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[Swatch & Comparazioni]: 05 Heavy Cherry – Kiko, Limited Edition Rebel Romantic

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Hola gente!
Agosto è ormai iniziato e noto che la gente ha iniziato – giustamente – ad accantonare i propri blog. Per quel che mi riguarda, sono ancora indecisa se pubblicare ancora prima di partire (14 agosto) o ricominciare al mio rientro, magari con settembre. Vedremo. Intanto, per precauzione, vi auguro Buone Vacanze!!

Parliamo ora di trucchi. Qualche giorno fa Kiko ha lanciato una nuova edizione limitata, la Rebel Romantic, che presenta dei pezzi davvero interessanti. L’altra sera sono passata in negozio e ne ho approfittato per mettere il naso qua e là e già so che, con l’avvento dei saldi, mi porterò a casa almeno un blush e altri rossetti.
Stavolta mi sono accaparrata un rossetto e una matita abbinata, entrambi con la dicitura di 05 Heavy Cherry, regalo di una persona a cui tengo molto. Oggi, in questo brevissimo post, vi mostro swatch, impressioni a caldo e comparazioni, e spero di aiutarvi nell’acquisto.

Partiamo dal presupposto che il nome è un po’ noioso, e ricalca molto quello della Dark Romance di Essence di un paio di anni fa: a quanto pare, le case cosmetiche adorano giocare sul binomio romantica ma ribelle, dolce ma pure darkettona. Tant’è. Il packaging è elegantissimo, quasi natalizio: il rossetto è contenuto in un tubetto dorato con un rettangolino lilla sul tappo in cui c’è scritto la tipologia del rossetto; la matita ha il medesimo tappo dorato con applicazioni dello stesso colore lungo la mina.
La tonalità del rossetto in negozio appariva decisamente più scura: in realtà, una volta provato a casa e con la luce diurna, si è rivelato molto diverso. In senso buono, per carità, ma se non vi piacciono i fucsia potrebbe non essere il rossetto che fa per voi. Il colore che dà il nome alla coppia, ciliegia, si ottiene soltanto se usate in combo i due prodotti: se usate soltanto il rossetto avrete un fucsia quasi cangiante, se utilizzerete solo la matita, al contrario, un rosso cupo molto simile al 107 di Kate Moss.

Il rossetto, come potete vedere, è piuttosto chiaro, ha un finish lucido ed è molto morbido da stendere. Il classico rossetto da LE di Kiko, uno di quelli dalla buona pigmentazione ma ai quali va prestata un po’ d’attenzione per evitare di sbavare. La matita labbra, al contrario, non è per nulla confortevole. Ha una mina decisamente dura, che scorre a fatica sulle labbra e che non lascia un tratto omogeneo e che va lavorata quindi un po’ affinché il colore risulti uniforme. Non ho le labbra secche, eppure questa matita tende a seccarle parecchio, motivo per cui non mi sento di consigliarla a chi ha le labbra di quel tipo. Se utilizzati insieme, matita e rossetto si rivelano un’accoppiata vincente, creando un bellissimo color ciliegia, degni del nome che portano. 
Sulla durata, infine, non mi pronuncio affatto: ho indossato questi prodotti giusto il tempo di fotografare la resa sulle labbra. Questo weekend inizierò a testarli come il cielo cosmetico comanda. U.U
Vi lascio ancora qualche swatch e comparazioni, sicuramente sarete più brave di me a interpretare le diverse sfumature.
Un bacio!
Tizy

Scritte e [Pa]lette #3: 03 Come on board captain! – in collaborazione con Country Rose

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Terza puntata della rubrica Scritte e [pa]lette (1,2), terza volta in cui non posso fare altro che lagnarmi della mancanza di tempo e cercare di discolparmi della mia assenza. Mi irrita parecchio non avere tempo per scrivere qua sopra, ma l’università ha la precedenza. Al momento sto preparando un pezzetto di un gigantesco esame di Letteratura Contemporanea e inizio a chiedermi se riuscirò mai a ricordare a menadito ogni componimento presente nell’antologia.
Inoltre….c’hosssonno. E’ arrivata la primavera, gli uccellini cinguettano, il sole splende, gli orsi fanno capolino dalle caverne e io sono pronta per andare in letargo. Dormirei volentieri per i prossimi 4-5 mesi, sono sincera.

 

La review di oggi è molto mini (sono le 23 di martedì, e sto pestando i tasti del pc nel vano tentativo di tenermi sveglia) e riguarda una vecchissima palettina di Essence, la 03 Come on board capitain! (aka salga a bordo cazzo) della Limited Edition 50’s Girl Reloaded. Comprata insieme a un rossetto e a un pennello agli esordi della mia passione per i trucchi – quando, cioè, possedevo ben una matita nera, un mascara, un fondotinta (del colore sbagliato) dell’anteguerra, un paio di ombretti e una manciata di smalti – e lasciata a vegetare insieme ad essi per un anno buono. Il pennello doppio tra l’altro ha fatto una brutta fine: buttato nel cestino dopo un mese. Non perchè facesse schifo, ma perchè la sottoscritta sognava sfumature da copertina e, riuscendo a realizzare soltanto dei dipinti impressionisti, diede la colpa al povero pennellino.

