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Name and Book Tag Post

17 commenti

Oggi, per la prima volta, torno a fare un tag. La tesi è ormai alle porte (domani, pensatemi!) e sono talmente agitata da non avere la testa per scrivere una recensione sensata. Una settimana fa Claudia mi ha nominata in un tag che mi rispecchia parecchio e, in onore dell’imminente laurea magistrale, ho deciso di cimentarmici.

Il tag è stato ideato dal blog Come non sentirsi soli, ed ha delle regole estremamente semplici: utilizzare il proprio nome come acronimo, per ogni lettera individuare il titolo di un romanzo letto, e poi taggare almeno altre tre persone. Io, ve lo anticipo già, imbroglierò un pochino, inserendo anche il nome di un autore: per quanto mi sia scervellata, pensando anche ai romanzi letti in tedesco al liceo, non me ne sovviene nemmeno uno iniziante con la lettera Z. Cominciamo!

The Shining (Stephen King)

Il primo libro di Stephen King che abbia mai letto, trovato nella vecchia biblioteca del paese ormai una quindicina d’anni fa. Non è tra i miei libri preferiti di quest’autore – è uno di quei rari casi in cui il film risulta decisamente migliore rispetto al libro da cui è stato tratto – ma lo conservo gelosamente, ricordando la gioia che provai all’epoca nel trovare tra gli scaffali polverosi proprio una copia di quel romanzo di cui avevo tanto sentito parlare. La storia la conoscete tutti, no? Jack Torrance, un disoccupato semi alcolizzato, trova lavoro all’Overloook Hotel come custode durante la stagione invernale, e decide di portare la moglie e il piccolo figlioletto Danny. Qui, Jack resterà vittima delle forze maligne che infestano l’albergo, arrivando persino a tentare di uccidere la consorte e il piccolo.
Non è un libro che fa particolarmente paura, ma ho ricordi di brividi freddi durante la lettura di determinate scene, come quella in cui le siepi cambiano posizione mentre Jack si trova nel giardino, o l’apparizione della donna in putrefazione nella stanza 217 che tenta di strangolare Danny.

I

Il guinnes delle gaffe reali (Geoffrey Regan)

Lo annovero senz’ombra di dubbio tra i miei saggi di storia preferiti. Uscito negli anni ’90, mia zia me lo prestò poco tempo dopo per farmi divertire un po’, e da allora campeggia nella mia libreria. Lo ammetto,  non gliel’ho mai più restituito perché mi piace da impazzire e lo rileggo soventissimo. Come si evince dal titolo, è la raccolta dei misfatti più divertenti capitati ai reali di tutto il mondo nel corso della storia, a partire dalle innumerevoli tipologie di follie, conseguenza dei troppi matrimoni tra consanguinei, per poi passare a matrimoni tragicomici (lo sapete che il marito di Caterina la Grande passò la prima notte di nozze a giocare coi soldatini?), fino ad arrivare alle morti più strane e ai funerali ancora più osceni (come, ad esempio, il funerale di Gugliemo il Conquistatore, il cui corpo esplose nel bel mezzo della cerimonia perché era stato imbalsamato male), senza dimenticare, infine, gli strafalcioni minimi, come le battute pessime del marito di Elisabetta II d’Inghilterra. E’ uno di quei libri, per concludere, che ti fa capire che la storia non è solo date da ricordare, ma può essere puro divertimento.

Z

Zweig

Vi avevo anticipato la piccola elusione delle regole del tag, ed eccola qui. Stefan Sweig è un autore austriaco che ho scoperto grazie alla mia professoressa di tedesco, che in quinta superiore mi assegnò Il mondo di ieri, un’autobiografia in cui l’autore racconta del profondo cambiamento avvenuto nella società austriaca all’indomani della Prima Guerra Mondiale e del crollo dell’impero asburgico. Stefan Zweig, infatti, è figlio della decadenza, di quella generazione benestante nata all’ombra della corte asburgica, cresciuta nella sicurezza che tutto sarebbe rimasto sempre uguale a se stesso grazie alla politica immobilista di Francesco Giuseppe e, infine, profondamente sconvolta dalla guerra, che aveva distrutto come un tornado tutte quelle certezze. Zweig è parte di quella generazione di autori profondamente ancorata al passato, capace con le sue parole di fornire un’analisi cruda e profonda del vecchio e del nuovo, ma incapace di far fronte personalmente a tali mutamenti, scegliendo alla fine la via del suicidio. Zweig è estremamente attuale, e io mi rispecchio profondamente nella sua opera, perché avverto la crisi che sta vivendo il mondo contemporaneo e mi rivedo nei giovani tormentati dipinti nei suoi romanzi.

I

Il ballo ( Irene Némirovsky)

Racconto breve letto più di un anno fa in occasione dell’uscita dei libri della Newton Compton a 0,99 cent. Non avevo idea di chi fosse Irene Némirovsky, lo ammetto, ma poi Elena di Vanity Nerd mi parlò di lei, della sua immensa bravura e di perchè fosse una delle autrici preferite dei suoi genitori. Lessi Il ballo d’un fiato, sul pullman, mentre rientravo da una lezione in università e fu amore a prima vista. Questo racconto verte su uno degli aspetti più controversi della vita privata di quest’autrice: il pessimo rapporto con la madre. Qui la protagonista è la piccola Antoinette, figlia di parvenu ebrei, che decide di sabotare il ballo organizzato dai suoi genitori, che avevano un forte desiderio di debuttare in società e entrare nella cerchia delle persone più in della città. E’ un racconto che, all’apparenza, può sembrare banale nella semplicità della sua trama, ma colpisce la crudezza con la quale la bambina disprezza la madre, accusandola di essere sciocca e frivola e, soprattutto, di non amarla abbastanza. Dietro la figura di questa madre nevrotica, che non esita a rimproverare la figlia per le più piccole inezie, c’è Fanny, la madre di Irene, che disprezzava la figlia che le ricordava la sua non eterna giovinezza e che spesso cacciava di casa per intrattenersi con gli amanti.

A

Anna dai capelli rossi (Lucy Maud Montgomery)

Tra i libri per ragazzi, Anna dai capelli rossi è in assoluto il mio romanzo preferito. Sebbene nell’anime omonimo sia dipinta come una ragazzina assolutamente insopportabile, nel libro rivela una dolcezza infinita. Credo che, con il tempo, cercherò i libri restanti della serie: sono davvero curiosa di leggere come va a finire la storia della piccola Anna. (recensione qui)

N

Notte fantastica (Stefan Zweig)

E’ una raccolta di quattro racconti che hanno come fattor comune l’incontrollabile violenza delle passioni. In La donna e il paesaggio Zweig mette in scena una passionale notte di sesso tra due giovani: non un incontro qualsiasi, ma l’abbandono totale dei sensi di una ragazza che libera la sua sessualità nel sonnambulismo, e di un ragazzo che soccombe al suo primordiale fascino.
In Notte fantastica, il barone von R. vince alle corse dei cavalli un’ingente somma, di cui però ha disgusto: educato alla frugalità, percepisce quel denaro quasi come qualcosa di disonesto. Bighellonando per il Prater, lussuoso quartiere viennese, diventa preda di una prostituta, alla quale finisce per consegnare del denaro. In quel momento, capisce che per dare un po’ di requie al suo animo tormentato non deve far altro che aiutare il prossimo.
Il vicolo al chiaro di luna narra l’incontro, del tutto casuale, tra due uomini: il primo è un semplice viaggiatore, il secondo è un marito abbandonato che ogni notte implora la moglie, diventata prostituta, di tornare con lui.
Il più struggente dei racconti è l’ultimo, Leporella, incentrato sul disperato – e non ricambiato – amore di una serva per il suo padrone. Un sentimento talmente forte che non arretra nemmeno davanti all’omicidio.

