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Casette per trucchi (post foto-curioso)

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Sono le otto di sera del giorno di Natale e, per combattere la noia derivata da un interminabile pranzo di famiglia al ristorante, ho deciso di mettermi a scrivere. Dopotutto, sono un bel po’ indietro con i post, no?
Questo è uno di quei post che piacciono tanto ad Arim, di quelli ricchi di fotografie. I post foto-curiosi, come li chiamo io.
In questi giorni di pausa dall’università sono riuscita a sistemare finalmente in modo decente i miei trucchi,  grazie anche alla fantastica Simo che, in questo post, aveva mostrato le mini cassettiere Moppe per scrivania di Ikea (a proposito: volete vedere come la dolce Simo ha personalizzato la sua? Cliccate qui!).
Un suggerimento cascato proprio a fagiolo – anzi, aulicamente fagiuolo – perchè da mesi progettavo di comprarmi qualcosa di simile. Spulciando sul sito Ikea avevo individuato questo set da 4 cassetti, ma spenderci 40 euro mi sembrava più che eccessivo, quindi..Grazie Simo! *-*

Domenica pomeriggio, qvindi, ho trascinato la mia dolce metà da Ikea che, piuttosto che mettere piede là dentro l’Antivigilia, avrebbe preferito buttarsi sotto ad un treno. Cosa non si fa per amore! O sarà meglio dire: cosa non si fa dopo due giorni di logoramento di palle da parte della sottoscritta?
Il mio progetto iniziale prevedeva l’acquisto di due mini cassettiere: una, nella misura più grande disponibile, per i trucchi; l’altra, di misura media, per gli smalti. Purtroppo non ho trovato quest’ultima, presente nell’esposizione ma non nel magazzino. Quindi al suo posto mi sono comprata una scatola di biscotti allo zenzero. Hey, dopotutto il mio cervello si era abituato all’idea dei due articoli nel sacchetto… A proposito: i biscottini dell’Ikea son davvero buoni! E io che sono sempre stata razzista nei confronti del cibo dell’Ikea, convinta che sapesse di trucioli….

Cassettiera Moppe Ikea

Questa è la nuova casetta per i miei trucchi, posta strategicamente accanto al pc, che mi ricorda ogni volta che la guardo che sono indietro con le recensioni e che tanti prodotti aspettano invano d’esser presentati, soli soletti nei cassetti.
Sopra ho posizionato un ampio specchio, di marca Laica, con le luci a led e il triplo ingrandimento: perfetto per il make up! L’ho trovato in uno di quei negozi di articoli a basso prezzo per la pulizia della casa, e l’ho pagato sugli 8 euro. Fino ad ora è giaciuto quasi inutilizzato nella sua scatola: un po’ perchè i miei trucchi erano in bagno, in una scatola sopra la lavatrice e quindi era più comodo per me truccarmi direttamente là, un po’ perchè ero troppo pigra per tirarlo sempre fuori dalla scatola e dallo scaffale in cui era riposto.
Sulla sinistra, il travel brush set di Kiko e…Casada de Merda. Casada de Merda (Cazzata di Merda) è un Neko comprato ad una fiera giapponese. Secondo la tradizione, bisogna scegliere per lui un nome e mantenerlo invariato pena la sfiga. La sottoscritta ha commesso l’imprudenza di chidere ad un suo amico “Come lo posso chiamare?”, e si è sentita prontamente rispondere: “Casada de merda”. Così, s’è tenuto il suo nome strambo e ormai da marzo troneggia accanto al mio pc e veglia sul mio operato.

cassetto matite 

Nel primo cassetto a sinistra della prima fila ho sistemato tutte le mie matite occhi  ed un temperino.
Ci sono mozziconi di vibrant nera di Kiko – matita che io adoro e verso la quale provo un amore sconfinato – e un doppione del Kajal duo di Essence, nei colori bianco e nero. Il doppione deve la sua esistenza alla lavatrice del mio bagno. Avendo appoggiatoci sopra la scatola dei trucchi, puntualmente ogni tanto mi scivolava qualcosa dietro la lavatrice tra cui, appunto, il kajal duo. E, puntualmente, mi dimenticavo di chiedere a mio papà di spostarmi un poco la lavatrice – anche perchè poi chi ha voglia di sentire i suoi brontolamenti circa i trucchi e il casino che produco puntalmente in bagno? – e andavo a ricomprarmi il prodotto perduto.

