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Mostre a Milano: chi ha voglia di unirsi?

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Care giovincelle,

Lo so, lo so. Ho promesso di scrivere e non l’ho fatto. In mia discolpa posso dire che avevo un sacco di cose in mente, da scrivere qui, ma che tra un pensiero e l’altro non ho avuto modo di rendere concrete sul blog. C’è da dire che odio scrivere post “forzati”, sono una di quelle che se non ha ispirazione non ce la fa proprio a produrre nulla. Infarcisco di errori di sintassi il post, scrivo due righe poi mi distraggo a fare altro e infine cancello tutto perchè non sono minimamente soddisfatta del mio lavoro. Così, ultimamente, ho lasciato il blog solo soletto.
Spesso dico su facebook che ammiro chi di voi riesce a scrivere post programmati, perchè io completamente disorganizzata in questi giorni. Nonostante l’università sia iniziata da ben un mese, non sono ancora stata capace di stilare una tabella di marcia da seguire per non diradare così tanto i post. Mi piace scrivere, lo sapete, perchè mi aiuta a sfogare lo stress: spesso, però, sono talmente stanca mentalmente che non ce la faccio ad elaborare dei buoni testi.
Credo, tuttavia, che inizierò ad usare il mio adorato IStudiez pro che ho scaricato sull’ipad – si tratta di una specie di calendario pensato per gli studenti dove si possono organizzare i corsi accademici, inserire professori, e visualizzare sul calendario chi riceve quel giorno, cose così, insomma – anche per il blog. Pensavo di seguire, più o meno, il seguente schema: dedicare un paio di giorni alla settimana alla scrittura di post, e i restanti ai commenti sui vostri blog. Mi fa un po’ ridere parlare di “giorni”: tra l’università, le ripetizioni, gli incontri con i docenti ecc spesso riesco a ritagliarmi giusto la sera, se non devo andare in piscina. Cercherò di fare di più, promesso.

Qualche giorno fa, la mia anima gemella letteraria – che prende il nome di “migliore amico” o “Alex” – mi ha linkato tre mostre ai miei occhi super interessanti da andare a visitare.
La prima, intitolata Body Worlds, è quella del discusso artista Gunther Von Hagens, che mette in mostra veri corpi umani plastinati a mo’ di statue. Sono anni che desidero vedere questa mostra, da quando vidi un servizio a Mistero (prima o poi vi parlerò di questa mia perversa passione per quel programma). Quest’estate, in Slovenia, vidi i cartelloni pubblicitari e mi sarebbe piaciuto un sacco andarci, ma purtroppo non c’era il tempo. Il costo è di 15 euro, per gli studenti ridotto a 14 (diamine, si sprecano!), e si potrà visitare alla Fabbrica del Vapore. Ecco un’immagine tratta da un’esposizione:

La seconda mostra riguarda la figura del vampiro, in particolare di Dracula. Intitolata “Dracula e il mito dei vampiri“, essa mostra l’influenza avuta da questo personaggio storico – ricordo che la leggenda è fiorita attorno al personaggio di Vlad Tepes, detto l’impalatore – sia nella letteratura che nel mondo degli audio-visivi. Il costo è di 8 euro, ridotto a 6,50, ed è visibile alla Triennale.

Ultima mostra, che in realtà ho proposto io ad Alex e non viceversa (ecco, ve l’ho detto, sono stanca e mi contraddico da sola! :P), è una piccola esposizione riguardante le edizioni Salani.  Per i non appassionati, le edizioni Salani hanno pubblicato le più famose edizioni di libri per bambini e ragazzi, partendo da favole famose come Pinocchio, Cenerentola, Biancaneve e romanzi come Cuore o Incompreso, fino ad arrivare al più celebre Harry Potter. La mostra si trova al Castello Sforzesco, è intitolata “Da Pinocchio a Harry Potter” e si trova al Castello Sforzesco. L’ingresso è totalmente gratuito.

Come avrete forse già compreso, faccio questo post per chiedere se qualcuna di voi – oltre a Manu – desidera unirsi alla comitiva.
Naturalmente, chi non desidera vedere una o più di queste mostre, può raggiungerci direttamente al loco dell’altra mostra, o unirsi per pranzo..insomma, l’incontro è libero da vincoli!=)
Premetto che verrò accompagnata dai miei amici, ma non sentitevi in imbarazzo perchè sono molto simpatici e alla mano (anzi, ignorate certe battutacce che facciamo fra di noi, meglioXD), e verremo nei weekend, sicuramente dopo il 23 di novembre perchè la mostra su Dracula verrà aperta in quel periodo.
Un’ultima cosa, per farvi sorridere. Quando ho detto al mio moroso che avrei chiesto pure a voi di unirvi alla comitiva, si è lasciato andare in un lamento da cane bastonato e ha frignato “Oh noooooo! Ancora shopping!”. L’ho rassicurato che questa volta non sono previsti giri di negozi. Poverino, l’altra volta l’ho traumatizzato!