Dicevo: l’ho ripescata dopo circa un anno dalla sua comparsa sul mercato, e cioè 3-4 anni fa, più o meno: sì, è decisamente fuori dal pao. Machissenefrega: non vedo ancora funghi e/o mosche e larve da decomposizione, quindi funge ancora meravigliosamente.

 

La confezione è in plastica bianca, con chiusura a scatto. All’interno, un grande specchio e due ombretti da 4 g (la review, ve l’ho detto, è mini in tutti i sensi! :P)
L’ombretto sulla sinistra è un grigio/verde perlato, molto scrivente da bagnato e un po’ meno da asciutto. Quello di destra, invece, è un blu dai riflessi argentei che una volta steso diventa quasi opaco, a dispetto di quello che potrebbe sembrare dalla confezione e dallo swatch.
Sono entrambi morbidi e facili da stendere, e la sfumabilità è piuttosto alta. La durata è mediocre con un ombretto in crema usato come base, ma diventa ottima se stesi sopra un primer (io uso quello per pigmenti di Essence). La rimozione è altrettanto semplice e non lasciano residui brillantinosi in giro per il volto.
Questa è, per me, la palette delle occasioni importanti: sono due colori che mi stanno a pennello, il grigio in particolare riprende il riflesso dei miei occhi  e lo esalta, mentre il blu solitamente lo stendo nell’angolo esterno dell’occhio, per dare profondità allo sguardo senza esagerare. Due colori a cui ricorro sovente, insomma, quelle rare volte in cui devo fare la donnina elegante: cerimonie, colloqui di lavoro, colloqui con i professori ecc… In poche parole, cerco di illudere il mondo mostrandomi come la donnina raffinata che non sono. XD

 

E voi? Avete qualcosa di questa vecchissima collezione?

[NB: non odiatemi, tornerò a farmi viva. ç_ç]

Scritte e [Pa]lette #2: Showstopper – in collaborazione con Country Rose

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Seconda puntata della rubrica Scritte e [Pa]lette in collaborazione con Country Rose! (QUI trovate la prima)

Lo so. Avevamo promesso di pubblicare questa serie ogni due sabati. Indovinate chi, come al solito, era in ritardo sui tempi? Tra lo studio, un esame imminente, le ripetizioni  e la preparazione psicologica per Creattiva – la fiera della creatività che si è tenuta a Bergamo lo scorso weekend –  mi ero ritrovata a giovedì sera senza aver sistemato nemmeno una foto. Come avrei potuto sperare di essere online sabato? Gnah.

Anche per questa seconda puntata la scelta è stata più che semplice, sempre della serie mi piace vincere facile ponci ponci popopo. La protagonista è lei, la Showstopper di Sleek, comparsa nelle Sephora italiane l’anno scorso più o meno in questo periodo.


La trovai a sorpresa vicino alle casse, prima di recarmi al Giornale di Brescia per lo stage.  Non fu amore a prima vista, lo ammetto, perché rimasi stregata dalla sorellina Lagoon. Fino all’ultimo, tra l’altro, rimasi nel dubbio: acquistare entrambe, o solo la Lagoon?
Il mio animo spendaccionesco prevalse quando notati la confezione della Showstopper, con tutte quelle cialdine rotte disegnate sulla scatola che fecero immediatamente breccia nel mio cuoricino. E per fortuna! Di diritto, lei entra senza dubbio nella mia top ten delle palette preferite, l’unica tra le Sleek che ricomprerei ancora e ancora e ancora.

La palette è composta da 12 colori, suddivisi in due file da 6 cialdine, ognuna delle quali contiene 1g di prodotto. Tutti gli ombretti sono piuttosto farinosi, difetto che ahimé ho riscontrato in ogni Sleek.  I colori sono ben assortiti e versatili: troviamo due bei marronazzi, un color nude, due illuminanti (uno caldo e uno freddo) e una cialdina di nero intenso che non fa mai male.
Completano il set il solito specchione e un applicatore doppio a spugnetta.

1) Paraguaya, Sunset, Me my Self & Eye

Paraguaya: mi spiace non essere riuscita a fare una foto migliore ma, purtroppo, come potrete constatare voi stesse, quest’ombretto ha più o meno la medesima tonalità della mia pelle.
E’ un rosa chiaro totalmente matt, lo utilizzo spessissimo come base “trasparente” per far aggrappare meglio l’eyeliner o per sfumare bene i trucci. Oddio, “sfumare bene” è puro eufemismo, ma fa tanto profesciònal.

Sunset: un color bronzo con riflessi dorati molto shimmer. E’ una tonalità molto versatile che utilizzo sovente nei miei trucchi, perché dona luminosità allo sguardo senza risultare pacchiana.

Me, My Self & Eye: bianco molto perlato, costituisce l’illuminante freddo della palette. Ha dei riflessi argentei che emergono nitidamente con una base bianca sotto.
Preferisco utilizzarlo come un ombretto classico piuttosto che come un illuminante, perchè trovo che quelli caldi mi stiano meglio.

2) Bad Girl, Noir, Ultra Mattes V2.

