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Post Accozzaglia #1: tesi, ebook, On Writing, anniversario.

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Ho già deciso la tesi della specialistica – nonostante mi manchino più o meno due anni per terminare gli studi – e la cosa mi tranquillizza davvero molto.  Sarà una tesi storica riguardante il mio comune natio in epoca moderna. Per il momento l’argomento è appena abbozzato, dovrò ridurlo sicuramente a qualcosa di più specifico onde evitare di perdermi nelle ricerche e rischiare di scrivere qualcosa di impreciso.
La scelta dell’epoca moderna è stato, in parte, un fatto opportunistico:  non voglio abbandonare la mia relatrice della triennale, perchè è una delle professoresse più in gamba che io conosca. Non solo ha una una cultura sconfinata – per essere docente onoraria alla Sorbona di Parigi presumo ce ne voglia – ma è anche un modello di docente a cui molti dovrebbero ispirarsi. Molto materna, è sempre pronta a dare una mano ai suoi studenti, anche per fatti che non riguardano l’università. L’anno scorso, a maggio, venne a mancare mio nonno materno e lei si tenne in contatto con me per tutto il tempo per sapere come io stessi. Non l’ho mai vista una volta trattare male i suoi studenti, nemmeno sotto esame: se hai fatto una cazzata te lo fa capire, ma con molto garbo.  Qualsiasi idea per la tesi viene accolta con un sorriso sulle labbra, non come fanno certi doventi che ti guardano con un espressione da “mio figlio di 5 anni avrebbe idee migliori delle tue, stupida idiota!”, e poi viene ovviamente indirizzata sul giusto binario. Non è raro, inoltre, facendo lei mille convegni in giro per l’Europa, che nei suoi giri trovi qualche museo in cui è esposto qualcosa di interessante e spedisca email ai suoi studenti con le sue scoperte.  Quando feci la tesi su Elisabetta d’Austria e il mito che è scaturito dalla sua figura, ricordo che mi spedì dalla Svizzera la foto della locandina del Musical a lei dedicato e, al suo rientro, mi portò i depliant illustrativi: dalla sua idea di inserire persino il musical, nella tesi, ne uscì un bel capitoletto apprezzato dalla commissione.  Sì, insomma, l’avete capito: adoro quella professoressa!
Non vedo davvero l’ora di iniziare questa tesi, perchè finalmente farò qualcosa da “storica”. La tesi della triennale, alla fine, non è stato un vero e proprio lavoro di ricerca, ma un sunto di diversi libri e analisi di film, poesie e mostre varie. La tesi specialistica sarà invece un lavoro da storica nel vero senso della parola: mi rinchiuderò negli archivi del mio paese, scartabellerò manoscritti, incunaboli e documenti vari. Studierò a fondo la storia del mio paesino natale e magari, perchè no, scoprirò qualcosa di nuovo. Mi addentrerò in territori poco conosciuti e solo dalle mie capacità dipenderà l’esito della tesi.

In questo periodo ho scoperto la bellezza degli ebook, comprendendo con essi la vera potenzialità di un ipad. Prima facevo parte della categoria di quelli che schifavano i libri in formato elettronico: “Vuoi mettere la bellezza di un libro cartaceo, del suo profumo, della sua consistenza!”, ripetevo a iosa. Da una parte è vero: per chi ama leggere la versione cartacea non sostituirà mai quella elettronica, per una serie di fattori che vanno dalla mera sensazione olfattiva alla voglia di ricercare edizioni raffinate. C’è da dire che, purtroppo, i libri costano e i loro prezzi stanno aumentando a dismisura: un tablet permette di avere una biblioteca sconfinata praticamente gratis. Leggendo un blog, un giornale, su facebook si trova un titolo interessante? Basta una ricerca su internet e il gioco è fatto: si ha il testo a disposizione.
E poi, non mi stancherò mai di dirlo, una delle invenzioni più spettacolari del mondo librario è IBooks (presumo ci sia anche un equivalente Android), la biblioteca personale in formato elettronico, insomma, che ti permette di sottolineare libri, aggiungere note e condividere sui social network le frasi più significative. Lo so, probabilmente a voi suona come una truzzata, ma a me dà tanta soddisfazione il poter condividere più agevolmente le mie letture!
Ultima ma non meno importante “utilità” del tablet: il potersi vedere comodamente le foto di autori, personaggi storici, quadri e tutto quando viene descritto in un libro standosene comodamente stravaccati a letto perchè basta un semplice colpo di dito per passare da IBooks a Google Chrome. Ma solo a me sorge il desiderio impellente di vedere il viso dell’autore del libro che sto leggendo?