Bacio grande!

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Pitoti Croati

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Buongiorno bimbe!
Come va? Tramortite pure voi dal caldo? Avete pure voi intrecciato una laison passionale con il vostro ventilatore/condizionatore? Mamma mia. E io che durante gli ultimissimi giorni di vacanza non desideravo altro che tornarmene a casa e riprendere la mia solita routine. Col cazzo, il caldo mi sta lentamente ammazzando. Finirò arrosto, me lo sento. Meglio che inizi a portarmi avanti e vada a riempire la vasca da bagno di patate, almeno avrò un po’ di contorno. 

Dunque, come avrete capito la voglia di scrivere è tanta, ma è alquanto ostacolata da Lucifero. Si chiama così, giusto, questa perturbazione? Quest’anno abbiamo toccato il fondo della demenza. Dicono che da domani dovrebbe arrivare Beatrice. Bene. Quindi, per forza di cose, arriva pure il Paradiso, speriamo però solo meteologicamente  parlando perchè sono lì lì per schiattare. Dopo aver fatto un adeguato ripasso dell’inferno dantesco, finalmente arriva la buona Bea e le varie visioni celestiali. Che in questo caso non sono raggi di sole ma nuvoloni carichi di pioggia. 

Vi voglio mostrare i portachiavi che ho comprato in Croazia come regalo ai miei amici. Li ho chiamati tutti pitoti, che in dialetto bresciano significa “pupazzetti” – “bambolotti”.  Pitoti suona meglio, a mio avviso. Premetto che alcuni sono riuscita ad identificarli, ma per altri non ho avuto questo successo. 

1) Freddy Krueger (l’ho regalato al mio moroso), una bambolina vodoo, un pirata.

2) Elmo, uno gnomo, il gatto con gli stivali di Shrek.

3) Kenny, Cartman, Woody di Toy Story.

Infine, questi sono quelli che ho scelto per me. Non mi ero accorta di aver tra le mani Dora l’esploratrice, comunque quando l’ho scoperto ho pensato che fosse adatta a me perchè, nonostante ami viaggiare, a volte sono davvero un po’ troppo tonta. Poi ho comprato The Mask, perchè da piccola adoravo quel film, e spesso mi sento spuuumeggiante, come diceva lui. Infine Marge Simpson, perchè è apprensiva come me.

Inutile dire che io e il mio moroso abbiamo iniziato a fare i cretini con i pupazzetti. Sapevate che Dora ha una torbida storia sessuale con The Mask?

Infine, per l’equivalente di una decina di euro, mi sono portata a casa questo sfizioso porta-macchina fotografica, che si può utilizzare pure come una simpatica borsetta. Dimenticavo di dirvi che tutte queste cosine sono fatte a mano da un ragazzo che ha la sua piccola bottega a Orsera, in Croazia.

 

Ritornata!

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Salve ragazze!
Son tornata, finalmente! Dopo circa un mese di vacanza, rieccomi a scrivere sul mio adoratissimo blog. Lo so, qualche settimana fa vi avevo promesso che avrei aggiornato con qualche nuovo post, ma non avevo fatto i conti con il campeggio croato. 
A volte penso che quel cavolo di campeggio sia gestito da idioti. Il sito, a luglio, millantava il potenziamento della linea wi-fi. Già pregustavo che avrei passato lunghe ore al pc, magari scrivendo alle ultime luci del tramonto, che avrei avuto qualcosa da fare durante la settimana mestruazioni. Una mazza, per usare un francesismo. I primi giorni filava liscio come l’olio, poi il disastro. Inutile andare a protestare: i tizi della reception avevano affisso un cartello che annunciava la sistemazione del server e il conseguente non funzionamento di internet. Certo che ci vuole un bel cervello per sistemare ‘ste cose in pieno agosto, con il campeggio brulicante di gente. 

