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Periodo Tesi: Most Played

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Ciao ragazze!
Dopo mesi di inattività riemergo dal limbo cui mi sono costretta per via della tesi. E’ finita, gente: l’altro ieri ho consegnato le copie stampate e rilegate a relatore e correlatore e non mi resta che attendere il 14 luglio, giorno della discussione. Per la prima volta in vita mia me ne sto letteralmente con le mani in mano, senza sapere cosa fare della mia vita. Quest’anno sono vent’anni esatti di studio: dalle elementari fino ad oggi ho sempre programmato la mia esistenza sulla base della scuola e dello studio, con la certezza che a settembre avrei ricominciato un nuovo ciclo di studio e ora ammetto di essere del tutto spaesata. Credo di capire come si sente chi va in pensione dopo anni di lavoro: sollevati sì, ma anche un poco persi. Ciò che mi spaventa di più saranno i mesi di inattività che si frapporranno tra la laurea e il giorno in cui troverò un lavoro: detesto non avere nulla da fare, perché mi obbliga a pensare, e riflettere mi causa ansia. Certo, ho molti ragazzini cui dare ripetizioni, ma l’incertezza mi destabilizza alquanto.
Per questo motivo mi sto riempiendo di hobby: ho ripreso a fare i miei lavoretti col feltro – al momento sto creando un quadro con dei gufetti che lavorano a maglia -, mi sto interessando ai lavoretti “cartopazzosi” (agende decorate, biglietti d’auguri handmade, cose così) e mi sono comprata gli album da colorare per adulti. Insomma, cerco di tenere la mente impegnata. Vi ho già parlato della mia incapacità a rilassarmi, vero? Persino quando sono in vacanza devo avere qualcosa da fare, non riesco a stare più di un’ora senza fare niente. Una mia amica, ad esempio, ama concedersi un’oretta di assoluto silenzio al giorno, nella quale si sdraia nel letto e se ne sta semplicemente così, a occhi chiusi. Io ci ho provato, ma dopo cinque minuti stavo già pensando che mi stavo davvero rompendo le palle. Sono un caso perso, decisamente.

Oggi riprendo con una tipologia di post che mi piace parecchio, perchè mi permette di fare una rapida panoramica sui prodotti che utilizzo di più e capire come spendere meglio i miei soldi, evitando di acquistare roba inutile. Si tratta della serie Most Played inventata dalla dolce Violet, alla quale mando un grosso bacio sbaciucchioso! 😉
Già vi preparo: sarà un pochetto noioso. Nei periodi studio ho poca voglia di truccarmi, e tendo a scegliere sempre le stesse cose (ovvero quelle che sono a portata di mano).

 

♥ Skincare

Maisenza di Lush: Ebbene sì, nei mesi d’assenza sono diventata una blogger seria io pure! Ho ceduto al famosissimo detergente di Lush che tutte osannano, complice un campioncino regalatomi dalla commessa durante una spedizione allo shop di Brescia. Devo ammetterlo, non amo seguire le mode ma le mie colleghe avevano proprio ragione: è un detergente davvero fantastico, perché lascia la pelle pulitissima ed estremamente morbida. E profumata di impasto delle torte.

Sultana di Lush: Questo sapone faceva parte del mega paccone natalizio regalatomi dal moroso in occasione del mio compleanno. Si fanno degli affari fantastici da Lush in quel periodo: il pacco in origine costava 160 euro, pagato 80 subito dopo Natale con lo sconto del 50%. Sultana è un sapone corpo contenente uva sultanina, è molto cremoso e ha un profumo delicato. Mi piace usarlo al mattino perché mi lascia la pelle del viso molto morbida, senza irritazioni di sorta.

Acqua micellare Bioderma: ho acquistato due confezioni di questo struccante a luglio, a Parigi, e sono ancora alla prima confezione. Strucca bene e lascia la pelle molto pulita e morbida, strucca persino il mascara waterproof, ma se imbevo troppo il dischetto sovente mi brucia gli occhi. A conti fatti, non so se la ricomprerei.

Siero Viso Anti-age So Skin (review qui) : confermo quanto scritto nella review, è un prodotto fantastico, specie se utilizzato come base viso.

Crema termale lenitiva delle Terme di Levico e Vetriolo: prima o poi vi dovrò parlare di quanto ami alla follia Levico Terme, dove vado in vacanza dalla nascita. E’ un paesino abbarbicato sui monti del Trentino, e lo considero la mia seconda casetta. Questa è la crema prodotta dalle terme locali, comprata in occasione dei mercatini di natale. E’ freschissima e molto idratante e ha una caratteristica che trovo strepitosa nelle creme viso: assorbe in un lampo.

