questo fin da bambina. Una mia conoscente mi disse che ero troppo “limitata” dai miei, ma la realtà è che non è un peso per me chiamarli per avvertirli di dove sto andando e quando penso di ritornare: lo vedo come una forma di rispetto nei loro confronti.
Il bello di stare da sola per qualche tempo con il mio moroso è il fatto di non avere orari e di poter fare tutto ciò che vogliamo, ecco. Rilassarsi, insomma. Per me, anche il non dover percepire l’ansia di mia madre per la pensione di papà di cui non sappiamo ancora nulla,  e il non doverla vedere così stanca, perchè ogni volta è un litigio: lei è un tornado e fa cento cose al giorno, per tutti, e non è in grado di prendersi tutto un pomeriggio per sé per cazzeggiare. A me dispiace vederla così a terra, è molto dimagrita dimagrita di questi tempi ed è ancora più sciupata, però al contempo mi sale una rabbia dentro ogni volta che la vedo farsi in quattro per tutti e buona parte dei parenti fregarsene.  Non vedo l’ora di avere un lavoro per poterle regalare almeno un giorno di relax da qualche parte, o magari una weekend a tutti e due.  Speriamo che a settembre, almeno, risolvano ‘sta merda di situazione degli esodati e trovino una soluzione per gente come mio padre. Tra l’altro oggi è il suo 57mo compleanno e mi ritrovo a pensare che mai avrei potuto pensare che si sarebbe trovato in una situazione così traballante, specialmente dopo quarant’anni in fabbrica.

Passando ad argomenti un po’ più soft: oggi ho scelto i libri che mi porterò dal moroso. Non che ce ne fosse bisogno perchè Ale è un gran lettore e casa sua è zeppa di libri, ma per me non è vacanza se non ho qualche volume da leggere.  Anche perchè dovrò pur staccare la testa dallo studio…
Partendo dal basso, i primi tre libri sono stati il premio di mia mamma per la fine della sessione estiva. 
Ve ne avevo già parlato, no? Amo i Mammut della Newton Compton, sebbene siano dei mattonazzi difficilmente trasportabili: amo poter avere accesso ai grandi classici con una spesa minima. Questo Mammut in particolare – I magnifici 7 capolavori della Letteratura Erotica – lo avevo addocchiato sul sito appena uscito: è un genere che mi piace parecchio e da secoli progettavo di farmi una cultura sui classici riguardanti l’argomento.  Insomma, questa mini raccolta è caduta a fagiolo, e vi consiglio di farvi un giretto sul sito della casa editrice per vedere quali altri magnifici 7 ci sono! Avrei voluto acquistare anche quello relativo alla letteratura tedesca, salvo poi realizzare che avevo praticamente tutti i classici in esso contenuti e per di più sia in tedesco che in italiano.  Per la cronaca, il volume in foto contiene: Thérèse Philosophe di Diderot, Fanny Hill, memorie di una donna di piacere di Cleland, La filosofia nel boudoir di De Sade, Suor Monika di Hoffmann, Gamiani di Musset, La mia vita segreta (opera anonima) e infine Le undicimila verghe di Apollinaire.
Salendo, troviamo la biografia di Irene Némirovsky – autrice di cui mi sono innamorata per colpa della cara Vanity Nerd – e la biografia di Stefan Zweig, il mio autore austriaco preferito.
Infine, una selezione dei miei 0,99 cent della Newton Compton: ne ho circa una trentina, ma ho voluto scegliere quelli che in questo momento mi attirano di più lasciando da parte testi un pochino più impegnativi o che, semplicemente, per ora non ho voglia di leggere.

Per quel che riguarda il settore truccheria, ho deciso che verranno con me un bel po’ di prodottini da recensire, così non starò troppo tempo con le mani in mano tra una pausa di studio e l’altra. In primis, verranno con me tuuuuuuuuutte le Palette Sleek: è una vita che voglio parlarvene, ma non voglio fare una review sulle palette complete perchè…mah, quel tipo di review un po’ mi annoia. Vorrei parlarvi dei miei ombretti preferiti, e magari farvi vedere qualche trucchino, anche se niente di pretenzioso perchè sono davvero pasticciona. Il bello di vivere a casa del moroso è che nessuno mi guarderà con la faccia da “Beh, che stai combinando?” quando girerò con le braccia sporche di trucco.

Dulcis in fundo: ho un bel po’ di prodotti da recensire che mi sono stati mandati da diverse case cosmetiche e non, tra cui Lovea! *-* Sì, proprio lei, quella del santissimo detergente!!! E sono stati davvero carini con me, ma ve ne parlerò più in dettaglio prossimamente.