Bad Girl: in assoluto il mio ombretto preferito (della palette e non), perchè trovo si sposi perfettamente con i miei occhi, che a seconda del tempo virano dal verde marcio chiaro al marrone scuro con qualche sfumatura ambrata.
E’ un verde oliva shimmer dai riflessi dorati che emergono quando l’ombretto è utilizzato da bagnato.

Noir: un grigio fumo fantastico, dal finish shimmer e dai riflessi bluastri. Da bagnato quasi pare un ombretto in crema.

Ultramattes V2: nero totalmente matt, perfetto da utilizzare anche al posto della matita nella rima interna o come eyeliner. Non avevo mai creduto, a dire il vero, all’utilità dell’ombretto nero come sostituto della matita nera: mi sono ricreduta ad ottobre, in Tunisia, quando con orrore mi sono accorta di aver dimenticato il temperino a casa.

3) Oh so special, Bohemian, Storm.

Oh So Special: di speciale non ha proprio nulla, visto che non scrive per nulla. E’ un grigio chiaro totalmente matt, e sarebbe perfetto accoppiato a Noir: purtroppo, persino da bagnato risulta più che slavato, quasi trasparente.

Bohemian: i primi tempi pensavo fosse un colore urendo, importabile, e mi domandavo che cosa ci facesse in una palette così caruccia. Poi ho visto diversi video di Fidya in cui utilizza sia questo che l’Ariel della Lagoon sotto l’arcata sopraccigliare, a incorniciare il trucco, e mi sono ricreduta. E’ un corallo molto scrivente, e basta sfiorare appena il pennello per ottenere un bell’effetto. Lo uso spessissimo pure come blush, mi fa impazzire letteralmente.

Storm: blu notte opaco – negli swatch lo vedete sbirluccicoso a causa della sua vicinanza con Sparkle – la cui scrivenza non è così eccelsa come l’Ultramattes V2. Insistendo un po’ con le passate, tuttavia, otterrete un bel colore pieno.

4) Sparkle, Au Natural, Graphite.

Sparkle: insieme a Bad Girl,  è l’ombretto più utilizzato della palette. Si tratta di un illuminante caldo, tendente al giallognolo, che io utilizzo sia sotto l’arcata sopraccigliare sia sopra all’ombretto in crema Pupa Vamp n°100, per illuminare i miei occhi senza strafare.

Au Natural: viola che dovrebbe essere shimmer o almeno perlato a vederlo nella cialda, una volta steso perde tutta la sua brillantezza. La scrivenza è poca – anche se nessuno batte Oh so special – ma utilizzato insieme a Bad Girl fa il suo figurone.

Graphite: marrone “cacca dorata”, scurissimo e intensissimo. Sfarina tantissimo, ecco il suo unico difetto.

Tirando un po’ le somme

Si tratta di una palette davvero completa, di cui io mi sento di consigliarvi l’acquisto senza ombra di dubbio. E’ una palette perfettamente bilanciata: 6 ombretti matt e 6 ombretti shimmer e colori che vi permettono di realizzare più o meno qualsiasi trucco.
La durata di ciascun ombretto è pressoché ottima con qualsiasi primer e con qualsiasi ombretto in crema come base, e più o meno tutti rimangono intatti e brillanti per tutta la giornata. Personalmente sono rimasta delusa da Oh So Special, perchè non mi aspettavo un colore così slavato. Tuttavia, ho letto diversi post dove questo problema non era evidenziato e, anzi, quell’ombretto risultava parecchio scrivente. Non vorrei fosse un problema della mia palette, come mi è già successo con i colori più chiari della Snapshots: indagate, ragazze mie, indagate!

E voi? Avete questa palette o altre palette Sleek? Come vi trovate?

Saldi Essence: Matita occhi Stays no matter what

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C’era una volta una studentessa universitaria, poco sveglia e molto rimbambita, che un bel giorno decise di andare da Coin ad assaltare lo stand di Essence.
Lo trovò fresco d’allestimento, con tutti i nuovi prodotti della linea permanente ben allineati, come soldatini di un plotone colorato. Ma, ahimé, la fortuna non le sorrise appieno: frugando nelle sue tasche, trovò soltanto pochi euro.
Poco male – pensò – mi comprerò soltanto una matita occhi“, e la scelta cadde su una matita dal nome promettente: Stays, no matter what. La frase, per i comuni mortali e soprattutto per le makeuppare addicted, suona più o meno come: “Ti resterà ancorata alla faccia qualunque cosa tu faccia, compreso infilare la testa nella lavatrice al momento della centrifuga, mentre esegue il programma supermacchiedipetroliogrezzo.

Tornò a casa e, dopo qualche giorno, sopraggiunse la necessità di fare la punta alla matita.
La perspicace donnina era fermamente convinta che la suddetta fosse una matita automatica.  Il problema, dunque, stava nel trovare il temperino.
Sicuramente si troverà sotto quella specie di cappuccio dalla parte opposta del tappo“, intuì.
E iniziò a fare leva.
E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. Dopo mezz’ora di tentativi vani, dovette rassegnarsi e chiedere aiuto a papà.

Papy, questa matita è automatica e io non riesco ad aprire qui, dove c’è il temperino.
Ma sei sicura che questa matita non si temperi? A me pare proprio di sì.
Dai papy, su. Mi trucco da secoli, non puoi capire. Ho ragione io, questa cosa è automatica.
Guarda che vedo matite da più tempo di te, e ti dico che qui serve un temperino!
Papyyyy! Aprimi quel cappuccio e te lo dimostrerò!