Acqua termale spray delle Terme di Levico e Vetriolo: tonico addio! Ormai uso solo lei! Lenisce a fondo i rossori e tonifica per bene la pelle. In estate, con la calura, è semplicemente manna dal cielo.

♥ Bodycare

Peace – olio da massaggio solido di Lush: anche lui trovato nel pacco regalo, non ci riponevo grandi speranze per il semplice fatto che temevo ungesse tantissimo. Invece, oltre che lasciare la pelle ben idratata, aiuta a distendere i nervi. L’ho usato dopo ogni esame in università e al termine di giornate particolarmente stressanti e, applicato sulla cervicale, mi fa sentire subito più sciolta e rilassata.

Mutandine di Seta – polverina di Lush: altro prodotto del pacco natalizio. Si tratta di un comune borotalco dal profumo vanigliato, non opprimente. Non usavo del borotalco dall’asilo, più o meno, quando mi dilettavo a rubarlo a mia nonna e a spandere polvere per tutta casa (ero una bambina adorabile, I know), e mi ha stupita piacevolmente. Io lo uso sul seno, lascia la pelle morbida e più tonica.

♥ Haircare

In questi mesi sono stata piuttosto irrequieta con i capelli, cambiando sovente look e tinta. Al momento li porto lunghi un paio di cm con un lungo ciuffo, ma non saprei dirvi quanto durerà. Sono un’irrequieta nell’anima, io.

Shampoo per capelli colorati al melograno e all’olio di cotone di Auchan: mesi fa lessi delle review di Drama in cui si elogiava la qualità degli shampoo Auchan e ho deciso di seguirne i suggerimenti, visto che non mi ha mai delusa. Questo l’ho acquistato a settembre, quando mi sono fatta i capelli viola. Data la scarsa lunghezza dei miei capelli, non ho ancora terminato questo flacone – 350 ml di prodotto -, in quanto lo uso soltanto due volte a settimana e ne basta davvero poco per fare una bella schiuma e pulire a fondo. Per quel che riguarda la conservazione del colore fa egregiamente il suo dovere, benché siano mesi e mesi che lotto contro lo stupido biondo che continua a emergere nonostante le numerose tinture. Ora ho riportato – sempre grazie a una tinta – i miei capelli al mio colore naturale (schifo) e spero di non avere più questo problema!

Shampoo solido Atlantide di Lush: l’unico prodotto per capelli che amo del marchio, in quanto gli altri mi fanno perdere i capelli a mazzi. Mi è stato consigliato dalla commessa della Bottega di Brescia, sulla base della descrizione che le ho fatto circa i miei capelli: sgrassa bene ma senza essere aggressivo, e inoltre dona un sacco di volume e leggerezza. Infine, i miei capelli restano puliti due giorni pieni, a volte persino tre. Sono al secondo panetto (il primo l’ho sprecato dimenticando di togliere l’acqua in eccesso dallo scatolino. Me ne era rimasto circa un terzo, sciolto nel giro di una notte.)

Maschera colore vivo di Biopoint: da quanto ho scoperto che, per i miei capelli schifosi, è molto meglio utilizzare la maschera al posto del balsamo la mia haircare routine è decisamente migliorata e i miei capelli ne hanno molto giovato. Ho acquistato questa maschera a settembre, insieme allo shampoo, e li utilizzo in coppia. Lascia i capelli relativamente morbidi, ma nulla di trascendentale. Aiuta a preservare il colore e a ravvivarne i riflessi, ma non dona una morbidezza eccelsa.

Maschera all’olio di macadamia di Omnia: sono ormai giunta al terzo barattolone (mi dura mesi e mesi) e posso urlarlo al mondo: amo alla follia questa maschera. Ammorbidisce i capelli ma non li appesantisce, e li lucida davvero molto. E’ perfetta per i capelli grassi e sottili!

Shampoo vitalizzante alla menta di Kelemata: acquistato a luglio dell’anno scorso, prima di partire per Parigi, e mai acquisto fu più azzeccato! Amo alla follia i detergenti e gli shampoo alla menta, mi pare che puliscano molto più a fondo di quelli normali. Questo prodotto è indicato, in particolare, per i lavaggi frequenti: in estate lavo i capelli tutti i giorni, perché mi piace sentire le gocce che mi rinfrescano la schiena e, inoltre, sono troppo pigra per indossare cuffiette per evitare di bagnarli. Si tratta di uno shampoo che pulisce davvero bene e, al contempo, non sciupa i capelli.