Sì, lo so, doveva essere un post breve. Ma io parlo, parlo e parlo..

Ciao, sono Tizy e ho 24 anni suonati.

Incontro Blogger a Milano: una review (:P)

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Ebbene sì: habemus fattus incontrum bloggerorum !!!
(Anni, anni e anni di latino buttati in un misero cesso di autogrill)

Questa volta – per me la terza – eravamo un nutrito gruppo di signorine, una reunion degna di questo nome!

Da sinistra a destra:
Gloria (Il Gomitolo di Lodi)
Manu (The Fashion Cat)
Martina, col vestito azzurro ( Pagina Fb: L’Ecofficina di Martina)
Clara (The Pauper Fashionist)
Selene (A Cosmetic Pie)
Mariel (Davvero niente di Serio)
Bea (Do you have the time to listen to me whine?)

All’appello, nella foto, manca la fantastica Elena (Vanity Nerd), che purtroppo ci aveva già abbandonate! 

Ve lo confesso: la notte prima del fatidico incontro non ho dormito. Lo so, paio un’insensibile ma per ‘ste cose mi agito come una folle: per diretta conseguenza, non ha dormito neppure il moroso visto che mi svegliavo ogni due ore per chiedergli che ore fossero e gli ho “regalato” pure un risveglio traumatico avendo io puntato 4 sveglie in camera sua per paura di perdere il treno. Deficiente? Sì, moltissimo.

La giornata è stata semplicemente fantastica, tutta all’insegna di shopping (ovvio) e risate: sabato, così come durante gli altri due incontri che ho fatto, ho compreso di essere sempre più grata a questo blog per avermi fatto conoscere delle ragazze fantastiche che mi hanno permesso di credere di nuovo nell’amicizia tra donne.
Io vi adoro ragazze – anche quelle che non ho mai avuto occasione di incontrare dal vivo – davvero. ❤
Trenitalia dovrebbe fare offerte vantaggiose a noi blogger per permetterci di incontrarci più agevolmente: io mi farei più che volentieri un giretto bloggettaro per l’Italia.

[Fine momento sdolcinato]

Parliamo di cose pratiche: Shopping.
Sono orgogliosa di me stessa perchè ho comprato poche cosine, benché pensassi di acquistare il mondo.  Lo ammetto: il destino mi ha aiutata parecchio. Tra le tappe prefissate c’era la bioprofumeria che, purtroppo, causa shopping compulsivo e treni in arrivo, non siamo riuscite a visitare. Bioprofumy (in confidenza), non mi scapperai ancora per molto!!!!

E poi…ho ricevuto due bellissimi doni!
La dolce Bea mi ha portato, direttamente da Londra,  la palette Sleek che bramavo da quando ho scoperto l’esistenza di questo brand: la Storm! Ragazze, quanta meraviglia! *-* Ufficialmente, sta già diventando la mia palette preferita, battendo nettamente la Naked.  Grazie tesoro, grazie! ❤

La tenerissima Mariel (sappilo, sei bellissima dal vivo! U.U), sapendo che da tempo volevo provare un fondo Neve Cosmetics, ha unito l’utile al dilettevole regalandomi un po’ del suo fondotinta: così lei avrà una scusa per comprare il suo tanto sospirato Bare Minerals. Grazie anche a te, davvero! (E ricambierò in qualche modo, puoi starne certa! <3)

Terzo regalo, una sorpresina graditissima. Martina è una ragazza che produce saponi artigianali e sabato ha omaggiato tutte quante noi di un paio di campioncini dei suoi prodotti facendoci scegliere persino la nostra profumazione preferita. Vi invito a visitare la sua pagina fb, che vi ho linkato poco sopra, e a spulciare il catalogo, troverete cosine davvero super interessanti!
Io ho scelto due saponi alla menta: è estate e c’è bisogno di freschezza! E, soprattutto, di prodotti che mi invoglino in qualche modo a continuare la mia skincare quotidiana, visto che con questo caldo sono pigrissima.

E infine i miei acquistini!
Santissimo Detergente: 3,99, finalmente lo stand era ben rifornito!!!
Fondotinta Minerale Madina, in offerta a 7,90 euro! (“minerale” tra virgolette e per abitudine, diciamo che è fondo in polvere.)
Ombretto Gaga Rose di Madina, sempre in offerta  3,50!