Cassetto ombretti in polvere

Accanto, ho sistemato tutti i miei ombretti cotti ed in polvere, in prevalenza essence e Kiko, ma non mancano esemplari rari come il Madina in superficie, comprato quel famoso sabato in cui ho incontrato le mie colleghe bloggher! ^-^

Cassetto ombretti in crema e eyeliner

Nel terzo cassetto della prima fila, invece, ci sono gli ombretti in crema e gli eyeliner. I tubolotti in primo piano appartengono alla collezione Crystalliced di Essence, e sono i peggiori ombretti liquidi in circolazione: non scrivono, appiccicano e hanno dei colori smortissimi. Sono parte, però, di un regalo che mi è stato fatto per un compleanno, ergo non li voglio buttare: devo solo capire bene come utilizzarli al meglio: qualche idea? Suggerimenti?
Magna abundantia di Astra: i 4 che mi ha regalato la dolce Arim, più due che sono riuscita a trovare da quello che diventerà il mio spacciatore cinese di Astra di fiducia.

Cassetto rossetti                                      Cassetto lucidalabbra   

Cassetti centrali: Rossetti & Lucidalabbra.
Notate nulla? Sì. Manca il Kate 111. Il mio bellerrimo rossognotta.
L’ho perso.
E sono in lutto.

Cassetto Palette

Infinte, il cassetto più grande è stato adibito alle palette e ad altri prodotti ingombranti. In alto, a sinistra, c’è la cipria Hollywood di Neve Cosmetics adeguatamente trascolcata nella più comoda jar della cipria trasparente della collezione 50’s Girls Reloaded di Essence (sempre sia lodata quella collezione), accanto ad essa c’è il fondotinta in mousse di NYC che è un pochino scuro per la mia pelle, ma che copre benissimo i difetti. Sulla destra, vicino all’inutilizzato set per sopracciglia di Essence (non me le sono mai fatte in vita mia, rendiamoci conto), c’è la mia (sempre in crescita) collezione di Pigmenti Essence (qui: i primi acquistati) con relativa base, illuminante e correttore Elf.
In primo piano, oltre alla sempre santa Naked,  blush vari, tre fondotinta, il make up fixer, il pigmento concentrato lush rosa chiaro e una manciata di mascara.

Infine, in bagno ho lasciato una piccola pochette contenente tutto il mio necessaire per un trucco quotidiano, da università.

pochette università

Ebbene sì: questo è tutto ciò che uso quando sono di fretta. Rovistando all’interno troviamo: un fondotinta, due eyeliner in penna, una matita occhi nera, un mascara, una cipria opacizzante, una manciata di ombretti delle diverse tonalità del marrone ed infine un rossetto color corallo.

Vi piace come ho organizzato le mie zone trucco?

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Pensieri, informazioni e ringraziamenti a random

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Ieri ho fatto la mia prima ora di Acqua Gym. Tempo fa avevo dichiarato di voler muovere il culo in palestra, ma non avrei mai pensato che la cosa si sarebbe avverata. E il sogno diventa realtaaaaaaaaaaaà! Sogno una beata ceppa: l’unica cosa che desidero con tutto il mio cuoricino sanguinante è che la moda allarghi ‘ste cazzo di taglie, che sono stufa di sentirmi un pallone aerostatico nonostante sia larga quanto la Bellucci (sì, brutta culona. Piantala di dire che hai la 44, che forse ce l’hai quando ti ritoccano per bene sulle riviste patinate. E ricordati che se non fosse per le tue tettone non reciteresti. Punto.).
Comunque, uno dei motivi principali che mi hanno spinto a scegliere Acqua Gym è il non dovermi rapportare con le ragazzine, ossessionate dall’essere grasse ma sode come mele, visto che là dentro sono tutte tardone. Rompicoglioni, ma tardone. Quelle belle signorone over 50 che vanno in palestra truccatissime cercando di far colpo sul bagnino, presente?
Acqua Gym ha un pregio per me insostituibile: non ci si accorge di far ginnastica. Si sta lì, si zompetta nell’acqua a suon di musica e l’ora passa che è una meraviglia. L’unico inconveniente? Il costume intero che mi slancia la figura ma mi fa le tutte piccole.