E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca.
Rassegnato, dovette ricorrere alle pinze. E giragiragira, spoff, il cappuccio si levò. Non v’era traccia di temperino. Un sorriso sornione di trionfo si allargò sotto i baffoni neri.

La studentessa batté in ritirata per non ammettere l’errore, e si mise a fissare con odio la matita occhi.
Ed ecco che, come ulteriore beffa del destino, le saltò all’occhio un’unica, irritante parola: Sharpenable.

Potete notare i segni di scasso sul “cappuccio”. Compresi i segni di denti della sottoscritta.

STAYS no matter what è una matita occhi waterproof facente parte della linea permanente di Essence, disponibile in 3 colori: nero, marrone e grigio.
Io, naturalmente, possiedo la nera, la 01 Midnight Black.
Sono sempre alla ricerca della matita della matita nera perfetta, e questa si avvicina di molto al mio ideale. MA. C’è un piccolo, fastidiosissimo ma. Questa matita è in plastica, o in legno plasticato (esiste?!) o in un materiale sconosciuto a Dio che ti fa dannare l’anima quando ti tocca temperarla. E’ questo il motivo che mi ha indotta a pensare che la suddetta fosse una matita automatica. Andiamo, chi ha mai visto una matita temperabile plasticata? Il suo unico, grande difetto sta tutto qui: bisogna sforzare un classico temperino per farle la punta, che non esce quasi mai come si deve perchè, sovente, il temperino si inceppa nella plastica.
Il tratto, al contrario, è meraviglioso. Nero, pieno alla prima passata, morbido e resistente.  Certo, non dura tutta una giornata, ma 12-14 ore nella rima interna se le fa tutte. E, per una matita low cost, è davvero un bel vantaggio.

In definitiva, non me la sento di bocciare questo prodotto, perchè è davvero buono. L’inconveniente sta, appunto, nel materiale in cui è stato fabbricato. Magari voi sarete più furbe e abili di me e riuscirete a temperarlo con agilità. Dopottutto, state parlando con miss Imbranatezza.
Consigliata? Per 1,19 direi di sì!

PS
Giovedì ho un esame, poi cercherò a tutti i costi di rimettermi in pari con i commenti sui vostri blog e di recuperare un po’ il mio.
Un bacio!

Review: Kiko Sugar Mat in Black

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Quando uscirono questi smalti da Kiko non li degnai neppure di uno sguardo o, meglio, non li consideravo degni di entrare nella mia collezione di smalti, poiché gli swatch sugli espositori dei negozi erano assolutamente terribili e per nulla, come avrei scoperto dopo, corrispondenti alla realtà.
Parevano, in poche parole, degli smalti dalla stesura orrenda e per giunta pieni di bollicine. “Nah – mi sono detta – col cavolo che spendo 4 euro per quei cosi“.
C'è da dire che molti colori, soprattutto quelli pastello, non hanno nulla di bello e sembrano banalissimi smalti opachi con qualche grumo: per questo mi domandavo in continuazione come mai la comunità blogger fosse così in fermento per loro.
Finché… Un bel giorno aprii instagram e vidi lo swatch fatto da una ragazzina dello sugar matt nero: mi colpì molto il modo in cui riluceva al sole, i suoi riflessi, il suo colore bello pieno. Mi innamorai e decisi che doveva essere mio. Fortuna volle che KiKo aveva messo in offerta l'intera linea a 1,50 euro.
La confezione é identica agli altri smalti Kiko e contiene 11 ml di prodotto. Il tappo é in plastica dura e di colore nero con dei micro glitter all'interno.
Già dalla foto, potete notare gli innumerevoli sberluccichi argento che diventano molto più evidenti una volta steso lo smalto.
Carbone dolce“: non ho altro modo per definire questo meraviglioso colore. Bastano un paio di passate per rendere pieno il colore, che resta bello e luminoso per una settimana buona.
É uno degli smalti più resistenti della mia collezione: non si scheggia, non si rovina col detersivo e per giunta rende l'unghia molto più forte. Al tatto é ruvidissimo e sembra che abbia versato sopra alle unghie una colata di brillantini.
Si tratta di uno smalto che senza dubbio attira l'attenzione per via della sua luminosità: più volte ho ricevuto i complimenti per averlo scelto, e pare che questo colore in particolare sia andato a ruba nei negozi KiKo,
L'unica pecca sta, naturalmente, nella rimozione: preparatevi ad usare mooolto olio di gomito e armatevi di pazienza. E, soprattutto, che non vi venga in mente di metterlo sui piedi: fareste prima ad amputarvi le dita, tanto é il tempo necessario alla rimozione. Se poi, come me, soffrite il solletico ai piedi iniziate a pregare.
Vi lascio altri swatch!