Ah, dimenticavo: in stazione ho beccato la Feltrinelli e ho fatto incetta della nuova serie Newton Compton a 99 cent!

Fotuzze arranddom!!!!!!

Le tre artefici del Blog Incontro!!! Clara, Selene, io!

Tentativo di autoscatto quasi riuscito!

Fotuzza riuscita!

Io & BEa! (Perchè io devo sempre uscire da schifdus?!)

Io & Clara (foto che esemplifica benissimo la nostra pazzia!)

Io & Mariel!

Ciao Bellissime, ciao!

A quando il prossimo incontro? *__*

Max Pezzali & Io

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Tra i tanti insegnamenti che mi ha impartito il mio adorato professore di giornalismo, porsi delle domande su se stessi è sicuramente quello che mi è piaciuto di più.  Analizzarsi, psicanalizzarsi, ricercare dei tratti comuni con i genitori e parenti vari: insomma, dare libero sfogo all’egocentrismo. E io egocentrica lo sono tanto: d’altra parte non sarei una blogger.

Oggi parliamo di musica.
Il mio rapporto con lei è la sintesi quasi perfetta dei geni genitoriali. Quasi, perchè, a differenza dei miei genitori, non ho certo un’ugola d’oro: non so cantare – la mia voce soave è simile allo stridio delle unghie sulla lavanga – e non ho orecchio per capire se sto stonando o meno.  Proprio una campana.
Mi piace la musica, nel senso che se sto in macchina con qualcuno e c’è la radio accesa, la ascolto.  Ma non mi aggiorno: ho scoperto l’esistenza di Lady Gaga qualcosa come un anno e mezzo dopo l’uscita di Paparazzi e del suo successo mondiale,  e non ho la più pallida idea di chi siano i cantanti in voga quest’estate. Fatemi sentire una qualunque canzone recente, chiedetemi chi sia il cantante e la mia risposta sarà irrimediabilmente “Boh.“.

Scopro cantanti e generi musicali nuovi soltanto per mezzo degli altri: in questo sono la copia sputata di mia madre, che non accende la radio manco col fucile puntato. So che molti ascoltano musica per rilassarsi, mentre scrivono o studiano, a me disturba e basta. Fondamentalmente, io ascolto musica soltanto quando sono in movimento, a piedi o in auto poco importa: mi aiuta a scaricare lo stress.
Dicevo, l’influenza altrui. Grazie a qualche amico ho conosciuto i Rammstein, però chi ha influito di più sulla mia esigua cultura musicale è stato senza dubbio il moroso, che mi ha attaccato la passione per la musica classica e l’opera lirica: presumo che Radio Classica Bresciana tiri avanti grazie a noi due. E’ lui solitamente che “scopre” qualcosa di nuovo e poi me lo fa ascoltare in macchina: prima è stata la volta dei Blackmore’s Night, poi i Sex Pistols, adesso è la volta dei Nirvana e Battiato (quest’ultimo lo sopporto come una spina nel piede, se devo essere sincera).

Anche sul fronte concerti sono più mother style: odio il casino, detesto la gente che spinge e saltella, non sopporto il fatto di non poter appoggiare le mie chiappe sante su qualche sedile. Sono una nonna inside, a differenza di mio padre che alla mia età aveva all’attivo una cinquantina di concerti. 

Già, il papy: è a lui che “devo” i miei cantanti preferiti, tutti della guardia anni 60-70. De André, Nomadi, Guccini, De Gregori, Pooh.. Per i Nomadi (vecchia formazione) ho avuto – e ho tutt’ora un’autentica fissa, e ricordo che ci rimasi malissimo quando scoprii che Augusto Da Olio era morto quando avevo 3 anni, perchè desideravo tantissimo sentirlo dal vivo. Credo che le mie prime – e ultime – lacrime per un cantante defunte le ho versate quel giorno, leggendo i messaggi dei fan sul libretto della musicassetta dell’album “Ma che film la vita“, ultimo album registrato poco prima di morire.