A

A letto con i re – Eleanor Herman

Ho sempre trovato affascinante la figura delle cortigiane e, per molti versi, le ho sempre ammirate. Sebbene in modo un po’ confusionario – gli aneddoti sono sparsi un po’ troppo qua e là – questo saggio tratteggia la figura dell’amante reale: passate alla storia come poco di buono, erano semplicemente le destinatarie di un amore vero che non poteva sussistere nel vincolo coniugale. Dal momento che i matrimoni reali erano soltanto il frutto di azioni politiche che nulla avevano a che fare con il sentimento, non di rado i re (e spesso anche le regine, sebbene fosse una cosa malvista) s’innamoravano di altre donne. Donne che, beninteso, avevano ben chiaro il prestigio che poteva derivare da una relazione con il sovrano, e che sapevano sfruttare al meglio i benefici che ne derivavano: molte di loro, infatti, col tempo accumularono ingenti somme di denaro (le più furbe erano infatti consapevoli che la laison con il re non sarebbe durata a lungo), che utilizzavano anche per circondarsi dei migliori artisti e letterati del tempo. Frivole sì, ma un sacco furbe. Ed estremamente intelligenti.

Taggo chiunque voglia cimentarsi con questo tag! 😀

Di necessità virtù, o come sopravvivere alla trousse dimenticata.

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Yoho – Yoho!
Indovinate chi è in folle ritardo per partecipare al contest indetto da Sara di Wannabe Renoir, che scade domani? Io! Io! Io! Io! *sventola la mano alzata come l’ex secchioncella che era*

E dire che questo contest cade proprio a fagiolo, si adatta alla mia persona come una seconda pelle, di cui non mi libererò troppo facilmente come fanno i serpenti con la muta.  “Tizianaaah, guarda che hai dimenticato la tua pelle morta in corridoio. Ecco perchè camera tua non sembra più un porcile ma è linda e pinta come un ospedale“. Seh, sognate, mammina e papino.
Bando alle ciance. Il post consiste nel rispondere a una semplice domanda

Che cosa comprereste se doveste dimenticare la trousse del cuore a casa?

Chiamatemi Miss Dimenticanza.
Il caro Giacomino Leopardi diceva che il ricordo suscita nelle nostre menti sollazzo, a causa dell’alone di vago e indefinito che lo circonda.
Balle. Io sono in grado di dimenticare sempre qualcosa, e il non riuscire a ricordare CHE COSA mi abbia fatto scordare quel determinato oggetto mi manda in bestia.  Ogni weekend preparo un beauty gigante per andare dal moroso e, sistematicamente, ogni volta che salgo in macchina, pronuncio la fatidica frase: “Ale, ho come la sensazione di aver dimenticato qualcosa“. Che sia una matita occhi, che sia un ombretto o che sia un mascara la reazione è sempre quella: imprecazioni in endecasillabi sciolti. A volte pure in versi alessandrini, giusto per stare in tema col mio compagno di sventure.

Sono figlia di due esseri profondamente ordinati e super organizzati e sono l’esempio lampante che la genetica toppa alla grande. Sebbene riesca ad organizzare eventi con largo anticipo, la preparazione di valige e affini mi manda in crisi.
Una cosa sola non dimentico mai: una scorta monumentale di mutande. Colpa delle paranoie di mia madre. Sto via 2 giorni? Ci vogliono almeno 7 mutande pulite. Sto via un mese? Si vuota tutto il cassetto della biancheria nella valigia. E pazienza se, magari, mi sto recando in un campeggio con tanto di lavatrici super carico e distese sterminate di lavatoi. Nah.  Metti che prende fuoco proprio quell’ala del campeggio.

Se dimenticassi la trousse super speciale, quella delle vacanze ad esempio, la prima strada che percorrerei sarebbe quella della nobile arte dello scrocco.  “Suocerina, non è che mi presti un lucidalabbra?” “Amichina, visto che ti ho regalato la Naked 2 per compleanno, non è che posso pucciare i tuoi pennelli dentro la tua trousse?
Molto probabilmente in qualche modo sopravvivrei. Tranne che per il fondotinta: essendo io la più pallida della combriccola, diventerei immediatamente una tamarrona anni novanta con il salubre e naturale colorito catrame.

La prospettiva più lugubre, più macabra, più mefistofelica sarebbe quella del dimenticare la trousse e non aver nessuno a cui chiedere in prestito qualcosa, soltanto un povero diavolo di fidanzato cui attribuire colpe non sue. Si sa, no? I morosi centrano sempre qualcosa.
Voglio essere ottimista: la dimenticanza, in questo caso, avverrà in una zona in cui sono reperibili tutti i prodotti necessari. Utopico? Forse. Ma a Vsar, in Croazia, dove per anni ho campeggiato insieme ai suoceri, l’unico negozio equiparabile ad una profumeria era un supermercato sfigato con 4 tipologie di shampoo e innumerevoli di cevacipcip (per le addette ai lavori: ćevapčići, salsicce dell’est europa).

BUH.
*fugge terrorizzata*

Passo namber uàn: La matita occhi nera

Prodotto essenziale (ed esistenziale) di ogni mio makeup. Blablablabla. La storia la conoscete, no? Per anni la matita occhi è stata l’unico trucco utilizzato. Senza di lei mi sento nuda, e i miei occhi spariscono dietro le lenti degli occhiali. Ho gli occhi piccini picciò e, a causa dell’abnorme differenza di gradazione tra una lente e l’altra, un occhio appare molto più grande dell’altro. Necessito della matita nera per cammuffare il tutto. E no: la matita panna non la voglio.
Tra le innumerevoli offerte di mercato, opterei per la Vibrant n° 600 di Kiko, che ha un rapporto qualità-prezzo insuperabile su di me. Morbida, super nera, resistente. Che volete di più?

Fidati di uno che ne ha provate tante!

Passo namber ctiù:  Un po’ di colore alle labbra, dannazione!

In seconda istanza mi fionderei ad acquistare qualcosa per le labbra, rossetto o lucidalabbra che sia.  Ho le labbra piuttosto chiare, che nel periodo freddo virano al bluastro, quindi mi piace avere un po’ di colore. Almeno sembro viva, ecco.  Probabilmente acquisterei un burrocacao colorato (tipo il mio amato burrocacao alla ciliegia Baby Lips di Maybelline), non perché necessiti di idratazione alle labbra, perchè non mi si sgretolano praticamente mai, ma per aver qualcosa da indossare senza aver bisogno dello specchietto.  E poi mi riacquisterei l’adorato 107 di Kate Moss: un doppione fa sempre comodo. Lo posso sempre lasciare in borsa di riserva, no?