Shampoo per capelli scuri all’henné e fiori di cassia di Auchan: acquistato quando mi sono tinta i capelli di nero – vi ho già detto quanto sia irrequieta, sì? – ed è stata una delusione perché, a differenza del suo collega violetto, non lava bene né ravviva i riflessi. Mi lascia i capelli secchi secchi, tipo paglia, e pieni di nodi. Non vedo l’ora di finirlo!

Gel InvisiFix di L’Oréal: acquisto davvero recente, ha poco meno di un mese. Lo sto utilizzando per fissare il ciuffo alla Elvis, e funziona abbastanza bene. Non sporca i capelli né li rende appiccicaticci, ma ne vanno spruzzate generose dosi perché fissi bene. Riesce a tenere in piedi i capelli più corti, per il ciuffo ha bisogno di una spintarella in più: la prossima volta acquisterò un flacone con una numerazione più alta.

Spazzola Tangle Teezer pocket: regalo graditissimo della mia adorata suocerina! La mia parrucchiera è diventata rivenditrice di queste spazzole, alle quali non avrei dato un euro e che ritenevo identiche alle altre. Balle. Sebbene un po’ di difficoltà iniziale – chiamatemi miss delicatezza – con irritazioni causate da spazzolate troppo vigorose, ora non ne potrei più fare a meno. Districa tutti i nodi e lascia i capelli morbidissimi, e riesco a fare persino la piega. La versione pocket è adatta a chi ha i capelli cortissimi come i miei: se mai decidessi di farmeli crescere, magari opterei per l’acquisto di una col manico.

Spuma volumizzante “Testa fra le nuvole” di Adorn: qualche tempo fa mi sono fatta un taglio che richiedeva un discreto volume – lo avete visto nel post relativo a Sailor Pluto – e, per ottenerlo, utilizzavo questa schiuma. Altro acquisto che mi ha fatto rivalutare l’uso dei prodotti per lo styling sui miei capelli grassi: una noce abbondante di prodotto bastava per dare molto volume alla mia chioma. E poi, diciamocelo, come potevo resistere alla confezione così retrò?

♥ Make up

Blush Accordin Parfait 165 Rose Bonne Mine di L’Oréal: un blush pescato molto rosato davvero sfizioso. Ha una valanga di brillantini al suo interno – nulla di eccessivo, per carità – che illumina l’incarnato conferendomi un’aria sana. E, capirete, in periodo di tesi è necessario cercare di celare in tutti i modi possibili il colorito da zombie.

Cipria Fit Me! Ivory di Maybelline New York: mascara e ciprie mi durano una vita e mezzo, non chiedetemi come faccio perché non me lo so spiegare, dal momento che li uso tutti i giorni! Dovrò fare una recensione prima o poi: per ora ribadisco quanto già detto, ovvero che si adatta perfettamente al mio incarnato e fissa bene la base.

Fondotinta minerale “Fair” di Jade Minerals: continua il mio amore incondizionato per questo fondotinta che ha l’esatto colore del mio incarnato. Ho ancora 4 barattolini, mi viene da piangere al pensiero che questa fantastica ditta ha chiuso. Avete qualche fondotinta minerale altrettanto valido da suggerirmi?

Blush 01 Ice Bomb di Essence (LE Me and My Ice Cream): primo blush in crema della mia vita, primo grande amore. Un bellissimo pesca molto freddo, che si fissa bene sulle guance rimanendo lì per tutto il giorno. L’ho usato a ogni esame e a ogni incontro col docente relatore, ammetto di essere un po’ stufa. Usato in combo col blush oreal crea un colore strepitoso e molto luminoso!

Mascara Lash Princess di Essence: ho sentito pareri discordanti a riguardo di questo prodotto, io posso dire di trovarmici bene. Non ho particolari esigenze da soddisfare e non ho mai avuto problemi con un mascara: avendo le ciglia lunghe e particolarmente incurvate mi basta poco per sistemarle. Questo ha uno scovolino leggermente incurvato che permette di separare le ciglia, non cola e rimane lì per tutto il giorno. 

Matitone correttore n°440 Lady Lya Biologica: hanno messo da poco lo stand all’Auchan vicino casa mia e mi sono incuriosita. Come correttore è troppo chiaro per me – o meglio, credo di aver comprato un sottotono errato -, ma utilizzato come primer occhi è davvero valido. L’unica pecca è la mina dura, ci sono volute un po’ di temperate perché diventasse relativamente morbida. 