Partiamo dalle cose belle: la Baviera. Meravigliosa terra tedesca. Perchè non siamo evoluti come i tedeschi, mi domando? Credo, comunque, di aver ufficialmente trovato uno dei luoghi in cui costruire il mio chalet quando diventerò una donna ricca e tamarra (sognare non costa nulla, o è aumentato pure quello mentre ero via?). 
Comunque. Sarà che la montagna esercita su di me un fascino particolare, ma la Baviera è davvero una zona magica. I paesini sono uno più pittoresco dell’altro, come ad esempio Oberammergau, con le sue casette tutte dipinte con scene a tema religioso, mitologico e favolistico.  I castelli di Ludwig sono semplicemente stupendi, non riesco a trovare le parole adatte per descrivere la meraviglia, la gioia e l’incanto provati di fronte a tanta bellezza. Non ho dimenticato la promessa che vi ho fatto: il tempo di adattarmi al clima africano bresciano, e inizierò con i post riguardanti il mio viaggio. 

Sono passata anche per Salisburgo, una tappa non prevista dal mio itinerario, e ho visitato la casa natale e la casa di Mozart. Niente di che, a dire il vero: 14 euro per le due case sono stati decisamente un furto, soprattutto se penso che il biglietto d’ingresso di ogni castello di Ludwig costava attorno ai 10-12 euro. 

La Slovenia, nonostante promettesse molto con i suoi lussuriosi boschi, mi ha alquanto deluso. Innanzitutto non sono affatto organizzati per quel che concerne il turismo, e in quegli sporadici campeggi che si incontrano sono gestiti da incompetenti molto maleducati. Non parliamo poi della gestione del patrimonio artistico-culturale: mi sono spesso lamentata dell’incompetenza dell’Italia, ma la Slovenia ragazze mie ci supera di gran lunga. Ho visitato il castello di Predjama, uno dei patrimoni principali dello stato, incastonato nella roccia: beh, non ho mai visto niente di peggio. Rifiuti ovunque, gente che scriveva sui muri senza che nessuno dicesse nulla, che grattava via un pezzettino di muro da portarsi a casa per ricordo, e altre eresie simili che fanno accapponare la pelle ad una storica come me.

La Croazia è un po’ una piccola oasi di relax totale, anche se a dire il vero dopo un po’ mi annoia perchè il mare non mi fa impazzire più di tanto. Adoro nuotare, ma la vita da spiaggia non fa proprio per me.  In ogni caso, Vsar (Orsera), il paese dove vado da ormai quattro anni, è un piccolo angolo di paradiso, pieno di mici da coccolare. A proposito di mici, in ogni posto che ho visitato ho incontrato e coccolato almeno un gattino. Coincidenze? Per una gattara come me è semplicemente destino. A Vsar ce n’era uno piccino, tanto carino, di nome Giovanni, di proprietà di un ristorantino del centro che manteneva un’intera colonia di gatti. Un micetto di due mesi, bianco e nero, coccolosissimo e col pancino sempre pieno di pappa: evidentemente, il viziatello non mangia solo la sua pappa, ma va ad elemosinare anche ai tavoli dei clienti. 

Mettermi in costume non è stato troppo traumatico come pensavo. Il pregio di alloggiare in un campeggio gestito da tedeschi è, appunto, la sovrabbondanza di tedeschi. E dove c’è crucco c’è panza. A confronto delle signore teutoniche, ero un figurino, il che non è poco. V’erano anche ragazzine piuttosto carine, a dir la verità. Ma non mi mettevano in soggezione, le guardavo e pensavo: “Tua madre sembra una grossa balena arenata. Tempo 5-6 anni e l’eredità naturale calerà irrimediabilmente pure su di te, carina.”

Ok, basta pregiudizi da italiota. Parliamo di tette. E domandiamoci: perchè le signore di una certa età hanno la raccapricciante tendenza a mettersi in topless? Quest’anno si è proprio toccato il fondo: ho visto una tizia che avrà avuto almeno 70 anni con le tette al vento. Oddio, al vento è una parola grossa, al pavimento, diciamo. La cosa che mi fa più ridere è vedere come se la tirano. Un paio d’anni fa avevamo come vicina di piazzola una vecchia esibizionista, che si piazzava a prendere il sole in mutandine fin dalle 9 del mattino. In pratica ti svegliavi, scendevi dal camper, e ti veniva voglia di sbattere la testa su uno scoglio per non vedere. Soprattutto il mio moroso che si svegliava irrimediabilmente a suon di bestemmie sibilate a mezza bocca. La signora, non paga, si metteva pure a chiacchierare con noi mezza desnuda. Finchè un giorno mi fa: “Meglio che mi rivesta, non vorrei distrarre troppo il tuo ragazzo da te.”. Ho evitato accuratamente di dirgli che il mio moroso, piuttosto che dover vedere quello spettacolo tutte le mattine, stava pensando di cavarsi gli occhi con lo spazzolino da denti. 