Passo namber triii: BB Cream

A questo punto serve una base, qualcosa che copra la faccia di culo e i brufoli che sicuramente spunteranno. Perché loro lo sono senzienti. Loro sanno quando tu non disponi di prodotti per coprirli et cancellarli, e colgono l’occasione per fare capolino sulla tua pelle. Perchè diciamocelo: già fai paura senza trucco, con una costellazione di brufoli inzi a sembrare una Pimpa troppo cresciuta. Per non dare nell’occhio, ti resta soltanto di iniziare a parlare con i divani.
La mia scelta cadrebbe indubbiamente sulla BB Cream per pelli grasse di Maybelline, che ho avuto modo di testare in lungo e in largo nei mesi estivi e in autunno. Ha un’alta coprenza per non essere un fondotinta, si assorbe velocemente e ha qualche principio attivo (non chiedetemi cosa, la mia amica biologa mi ha detto che nell’inci c’è qualcosa a che fare col limone) che aiuta a seccare i brufoli.

Io in uno dei miei migliori portrait.

Passo namber fou: ombretti

Se dimenticassi la trousse a casa non mi passerebbe manco per l’anticamera del cervello di comprarmi dei pennelli. Avrei le MozartKugeln talmente girate che non avrei voglia di perdere tempo alla ricerca di pennelli economici e facilmente reperibili.
Così, mi resterebbe soltanto una via d’uscita: gli ombretti in crema. La mia scelta indubbiamente cadrebbe su uno dei Long Lasting Stick di Kiko, probabilmente un ombretto marrone chiaro, giusto per dare un tocco di luce al viso, e sull’ombretto in crema Pupa Vamp n°600,  per avere un colore scuro da alternare al marroncino.

Il risultato sarebbe questo, più o meno.

Passo namber faiv: mascara

Pare assurdo, ma il mascara non è uno step così indispensabile nel mio makeup delle emergenze, così lo inserisco tra gli ultimi, a pari merito con gli ombretti. Ho le ciglia lunghe di natura, non troppo scure a dir la verità, ma che si possono facilmente scurire con un po’ di matita nera. No, non sono pazza. Giuro che per le emergenze funziona!!!
Non ho particolari esigenze per il mascara, purché sia waterproof, ma un waterproof vero, non di quelli millantati da certe marche.  Esigo impiegare un buon quarto d’ora a levare tutto il mascara, esigo che quel quarto d’ora non mi basti, tanto da trovare tracce sul cuscino al mattino seguente. Della serie: devo darmi fuoco alle ciglia per struccarmi.

E voi cosa comprereste assolutissimamente se dimenticaste la trousse?

TAG: Vorrei ma non posso!

34 commenti

Annalisa di MakeupPleasure si è inventata questo sfiziosissimo tag: una specie di lista dei desideri di prodotti che desideriamo ardentemente avere ma che, per qualche motivo, ancora non abbiamo o non potremmo mai acquistare. Ci sono solo tre semplici regolette:

1 citare Makeuppleasure come ideatrice;
2 rispondere alle 10 domande;
3 taggare 10 blogger.

Colgo l’occasione per ringraziare Golden Violet, Il barbatrucco della Mokarta, Piccole Passioni Make Up, Nail Art Felice e Ava’s World per avermi taggata e mi scuso se, eventualmente, ho dimenticato qualcuno: ho poco tempo per gironzolare per i blog, ultimamente, e potrebbe essermi sfuggito. In caso, aggiornerò l’elenco! ❤

1) Un prodotto per la skincare

Nettare agli 8 fiori di Darphin.
Due anni fa, in piena Brufolandia, una farmacista gentile mi aveva elargito un paio di campioncini di quest’olio essenziale, raccomandandomi di metterne qualche goccia ogni sera. Mi aveva aiutato davvero molto con i brufoli, rendendomi la pelle super luminosa e più sana ma… costa un fottio.

2) Un prodotto makeup per la base (fondotinta, ciprie, correttori….)

IO VOGLIO LEI. Non ci sono cazzi. Voglio la cipria di Sailor Moon. Non mi importa la resa, non mi importa il colore.  Avete idea di quanto possa essere figo incipriarsi il naso con la spilla lunare?!
(Ps: In Giappone hanno lanciato una linea makeup dedicata a Sailor Moon chiamata Miracle Romance. Ovviamente qui non arriva niente di tutto ciò.)

*W*

3) Qualche elemento per il contouring (Blush, terra, illuminante…)

Bronzer per pelli chiare di Organic Wear, mostrato innumerevoli volte da A Bad Girl Love Silence. E’ davvero l’unico bronzer per pallidine che mi incuriosisce davvero, con il quale potrebbe venirmi voglia di fare un minimo di contouring. 

4) Un mascara

Lui, il Miss Manga. L’avevo visto da Acqua e Sapone, prima che scoppiasse la moda, in offerta a 7 euro.  Da gran furbastra quale sono, l’avevo lasciato lì perchè non mi aveva ispirata. Tutto questo prima di vedere gli swatch, naturalmente, e ora lo desidero ardentemente. Peccato che ora costi il doppio. #bafanculo
(Ps: subisco il fascino di qualsiasi pubblicità di mascara, sono l’allocca che abbocca a tutti gli spot e sogna ciglia da bambolona che fendono l’aria.)

5) Matite o Eyeliner

 Matite-Eyeliner a tema Sailor Moon, naturalmente. Nel mio beauty ci starebbero così bene! ç_ç

6) Un ombretto o una palette

Gli ombretti dramatici non bastano mai, e questa palette è pure a forma di barretta di cioccolata. Urla prendimiprendimiprendimi!

7) Un rossetto o un gloss

Prima di aver visto il rossetto che vi sto per mostrare, avrei scelto un banalissimo Lime Crime. 

Mamma ti ama, anche se sei trasparente.

8) Un accessorio per il makeup o la cura del viso

A primavera dovrebbe arrivare in Italia la Bloom me up di Essence, con questo meraviglioso set di pennelli. Mi sto già preparando alla lotta per la conquista del bottino, e non sarà per nulla facile.

9) Un prodotto per il corpo

Non sapevo come rispondere a questa domanda perché non sono una fan di creme corpo e profumi e non ne uso. Quindi ho scelto un prodotto inventato ma che, se esistesse, comprerei al volo: il profumo di Ursula
Qui, sulla pagina Facebook Disney Villains Rules, troverete gli altri profumi della linea! ^-^

10) Uno smalto

Uno di questi. Uno qualsiasi. *-*

Taggo

Arim
Violet
Ery
Foffy
Fidya
Mammu
Selene
Pinnù
Teresa
Fatina Arancione
Eclisse83

(Ovviamente, son curiosa di conoscere anche le risposte di tutte le altre! *_* Linkatemi pure le vostre risposte!)

Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

43 commenti

Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

Tag: Books

12 commenti

Ho trovato questo tag sul blog di Mammu e l’ho immediatamente adorato: può una lettrice come me resistere al richiamo di un tag libresco?
Dedico questo tag, in particolare, alla dolce Strawberry, che gestisce un meraviglioso blog intitolato “Una fragola al giorno” dove potrete trovare recensioni librarie e cinematografiche semplicemente sublimi. Se amate leggere, è il blog che fa per voi, anche se probabilmente vi indurrà a scialacquare i vostri risparmi in montagne di libri – anche titoli che non avreste mai pensato di apprezzare, ebbene sì, lei ha questa capacità! – correndo nella libreria più vicina. Ma, d’altra parte, siamo abituate a spendere e spandere, no?