A proposito di ebook, ho appena terminato “On Writing” di Stephen King: il più bel trattato sulla scrittura che abbia mai letto, anche perchè non pretende di insegnarti a scrivere, partendo dall’idea che una persona il talento per la scrittura ce l’ha nel sangue, non è una cosa che si può imparare. Certo, si può imparare a scrivere senza errori grammaticali e di ortografia, ma la bravura è un’altra storia. Ci ho trovato un bellissimo pezzo, che voglio condividere con voi, che riassume più che egregiamente la mia passione per la lettura

“I libri hanno la singolarità di essere magie portatili. Io di solito […] ne porto uno con me ovunque vada. Non si può mai prevedere quando hai bisogno di una via di fuga: una coda di chilometri al casello, i quindici minuti che devi trascorrere nell’atrio di una tetra palazzina di college prima che il tuo consulente esca a metterti la firma su una ricevuta, sale d’aspetto negli aeroporti, lavanderie automatiche in pomeriggi piovosi e il peggio del peggio, vale a dire lo studio del medico, quando lui è in ritardo e tu devi aspettare mezz’ora per farti bistrattare qualche parte sensibile. In questi momeni io trovo il libro vitale. “

Lunedì scorso io e il mio moroso abbiamo festeggiato 6 anni di fidanzamento, tempo che è assurdamente volato. A dire il vero, a me non sconvolge tanto la lunghezza della relazione, quanto pensare che ho finito le superiori già 5 anni fa.
Tra le cose che sono cambiate, in questi anni, è la frase che mi rivolgono i parenti riguardo alla mia relazione. A 17 anni era “Cosa ci fai già fidanzata, non ti vuoi godere la vita? Non ti stufi?”, adesso è “Quando vi sposate? Dopotutto è tanto che siete insieme”. In entrambi i casi, la risposta è sempre quella, ovvero che con lui sto benissimo così.
A proposito: ecco il mio regalo per l’anniversario. Inaspettato, oserei dire! Mi ha vista che guardavo con la bava alla bocca lo stand Benefit e mi ha detto: “Dai, scegli un kit che te lo regalo io. Non vedi che bella confezione retrò che hanno?”

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Felicità!!!!

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Cara Tiziana,

 

                         ho tra mano la sua tesi e non posso non complimentarmi per il risultato raggiunto.

 

Ore 8.00. Apri la casella di posta, e ti ritrovi la mail della tua relatrice. Tremi. 
Poi leggi queste bellissime parole, e inizi a pensare che forse non sei una cazzona buona a nulla.

Ecco le unghie a gel che ho fatto per la laurea. La coccinella sembra fare il suo dovere.

 

Liete novelle

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Oggi è arrivata la convocazione ufficiale 
Per la discussione della tesi di laurea:

Mi laureo il 9 luglio alle ore 9.30!

Tesi stampata e rilegata √ 

Parrucchiera prenotata √

Estetista per le unghie prenotata √

Vestito √

Sandali √

Locale per aperitivo prenotato √

Consigli per il trucco? Io pensavo di farmi un trucco sui toni del nude utilizzando la naked, taanto mascara, eyeliner e matita nera. Come rossetto pensavo di utilizzare un rosa da abbinare al colore delle unghie dei piedi.  E, ovviamente, un sacco di fondotinta per nascondere le imperfezioni del viso: voglio fare una marea di foto..XD
Che dite, compro anche il fissatore per il trucco della Kiko?  

Coming back

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Oggi ho portato la tesi a stampare: posso

ufficialmente dire di aver concluso il mio mese

sabbatico lontano da questo blog!


 

Care amiche blogger,

eccomi qui! Dopo 156 pagine, imprecazioni varie e pezzi di tastiera bloccati irrimediabilmente posso finalmente dire di aver concluso il mio lavoro. Finalmente, oserei dire! A livello di stress pensavo peggio, comunque. A parte alcuni weekend trascorsi ad aspettare le correzioni dei capitoli, qualche giorno di scoramento dovuto alla mancanza di ispirazione e un’influenza (sì, mi sono ammalata a giugno. Con tremila gradi all’ombra.), tutto sommato sono riuscita a ritagliarmi del tempo per stare con i miei amici. 