Dimenticavo: per chi volesse, su facebook ho caricato le foto del mio viaggio. Vi lascio il link, se volete spulciare in attesa dei post. Bacio!

Buone Vacanze!!!!!

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Ragazzuole mie, grazie di questo tempo passato assieme. Io sono in partenza per le vacanze e questo è un post programmato. Mi spiace un sacco star lontana da questo blog, mi sembra quasi di dover salutare delle amiche reali e non virtuali! ^__^
Cercherò di aggiornare il blog il prima possibile, promesso! E di leggere i vostri post, naturalmente!
Un bacio ed un abbraccio grandissimo!!!
Tizy

PS: lo smalto nella foto è il mio adorato Kiko 340. Scusate per la pessima stesura, ma ci vedo poco e faccio fatica a mettermelo sui piedi! ^_^

Non ho brufoli in questa foto perchè li ho tolti con iPiccy..:P

Preparazione bagagli: parte 2.

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Ieri, per la prima volta dopo mesi, sono scesa in città senza un velo di fondotinta, traguardo ragguardevole per me. Lunedì sera, con i vostri commenti incoraggianti e dopo la lunga chiacchierata con Sophia, mi sono sentita decisamente meglio. Ogni tanto ho questi cali di autostima, queste piccole paranoie. Ultimamente più spesso, a causa dei problemi alla pelle. So che ci sono cose ben più gravi, ne sono cosciente. Ma dopo un’adolescenza passata sentendomi apostrofare come “cessa”, a volte faccio veramente fatica a riporre fiducia in me stessa.

Ieri sono andata in una farmacia vicino all’università, dovendo fare da supporto morale al moroso che aveva un esame da sostenere. Ho evitato accuratamente le farmacie del mio paesino: oltre a rimpolpare di brutto i prezzi, tendono a venderti la roba più cara che hanno spacciandotela per l’unica valida, e ti trattano malissimo se per disgrazia hai una ricetta, perchè sono costretti a venderti ciò che ti prescrive il medico e che magari non costa tanto. In poche parole: son delle teste di cazzo.
Dicevo, la farmacia vicino all’università. Ci ho trovato una farmacista fantastica, gentilissima. Abbiamo chiacchierato a lungo (io chiacchiero a lungo con chiunque, se me ne dà l’opportunità XD), s’è informata sulla mia vita, sui miei studi, sui medicinali che prendo. S’è rifiutata categoricamente di darmi le creme cicatrizzanti che le ho chiesto, diceva che ho una pelle sensibile che ho già troppo stuzzicato, almeno nell’ultimo periodo. Mi ha dato tre prodotti di Avéne, una marca che sento spesso citare nei vostri blog, e che alcune di voi mi hanno detto fare bene: gel detergente, tonico, crema viso.


Mi ha consigliato di usare il gel detergente solo alla sera, mentre di applicare mattino e sera la crema dopo aver preparato la pelle con il tonico. Ieri sera le ho sperimentate per la prima volta: trovo il gel molto fresco e mi sembra di sentire che mi pulisca ben bene la pelle; il tonico pure è molto fresco, e si assorbe facilmente. La crema invece mi piace meno, mi sembra che fatichi ad assorbire. Uso una quantità di prodotto irrisoria, perchè basta davvero pochissima crema per coprire tutta la zona problematica, nel mio caso guance e mento. 
La dolce signora ha detto che i risultati non li vedrò immediatamente, perchè per prima cosa questi prodotti contribuiranno a far uscire tutti quei brufoletti che sono sottopelle (odio quei maledetti bozzi!!). Presumo sia una buona cosa, perchè così sfogheranno. In ogni caso, mi ha detto che in un mese circa dovrei avere la pelle ripulita. Speriamo!!
E’ stata pure molto carina coi prezzi, ha cercato prodotti che non costassero troppo ma che funzionassero e poi alla fine mi ha scontato pure tutto di 5 euro. Per tre prodotti ho sborsato 40 euro, ma non penso sia un costo esorbitante per dei prodotti farmaceutici: in ogni caso, avevo giù preventivato di spendere una cifra simile da Lush, e francamente sono più soddisfatta di aver usato quei soldi per questi prodotti.  Dopo aver pagato il conto stavo per andarmene, e la signora mi ha fermata e mi ha detto “Tesoro, questi sono per te“: un sacchettino ricolmo di campioncini di maschere, creme e cremine varie specifici per il mio problema. Ditemi, posso non amarla?