1) Come scegli i libri da leggere? ti fai influenzare dalle recensioni?

Mi faccio guidare dalla pancia, come si suol dire. Vado in libreria e osservo finché non sono ispirata: la scelta dipende da diversi fattori, che possono andare dal ricordo di un consiglio all’estetica del libro,  dalla predisposizione per un determinato genere piuttosto che un altro in quel particolare frangente della vita a ricordi di titoli letti nelle più disparate occasioni e supporti.  Rarissimamente leggo recensioni – salvo quelle, come ho detto poco sopra, di Strawberry – perchè il più delle volte mi fanno passare la voglia di leggere un determinato volume. Reputando il libro un’opera d’arte, credo che sia danneggiato dal troppo filosofeggiare di certi critici.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Il più delle volte in libreria, ma adoro anche IBS! Ultimamente, però, ho scoperto gli ebook e diciamo che mi basta Mozilla.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Compro quando mi va e, avendo un moroso lettore, ho sempre qualche libro di scorta. Odio restare senza nulla da leggere!
Il terrore di restare senza qualcosa di utile è una delle mie caratteristiche: faccio scorta di qualsiasi cosa mi piaccia. Recentemente ho comprato 8 evidenziatori della Stabilo – nei colori che utilizzo solitamente – nel timore di rimanere senza proprio nel bel mezzo dello studio matto e disperatissimo della sessione estiva.  Sono senza speranza.

4) Di solito quando leggi?

Ultimamente – e me ne rammarico  – soltanto prima di dormire e quando mi faccio il bagno (i miei famigerati bagni lunghi mezza giornata). Vorrei dedicare più tempo alla lettura, ma mi conosco: se leggessi di più, probabilmente accantonerei gli esami che sto preparando.

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No, affatto. La lunghezza non mi spaventa, al contrario lo fa un numero esiguo di pagine: il divertimento finisce prima, poi che faccio?

6) Genere preferito?

Storico – leggo di tutto, persino rapporti su analisi mediche compiute sulle mummie – e thriller.

7) Hai un autore preferito?

Impazzisco per Kathy Reichs, Matilde Asensi, Irene Némirovsky, Stefan Zweig e Claudio Magris.
Effettivamente UN autore preferito non ce l’ho. XD

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Da che io ho memoria, fin da piccolissima.  Mamma spesso e volentieri mi leggeva i libriccini, cambiandomi le parole per vedere se stavo attenta, e io la correggevo sempre. Ricordo che all’asilo mi piacevano tanto i giornalini di Cip e Ciop e quelli di Barbie: li ho ancora tutti.

9) Presti libri?

Sì, ma solo a persone fidate che so che non me li perderanno o sciuperanno.

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Preferisco leggere un libro per volta, anche se ho determinati libri adibiti al relax: mentre mangio, ho la mia rosa di titoli che mi rendono il cibo più gustoso. Giuro, non è follia!
Al momento, però, ne sto leggendo tre: “Il mestiere di vivere” di Pavese,  “Sei lezioni sulla storia” di Carr e “Il sistema degli oggetti di Baudrillard: fra un paio di settimane ho un esame di Giornalismo e questi sono tre fa i tanti testi consigliati dal docente.

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Mamma adora leggere, purtroppo ha poco tempo e – purtroppo doppio – ultimamente legge soltanto harmony. Però la posso capire: dice che vuole leggere soltanto cose a lieto fine, visto che non è proprio un bel periodo.
Papà, al contrario, non ama leggere, se non Diabolik di tanto in tanto.
Il moroso è un gran lettore, spesso ci scambiamo i libri frugando nelle rispettive librerie. Quando andiamo in vacanza, abbiamo almeno una quindicina di libri a testa nelle valigie:  siamo carichi tipo i muli, presente?
Ah, e ovviamente stiamo sempre a litigare su quale sia il libro/genere migliore, chevvelodicoaffà.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Circa 3 giorni, se mi piace pure meno. Mi abbuffo di lettura così come mi abbuffo di cibo:  sono un’ingorda.
Naturalmente, se si tratta di testi universitari da analizzare impiego anche un paio di settimane.  Al momento, sono alle prese con “La Secchia rapita” di Tassoni,  con la “Poesia comica nel medioevo italiano” – un’antologia curata da Marco Berisso – e un paio di canti della Divina Commedia.

Adoro la mia edizione quarantenne della Divina Commedia. Ogni tanto me la sniffo! (Roba da lettori, non vi preoccupate)

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Sì!! E poi mi segno il titolo. Io osservo chiunque, figuriamoci se non noto qualcuno che sta leggendo: è un fatto così raro, ormai! In particolare nei giovani..
Sapete chi non sopporto? La gente che mi si avvicina, mentre sto leggendo, e mi dice “Ma stai sempre a studiare? Non ti rilassi?“. Io faccio un sorrisetto di circostanza e rispondo che no, sto solo leggendo. Loro mi guardando con aria interrogativa, e lì capisco che per la maggior parte della gente leggere equivale a studiare, ovvero è una gran rottura di coglioni.

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Non mi fare queste domande!! ç__ç  Cercherei di salvarne il più possibile e poi creerei uno spaccio illegale di libri.

15) Perché ti piace leggere?

Mi piace leggere perchè ogni libro mi apre infiniti mondi. E’ banale, lo so. Ma io, con un libro, posso fare amicizia con Tutankhamon o Elisabetta d’Austria.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che  possiedi?

Leggo di tutto, la provenienza non m’importa.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Anna Karenina, l’ho piantato dopo duecento pagine perchè mi annoiava a morte.

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

Sì, mi è capitato: il mio istinto non fallisce quasi mai quando sceglie – esteticamente parlando – un libro.  Non c’è una tipologia particolare di copertina che mi attrae, anche in questo caso dipende dai momenti:  recentemente, ad esempio, ho comprato “La montagna incantata” di Thomas Mann in una bacarella dell’usato e quest’edizione non ha nemmeno la copertina. L’ho scelta fra tutte perchè, semplicemente, è ricca di annotazioni dei possessori precedenti.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Mi piacciono  particolarmente la Newton Compton e la Rizzoli. Non c’è un motivo particolare se non meri fattori estetici. Se devo comprare un libro con un buon apparato paratestuale prediligo le case editrici più famose, come la Mondadori, la Einaudi o la Rizzoli.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Porto sempre con me almeno un libro, ovunque io vada, per timore di momenti di noia. Non mi piace stare con le mani in mano e amo tenere la mente occupata. Ultimamente, però, spesso metto l‘ipad in borsa: pesa di meno, e ho circa un migliaio di titoli con me.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Un’edizione introvabile di “Elisabetta d’Austria” della Haslip risalente agli anni Sessanta. E’ stata un dono di mia zia paterna – grande lettrice pure lei – ed è stato un prezioso contributo per la mia tesi di laurea.

22) Come scegli un libro da regalare?

In base ai gusti della persona che è destinataria del libro.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Ho una mensola – che chiamo l’altare – con i miei libri preferiti: ci sono tutti i libri di Kathy Reichs e le biografie su Sissi, un paio di mensole sono dedicate ai classici e le restanti due librerie contengono libri suddivisi in genere: quelli a portata di mano sono i miei preferiti. I libri dell’università, invece, stanno sulla mensola sopra al pc a mo’ di monito.