Odio l’organizzazione della mia università. Uno si aspetterebbe che un ateneo prestigioso come la Cattolica sia organizzato, ma è pura utopia. Per facilitare il momento dell’iscrizione hanno introdotto quella bella invenzione lesiva anche per i nervi più saldi che prende il nome di Area Matricole, gestita da un branco di babbuini sotto tranquillanti, come se un bracconiere avesse sparato loro nel culo una freccia col sonnifero. Senza contare, ovviamente, quando in coda ti ritrovi davanti dei disgraziati che non sanno trovarsi il culo con le mani, figuriamoci compilare il modulo dei redditi: i tempi di attesa sono più o meno i medesimi di una traversata a nuoto dell’Atlantico. Quando finalmente giunge il tuo turno, sei già pronta a fare un attacco kamikaze nell’università, e ti limiti nelle imprecazioni – dopotutto sei in un ateneo cattolico – sillabandole nella tua mente, con la segreta speranza che le maledizioni possano in qualche modo colpire il malcapitato. Morale della favola: sono dovuta scendere 5 volte per riuscire ad immatricolarmi, perchè ogni volta mancava un documento. Ovviamente non è che specifichino a chiare lettere che cosa serva nell’iscrizione, sia mai. Dopotutto ci sono i misteri della fede, no?

Oggi sono scesa, pensando per l’ultima volta, visto che la volta precedente ero riuscita ad immatricolarmi e mancavano solamente – a sentire loro – solo le fotocopie del 730 dei miei. Al momento di consegnare la robaccia, mi guardano e mi dicono “Ma tu hai consegnato le foto per il libretto? Perchè qui non risultano“. Ma come!!!!!! vedete forse nella busta dei redditi il cartoncino per le foto? NO. Evidentemente o me lo sono infilato nel deretano o ce l’avete voi. “Ok, signorina. Cercheremo di farle saltare fuori altrimenti ci porti delle foto uguali a quelle che ha consegnato.”. Bastardi. Le uniche copie che avevo le ho date a loro, adesso che faccio? Ritorno indietro nel tempo??? Il bello è che ho frequentato la triennale nello stesso ateneo, figuriamoci se dovevo iscrivermi da zero.

Mi domando perchè nell’area matricole non mettano Sergio o la tizia che sta all’ufficio informazioni: sanno sempre tutto e non ti fanno perdere tempo.

Bando alle ciance. Non so se vi è giunta la notizia, ma da Sephora usciranno settimana prossima due nuove palette Sleek: l’ultra matte Bright e l’ultra matte Darks.

Fino a qualche ora fa ero convintissima a comprarmi soltanto quella coi colori scuri, visto che ho già la snapshots ultra colorata. Ma poi mi sono detta: beh, qualcuno potrebbe farmi un inaspettato regalino, no? Al solito, ogni riferimento è puramente casuale. XD

Altra novità: su Twitter è nato il tag #ibbloggers (italian beauty bloggers). Cos’è, direte voi. In sostanza, se volete cinguettare di frivolezze makeuppose con altre beauty blogger, basta semplicemente aggiungere l’hashtag #ibbloggers al vostro tweet e subito entrerete in contatto con tutte noi. Non sembro una pubblicità del CEPU?

Ultima, ma non di importanza: un ringraziamento specialissimo ad Arim che è riuscita a trovarmi oggi pomeriggio i famigerati ombretti Astra! Finalmente non mi sentirò più una perenne esclusa. Grazie tante, tesoro!

Un blog di cucina

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Ecco il blog di una mia amica di Facebook: qualche ricetta in più non fa mai male!

http://japanthewonderland.blogspot.com/

Un paio di link

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Dal momento che non so come inserire i link ai blog con questo template, ecco qui un paio di blog che sto seguendo ultimamente:

http://pacatamente.wordpress.com/  : il blog della mia carissima amica Francesca, nonché compagna d'arme in università.

http://blogsenzapretese.wordpress.com/ : il blog di Luisa, una ragazza che mi ha presentato Francesca.