Con questi tre prodotti ho risolto il problema skin-care delle vacanze, e ho risolto la sezione cosmetici-prodotti corpo in un paio di beauty case. I miei amici, per il compleanno, mi avevano regalato questo beauty a due scomparti: in quello superiore ci ho messo le cose per la pulizia quotidiana, in quello inferiore i trucchi.  A proposito di trucchi: mi sono portata i miei tre Long Lasting (sabato ho comprato pure lo 07), una matita nera, eyeliner, un mascara nero e quello azzurro di Kiko, naked e paletta sleek. Sembra tanto, ma per i miei standard è una conquista! ^^

Stamattina sono passata a prendere pure il beauty dell’Erbolario abbinato a Donna Moderna. E’ stato adibito a contenitore di shampoo e bagnoschiuma, minitaglie comprate ad un euro da bottega verde e una marea di campioncini derivanti da un anno di acquisti in quel negozio. Ho intenzione di fare piccole review anche di quei campioncini, come ho visto fare a Jess e a Franci! Ne ho talmente tanti, che se non li smaltisco in vacanza poi mi tocca a buttarli.
A proposito di capelli. Volevo mostrarvi una piccola chicca che ho acquistato qualche mese fa all’Auchan. Si tratta della piastra mini della Bellissima della Imetec, pagata solamente 19 euro! *–* Per darvi un’idea delle dimensioni, l’ho appoggiata sopra un DVD.

E’ proprio piccinina lei! Premetto che io ho solo i capelli  mossi in punta e che se non vengono piastrati si annodano, quindi non ho bisogno di particolari piastre, e questa piccolina mi va benissimo sui capelli. Ha una temperatura massima di 200 gradi, non regolabile, ahimè: infatti solitamente la faccio scaldare e poi la tolgo dalla carica quando sento che è troppo calda. Ho letto in giro che alcune “cultrici” della Bellissima l’hanno trovata in giro a 30-40 euro, e parlano di grande occasione. Il mio consiglio è: se la trovate a 19 euro prendetela perchè è un buon prodotto e comodo da portarsi in valigia perchè non occupa spazio (ha il suo astuccio in cui riporla), se la trovate a 30-40 euro lasciatela lì e compratevi piuttosto una piastra normale.
In un piccolo sacchettino a parte, ho messo il necessaire per la manicure: lima, base e top coat e qualche smalto. Ho deciso di portarmi soprattutto smalti nude: avendo le unghie corte e un po’ rovinate dal gel, ho notato che sembrano molto più in ordine con gli smalti nude. Ovviamente non rinuncio al colore: un paio di azzurri e un paio di rosa ci sono sempre!

Infine, a proposito della mia passione per la cartoleria, guardate che cosa ho trovato da Ricordi ieri:

Un astuccino piccino picciò pagato solo 5,90, perfetto per la borsa perchè non ingombra. Ci ho inserito la mia pennina -maiale, e già che c’ero ho comprato evidenziatore e tratto-pen stabilo, e una matita con le note musicali: vado a vedere i castelli di Ludwig, che era innamorato di Wagner, ergo mi sembrava in tema. ^^

Con questo post ho esaurito l’argomento bagagli, per fortuna vostra! ^^ Pubblicherò qualcosina domani e venerdì, poi se riesco vi programmo qualche post. Altrimenti attendente mie notizie! *__*