La mensola dei libri prediletti!

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo sempre. Mi infastidiscono, però, le note poste alla fine del libro: le trovo ostacolanti. Perchè non metterle a fondo pagina in modo da agevolarne lo studio?

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Le leggo sempre perchè, oltre ad approfondire meglio l’opera, spesso ci trovo ottimi spunti di lettura.

26) L’ultimo libro letto? Ti è piaciuto?

Inferno” di Dan Brown. Sebbene spesso scriva una marea di cazzate, adoro questo autore perchè mi tiene incollata al libro per 500 pagine di fila. La pecca di Dan Brown? Non è capace a scrivere un buon finale che sia all’altezza della storia.
E’ un gran bel libro, ma io aspetterei una versione più economica: 25 euro per un libro sono davvero troppi!

Le fruittella che cambiano sapore: che bontà!

Tutte taggate!!! *_*

Beauty Stuff I Suck Aka Manifesto del mio Bloggare

47 commenti

La mia amica Mammu mi ha invitato a fare questo tag, ormai un mesetto fa, e io ne approfitto per rispondere e interpretarlo a modo mio. 

Chi scrive è una ragazza che ha aperto il blog tanto per tenere in esercizio la scrittura, in un periodo in cui si andava profilando la tesi della triennale e mi stavo rendendo conto di non essere più così sciolta come alle superiori. Review o fatti miei poco importava: all’epoca ciò che più contava era scrivere.  L’aver incontrato nuove amiche è stato un fatto del tutto inatteso che ha trasformato questo blog in una valvola di sfogo, uno strano miscuglio tra pettegolezzi e consigli vari. 

Già, le review. Io non sono una beauty blogger e non aspiro ad esserlo. Non ho le competenze necessarie, le capacità e nemmeno la voglia di diventarlo. Le mie recensioni sono più che altro consigli, racconti di esperienze a volte buone e altre pessime. Cerco, nei limiti del possibile, di non dire castronerie e di esser il più precisa possibile.
In linea di massima, però, mi piace far ridere. Mi piace infilare battute a raffica nei miei post e mi piace essere ironica. A molte potrei sembrare semplicemente stupida, ma pazienza. Conosco i miei difetti e i miei limiti e ho imparato che è molto più salutare scherzarci sopra, piuttosto che vivere nell’angoscia di celarli e nel terrore che gli altri li scoprano.

Nelle mie review non troverete mai termini tecnici. A rigor di logica, il mio orgoglio da studentessa di Lettere mi imporrebbe di ricercare il termine più adeguato per descrivere una tal cosa.  In realtà, reputando il makeup un passatempo, non ho semplicemente la pazienza di imparare elenchi di parole astruse che descrivono ogni sfaccettatura dei cosmetici. Molte volte confondo i termini, altre volte semplicemente si tratta di incapacità di individuare una determinata caratteristica, tutto lì. Quindi no: non sono qui per insegnare alcunché. Le Lettere saranno la mia sfera di competenza in un mio ipotetico futuro da professoressa: make up e cura della persona li rimando a chi li conosce più approfonditamente di me.

Dunque, vediamo. In quali cose, del mondo beauty, faccio schifo? Anche se sarebbe più appropriato chiedermi: “Cara Tizy, in quali cose fai più schifo rispetto ad altre?”

  • Non so fare lavoretti di precisione (eyeliner o nail art, ad esempio) e non potrò mai diventare precisa per una semplice ragione: il mio occhio destro è cieco. Spesso, quando dico che non sono precisa perchè sono mezza cieca la gente scoppia a ridere e mi dice che è solo questione di pratica. In realtà, provate voi a truccarvi decentemente l’occhio sinistro completamente al buio, poi mi direte.
    Se ci aggiungete, poi, che dall’occhio sano mi mancano 7 decimi e che sono miope e astigmatica capirete in che stato sono ridotta.
  • Non so descrivere i colori: colgo la differenza, ma individuare le sfumature e i sottotoni è una cosa che non mi riesce per nulla e di cui, soprattutto, mi frega poco.
  • Non so farmi le sopracciglia e non me le sono mai fatte in 24 anni di vita: la mia fortuna consiste nel fatto che abbiano di natura una bella forma e nell’avere una lunga frangia.
  • A proposito di frangia, non so farmi i capelli. Prediligo tagli che vadano facilmente in piega con un tocco di piastra, mia fida compagna.
  • Non so sfumare i colori molto scuri e il più delle volte sembro un panda. Anche qui, in mio soccorso giungono la santa frangia lunga e gli occhiali che mascherano gli orrori truccosi.
  • Non so usare il correttore e trovo molto più comodo comprarmi un fondotinta che faccia tutto il lavoro.
  • Non so mettermi lo smalto sulle unghie dei piedi perchè mi faccio il solletico da sola e da lontano non ci vedo, quindi finisce che mi dipingo mezzo dito.
  • Non ho lo scazzo di togliermi, a fine stagione, il suddetto. Semplicemente, lascio che se ne vada da solo: infatti, ho messo per l’ultima volta lo smalto a fine settembre e ho ancora residuati di smalto rosso sugli alluci. Inutile dire che là resteranno finchè la calura non mi obbligherà ad indossare i sandali.
  • A proposito di unghie, non so limarmele. Ho comprato persino la limetta essence ondulata, quella che dovrebbe aiutare a dare forma all’unghia, ma nulla di fatto. Infatti, come avrete notato nelle review smaltose, le mie unghie sono belle stortine.
  • Non ho la costanza di mettere alcun tipo di crema tranne quella viso. In particolare, detesto con tutta me stessa la crema mani perchè non si aciuga mai.
  • A proposito di pessima cura del corpo, il mio motto è “Se non si vede perchè curarsene“, quindi provate solo ad immaginare in che stato sono ridotte le mie gambe nel periodo invernale e specialmente nella sessione d’esame di gennaio febbraio.

In soldoni, questi sono i miei principali difetti nel mondo beauty, nonché un lampante esempio di quanto ho detto sopra: non sono assolutamente una beauty blogger. A lato trovate una luuuunga lista di ragazze competenti in questo ambito, in quanto a me..sono qui per strapparvi semplicemente un sorriso.

 

Progetto Rossognotta

81 commenti

Un colore che, fin da piccina, collego immediatamente al make up e alla femminilità è il rosso. Le grandi attrici degli anni Cinquanta avevano le labbra rosso sangue perfettamente in tinta con le unghie laccate. Pensiamo a Marilyn, ad esempio, che ha fatto del biondo platino e del rouge il suo marchio di fabbrica.
Non sono qui a disquisire di moda perchè non è affatto il mio campo, ma voglio fare una piccola riflessione con voi. Da piccolina, ricordo che aspettavo con particolare fervore l’estate. Era il momento dei sandali, e quindi l’ora di mettersi lo smalto sulle unghie dei piedi. Categoricamente, all’epoca, lo smalto rosa toccava alle bambine, quello rosso alle madri. All’epoca non vedevo l’ora di essere più grande per poter avere accesso, finalmente, a quella fantomatica boccetta, solitamente anonima e dal tappo nero. Con il passare degli anni, però, è arrivata la Kiko, e lo smalto rosso è passato completamente in secondo piano, ritenuto da me troppo “banale” e troppo “da vecchia”. L’ho rivalutato solo in questi ultimi mesi, e con esso il rossetto rosso che, au contraire, mi è sempre piaciuto ma non l’ho mai ritenuto adatto a me. Rovistando nelle mie scatole degli smalti, ho scoperto con mia grande sorpresa di averne circa una decina rossi. Così, mi sono ritrovata a pensare che, tutte le donne, sia che amino questo colore sia che non lo amino, abbiano almeno un prodotto di makeup rosso, retaggio infantile del binomio rosso=donna / rosa=marmocchia.
Personalmente, ne ho selezionati solo alcuni, ovvero i rossi per eccellenza, quelli che io definisco “Rossi mignotta“.