Tutti My Frutti

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Prima di conoscere Fidya – e specialmente prima di vedere questo suo video –  non sapevo nemmeno cosa fosse the Balm: io e l’ignoranza cosmetica andiamo a braccetto, decisamente.
Mi innamorai immediatamente del fondotinta mostrato nel video e volli subito sapere dove si poteva acquistare quel marchio. Tra l’altro all’epoca – vi parlo di quasi un annetto fa –  era The Balm stava approdando nelle profumerie La Gardenia e io manco sapevo di avercene una vicino.
E così mi recai in quel luogo praticamente sconosciuto. Non l’avessi mai fatto.  Sbam, mi si è aperto un mondo di fronte allo stand di The Balm: colori, colori, colori e confezioni stupende! Come se non fossi già abbastanza vittima del packaging, per dire..

Quel giorno, a parte il fondotinta (che amo/venero/idolatro e di cui, prima o poi, vi parlerò), mi portai a casa pure un lucidalabbra effetto rimpolpante. il Tutti my Frutti, appunto. Ringrazio ancora la commessa che trascorse quasi un’ora con me, davanti allo stand, a farmi sniffare i rossetti e i lucidalabbra e a riempirsi braccia e mani di swatches.

Il lucidalabbra fa parte della linea Plump Your Pucker: in sostanza, sono dei gloss che conferiscono volume alle labbra grazie alla miriade di glitter presenti nel prodotto. Sebbene la profumazione cambi a seconda del lucidalabbra, tutti hanno un sapore mentolato che a molte persone dà fastidio:  a me, invece, piace parecchio la sensazione di ” fresco” sulle labbra.
Tutti i Plump hanno il classico applicatore a spugnetta, contengono 7g di prodotto, hanno un pao di 24 mesi e costano attorno ai 10 euro.

Ciò che mi ha piacevolmente colpita di questi lucidalabbra è la coprenza, e pensare che all’inizio volevo comprare una tinta labbra! E’ stata la commessa ad indirizzarmi verso questo prodotto, magari di durata inferiore ma con un “impatto scenico” maggiore senza, nel contempo, risultare troppo acceso. Insomma, un prodottino versatile da usare tutti i giorni, e infatti il mio Tutti my Frutti sta sempre nella mia borsa da università.

Dopo lunghe e attente riflessioni abbiamo optato per questo colore, un rosa corallo molto acceso con delle pagliuzze dorate al suo interno, perchè ben si adatta alle mie labbra e al mio incarnato.
La stesura è agevole nonostante i numerosi glitter e, cosa alquanto importante, non appiccica le labbra come la maggior parte dei lucidalabbra.  Anche la durata è discreta, sebbene non sia paragonabile a quella di un rossetto: resiste sulle 3-4 ore e pure bevendo non si sciupa granché.

L’effetto che ha una volta steso sulle labbra è, ovviamente, ciò che mi piace di più di questo lipgloss. Io ho la boccuccia piccola dalle labbra sottili, dalla forma non troppo definita e questo prodotto, semplicemente, me la rende bella.  E’ un prodotto Vavoom (per dirlo alla Drama) da portarsi sempre dietro per i ritocchini veloci che non necessitano nemmeno di specchio.

New Moon

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Cara ragazzina che, indubbiamente, sei piombata qua sopra credendo di trovare questo

e invece hai trovato questo:

Sappilo: la vita è dura e crescere fa schifo.

Oggi parliamo di smalti!
E, visto che ci siamo lasciati alle spalle una settimana bella uggiosa, perchè non parlare di uno smalto color cielo da temporale?

Il protagonista del post di oggi è uno smalto di Shaka, New Moon. Come già Essence aveva fatto – collezione Vampire’s Love, Breaking Dawn pt. 2 – anche Shaka ha cavalcato l’onda vampiresca scegliendo come nome di questo smalto il titolo di uno dei libri dell’ormai celebre saga.  Statisticamente parlando, prima di 3-4 anni fa quanti smalti sono usciti con  nomi del genere? Nessuno.

New Moon..Questo smalto non ha proprio nulla che ricordi la luna, la luna nuova o un cielo notturno. Nulla di nulla. Per comodità, io lo chiamerò “Lavagna“: è stata la prima cosa che m’è venuta in mente non appena l’ho visto. E’ stato un attimo, un flash di me bambina col grembiulino rosa seduta al banco, in prima elementare, a osservare la lavagna che mi stava di fronte.
In realtà, la descrizione che ho fornito nelle prime righe è più adatta: cielo in tempesta, con dei riflessi argentei.

L’applicazione è agevole, come accade per quasi tutti gli smalti Shaka, e la coprenza è buona: basta una sola passata per ottenere un colore pieno. Sono io che, ormai lo sapete, ne faccio sempre almeno tre per paranoia personale.
La durata è ottima, si aggira sui 5-6 giorni pieni, anche se col tempo tende a diventare meno lucido.

La confezione contiene 5ml di prodotto, il pao è di 24 mesi e il costo è di 1,99 euro. Ricordo che Shaka è un marchio reperibile negli Ovs.

E voi? Avete smalti “uggiosi”?

Buon inizio settimana!

Altri swatch qui: FLICKR

Madina Eye Pencil

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Oggi parliamo di una delle peggiori matite della storia, quella nera di Madina.
Mio primo acquisto del marchio, mia prima cocente delusione.  Fa schifo, c’è poco da dire.

L’ho comprata in preda alla fregola da prima visita allo store, attratta dal prezzo – 1,50 euro, se non ricordo male – e troppo distratta per accorgermi che il tratteggio che mi ero fatta sulla mano una decina di minuti prima stava già sparendo senza lasciare traccia.