Letture estive

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Sabato prossimo parto per le vacanze, finalmente!
I miei suoceri mi hanno regalato, in occasione della laurea, un viaggio in Baviera. In realtà, non è che mi abbiano regalato proprio un viaggio, nel senso che ci andremo con il camper e quindi non soggiorneremo in alberghi e simili. Però mi pagheranno entrate nei musei, nei castelli, i campeggi dove sosteremo e quant’altro. Non vedo l’ora di intraprendere questo viaggio, perchè la Baviera è un mio sogno nel cassetto fin da quando ho iniziato ad appassionarmi ad Elisabetta d’Austria, alias Sissi. Visiteremo i castelli del re di Baviera Ludwig, cugino di Sissi, un re che dilapidò le casse dello stato per costruire enormi e sfarzosi castelli fiabeschi: sono quattro e da uno, quello di Neuschwanstein, è stato tratto il disegno dei castelli dei primi lungometraggi Disney. Uno dei quattro castelli è addirittura la replica in miniatura della reggia di Versailles, poichè Ludwig aveva una profonda ammirazione per il re Sole, e ne voleva emulare le gesta, nonostante la pazzia che lo colse già nella giovinezza. 
Una tappa che non mancherà nel mio viaggio sarà il castello di Possenhofen, la residenza estiva della famiglia di Sissi, più volte citato nei film con Romy Schneider che ripropongono a Natale. Infine, passeremo per Monaco e per dei paesini pittoreschi di cui, purtroppo, non ricordo il nome. Ho intenzione di scrivere su questo blog quanto posso, magari scroccando la connessione wi-fi gratuita che hanno in ogni dove, in Germania (ah, benedetta nazione, perchè in Italia siamo così arretrati?). Mi porterò un piccolo quadernetto dove annoterò i luoghi che visiterò, le impressioni, le emozioni: voglio proprio condividere con voi le esperienze di questo bellissimo viaggio!
Dalla Baviera, poi, ci sposteremo come ogni anno in Croazia, dove passeremo una quindicina di giorni in un campeggio in riva al mare. Lì, sicuramente, avrò molto più tempo per aggiornare il blog, poichè il mare dopo pochi giorni mi annoia e, a conti fatti, dovrei avere pure le mestruazioni. -.-‘
Può sembrare strano che io vada in vacanza con i miei suoceri, quando potrei anche andare in vacanza con il mio moroso e basta. In realtà, quest’anno dovevamo fare anche un altro viaggio in compagnia di un’altra coppia che, purtroppo, s’è lasciata poco tempo fa, e quindi è saltato tutto. Si dice che non tutti i mali vengano per nuocere: se fossi andata in vacanza con i due ragazzi, avrei intrapreso il viaggio in Baviera ad ottobre-novembre, e sicuramente non mi sarei goduta così tanto le bellezze di quei posti poichè, verso settembre, le statue dei giardini vengono inscatolate per preservarle dalle intemperie, e i giochi d’acqua delle fontane vengono sospesi. Il viaggio romantico con il mio moroso è comunque solo rimandato: a settembre mi aspetta un weekend a Disneyland Paris e uno in Toscana, anche questi doni di laurea.
Dicevo. La vacanza con i miei suoceri. Alcuni trovano imbarazzante passare tanto tempo a stretto contatto con i suoceri, o addirittura un po’ da sfigati. Io non mi sento assolutamente così, perchè per me loro sono come genitori. Mio suocero stravede per me, sono una sorta di figlia mancata, e mi vizia in ogni modo. Mia suocera è quasi una sorella, per me. E’ super creativa, adora costruire collane e braccialetti, si diverte nelle decorazioni col decoupage e simili. L’anno prossimo andrà in pensione – è una dirigente della Nato – e ha intenzione di dedicarsi al 100% ai suoi hobby, e vuole insegnarmi. Dimenticavo di dirvi che pure lei è una patita di makeup, prodotti corpo e shopping: solo che, avendo molto più dinero a disposizione, ogni tanto si toglie qualche sfizio e si compra prodottini makeupposi che mi fanno sberluccicare gli occhi. E che poi mi presta sempre. Quest’anno sia io che lei stiamo riempiendo due mega beauty con cazzatine per il corpo da scambiarci.
Noi tre – io, mia suocera e il mio moroso – siamo dei lettori accaniti, e quindi ogni volta che viaggiamo riduciamo il camper ad una piccola biblioteca. Ogni anno passiamo almeno una ventina di giorni in Croazia, e siccome là non ho mai trovato una libreria (per me è una cosa assolutamente traumatizzante), preferisco partire con una super scorta di libri, nella paura di ritrovarmi con le mani in mano e non aver nulla da leggere. Figuriamoci che persino quando vado in università, in posta o in qualsiasi altro posto mi porto sempre un libro da leggere per i momenti morti. Non so stare senza un libro per le mani, ho bisogno di tenere il cervello sempre allenato, sennò mi sale il mal di testa con la noia. 

Ecco le mie letture estive!

Ho frequentato il liceo linguistico, e tra le lingue studiate c’è stato il tedesco. E’ una lingua che mi è sempre piaciuta profondamente, e ho particolarmente amato la letteratura ottocentesca tedesca: Eichendorff, Goethe, Kafka. Mi sono sempre ripromessa di rileggere in traduzione italiana quei testi, ma fino ad ora ho sempre avuto la mente impegnata in mille esami e non l’ho mai potuto fare. Quest’anno è quello giusto, quindi ho deciso che partirò con Goethe, leggendo “Le affinità elettive” e un tomo della serie del Wilhem Meister, un Bildungsroman (romanzo di formazione), intitolato “La missione teatrale di Wilhem Meister“.  Claudio Magris è invece un germanista che ho scoperto preparando la tesi su Elisabetta d’Austria, leggendo il suo saggio “Il mito asburgico”. Mi sono innamorata del suo stile di scrittura, e ho deciso di prendere in prestito in biblioteca altri due suoi libri. Il primo è “Danubio“, di cui vi lascio la descrizione presente in copertina (ve lo lascio solo di questo, sennò mi viene un post lunghissimo e prolisso. Gli altri, magari, ve li recensirò in altri post):

“Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti un viaggiatore che ripercorre con pietas e con humor il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico, attraverso i luoghi visitati e interrogati, la civiltà dell’Europa Centrale […] rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana. 
Viaggio esterno, dunque, e avventura interiore, minuziosa documentazione erudita che diventa materia di finzione e di digressione fantastica per un viandante curioso di luoghi, libri e persone che redige un piccolo Decamerone danubiano con storie e vicende, destini individuali e collettivi rimasti impigliati sulle rive del fiume e del tempo. Il Danubio diviene un labirintico percorso post-moderno, alla ricerca del senso della vita e della storia sull’atlante della vecchia Europa e del nostro presente.”

Non so chi ha scritto questo pezzo, ma è pura poesia. Sempre di Magris, ho preso in prestito “Illazioni su una sciabola“. Per coronare il tutto, una piccola biografia su Leopardi, uno dei miei poeti preferiti insieme a Pascoli e d’Annunzio.

In una libreria dell’usato, invece, ho comprato per soli due euro l’uno “Racconti” di Thomas Mann e “Il ritratto di Dorian Gray”.

Invece, quest’inverno, comprai questi libri che non ebbi il tempo di leggere per via della tesi, ma che ho intenzione di divorare ad agosto. Del primo, “Diario poetico di Elisabetta d’Austria“, ho letto solo qualche poesia che mi serviva per la tesi. Il secondo è un’opera omnia delle favole e fiabe dei Fratelli Grimm, una bella edizione della Mondadori pagata in offerta solo 10 euro.  Il terzo è un libro che contiene i racconti (piuttosto inquietanti) di Kafka: io ho letto in tedesco solo “la Metamorfosi”, e voglio rimediare. Il quarto è “La Cripta dei Cappuccini” di Joseph Roth, uno scrittore novecentesco che rievoca con nostalgia il passato asburgico: la cripta dei cappuccini è infatti il luogo di sepoltura dei reali austriaci. 

 

E infine: questo è il mio ordine fatto su IBS giovedì, che dovrebbe arrivarmi lunedì! *__* Non vedo l’ora! Non piace pure a voi il profumo del libro nuovo? PS: se non riuscite a leggere i titoli cliccate per ingrandire!=) 
Ho comprato principalmente libri di storia: Eva Cantarella è una docente di Storia greca e romana, e mi piacciono parecchio i suoi libri perchè sa sapientemente accostare il mito alla storia, e con parole semplici riesce a spiegare concetti un po’ ostici come le norme e le giurisdizioni greco-romane. I miei due libri trattano dell’amore, spaziando dall’amore adulterino a quello matrimoniale, ovviamente con ricordo al mito e alla poesia.
Ho ordinato due biografie sul re Ludwig, poichè conosco poco su questo personaggio: la maggior parte delle nozioni le ho desunte dalla biografia di Sissi. Un libro sul mito di Barbie, consigliatomi dalla mia relatrice, uno sull’attentato dove rimase vittima Sissi, e infine due libri erotici: Cinquanta Sfumature di Grigio e “Sul mio Corpo”.

 