Matita occhi Tarnish di Mac Cosmetics: regalino della mia migliore amica, è un bellissimo verde/nero/grigio spettacolare. Ha un tratto molto intenso e scrive bene nella rima interna dell’occhio, ma ha la pecca di colare nel giro di poche ore. 

Matita occhi Definedly Black di Mac Cosmetics: la matita nera del cuore. Si ancora all’occhio e non si muove più! (Lo so, è una bruttissima immagine, ma il senso è quello. Della serie che impreco a levarla col bifasico!)

Matita occhi Undercurrent di Mac Cosmetics: regalo del moroso in occasione della SUA laurea (com’è, come non è, lui non ha voluto regali ma li ha fatti a me! :P), è un bellissimo verde bosco dai riflessi dorati. Mia prima matita occhi di Mac, unica matita colorata che uso nella rima interna. Illumina tantissimo lo sguardo!

Eyeliner in penna Essence: gli eyeliner in penna mi piacciono perché mi permettono di essere relativamente precisa. Questo è senza infamia e senza lode, ha un tratto intenso e non cola. 

Ombretto Wenge Wood di FM Group (Review qui): il mio ombretto preferito per sfumare e creare ombre sulla palpebra, si adatta a tutto e ha un’ottima durata. 

Ombretto 35 Party All Night di Essence: comprato in saldo almeno un paio di anni fa, strausato durante gli esami in università perché intenso, luminoso ma assolutamente non pacchiano. Spesso gli ombretti mono di Essence sono una ciofeca, questo era uno dei più belli. 

Ombretto Tortora di Bottega Verde: ricevuto in omaggio Dio solo sa quanto tempo fa – saranno due anni buoni che non metto piede da Bottega Verde – e usato in combo con l’ombretto di Essence durante le sessioni d’esame. E’ un color tortora poco luminoso, ma adatto per fare una specie di smoky veloce veloce.

Ombretto in crema Permanent Taupe di Maybelline New York: finalmente possiedo io pure un ombretto di questa linea! Sebbene vi fossero molti bei colori, ho preferito comprarne uno che sapevo avrei sfruttato parecchio. Lo uso sia da solo che come base, ed ha una durata eccelsa!

Palette Duochrome di Neve Cosmetics: non c’è niente da fare, amo questa palette sopra ogni cosa. L’ho e la sto sfruttando tantissimo, quasi tutti i make up occhi che eseguo hanno per protagonista almeno un ombretto di questa palette. I miei preferiti sono quelli di cui vi avevo parlato qui: Mela Stregata, Veleno, Pioggia Acida e Twilight. 

Palette personalizzata Nabla Cosmetics: apriamo un capitolo spinoso, perché questi ombretti non mi fanno per nulla impazzire. Non durano molto, se usati insieme ad altri praticamente spariscono o si mescolando creando coloracci orribili e secondo me sono poco pigmentati. Uso questa palette quando voglio qualcosa di poco visibile e quando non mi importa molto che il make up duri. 

Palette Comfort Zone di Wet&Wild: finalmente hanno messo – prima di Pasqua, suppergiù – lo stand Wet&Wild dal mio Ovs di fiducia. Grazie a qualche post di Hermosa ho acquistato a occhi chiusi una delle palette più famose, che contiene tutti i colori che utilizzo di più, tra cui uno splendido duochrome che ricorda moltissimo Mela Stregata di Neve. Ha un prezzo davvero irrisorio – attorno ai cinque euro – e gli ombretti sono di altissima qualità. E’ una palette tuttofare da avere assolutamente nel beauty, a mio avviso. 

Rossetto Dating Coral di L’Oréal: altro contagio di Drama, l’ho usato tantissimo sia in triennale che in magistrale durante esami e incontri coi professori perché non è pacchiano ed è molto delicato, e si adatta ai look sobri. Son sincera: per un po’ non voglio più usarlo! 😛

Rossetto 104 by Kate Moss di Rimmel: mi piace tantissimo la linea di rossetti firmati Kate Moss della Rimmel, e questo non è che l’ennesimo che ho acquistato. Dupe del più blasonato Mehr di Mac Cosmetics, la sua qualità quasi equipara il fratello più grande, fissandosi per bene sulle labbra e resistendo a cibo e bevande. Il colore non è dei più particolari, ma è utile per trucchi veloci e senza pretese. 