Il tratto, di per sé, è bellissimo: un nero bello intenso, scrive bene nella rima interna e non ha bisogno di ulteriori passate.
Ma.
*zan zan zan zan*
COLA. Cola come una gocciolina di miele da un vasetto. Cola in estate, in primavera, in autunno e pure in inverno. Potrei vivere pure nella steppa sconfinata a quaranta sotto zero (dove se ne infischiano del gelo i cosacchi dello zar) e lei colerebbe peggio del piombo fuso. Non resiste nella rima interna per più di un paio d’ore, se c’è caldo pure meno.  Non ho parole, solo imprecazioni.

Più volte sono stata sul punto di farle fare un moto parabolico verso il cestino dei rifiuti. L’ho solo torturata masticandola coi denti, che è poi la fine che faccio fare a tutte le biro/evidenziatori/matite/qualsiasi cosa si usi per scrivere. Un brutto vizio preso da bambina, ma almeno non spacco più a metà i pastelli coi denti come facevo all’epoca.

Whatevah. Dopo averla gettata nel cassetto delle matite per qualche mese, questa primavera ho deciso di ripescarla, decisa a terminarla una volta per tutte e a farla sparire per sempre dalla mia vista. Non riesco neppure a perderla! Mi si sono volatilizzati rossetti, ombretti, altre matite..Ma lei no. La getto con noncuranza in borsa nella speranza che si confonda con gli scontrini? Lei è sempre lì. A galla. A scapito di roba che mi serve di più. Stronza.

Misato ha ammirato il mio coraggio di cercare di finire una matita che cola nel periodo più caldo. In realtà non è coraggio, ma una buona dose di incoscenza e pigrizia. Se cola, posso sempre usare la scusa del: “Mio Dio, che calura. Cola persino questa matita!”, con la consapevolezza di non essere l’unica pandessa che deambula per la città.

Non fatevi ingannare dal disegno puccioso.

Buff’d Cosmetics Samples: a review (finally)

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Esattamente il 2 maggio 2013 mi arrivò a casa il pacchettino di Buff’d Cosmetics contenente diversi campioncini da testare.  Ora, all’alba del 28 di agosto, sono finalmente pronta per farvi una review il più dettagliata possibile.

Innanzitutto, per chi non conoscesse Buff’d Cosmetics, si tratta di una marca canadese che produce make up minerale privo di schifezze e, di conseguenza, un ottimo inci. Qui potete trovare maggiori informazioni riguardanti gli ingredienti utilizzati.
Quando li ho contattati, sono stati davvero molto gentili con me, accondiscendendo di buon grado alla mia richiesta di testare i loro prodotti e offrendomi la possibilità di provare il mio primo fondotina minerale in assoluto.
Il pacchettino conteneva due campioncini di fondotinta – scelti da me – un blush, un illuminante e due ombretti.

I samples all’apertura del pacchetto

Ed ecco i campioncini dopo mesi di utilizzo. Nella foto manca la Jar del Blush, che al momento dello scatto non ero riuscita a trovare.

I FONDOTINTA MINERALI

Ciò che mi ha stupita, spulciando il sito al momento di scegliere la tonalità adatta a me, è stata l’enorme quantità di tonalità di fondotinta: ben 69! Sì, avete capito bene 69 tonalità! 69 tonalità suddivise in 6 sottotoni ( cools, neutrals, beiges, warmes, goldens, olives) raggruppati in tre categorie di fondotinta: original, adatto a tutte le pelli, light per pelli secche e concealing per pelli grasse. (QUI potete vedere tutte le tonalità e le loro caratteristiche, che io vi ho elencato in modo mooolto scarno).

Lo ammetto, sono andata nel pallone al momento della scelta. Dei due che avevo scelto – Neutral Fair e Neutral Medium Light , entrambe della formulazione Light, mi è arrivata solo la seconda. E, in caso ve lo stiate chiedendo sì: sono cascata nel tranello, credendo che la tipologia Light corrispondesse al colore della pelle e non, come è in realtà, alla tipologia di pelle, ovvero quella secca. Purtroppo, me ne sono accorta due/tre giorni dopo esaminando il sito e il pacco era già stato spedito: sì, sono una ragazza sveglia sveglia sveglia.

Neutral Medium Light, nella formulazione Light (tutti questi light mi stanno mandando in pappa il cervello), dei due è il fondotinta che più si adatta al mio incarnato, nonostante sia leggermente più scuro. Quando mi è arrivata la bustina sono rimasta un pochino delusa, temevo che la quantità sarebbe bastata a pochissime applicazioni. Pff, povera idiota. A tutt’oggi ne ho fatte circa una decina, e avanza abbastanza prodotto per poterne fare almeno ancora un paio.
La coprenza è davvero molto alta, cosa che mi ha davvero stupita perchè non credevo che un fondotinta minerale potesse attenuare i bubboni che avevo all’epoca. Inoltre, basta davvero pochissimo prodotto per uniformare più che bene tutto il viso, operazione che ho fatto e continuo a fare con il mio adorato catbukino di Neve Cosmetics, inumidendolo leggermente.
La durata è buona, sebbene sia un fondotinta specifico per pelli secche su di me dura tranquillamente tutto il giorno, ma con il trascorrere delle ore tende a lucidarmi tantissimo la pelle. Me ne sono accorta rivedendo le foto del matrimonio di mio cugino, e con orrore, visto che la mia pelle non si era mai lucidata nemmeno con le porcherie di Essence. Tuttavia, con un po’ di cipria questo problema tende ad arginarsi, se non a scomparire del tutto se si ha l’accortezza di picchiettarsela un po’ sul viso ogni tanto.