Sesso & dintorni

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Ok, questa volta mi sono davvero spaventata. VENTI, e sottolineo venti giorni di ritardo. A me, che in queste cose sono un orologio svizzero. Sto parlano di mestruazioni, in caso non lo si fosse capito. Tutto si è risolto, per fortuna. Vorrei sottolineare una cosa: noi usiamo il preservativo. Dico questo perchè non vorrei ritrovarmi nei commenti frasi del tipo: "Eh, ma se prendessi le precauzioni non avresti di questi timori.". Come mi ha detto la mia amica Francesca, nel sentire la buona novella: "Non avevo dubbi, non sei una tredicenne cretina.". Vero, ha ragione. In fondo in fondo, ero sicura pure io di non aspettare un pupo. Ma si sa come vanno certe cose: dopo venti giorni, le paranoie si insinuano nel cervello senza volerlo. Comunque, il peggio è passato, anche se tuttora soffro di mal di pancia, ma presumo sia una cosa normale, dato il forte ritardo.
Quest'avventura mi ha spinto a fare delle considerazioni. Non so se avete notato il tasso di natalità/aborti in aumento tra le giovanissime. Quest'anno, ben quattro ragazze che frequentavano le medie con me sono rimaste incinte. Io non voglio credere che avessero deciso di fare un figlio: a vent'anni non ci pensi, secondo me. A vent'anni pensi a goderti la vita, a studiare, a lavorare, ma non di certo a mantenere un bambino. Sì certo, si fanno dei discorsi del tipo "Un domani mi piacerebbe diventare mamma" o simili, ma non si decide certo di realizzare quel desiderio nell'immediato. Se devo essere sincera, l'idea di dover partorire non mi attira. Un domani preferirei adottare, a dirla tutta.
Ma non divaghiamo. Io sono del parere che queste gravidanze indesiderate siano frutto di un'inadeguata educazione sessuale. Quando se ne fa, ovviamente. C'è gente che preferisce che il sesso rimanga un tabù. Ma, come in tutte le cose, meno informazioni circolano più si rischiano gravi problemi. Non credo che nelle scuole siano adeguatamente preparati per impartire educazione sessuale ad una marmaglia di ragazzini in piena tempesta ormonale. Mi ricordo che, in terza media, la tizia che venne a farci le lezioni scappò dalla classe piangendo quando un mio compagno le chiese cosa fosse il sesso orale. E non credo sia cambiata la solfa: mia cugina, l'anno scorso, a 12 anni, arrivò a casa sconvolta perchè aveva messo a fuoco che i suoi genitori avevano fatto sesso per generarla. Ovviamente, esistono anche ragazzini molto più svegli. E' inutile che insegnanti, genitori e quant'altro fingano che i loro figli non siano incuriositi dal sesso. Alle medie s'incomincia a guardare i video porno su internet, è perfettamente normale. Però, in questo periodo vanno anche impartite le prime lezioni di sesso sicuro. E' inutile prendere un'immaginetta degli organi genitali e spiegare le singole parti: non basta. Va insegnato ai ragazzini cosa sono, come si usano e perchè vanno utilizzate le precauzioni, i rischi di una gravidanza, le malattie a trasmissione sessuale. So che queste cose vengono riferite durante le lezioni, ma secondo me manca un po' di sano (e sempre utile) terrorismo psicologico, in modo da far capire loro questo semplice concetto: USARE I CONTRACCETTIVI PER EVITARE GRAVIDANZE E/O MALATTIE VENEREE.". 
Ormai da anni gira questa storiella, raccontata dai ragazzi che non vogliono usare il preservativo: " Non lo uso perchè con il preservativo si gode di meno", seguito dalla classica scusa "Non ti preoccupare, so quello che faccio. Quando sento che sto per avere un orgasmo esco da te e vengo fuori." Cazzate. Semplicemente cazzate. Ragazze, mi raccomando, non fatevi abbindolare da una scusa così patetica. Non è vero che il coito interrotto previene le gravidanze. I maschietti perdono liquido spermatico anche prima dell'eiaculazione effettiva, ergo si può rimanere tranquillamente incinte. Se prendete la pillola il problema non si pone, anche se il preservativo andrebbe utilizzato per prevenire malattie od infezioni. Dopotutto, che cosa vi costa fare un po' di attenzione? Ricordatevi, ragazzuole, che il vero problema non è dire ai rispettivi genitori che si è rimaste fregate, ma mantenere il pupo per il resto della vostra vita, rinunciando a tutti i divertimenti che la vita vi offre a vent'anni. Pensateci.

Kiko Nails: un suggerimento

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Da qualche tempo ho smesso (per la 3-4 volta, a dir la verità) di mangiarmi le unghie, riscoprendo il piacere di sbizzarrirmi negli smalti e negli accostamenti di colore. Ve ne propongo uno.

Step 1:  stendere un velo di smalto trasparente "attivatore della crescita"
 

Step 2: stendere DUE  "mani" di smalto blu n° 266

Step 3: stendere un velo di smalto trasparente con brillantini blu n°169

Step 4: stendere un velo di smalto trasparente indurente

L'effetto dovrebbe essere simile a quello della foto sottostante, con aggiunta di brillantini che danno un tocco di luce in più. Purtroppo non sono riuscita a fare una foto di qualità alle mie unghie, dipinte secondo il processo che vi ho appena descritto. 

Mi servo quasi sempre da Kiko per i prodotti di cosmesi, perchè trovo che ci sia un ottimo rapporto di qualità-prezzo. Gli smalti colorati costano tutti 1.90 euro cad.; mentre quelli trasparenti, essendo più mirati, 4.90 euro cad. 
 

Link del sito ufficiale:
http://www.kikocosmetics.com/

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