Questo retaggio di “antiquata musicalmente” me lo porto dietro fin da bambina. Da piccola, se gli altri bambini avevano come canzone preferita “Il ballo del qua qua“, io avevo Piccola Katy dei Pooh (oh oh piccola Katy..). Più avanti, c’è stata la fase Tazenda, un gruppo sardo che quasi nessuno della mia età ricorda: li ascoltavo talmente tanto che capivo ogni parola del loro dialetto. A 6 anni volli a tutti i costi andare a Marostica perchè loro avevano girato un video nella piazza degli scacci ed ero convinta di trovarli là, e a nulla valsero le rimostranze dei miei genitori: infatti, la delusione di non trovarli fu grande.
A seguire, c’è stata la fase Canti degli Alpini: costringevo i miei genitori seguire i “tour” dei miei cori preferiti. Ancora adesso conosco tutte le canzoni a memoria, e ogni tanto le canto al moroso solo per il gusto di scassargli le palle.
Alle superiori, gli anni peggiori della mia vita, ricordo ancora che mi guardavano con disprezzo quando infilavo nel mio lettore CD quelli dei Nomadi, e le sentivo mormorare che solo io potevo ascoltare quella robaccia. Da allora mi è rimasta la fissa di ascoltare la musica a volume bassissimo per paura che la gente giudichi ciò che sto ascoltando. Da idioti, vero?

Tutta questa pappardella per parlarvi di..Max Pezzali. E’ stato il mio cantante preferito per anni, mi ha accompagnata più o meno dall’asilo fin quasi alla fine del liceo. Anche lui arrivato alle mie orecchie per influenza di mio cugino, al quale ero e sono tuttora legatissima. Da piccolina, poi, pendevo dalle sue labbra e ascoltare ciò che ascoltava lui mi faceva sentire una ragazza grande.
“E’ stato” perchè ora non lo seguo quasi più: lo trovo molto più sdolcinato e le sue canzoni molto meno frizzanti di quelle del passato.

Giovedì pomeriggio ho realizzato uno dei miei più grandi desideri: incontrarlo dal vivo. Avvertita per tempo da un amico con un breve messaggio su facebook: “Hey, guarda che giovedì, alle 15:30, c’è Max Pezzali al centro commerciale Freccia Rossa!“. Come potevo non andarci? Quel centro commerciale è giusto a due passi da casa del mio moroso.
Così, dopo anni, ho acquistato il suo ultimo cd, Max 20, che mi permetteva di ottenere il pass per accedere all’incontro con lui.

Il giovedì ho trascinato il moroso al luogo prefissato. Immaginatevi un po’ la scena: trecento-quattrocento persone, un caldo d’inferno e il fidanzato brontolone che ogni tre per due bestemmiava e diceva “Ma-chi-me-l’ha-fatto-fare-odio-sto-cantante-di-merda-che-è-un-insulto-alla-musica“. In realtà, il moroso mi sarebbe servito come fotografo: appena ha scoperto che c’era un tizio che scattava le foto, mi ha mollato la Leica e se l’è filata da Game Stop.

Ammetto che, quando mi sono trovata davanti a lui, m’è venuta un po’ di tremarella alle gambe: Max. LUI. Davanti a me!!
Il mio primo pensiero, tuttavia, è stato “Ammazza, ti facevo più alto” seguito da “Dei, sei invecchiato pure male“. Solo io posso fare certi pensieri di fronte a un idolo, scommetto che voi siete più normali di me.
Da brava capra musicale mi ha stupito che la sua voce fosse identica a quella dei cd: cosa ovvia oppure segno che non usa distorsori e robacce per sistemare la voce? A voi esperte l’ardua sentenza.

“Ciao Tiziana!” “Ciao Max!” *Sviene*

Lo terrò come una reliquia! *-*

E voi, avete mai incontrato dal vivo il vostro idolo?

Un Bacio,
Tizy

Incontro Bloggers A Milano in data 20 luglio!!!

32 commenti

Milano

Hey, bimbe belle, indovinate un po’!
Sì, lo so, vi sareste aspettate una review..Ma ho qualcosa di più succoso: un incontro a Milano sabato 20 luglio!!! Chi è dei nostri??? *_*
Vorrei conoscervi tuuuutttissime!!! *_*

Per ora siamo:
Clara
Selene
Drama
Violet
 
e ovviamente moi!

Ci rivediamo dopo l’8 di luglio!

25 commenti

Ragazzuole mie,

 

Mi duole dirvelo, ma fino all’8 di luglio non pubblicherò alcun post.
Devo sostenere 3 esami ancora, due dei quali piuttosto tosti che mi spaventano.
Devo assolutamente fare questi tre esami per ottenere i crediti necessari per la borsa di studio del reddito, grazie alla quale sono esentata dal pagamento delle tasse: nel malaugurato caso che non riuscissi a superarli, dovrei abbandonare l’università, io credo.
Se riesco, passerò a commentare i vostri blog! Altrimenti: aspettatemiiiiiii!

Un bacio,Tizy

Un dolcissimo regalo da parte di mio cugino e di sua moglie!