1) Smalti

1.1 – 03 Applause, Applause

Si tratta di uno smalto uscito con la collezione natalizia dello scorso anno, la Circus Circus. La grande novità di questi smalti stava nel packing, oggi riproposto in parte della collezione permamente. Si tratta di un lungo tubetto diviso in due boccette da 4 ml ciascuna: a destra lo smalto, e a sinistra il top coat glitterato. Non è uno smalto che mi ha entusiasmata parecchio, a dir la verità: ha bisogno di più passate per esser coprente, e la durata non è affatto eccelsa (2, massimo 3 giorni). Il top coat, come si può notare dalla fotografia, tende a raggrumarsi, e quindi la stesura (così come la rimozione, a causa dei glitter) risulta essere difficoltosa. Costava circa 4 euro.

1.2 – Monroe’s Red

Che vi dicevo della mitica Marilyn? Ecco uno smalto tutto dedicato a lei. Comprato con Tu Style alla miserrima cifra di un euro, questo smalto è dei cinque il mio preferito. Da ignorante quale sono, non avevo mai sentito parlare della Orly finchè tutto il mondo makeupposo presente su facebook non ha iniziato ad andare in brodo di giuggiole alla notizia che Tu Style avrebbe proposto una minisize di questi smalti in tre diverse tonalità. Non ricordo affatto il costo della full size – troppo, comunque, per le mie misere tasche – ma sta di fatto che la qualità è sublime. Anzitutto, basta una sola passata per renderlo coprente, fatto assolutamente strabiliante per la sottoscritta, abituata a mettersi il calcestruzzo sulle unghie. Poi, per giunta, dura senza sbeccarsi per ben una settimana, senza l’utilizzo di top coat. La confezione contiene 5,3 ml di prodotto.

1.3 – 240 Rosso Mela

Piccola premessa: ho comprato questo smalto almeno 2-3 anni fa, quindi non sono sicura che la numerazione presente sulla boccetta corrisponda a quella del sito. A me non sembra un rosso mela, se non altro perchè quando penso alle mele mi vengono in mente quelle della Marlene che son più scure. Pazienza.
Nonostante sia vecchiotto, questo smalto è ancora piuttosto liquido, forse leggermente più denso rispetto ai suoi colleghi più giovani ma non presenta grumi. La stesura è nella media, per renderlo coprente come nella foto ho dovuto stendere due passate. La durata è quella media di kiko, massimo 4 giorni senza sbeccarsi. La confezione contiene 11 ml.

1.4 – 29 Glam Girl

Foto presa dal mio account Instagram, perchè stupidamente ho cancellato quella senza filtri. Per fortuna, il colore è identico all’originale, perchè si sono alterati altri colori.

Cara Essence, ma perchè hai levato i Multi Dimension? Erano smalti fantastici, molto meglio del Colour&Go.  Possiedo circa una decina di questi smalti, comprati ormai 5 anni fa ma ancora perfettamente sani. Credo che la Essence non faccia più smalti di qualità così elevata, voi che dite?
Questo è il classico rosso, comprato in occasione del Capodanno. La stesura è fantastica, la coprenza un po’ meno, perchè si necessitano di tre passate. La durata è superiore alla media dei Colour&Go, direi sui 5 giorni abbondanti. Questo particolare formato – sto cercando in tutti gli ovs, nella vana speranza di ritrovare i rimasugli – contiene circa 8 ml di prodotto.

1.5 – Layla 111

Scusate per la luce, ma c’era maltempo.

Io ho una laison problematica con i Layla: diciamo che non mi stanno particolarmente simpatici, dopo che ho buttato 11,90 euro di smalto olografico. A questo, tuttavia, ci sono affezionata perchè lo indossavo sui piedi il giorno della laurea, come vuol la tradizione.
Acquistato per la solita, misera cifra di 1 euro con Tu Style, è il primo Layla che abbia mai acquistato. Ricordo che molti degli smalti messi in vendita con questo giornale – tra cui il mio – avevano il medesimo problema: il pennellino con i peletti spiegazzati, da sembrare quasi un piccolo istrice. Gli smalti Layla puzzano – pff se puzzano! – ma la coprenza è molto buona, anche se la durata è sui 4-5 giorni. Insomma, non credo che li acquisterò più a prezzo pieno.
La boccetta in questione contiene 10 ml.

2) I rossetti

2.1 – 01 Applause, Applause

Premessa: come potete notare dalle foto, ho avuto qualche problema durante gli scatti. Non c’è stato verso di catturare il vero colore di questa tinta, davvero molto più simile alla foto di destra che agli swatches sulle labbra. Sembra quasi un rosso con base rosata, invece dal vivo risulta molto più acceso.
Anche questo prodotto, come avrete capito dal nome (Essence, che fantasia!), apparteneva alla Limited Edition Circus Circus. Più che un lucidalabbra, direi che si tratta di una tinta per labbra. Il prodotto è molto liquido, la stesura difficile, poichè si devono dare diverse passate per avere un risultato omogeneo. Decisamente, non è un prodotto per ritocchi veloci. Non dura molto sulle labbra, forse un’oretta, e macchia davvero parecchio.
Contiene 5.5 ml di prodotto.

2.2 – Back to the 50’s

Devo a Drama parte dell’idea di questo progetto, poichè l’ispirazione partì da una review che lei fece di questo rossetto. Uscito ormai un annetto fa con una collezione dedicata agli anni Cinquanta, questo rossettino è un capolavoro di Essence. Non capisco come mai si ostinino a continuare a produrre rossettini come quelli della linea base, quando potrebbero ispirarsi a questo rossetto.
Credo proprio che sia stato il mio primo rossetto rosso, a dir la verità. Estremamente coprente, con un finish lucido, morbido, idratante. Non dura granchè, due/tre ore senza bere né mangiare. Ma lo amo immensamente. Punto.
Contiene 3,5 g di prodotto, e la scadenza è di 18 mesi. In pratica, fra pochi mesi, lo dovrò buttare, ma credo che lo conserverò nell’angolino dei ricordi.