Ecco quanto prodotto rimane!

Luciditàà luciditààà
(lei è mia zia paterna, mamma dello sposo)

Dell’altro fondotinta – Beige Medium Light nella formulazione Original, posso purtroppo dire ben poco, in quanto non ho potuto testarlo su strada: il colore è assolutamente troppo scuro per me. Si accettano suggerimenti su come utilizzarlo!
Trovo il prodotto molto più difficile da stendere rispetto alla formulazione light, mi pare che si distribuisca a chiazze sulla mia pelle, ma non so se sia una semplice impressione dovuta al colore troppo scuro oppure realtà effettiva.

IL BLUSH

Buff’d Cosmetics ha due tipologie di Blush: la Satin Pearl Blush (23 colori) e la Velvet Matte Blush (11 colori).  Con mia somma gioia, mi hanno spedito Ransom, che fa parte della seconda categoria: avendo la pelle che presenta molte imperfezioni è decisamente consigliabile utilizzare prodotti opachi per non attirare l’attenzione sui brufoli coi brillocchi.
Sul sito viene descritto come un rosa profondo, ma più che rosa a me pare aranciato e mi pare pure che viri sul mattone. E’ un colore meraviglioso, ma va assolutamente e necessariamente dosato: basta un pizzico di polvere in più per ritrovarsi le guance tumefatte. Tra l’altro ho notato che tende ad “aggrapparsi” al fondotinta sottostante e a rimanerci bello ancorato rendendo difficoltosa la sfumabilità. Ergo, andateci piano. Poco prodotto per volta e avrete un bell’effetto naturale!
Sulla pelle grassa ha una media durata, 5-6 ore e per me è un record – su una pelle secca (testato su mamma) dura tranquillamente tutto il giorno.

L’ILLUMINANTE

Buff’d Cosmetics presenta, nella sua linea cosmetica, 6 illuminanti o, per meglio dire, Illuminating Dust. A me è stato mandato Candlelight, che è una via di mezzo tra le colorazioni presenti sul sito. E’ un illuminante davvero molto, molto carino, delicato, elegante. Perfino io, che ho la manina pesante, dovrei praticamente rovesciarmi in faccia una jar intera per ottenere il temutissimo effetto lampione.
Non uso tutti  i giorni l’illuminante, anzi, generalmente lo limito ai weekend o alle occasioni importanti: durante la settimana sono praticamente sempre di fretta e meno prodotti uso meglio è.  Utilizzo questa polvere illuminante sotto l’arcata sopraccigliare e nell’angolo interno e sotto l’occhio, nella speranza di dare un po’ di luce ai miei occhi offuscati dalle lenti.
Purtroppo è difficile fare una foto esemplificativa di questa polvere illuminante: se non fosse per il leggero brillio, si fonderebbe perfettamente con la mia pelle.

GLI OMBRETTI

Buff’d Cosmetics ha una luuuuuuuuuuuuuuunghissima sfilza di prodotti per gli occhi suddivisa in 4 categorie: ombretti Satin Pearl (rullo di tamburi: 95!), Velvet Matte (26), eyeliner (9, in realtà sono ombretti molto più pigmentati di quelli appartenenti alle prime due categorie proprio per poter permettere un tratto più netto e cremoso), e infine i pigmenti (34).

I due ombretti che ho ricevuto appartengono alla categoria Satin Pearl – confesso, ne avrei preferito almeno uno matte – e sono Roland e Cosmic.

Roland è un ombretto Dramatico (per i non addetti ai lavori: Marrone) tendente al rossiccio. Da asciutto risulta quasi matte, bagnato presenta dei bei riflessi argentei. Io lo utilizzo prevalentemente da asciutto per un effetto molto naturale, ma ogni tanto mi piace usarlo come eyeliner per dare un tocco di intensitù – non troppo eccessiva – allo sguardo. La durata – con una base (Primer Essence, Primer per pigmenti Essence o Glassy di Astra) è molto buona e, se usato bagnato, necessita del bifasico per la rimozione.

Cosmic è invece molto più scuro, definito dal sito come un Dark graphite taupe. In sostanza, un color talpa piuttosto scuro tendente al grigio, un colore molto versatile che si intona perfettamente anche a Roland. Anche in questo caso, la durata con un primer è ottima, anche se ho notato che tende a sbavare molto più dell’altro.