Tag: Books

12 commenti

Ho trovato questo tag sul blog di Mammu e l’ho immediatamente adorato: può una lettrice come me resistere al richiamo di un tag libresco?
Dedico questo tag, in particolare, alla dolce Strawberry, che gestisce un meraviglioso blog intitolato “Una fragola al giorno” dove potrete trovare recensioni librarie e cinematografiche semplicemente sublimi. Se amate leggere, è il blog che fa per voi, anche se probabilmente vi indurrà a scialacquare i vostri risparmi in montagne di libri – anche titoli che non avreste mai pensato di apprezzare, ebbene sì, lei ha questa capacità! – correndo nella libreria più vicina. Ma, d’altra parte, siamo abituate a spendere e spandere, no?

1) Come scegli i libri da leggere? ti fai influenzare dalle recensioni?

Mi faccio guidare dalla pancia, come si suol dire. Vado in libreria e osservo finché non sono ispirata: la scelta dipende da diversi fattori, che possono andare dal ricordo di un consiglio all’estetica del libro,  dalla predisposizione per un determinato genere piuttosto che un altro in quel particolare frangente della vita a ricordi di titoli letti nelle più disparate occasioni e supporti.  Rarissimamente leggo recensioni – salvo quelle, come ho detto poco sopra, di Strawberry – perchè il più delle volte mi fanno passare la voglia di leggere un determinato volume. Reputando il libro un’opera d’arte, credo che sia danneggiato dal troppo filosofeggiare di certi critici.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Il più delle volte in libreria, ma adoro anche IBS! Ultimamente, però, ho scoperto gli ebook e diciamo che mi basta Mozilla.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Compro quando mi va e, avendo un moroso lettore, ho sempre qualche libro di scorta. Odio restare senza nulla da leggere!
Il terrore di restare senza qualcosa di utile è una delle mie caratteristiche: faccio scorta di qualsiasi cosa mi piaccia. Recentemente ho comprato 8 evidenziatori della Stabilo – nei colori che utilizzo solitamente – nel timore di rimanere senza proprio nel bel mezzo dello studio matto e disperatissimo della sessione estiva.  Sono senza speranza.

4) Di solito quando leggi?

Ultimamente – e me ne rammarico  – soltanto prima di dormire e quando mi faccio il bagno (i miei famigerati bagni lunghi mezza giornata). Vorrei dedicare più tempo alla lettura, ma mi conosco: se leggessi di più, probabilmente accantonerei gli esami che sto preparando.

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No, affatto. La lunghezza non mi spaventa, al contrario lo fa un numero esiguo di pagine: il divertimento finisce prima, poi che faccio?

6) Genere preferito?

Storico – leggo di tutto, persino rapporti su analisi mediche compiute sulle mummie – e thriller.

7) Hai un autore preferito?

Impazzisco per Kathy Reichs, Matilde Asensi, Irene Némirovsky, Stefan Zweig e Claudio Magris.
Effettivamente UN autore preferito non ce l’ho. XD

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Da che io ho memoria, fin da piccolissima.  Mamma spesso e volentieri mi leggeva i libriccini, cambiandomi le parole per vedere se stavo attenta, e io la correggevo sempre. Ricordo che all’asilo mi piacevano tanto i giornalini di Cip e Ciop e quelli di Barbie: li ho ancora tutti.

9) Presti libri?

Sì, ma solo a persone fidate che so che non me li perderanno o sciuperanno.

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Preferisco leggere un libro per volta, anche se ho determinati libri adibiti al relax: mentre mangio, ho la mia rosa di titoli che mi rendono il cibo più gustoso. Giuro, non è follia!
Al momento, però, ne sto leggendo tre: “Il mestiere di vivere” di Pavese,  “Sei lezioni sulla storia” di Carr e “Il sistema degli oggetti di Baudrillard: fra un paio di settimane ho un esame di Giornalismo e questi sono tre fa i tanti testi consigliati dal docente.