Weekend del primo maggio

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Scusate l’assenza, ma sono stata via in questo lungo ponte (sto riprendendo il giro dei vostri blog, sennò mi perdo troppe cose!). Avevo bisogno di staccare un po’, e quindi sono andata in montagna, dove un mio amico ha una casa. Il paese è molto carino, si chiama Lodrino (fa pure rima), è abbarbicato su per le montagne. Dal terrazzo si può vedere tutta la valle, e nei giorni di sole si riesce a scorgere persino Brescia, che sta più o meno ad una cinquantina di chilometri.
Da sempre sono innamorata della montagna. Mi rilassa, molto più del mare. Non resisto al fascino di un bosco, con i suoi fiori profumati, i colori di cui si tinge in autunno, il silenzio rotto solo dal fruscio delle foglie. Poi non sopporto il caldo, per niente, e quindi per me è assolutamente assurdo, d’estate, andare a morire di caldo su qualche spiaggia. Macino miglia d’asfalto rovente durante le visite alle città d’arte, quello sì, ma se passo anche solo 10 minuti su un lettino in spiaggia impazzisco.
Ormai Lodrino è il nostro rifugio, ci andiamo almeno un paio di volte l’anno. Poi quando si ritorna ci si deve disintossicare, vista la quantità di porcherie  che ingurgitiamo là sopra. Nachos col ketchup, patatine varie, torte e tortine, pizze e piadine. Che sarebbe una scampagnata con gli amici senza le schifezze?
Ultimamente fra i maschi della compagnia (moroso compreso) sta serpeggiando un nuovo hobby: le ferrate. Per i non addetti ai lavori, la ferrata è una specie di scalata di una parte rocciosa solo, a loro dire, più semplice e meno traumatica perchè si è agganciati coi moschettoni e si ha l’ausilio dei pioli. Detto così, sembrerebbe una stronzata, ma vi assicuro che non lo è, visto che si raggiungono anche altezze molto grandi e ci vuole una bella forza nelle braccia. Io ci ho provato l’anno scorso, ed è stata l’esperienza più terrificante di tutta la mia vita. Premetto che soffro tantissimo di vertigini, quindi sono stata alquanto cretina io a volerci provare, comunque il mio amico mi aveva scelto un percorso abbastanza semplice, che non richiedeva troppi sforzi e soprattutto a circa un metro e mezzo da terra. Precauzioni vane, visto che alla minima difficoltà son scoppiata a piangere dal terrore e  son dovuta ritornare indietro. Da allora mi limito a stare col naso all’insù e a guardare, oppure a girovagare per i boschi scattando qualche foto.  O, meglio ancora, ad ingozzarmi di panini al baracchino del noleggio attrezzature, circondata da vecchi bavosi che, non essendo abituati alla gioventù femminile, tentano di convincerti a fare le ferrate solo per poterti imbragare e scoccare occhiate alle tette.
A proposito di foto, ve ne lascio qualcuna. Le mie son piuttosto misere, le ho fatte con la mia macchinetta da quattro soldi. Da quando è scoppiata la moda delle reflex per me è un trauma: i miei amici fanno foto stupende, tuttavia con quelle cazzo di macchinette, quando mi puntano l’obiettivo addosso, mi fotografano pure i brufoli che mi spunteranno tra due mesi.

Quei tre pazzi là sopra sono il mio moroso e due miei amici.

Questa sono io, in un pomeriggio di faticosissimo lavoro.

Italiani all’estero

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Il mio amore per la storia è nato grazie all’Egittologia, passione inculcatami dalla mia zia paterna. Da piccola leggevo montagne di libri di Christian Jacq, non mi perdevo mezzo documentario in tv ed esultavo quando trovavo un articolo riguardante l’antico Egitto su un qualsivoglia giornale.  All’epoca sognavo di andare a studiare Egittologia ad Oxford, e di lavorare con Zahi Hawass. Già da piccola ero diversa dalle altre: le bambine di 7-8 anni sognano di diventare ballerine, cantanti, maestre o veterinarie. Io no: il mio unico desiderio era armarmi di setaccio e paletta e scavare nelle sabbie del deserto. E magari scoprire una tomba favolosa ed intatta, come quella di Tutankhamon.

E’ quasi superfluo dire quanto ardentemente desiderassi vedere l’Egitto e tutti tesori di quell’epoca straordinaria sparsi per i vari musei del globo.  Tra questi, il mitico busto di Nefertiti.
Ho avuto la fortuna di fare un viaggio a Berlino, due anni fa, e di poter visitare il Neues Museum, dove il manufatto è conservato.  Ricordo ancora quanto fossi entusiasta ed elettrizzata all’idea di vederlo. A pochi passi dalla sala, quasi piangevo: ero lì lì per realizzare uno dei miei sogni di bambina.
E finalmente eccolo, in tutta la sua bellezza, in tutti i suoi meravigliosi colori. Penso di essere rimasta almeno una decina di minuti in religioso silenzio, in contemplazione di un oggetto che per me è quasi l’equivalente della croce per i cattolici. Può sembrare un’esagerazione, è vero, ma la storia è la mia ragione di vita e musei, monumenti e quant’altro sono luoghi di pellegrinaggio. 
Ma torniamo ora a quella giornata. Me ne stavo lì imbambolata, quando da dietro mi giungono queste parole:

“mah. Jè manca un occhio, jè manca ‘n orechio, nun c’ha un cazzo, che c’ha da essere così importante? “

Credo che non serva sottolineare l’origine italiana di questi due individui. Ragazzine che vagate per il mondo, per favore, se non vi interessa la storia, non buttate 10 euro per poi fare queste figure barbine. Poi per forza per gli stranieri siamo tutti italiani cafoni mangiaspaghetti. 

"Insomma, ti mancano dei pezzi, perchè stai in un museo?"

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