CONCLUSIONI

I prodotti di Buff’d Cosmetics sono senza dubbio degli ottimi prodotti. Quando terminerò il fondo Jade Minerals molto probabilmente acquisterò un fondotinta full size di Buff’d per pelli grasse (probabilmente della medesima tonalità del primo fondotinta che vi ho mostrato) al costo di 20 $ per 15 grammi di prodotto. Ombretti, illuminante e blush li acquisterei nella sample size – ebbene sì, è possibile acquistare anche dei sample per 1,75 $ – perchè ne ho davvero troppi e non riuscirei a terminare una full size.
Nel caso vi interessassero i fondotinta, vi consiglio di ordinare dei campioncini per vedere quale colore si adatta di più a voi: il minimo d’ordine si aggira attorno ai 5,50 euro, e le spese di spedizione attorno agli 8 euro con un tempo di attesa stimato attorno ai 7 giorni.

Tag DRAMAtico: My top Five #I’m late!

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La mia amica Drama ha lanciato una serie sfiziosissima di tag Dramatici, dove illustrerà, volta per volta, i suoi cinque prodotti preferiti in diverse categorie. Il primo di quella che sarà – spero – una lunga serie è relativo ai 5 prodotti makeup che preferiamo utilizzare quando siamo in ritardo, i più pratici e quelli che non mancano mai in qualsiasi nostro trucco.

Adoro i tag perchè mi permettono, oltre che di farmi gli affaracci vostri e di scoprire nuovi prodotti, di parlarvi brevemente dei miei,  dal momento che, sul fronte review, sono lenta come una lumaca.  Ecco quindi i miei top five per quando sono in ritardo, cosa che capita almeno il 70% delle volte.

Step 1: BB Cream. Quando sono di fretta, ma devo andare in qualche posto importante (tipo l’università) voglio comunque avere il viso uniforme, seppur anche solo un minimo. In questo caso, quando non ho il tempo materiale per stendermi accuratamente un fondotinta e prima ancora aspettare che si asciughi la crema idratante, opto per una BB Cream. Da circa due mesi sto utilizzando la versione per pelli grasse di Maybelline: mi piace da impazzire perchè, sebbene sia soltanto una bb cream e quindi non coprente come un fondotinta, ha una coprenza media. Certo, i bubboni non li cancella, ma i mini brufoletti sparsi qua e là per il viso diventano invisibili. Ho notato pure che tende a seccarmi le schifezze e a non lucidarmi per nulla la pelle, ed è per questo che nei top five non ho avuto bisogno di inserire una cipria. Tra l’altro, utilizzo quella in polvere libera di Essence: molte volte, quando sono di fretta, mi capita di seminare polvere ovunque nel bagno. Quindi no, sicuramente non entrerà mai qui!

Step 2: Ombretto.  Sarà una fisima mia, ma mi pare che gli occhi, dietro alle lenti degli occhiali e al frangione, si vedano poco. Ecco perchè ho scelto di inserire un ombretto molto luminoso in questa classifica: si tratta del Soul Color Astra numero 24, anche se dalle immagini promozionali sembra più il 13. Amo alla follia questi ombretti, sia nelle vecchie collezioni che nella nuova.  Anzitutto, non necessitano di primer: si fissano sulla palpebra che è un piacere e, anche se li userete come primer, faranno in modo che gli ombretti soprastanti non si danneggino in alcun modo. Un esempio? Durante il giorno mi capita spesso di sciacquarmi il viso a causa della calura: ebbene, non ci crederete ma loro rimangono lì pure con l’acqua, tant’è che necessitano di un buon bifasico per essere rimossi.
Il numero 24, tra quelli in mio possesso, è in assoluto il mio preferito: è una specie di tortora dai riflessi ambrati e grigiastri e, sfumato per bene, conferisce parecchia luminosità allo sguardo senza risultare eccessivo. E’ un colore che vi consiglio, perchè è super versatile!

Step 3: Matita occhi. La matita nera non mancherà MAI in nessuno dei miei trucchi: non mi vedo con nessun altro colore nella rima interna e persino quando utilizzo le matite colorate le abbino sempre alla nera. Sempre per il motivo di cui sopra, trovo mi aiuti a esaltare lo sguardo. Nella foto ho inserito una matita di Madina, non perchè sia la mia preferita ma perchè sto cercando a tutti i costi di finirla. E’ un bel nero, ma cola da tutte le parti: è stato il mio primo acquisto Madina ed è stato una delusione.

Step 4: Mascara. Ormai l’avete capito: la mia priorità, che sia in ritardo o meno, è mettere in risalto gli occhi. Quindi ecco qui il terzo elemento basilare: il mascara, in questo caso lo Scandaleyes Show Off di Rimmel. Credo di aver scoperto il mascara immortale: avrà un anno e mezzo, lo uso quasi tutti i giorni e non accenna a finire. Mi piace parecchio perchè mi allunga le ciglia, mi fa degli occhioni da bambola e soprattutto è waterproof. Manna dal cielo!

Step 5: Rossetto. Lo riconoscete? E’ un rossetto della linea Rouge Caresse di Oréal nella tonalità Dating Coral, ed è un contagio Dramatico. E’ uno dei pochi rossetti che ho usato praticamente tutti  i giorni in mille occasioni diverse: è quasi un MLBB e trovo che mi stia benissimo e mi conferisca un’aria elegante. Che poi lo metta con la tuta è un altro discorso.  E’ uno di quei rossetti che puoi metterti in due secondi al mattino, con l’altra mano occupata a spazzolare i capelli, senza paura di sbavare.


E voi? Quali sono i vostri top five quando siete in ritardo?

 

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