Oggi ho passato due ore a casa della mia amica bestemmiando contro office, che inspiegabilmente cambiava formato nel trasportare un file da una piattaforma all’altra. Le note, soprattutto, davano problemi: si auto-impostavano formattazioni automatiche non richieste che hanno mandato in bestia la mia amica (la Franz, quella che si è laureata ad aprile) che tentava di togliere quella maledetta abitudine ad open office. Niente quello. Ho fatto stampare la tesi nell’unica copisteria gestita da un ispanico arrapato, che più che ascoltarmi passava il tempo a fissarmi le tette e mugugnando frasi del tipo “Muy Bonita! Devi fare tu la maturidad? No? Parece mas pequeña!”..E io lì, in bilico tra la voglia di frantumargli sulla testa una fotocopiatrice e il desiderio di finire il tutto il prima possibile. Che poi, almeno fosse stato somigliante a Banderas. Mmh, Antonio. L’avete visto? Adesso l’hanno messo a fare il fattore nel mulino. I brividi che non mi salgono quando pronuncia “Rrrosita, mi hai beccato!”.. Ci sono momenti in cui una donna vorrebbe essere una gallina. Comunque, tornando al moderno Gutemberg ispanico: dopo un’ora e mezza, siam riusciti a capirci e ha giurato che le tesi saranno rilegate entro lunedì. Me lo auguro per lui. 

Come vi avevo promesso, adesso riprenderò il giro dei blog e, frattanto, vi pubblicherò qualche swatch. Guardate che ho trovato oggi da Coin…

Non sono morta..Son semplicemente in fase tesi..

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Ragazzuole mie, è arrivato per me il momento dell’impegno. Ieri sono stata dalla professoressa, ho consegnato le pagine corrette e rivedute e mi ha detto di darmi una mossa con la tesi. In sostanza, entro i primi dieci giorni di giugno (màs o menos) devo averla finita, in modo da correggere le ultime minuzie. 
Come avrete capito, questo mese sarò poco presente sul blog, la laurea prima di tutto. Vi prometto che, dalla consegna della tesi in poi, vi annoierò con un sacco di post. Nel frattempo, passerò da voi a leggere i vostri meravigliosi blog e, se ci scappa, vi terrò aggiornate sulla situazione tesi. Insomma, non è un addio ma un arrivederci! 
Un bacio e un abbraccio forte dalla vostra Tizy!

Ansie e preoccupazioni

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Bon. Ci risiamo. L’ansia mi ha giocato un brutto tiro: mi sono arrivate le mestruazioni con ben 8 giorni di anticipo, con il loro bel carico di nevrastenia accentuata e dolori annessi. Mi viene una rabbia addosso, quando mi sballano, più quando mi anticipano che quando mi ritardano, a dir la verità. Mi girano perchè sono sempre iper puntualissima, 30 giorni precisi, e queste eccezioni mi rovinano i piani. Se non altro, forse, con questo anticipo, non discuto la tesi di laurea con le mestruazioni. Pieno luglio, agitazione e caldo d’inferno: mi piegherei in due dal male, ne sono certa. 
A livello fisico, normalmente, non mi causano poi tanti dolori, per fortuna. So di gente che in quei giorni vive a pane e Aulin. Il mal di pancia, per me, è sempre stata cosa sopportabile. E’ rarissimo che prenda una pastiglietta di moment per calmare i dolori alle ovaie. Discorso contrario per il mal di testa: ne soffro da anni, e ormai ho capito che, se non prendo qualcosa quando sento il dolore in lontananza, che magari è pure lieve, poi son problemi grossi. Non sono ancora ai livelli di mia madre, per fortuna, alla quale le emicranie possono durare fino a due giorni. Però l’intensità è più o meno la stessa: un martello pneumatico nelle tempie, accompagnato da una buona dose di nausea.
Dicevo. Le mestruazioni. Se a livello fisico non sono poi così dannose, sul piano psichico per me sono devastanti, particolarmente nei periodi di stress. Adesso poi..Pfff. Siamo a maggio, ho la consegna della tesi il 22 di giugno. In due settimane, ho buttato giù 40 pagine, pressapoco, e non sono nemmeno a metà di un capitolo. Ne devo fare tre. Martedì vedo la relatrice, mi aveva detto di portarle un po’ di pagine da correggere. Spero le bastino, per ora. Inizio ad avere una paura folle: a me piace ciò che ho scritto, ma se ho esposto l’argomento in modo troppo poco accademico? E se a lei non piace, e mi fa rifare tutto? Ho un terrore folle di non riuscire a finire tutto. Ho un terrore folle di far cazzate e magari fare pure una sontuosa figura di merda davanti alla commissione. A volte mi ritrovo a pensare che preferirei fare altri 3-4 esami al posto della tesi. La maggior parte delle persone che hanno già discusso la tesi mi hanno detto che in un mese e mezzo ce la si fa benissimo, soprattutto visto che è la tesi della triennale e non quella della specialistica. Che, dopo aver consegnato i primi fogli alla professoressa, come per magia ci si velocizza perchè si becca una botta di adrenalina. Che dovrei pensare che prima di me ci sono passati milioni di studenti, e che non è il caso che mi ammazzi di paura. 
Mah. Chi lo sa. Magari martedì non va nemmeno male, forse le piacerà il mio lavoro. Magari, la dormita di domattina mi schiarirà le idee e il weekend mi rilasserà un pochettino. Lo spero proprio, davvero. In parte è anche colpa mia, se avessi iniziato prima a scrivere non sarei in questo stato, ora. Per fortuna c’è il blog, ci siete voi che passate a trovarmi che mi tirate un po’ su e mi fate passare un po’ di terrore…