2.3 – Kate Moss 111

Cara Kate Moss,
Mi sei sempre stata immensamente sulle belotas, ma dopo questo rossetto ho deciso che posso tollerarti.
Non so cosa mi abbia spinto all’acquisto di questo rossetto, perchè non avevo visto neppure la pubblicità, né letto review. Sarà stato il packing minimal ma accattivante, sarà stato che avevo voglia di regalarmi un rossetto che non fosse il solito Essence o il solito Kiko, sta di fatto che in un battibaleno mi sono trovata davanti alla cassa di Ovs armata di 7,90 euro pronta all’acquisto. Quella sera, tra l’altro, avevo progettato di indossare il rossetto rosso di Essence, finendo poi per sostituirlo con questo.
I rossetti di Kate Moss dal packing rosso fanno parte della linea Matte finish, disponibile in 4 sfumature. Sul sito gli swatch fanno immensamente schifo: per dire, questo rosso sul sito risulta VIOLA. Ma dove lo vedete il viola? o.O
Non è un rossetto né troppo cremoso né troppo “solido”, la stesura è agevole. Dura sulle buone 6-7 ore, e resiste a pasti e a bevute. Se devo trovare una pecca a questo rossetto, direi che dopo qualche tempo causa un po’ di secchezza sulle labbra.
Contiene 4g di prodotto con un PAO di 30 mesi.

2.4 – Pigmento Paparedzzi

Bravamo questo pigmento da quando avevo visto gli swatch sui blog tedeschi che, maledetti loro, stanno sempre un passo avanti a noi. Non credo che userei mai questo pigmento come ombretto, perchè avrei paura di un effetto occhio sanguinante da horror. Qui l’ho indossato seguendo la procedura spiegata tempo fa in questo post. Dona un bell’effetto lucido alle labbra, è davvero coprente e resistente, tanto che i residui vanno levati con il bifasico. Non dura granché al centro delle labbra a causa della saliva, e questo non fa di lui un prodotto pratico, perchè è impossibile ritoccarlo quando si è fuori casa, a meno che di non travasarlo nel lucido trasparente. Contiene 1,2 grammi di prodotto, il PAO è di 6 mesi e il costo è di 2,99 euro.

3) Per una volta, la sottoscritta in total face (con rossetto Kate Moss).

Residui del rossetto di Kate Moss dopo una serata di bagorde. ^-^

Che ne dite di fare anche voi il vostro progetto

Rossognotta? Aspetto i vostri post!

(Vi chiedo solo di citarmi come ideatrice) ❤

Pioggia di Premi!

27 commenti

Buona sera ragazzuole!
Come va? Io sono follemente innamorata del mio nuovo aggeggio elettronico: ormai il pc lo uso solo per fare qualche collage da mettere sul blog e condividere qualche file. Oggi ho pure provato a fare le foto in macro con l’ipad: non credevo, ma riesce a mettere a fuoco in modo sensazionale!
Bando alle ciance: è giunta l’ora di ricambiare i numerosi tag e premietti vari che mi hanno assegnato in questi mesi e che io non ho ancora ricambiato: chiedo venia!!!!

Nel lontano 17 luglio 2012 The Fashion Cat mi assegnò in questo post ben due premietti: “Your Blog is Great” e “Liebster blog“. Ecco le mie risposte!

1. Che prodotto beauty faresti sparire? 
Quei prodotti per i brufoli che promettono tanto ma nulla fanno.
2. Che prodotto beauty vorresti invece fosse inventato?
La Naked: a quest’ora sarei miliardaria.
3. I 3 prodotti indispensabili per un trucco.
Matita occhi nera, mascara, fondotinta ben coprente.
4. Come ti trucchi d’estate?
Se non ho robaccia da coprire, faccio una semplice riga nera di matita.
5. Stivali d’estate: li bruciamo??
Sìììììììì!
6. Che ne pensi del trikini?
Che certe tizie dovrebbero evitarlo perchè sembrano mortadelle.
7. In spiaggia meglio pareo o copricostume?
Pantaloncini corti.
8. Meglio i 35° della banchina o i 18° del treno?
I 18 del treno!
9. Uomini: sono così indispensabili? XD
A volte ne farei volentieri a meno: hanno abitudini irritanti.
10. L’argomento che cerchi più spesso su Google.
Swatch di makeup!
11. Un argomento su cui ti ritieni ferratissima (siate specifiche!).
Sulla biografia di Elisabetta d’Austria.
12. Ceretta sulle braccia, si o no?
Noo! 
13. Un superpotere che vorresti possedere.
Il teletrasporto.
14. L’ultimo libro letto.
Gli anni dell’apprendistato di Wilhem Meister di Goethe. 
15.  L’ultimo film visto.
Sai che non ricordo? Non guardo molto spesso film…

Proseguendo, nell’ordine dei link a lato, trovo Drama&MakeUp, che aveva proposto il tag “Are you Curious?“. Ecco le mie risposte!

 

1. Qual’è la tua canzone preferita?
Uhm, Utopia dei Nomadi.
2. Qual’è il libro che vorreste aver scritto?
I libri di Kathy Reichs.
3. Se potessi incontrare tre persone dal passato chi sarebbero?
Elisabetta d’Austria, Dante, Goethe.
4. Cioccolato fondente o al latte?
Bianco.
5. Qual’è la tua stagione preferita?
Inverno!
6. Cena+film o discoteca?
Cena più film, in assoluto!
7. Rimorsi o rimpianti?
Non aver avuto il coraggio di accompagnare il gatto che avevo prima nel suo ultimo viaggio dal  veterinario.
8. Riesci a credere che Agosto è quasi finito?
Grazie al cielo è finito! Si moriva!
9. Metti il rossetto rosso anche senza bisogno di occasioni speciali?
Sì, dipende dall’umore!
10. Cosa ne pensi di Justin Bieber?
Un ragazzino più giovane di me che in un mese ha fatto più soldi di quanto farei io in venti vite.
11. Cosa compreresti se vincessi la lotteria?
Una bella villa da riempire di gatti, e il resto lo conserverei per togliermi qualche sfizietto e vivere tranquilla per il resto della vita!

 

Fragola e Sophie mi hanno conferito il premio “Blog Diamond Award“. Grazie mille!

Le regole:

-Citare chi ha creato questo premio, in questo caso si tratta di Roberta-Roby Beauty, che ha creato il premio per il raggiungimento delle 100 followers sul suo blog;
-Essere iscritte al mio blog;
-Premiare 5 blogger (possibilmente le più meritevoli), e ringraziare chi vi ha assegnato il premio.

Ecco allora le vincitrici:
Arim 
Hermosa 
Fidya 
Ery 
La Rockeuse

 

Infine, merita una menzione a parte Arim, che mi ha taggata in ben tre premietti e tag. Ecco qui le mie risposte al tag curiosone!

  • Qual è il tuo vero nome e quanti anni hai? (una delle due può essere facoltativa)
    Mi chiamo Tiziana ed ho 23 anni.
  • Quand’eri piccola, cosa avresti voluto fare da grande? E ora lo fai o studi per farlo?
    Da piccola volevo diventare una storica, e la passione è rimasta: infatti, frequento la facoltà di Storia!
  • Qual è il tuo più grande rimpianto?
    Non aver avuto il coraggio di accompagnare il gatto che avevo prima nel suo ultimo viaggio dal  veterinario.
  • C’è qualcosa che sai fare e ti viene bene, ma è assolutamente inutile?
    I palloni giganti con tre bigbubble.
  • Qual è il periodo dell’anno che preferisci?
    L’inverno e il periodo che precede il mio compleanno!
  • Guardi l’inci dei cosmetici? Quanto condiziona i tuoi acquisti?
    No, non lo guardo mai, ma forse dovrei….
  • Quali sono i tuoi colori preferiti per il makeup?
    Mi piacciono i colori brillanti: fucsia, blu elettrico, verde…
  • Perché hai deciso di aprire un blog?
    Perchè adoro scrivere, e mi sarebbe piaciuto conoscere gente nuova!
  • Riesci a prendere le decisioni facilmente o sei un’eterna indecisa?
    Dipende dai casi..
  • Segui qualche sport in tv o dal vivo?
    Troppo pigra per farlo, troppo pigra per vederlo.
  • Hai il pollice verde?
    Per niente…XD

 

Poooi..Ecco il “Love your Blog“! Seguendo l’idea di Arim, lo conferisco a tutte voi che passate sempre di qui a commentare! Vi voglio bene, ragazzuole!