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Mamma adora leggere, purtroppo ha poco tempo e – purtroppo doppio – ultimamente legge soltanto harmony. Però la posso capire: dice che vuole leggere soltanto cose a lieto fine, visto che non è proprio un bel periodo.
Papà, al contrario, non ama leggere, se non Diabolik di tanto in tanto.
Il moroso è un gran lettore, spesso ci scambiamo i libri frugando nelle rispettive librerie. Quando andiamo in vacanza, abbiamo almeno una quindicina di libri a testa nelle valigie:  siamo carichi tipo i muli, presente?
Ah, e ovviamente stiamo sempre a litigare su quale sia il libro/genere migliore, chevvelodicoaffà.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Circa 3 giorni, se mi piace pure meno. Mi abbuffo di lettura così come mi abbuffo di cibo:  sono un’ingorda.
Naturalmente, se si tratta di testi universitari da analizzare impiego anche un paio di settimane.  Al momento, sono alle prese con “La Secchia rapita” di Tassoni,  con la “Poesia comica nel medioevo italiano” – un’antologia curata da Marco Berisso – e un paio di canti della Divina Commedia.

Adoro la mia edizione quarantenne della Divina Commedia. Ogni tanto me la sniffo! (Roba da lettori, non vi preoccupate)

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Sì!! E poi mi segno il titolo. Io osservo chiunque, figuriamoci se non noto qualcuno che sta leggendo: è un fatto così raro, ormai! In particolare nei giovani..
Sapete chi non sopporto? La gente che mi si avvicina, mentre sto leggendo, e mi dice “Ma stai sempre a studiare? Non ti rilassi?“. Io faccio un sorrisetto di circostanza e rispondo che no, sto solo leggendo. Loro mi guardando con aria interrogativa, e lì capisco che per la maggior parte della gente leggere equivale a studiare, ovvero è una gran rottura di coglioni.

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Non mi fare queste domande!! ç__ç  Cercherei di salvarne il più possibile e poi creerei uno spaccio illegale di libri.

15) Perché ti piace leggere?

Mi piace leggere perchè ogni libro mi apre infiniti mondi. E’ banale, lo so. Ma io, con un libro, posso fare amicizia con Tutankhamon o Elisabetta d’Austria.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che  possiedi?

Leggo di tutto, la provenienza non m’importa.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Anna Karenina, l’ho piantato dopo duecento pagine perchè mi annoiava a morte.

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

Sì, mi è capitato: il mio istinto non fallisce quasi mai quando sceglie – esteticamente parlando – un libro.  Non c’è una tipologia particolare di copertina che mi attrae, anche in questo caso dipende dai momenti:  recentemente, ad esempio, ho comprato “La montagna incantata” di Thomas Mann in una bacarella dell’usato e quest’edizione non ha nemmeno la copertina. L’ho scelta fra tutte perchè, semplicemente, è ricca di annotazioni dei possessori precedenti.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Mi piacciono  particolarmente la Newton Compton e la Rizzoli. Non c’è un motivo particolare se non meri fattori estetici. Se devo comprare un libro con un buon apparato paratestuale prediligo le case editrici più famose, come la Mondadori, la Einaudi o la Rizzoli.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Porto sempre con me almeno un libro, ovunque io vada, per timore di momenti di noia. Non mi piace stare con le mani in mano e amo tenere la mente occupata. Ultimamente, però, spesso metto l‘ipad in borsa: pesa di meno, e ho circa un migliaio di titoli con me.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Un’edizione introvabile di “Elisabetta d’Austria” della Haslip risalente agli anni Sessanta. E’ stata un dono di mia zia paterna – grande lettrice pure lei – ed è stato un prezioso contributo per la mia tesi di laurea.

22) Come scegli un libro da regalare?

In base ai gusti della persona che è destinataria del libro.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Ho una mensola – che chiamo l’altare – con i miei libri preferiti: ci sono tutti i libri di Kathy Reichs e le biografie su Sissi, un paio di mensole sono dedicate ai classici e le restanti due librerie contengono libri suddivisi in genere: quelli a portata di mano sono i miei preferiti. I libri dell’università, invece, stanno sulla mensola sopra al pc a mo’ di monito.

La mensola dei libri prediletti!

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo sempre. Mi infastidiscono, però, le note poste alla fine del libro: le trovo ostacolanti. Perchè non metterle a fondo pagina in modo da agevolarne lo studio?

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Le leggo sempre perchè, oltre ad approfondire meglio l’opera, spesso ci trovo ottimi spunti di lettura.

26) L’ultimo libro letto? Ti è piaciuto?

Inferno” di Dan Brown. Sebbene spesso scriva una marea di cazzate, adoro questo autore perchè mi tiene incollata al libro per 500 pagine di fila. La pecca di Dan Brown? Non è capace a scrivere un buon finale che sia all’altezza della storia.
E’ un gran bel libro, ma io aspetterei una versione più economica: 25 euro per un libro sono davvero troppi!

Le fruittella che cambiano sapore: che bontà!

Tutte taggate!!! *_*

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