Ecco a voi il mio micio, PonPon. Vorrei tanto esser beata e rilassata come lui, in questo momento.

P.S
Questo è il mio 100° post. Ovviamente, non poteva che essere contrassegnato dal mio micio. 

Cara prof…

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Domani andrò a colloquio dalla mia relatrice, per informarla sull’andamento della tesi. Forse, sarebbe più appropriato parlare di  decorso visto che, in un mese, ho prodotto solo 15 pagine.  Speravo che con l’avvento del maltempo il mio cervello si decidesse a mettere in moto gli ingranaggi: non chiedevo molto, giusto di mettere al lavoro un paio di neuroni.
C’è un vecchio adagio che recita:  “Resisto a tutto, meno che alle tentazioni.”. Ebbene, questo è il mio stile di vita. Quindi, ho preparato una sfilza di scuse che potrei proporre alla docente domani.

Senta, prof, io normalmente sarei una persona diligente, non è colpa mia se… 

  1. Il maltempo mi manda in depressione.
  2. Esiste Facebook.
  3. Esiste facebook, e mi taggano in foto orrende che io devo assolutamente staggare prima che la mia faccia brufolosa diventi di pubblico dominio.
  4. Esiste facebook, e devo sistemare la mia casa su Pet Society.
  5. Ho una costellazione di brufoli sul faccione, e quindi quando faccio le foto devo passare il pomeriggio seguente a levarmeli con photoscape. 
  6. Esiste WordPress.
  7. Devo assolutamente leggere gli ultimi aggiornamenti delle mie amiche blogger.
  8. Alla coin c’è Essence, e io devo assolutamente accalappiarmi dei prodotti prima di qualche malefica bimbominkia.
  9. Ogni tanto esce uno spiraglio di sole. Non potrò mica vivere come una talpa? Sono già cieca uguale, dovrò rinchiudermi in qualche tunnel sotterraneo?
  10. Il mio gatto pretende le coccole.
  11. Sono ricominciati Bones e Glee. Se lei dovesse scegliere tra il culo di David Boreanaz e un foglio di Word, dove cadrebbe la sua scelta?
  12. I miei genitori decidono di far riparare il pc baracca fermo da due anni e, nel staccare i cavi, mettono tutto in un unica scatola alla rinfusa così, per ricollegare il tutto, mi tocca maledire ogni byte. 
  13. Scovo nei blog nuove cose da comprare.
  14. Devo convincere il mio moroso a scarrozzarmi nei negozi dove acquistare i suddetti prodotti.
  15. Quando decido di fare la tesi, puntualmente qualche parente arriva a casa a trovarci.
  16. A pochi passi dall’uni ci sono, nell’ordine: una coin, due kiko, una lush e una bottega verde. E 7 librerie, oltre a negozi di vestiti vari.
  17. Devo rincorrere il gatto che adora giocare con i miei pennelli da trucco.
  18. Mio padre compra il salame nostrano, a cui non so resistere, mi vengono i brufoli e quindi devo agire come nei punti 3 e 5.
  19. Mi hanno rapita gli alieni e io devo farmi intervistare da Giacobbo.