Infine l’ultimo premietto!

Per ricevere il premio un blog deve rispettare questi requisiti: 

 

  • Deve rispondere sempre o quasi ai commenti dei followers e non
  • Deve ringraziare quando riceve un premio
  • Deve ringraziare una volta ogni tanto i followers
  • Non deve abbandonare per secoli il blog senza avvertire chi lo segue
Le regole di questo premio sono queste: 

 

  • Taggare il blog che ha assegnato il premio: Arim 
  • Dedicarle un’immagine: le dedico un disegno di una delle mie artiste preferite, Victoria Francés.

Dei blog che frequento, tutte rispondono sempre con simpatia e gentilezza ai miei commenti. Quindi, assegnerò questo premietto solo a Jess, come augurio speciale di compleanno! ^__^
Ovviamente, sentitevi premiate anche tutte voi! Sarei curiosa di vedere che immagine mi assegnereste..=)

 

 

 

 

TAGS: Liebster Blog Award & Your Blog is Great

27 commenti

Ho ricevuto due premietti (grazie, grazie grazie!!): Arim mi ha conferito il Liebster Blog Award e Dalila il premo Your Blog is Great.

                                                  

I due premi hanno regole simili: rispondere ad alcune domande e proporne altrettante, e infine taggare 15 bloggers.

Le domande di Arim e Dalila!
 

1) Avete un profumo del vostro cuore che ri-comprate da anni?
Non amo granchè i profumi, mi sono fatta regalare un paio d’anni fa L’imperatrice di D&G, ma è ancora mezzo pieno.
 
2) C’è un colore con il quale non ti truccheresti mai? E perchè? (rossetto/ombretto)
Domanda insidiosa..Penso non ci siano colori che non uso, forse l’ombretto giallo. Non metterei mai la matita color panna, io uso rigorosamente la nera!
 
3) Qual’è il tuo capo d’abbigliamento preferito?
Jeans!
 
4) Quali sono i tuoi gusti di gelato preferiti?
A me non piacciono granchè i gelati da gelateria..solitamente mangio il gelato alla liquirizia o all’After Eight. Ma se posso comprare un gelato dell’Algida per me è mooolto meglio!
 
5) Qual’è il prodotto che ricompri da più tempo e perchè?
Lo struccante bifasico di bottega verde, perchè è molto delicato e non lascia irritazioni.
 
6) Hai mai avuto reazioni strane con un prodotto? Che cos’era?
Il fondotinta-BB cream di Essence, il Make Up to match, mi ha riempito il viso di irritazioni. E lo shampoo TuttiFrutti di Lush, che m’ha praticamente bruciato i capelli. 
 
7) Esci mai di casa senza trucco?
No. Almeno una riga di matita c’è sempre.
 
8) Un cosmetico che hai acquistato di recente e che ti è piaciuto tantissimo?
Il rossetto rosa shocking di Catrice, della collezione Cruise Couture. 
 
 9) Quanti prodotti usate nella vostra beauty routine?
3-4 più o meno..Dipende dalla voglia di fare!XD
 
10) Quale parte del vostro viso amate più truccare e perchè?
Occhi, perchè cambiano colore.
 
11) Segui le mode e le tendenze oppure hai uno stile tutto tuo?
Ho uno stile tutto mio, sono molto creativa.
 
12) Qual è il tuo prodotto make up preferito e quello che proprio detesti?
Preferito: matita occhi nera. Detestato: blush
 
13) Qual era il tuo cartone animato preferito, da piccola?
Sailor Moon!
 
14) Hai delle “fisse” particolari?
Non mangio i mandarini se non sono perfettamente ripuliti dai pelucchi bianchi.
 
15) Una cosa che vorresti fare ma che non hai ancora fatto?
Un viaggio a Parigi!
 
 
Le mie domande!
1) maschera viso preferita?
2) Il posto più bello che hai visitato?
3) Il tuo libro preferito?
4) Il tuo film preferito?
5) Che tipo di solare usi?
6) Smalto: marca e colore preferito?
7) Uno sfizio che vorresti toglierti?
8) Il prodotto di make up più costoso che hai comprato?
9) Rossetto, lucidalabbra o tinta per labbra?
10) Capelli: quanti prodotti usi per curarli?
11) Granita o gelato? Gusto preferito?
12) Dove andrai in vacanza quest’estate?
13) Da quanto tempo hai un blog?
14) Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
15) Prossimo acquisto che farai?
 
 
I miei tag!
Dovreste esserci tutte! ❤

Tag: Il mio amichetto peloso PonPon

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Stasera avevo proprio intenzione di farvi una piccola preview sulla collezione SnowWhite di Essence ma poi, gironzolando per i blog, ho trovato questo bellissimo tag che, sicuramente, farà felici tutte quelle che hanno un pelosetto come amico. 

Sul blog di Pat ho trovato – e subito accuratamente rubato – questo simpaticissimo tag riguardante i nostri compagni di vita a quattro zampe.

Io vi presento il mio super viziatissimo PonPon, e voi?

1)Come si chiama? PonPon
2)Che razza è? è un meticcio
3)Da quanto tempo ce l’hai? Dal 7 dicembre 2009
4)Come l’hai avuto? Ce l’ha regalato una nostra amica veterinaria. Da poco era morto il nostro vecchio gatto, e cercavamo un gatto a cui dare una casa. 
5)Quanti anni ha? 3 anni
6)Qualche cosa strana del suo carattere? Mordicchia qualsiasi cosa, compresi i miei appunti dell’università. E’ un grandissimo coccolone, ma anche molto testardo. Se decide di fare una cosa la fa, incurante delle nostre sgridate. 
7)Cosa significa per te il tuo rapporto con lui? E’ mio figlio, in pratica. Senza di lui non potrei vivere. Banale? Lo so. Ma è un amore sconfinato quello che provo per lui.
8)Quali sono i momenti passati assieme che preferisci? Quando sto male, e viene a fare le nanne addosso a me e mi fa la “pasta” con le zampine per rassicurarmi. Oppure, quando io e il mio moroso torniamo a casa tardi e arriva miagolando e reclamando le coccole, mettendosi in mezzo a noi due nel letto a farsi coccolare.
9)Nickname che gli hai dato? Ponny, PonnyPonPon, Pompolino, Pompolinis, Cicino, Zamponpon (deriva dal fatto che quando mi sale in braccio si sistema a mo’ di zampogna)
10) Parole che riconosce? è un gatto intelligentissimo: capisce un sacco di parole, ma decide lui quando ascoltarle. 

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