Frattiziana (come ci chiama il mio moroso)

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C’ho 23 anni ma ne dimostro 15.  Tassativamente la gente, ogni volta che mi vede, mi dà molti meno anni di quelli che in realtà ho.  Qualcuno mi ha detto che questa cosa mi verrà utile verso i 30/40 anni quando, mentre tutte le altre cercheranno in tutti i modi di sembrare più giovani, io mi crogiolerò in questo dono della natura. Ci credo poco. Vista la mia sfiga, a 40 anni dimostrerò la stessa età della mummia di Tuthankamon. Forse per sembrare un cicinin più vecchia mi dovrei far crescere i baffi, come una mia docente dell’uni, che le si vedevano i mustacchi stando seduti in terza fila.
Mia nonna, sempre gentile, ha affermato che è il mio culone a farmi sembrare più giovane, perchè la ciccia tira la pelle. Grazie, nonnina cara. Comunque questa storia non regge, sennò non si potrebbe spiegare come mai la mia amica Franceschina, che è la metà di me, abbia il mio stesso identico problema.
Già, la Franceschina. Lunedì si laurea. Beata lei. Io, come mio solito, ho iniziato 5 mesi fa a torturarla: “Ti fai truccare almeno alla laurea? TipregoTipregoTiprego!”. Lei, imperterrita, si è sempre rifiutata di finire tra le mie grinfie. Fino a domenica, quando alla mia ennesima richiesta ha risposto semplicemente sì, lasciandomi non poco spiazzata, tant’è che le ho subito domandato se mi stesse pigliando per il culo.  Invece, a quanto pare, son riuscita seriamente a farla capitolare.
Mercoledì l’ho portata dalla Roby, la mia parrucchiera di fiducia, che me l’ha completamente trasformata. Magica Roberta.  Mi ci ha portato per la prima volta mia suocera, più o meno 5 anni fa, e da allora non l’ho più abbandonata. Un po’ cara, a dir la verità, ma sempre in viaggio per aggiornarsi (l’ultimo corso l’ha fatto con Aldo Coppola, il parrucchiere più famoso di Hollywood) e sempre al corrente riguardo agli ultimi prodotti più naturali per trattare i capelli. Insomma, quei soldi li vale. Io, che ho dei capelli davvero orrendi (grassi, finissimi che stanno in piega solo quando vogliono loro), vado da lei massimo 4 volte l’anno, e il taglio mi rimane comunque quasi perfetto per mesi.
La mia Roby s’è innamorata della Franceschina, e si rallegrava del fatto che noi due, così diverse, fossimo amiche.  Effettivamente a volte me lo domando pure io. Siamo così diverse, ma allo stesso tempo un po’ ci completiamo:  io spumeggiante, lei pacata; io emotiva, lei razionale. Entrambe con una grande forza di volontà,  anche se lei riesce ad imporsi molto di più, grazie agli anni di militanza politica.
Ci siamo conosciute al primo anno di università, all’esame di Storia del teatro greco e latino, per entrambe il primo di una lunga serie.  Io mi ricordo che lei stava in un angolo a ripassare, munita di fogli un po’ ingialliti scritti in inchiostro blu, fitti fitti. Lei ricorda che le dissi una cosa che lei non sapeva, e che grazie alle mie informazioni riuscì a prendere la lode. Da allora ci siamo viste solo a lezione o durante gli esami, fino all’anno scorso, quando insistetti affinché uscisse con noi. Da allora non ci siamo più lasciate, seppur con alti e bassi. Ed eccoci qui: lei laureanda, io in procinto di imbellettarle il viso, probabilmente piangente.

I trucchi che userò su di lei

Passato & Passato

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Sono qui davanti al pc che sorseggio il mio bicchierone di centrifugato menta  e mela. A dire il vero, ‘sto beverone sa anche un po’ di carota, grazie a mio papà che ha avuto la brillantissima idea di tritare le carote prima che io potessi farlo con le mele. Pazienza. Le carote fanno bene al sistema immunitario.  In compenso sto rabbrividendo: devo aver esagerato con lo sciroppo di menta.  Chissà se avrà quest’effetto rinfrescante pure in estate con duecento gradi all’ombra?
Oggi ho dato ripetizioni ad una ragazzina di prima liceo, Virginia. La aiuto in storia e fisica, prevalentemente.  Oltre lei, seguo un’altro paio di bambine, ma tutte e tre hanno lo stesso medesimo odio: la storia. Ormai posso dire che, dopo la matematica e il latino, la materia più detestata dagli studenti italiani è la storia.  
Per me questo fatto è sempre stato inconcepibile. Amo la storia da quando ero piccina, ai romanzi d’amore ho sempre preferito le biografie.  Studiare il passato ha su di me un effetto tranquillizzante, mi dà una sorta di sicurezza interiore. Il passato è passato, non si può cambiare, e tu puoi osservare le vicende storiche come si scrutano i pesci dal vetro di un acquario.  Controllo. Ecco ciò che mi piace. Il poter controllare le cose.  Di carattere sono piuttosto volubile, irascibile, ansiosa in una maniera indescrivibile. Detesto le sorprese, odio il non poter prevedere con sicurezza ciò che accadrà. Per questo programmo puntigliosamente, il più delle volte,  tutto ciò che devo fare. E’ banale a dirsi, lo so, ma in un certo senso il passato si può controllare. Voglio dire..Non si può cambiare, ma nemmeno può sfuggirti dalle mani come il futuro.  Si hanno per le mani documenti, attraverso il loro confronto si arriva ad una soluzione che è quasi matematica. Su scala minore, i ricordi possono fare male, è vero. Però è un sollievo guardarsi alle spalle e dirsi: “Dai, nonostante tutto il peggio è passato.”. Possono influire sul presente, ma a lungo andare si vanno a nascondere negli angoli più remoti della memoria. A volte ritornano a galla, tuttavia io preferisco la sicurezza all’incognita.  Ecco ciò che mi destabilizza, di questi tempi: l’incognita. L’incognita del futuro, della tesi, della laurea. Un tempo sapevo guardare all’avvenire con con coraggio, oggi questa sicurezza mi è venuta meno.  E’ anche vero che oggi vivo il presente con maggiore spensieratezza, rispetto agli anni difficili della mia adolescenza.  Dovrei solo imparare a relazionarmi con ciò che non posso conoscere.

Il mio ovetto di Pasqua, regalo dei miei.

Work in progress

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Giovedì. E’ già finita un’altra settimana, ed è passato quasi un mese dalla fine degli esami. Ho iniziato a darmi da fare con la tesi, finalmente. Sto vincendo la mia pigrizia: è incredibile quanto una settimana di assoluto relax si trasformi in un mese di totale cazzeggio. 
Non ho ancora iniziato ad alzarmi presto, però. In realtà mi faccio svegliare da mia madre alle 8, solo che poi mi giro dall’altra parte dicendo tra me e me “Ma sì, che saranno mai altri 5 minuti…”. E riapro gli occhi alle 11. Così, addio mattinata di lavoro.
Questo pomeriggio sono stata mediamente diligente, tutto sommato. Sono riuscita ad analizzare circa metà del libro di May di cui vi parlavo nell’altro post. Ho compilato uno schema completo sulla storia dell’Austria dalle origini al 1848 (anno di sconvolgenti rivoluzioni che scossero nelle fondamenta la monarchia), e uno schema riguardante la politica asburgica dal 1848 fino alla crisi economica del 1873.  Entro la fine della settimana prossima vorrei avere un quadro generale della storia asburgica, in particolare di quella dal 1848 fino al 1914, in modo da poter iniziare il capitolo più noioso, quello sull’inquadramento storico. E magari finirlo entro fine marzo. Note escluse, ovviamente. Quelle molto probabilmente le inserirò più avanti, se non alla fine di tutto: dicono tutti che rappresentino la parte più complicata, perchè non vanno mai bene ai professori. 
Mi riferiscono anche che anche la bibliografia sia una nota dolente della tesi. Non tanto l’elenco dei libri in sé, ma la modalità in cui essa viene compilata: il nome dell’autore deve essere abbreviato oppure no? La casa editrice va prima o dopo la data dell’edizione? Va indicato oppure no il traduttore?
Io comunque per non sbagliare sto seguendo le direttive di Scrivere la tesi di laurea, scritto da Michele Colombo, mio docente di Storia della Lingua Italiana in università. Ho odiato profondamente quel corso (la filologia non fa affatto per me), e di conseguenza pure il docente. Mi sono ricreduta sotto esame, quando mi sono ritrovata davanti un professore assolutamente umano e simpaticissimo. Comunque, al di là dei miei giudizi personali sul corso e sul docente, questo manuale lo consiglio a tutti i laureandi: elargisce preziosi consigli pratici su come scrivere gli apparati comuni a tutte le tesi di laurea ( introduzione, note, bibliografia, indici ecc…), il tutto corredato da indicazioni informatiche su come fare le note a pie’ pagina, dove trovare caratteri speciali, ecc.. . Fidatevi! 😉

La manicure di stasera! ^__^

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