Rossetto Viva Glam Rihanna di Mac Cosmetics: regalo del moroso in occasione della sua laurea (insieme alla matita), è un rosso che ho sfruttato tantissimo perché, grazie alle pagliuzze dorate al suo interno, illumina tantissimo l’incarnato senza risultare pacchiano. La durata non è eccelsa, perché spesso non resiste ai pasti, ma resta comunque uno dei miei rossetti preferiti. 

Rossetto Speak Louder di Mac Cosmetics: regalo della mia migliore amica, è il mio rossetto preferito in assoluto. Un rosa scuro luminosissimo, che resiste tantissimo sulle labbra e che mi sono praticamente mangiata. E’ un creamsheen, eppure su di me dura più di Russian Red. 

Rossetto Viva Glam Miley Cyrus di Mac Cosmetics: a questo rossetto tengo particolarmente perché è stato comprato in occasione del mio ultimissimo esame della magistrale. E’ un rosa shocking molto intenso, che si adatta bene a molti trucchi. Con l’avvento della primavera lo sto utilizzando con molta più frequenza, complice i raggi di sole che intensificano il suo colore. 

Base indurente di Kiko: nei periodi di forte stress le mie unghie s’indeboliscono, anche perché tendo a rosicchiarmele. Questo prodotto è stato – e continua a essere – un valido aiuto, perché rende le unghie estremamente dure e, di conseguenza, meno propense a spezzarsi. 

Smalto So Blue Without You di China Glaze: primo smalto del marchio in mio possesso, non ha deluso le mie aspettative. E’ un bellissimo blu dai mille riflessi argentati, coprente fin dalla prima passata e super resistente. E’ stato il mio smalto portafortuna della magistrale!

E questo è tutto, ragazze mie!
Quali sono stati i vostri most played del periodo? Abbiamo qualcosa in comune?
Un bacio!

Tizy

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The Sailor Crystal #5: Sailor Pluto

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Buon lunedì ragazzuole/i!
Oggi torna una collaborazione alla quale tengo moltissimo: la rubrica The Sailor Crystal, in collaborazione con la bellissima Foffy. Adoro portare avanti queste tipologie post, ma ahimé nei prossimi due-tre mesi non so quanto avrò tempo: la tesi incombe e sono abbastanza stressata. E non riesco a pensare ad altro, sono sincera. Non so se avrò la testa per scrivere altri post, e non so neppure se  riuscirò a tenermi in pari con voi. Lo so, direte voi, che ci vuole a leggere due righe e a commentare. E’ vero, dedicando un’oretta al giorno materialmente potrei farcela, il problema è il deficit dell’attenzione della sottoscritta.

Bando alle ciance. La protagonista del post di oggi è Sailor Pluto, prima outer senshi (ovvero del Sistema Solare Esterno)  a comparire nel manga. Ma facciamo un passo indietro: vi ricordate di cosa parla la nostra rubrica?

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

 

Sailor Pluto è un personaggio piuttosto misterioso, di cui né l’anime né il manga raccontano granché. Fa parte del gruppo delle Outer Senshi, ovvero delle Guerriere del Sistema Solare Esterno chiamate a proteggere Silver Millennium (Il Regno della Luna) dalle minacce esterne – appunto – al Sistema Solare. Per questo motivo, queste guerriere compaiono soltanto dalla terza serie in poi, quando i nemici arrivano da luoghi remoti dell’universo e le Inner Senshi non hanno un potere sufficientemente forte per affrontarli da sole.
Le Outer Senshi – Sailor Uranus, Sailor Neptune e Sailor Pluto – si caratterizzano per le divise dai colori cupi e dal possesso di tre talismani che servono a evocare la Coppa Lunare: la spada sacra, lo specchio e la Sfera di Granato, quest’ultima appartenente a Sailor Pluto.

 Sailor Pluto compare per la prima volta, eccezionalmente, verso la fine della seconda stagione come la misteriosa amica di Chibiusa. Di lei, inizialmente, s’ode solo la voce che proviene da Luna P – la palla magica del mostricciattolo dai capelli rosa – che sovente rassicura la piccola Chibiusa nei momenti di difficoltà. La bambina la chiama, sia nel manga che nell’anime, semplicemente Pu, abbreviazione della pronuncia giapponese di Pluto, Puruto.

 Soltanto successivamente ci viene rivelato che Sailor Pluto è la Custode delle Porte del Tempo, compito che le è stato affidato dalla Regina Selene (Queen Sereniy) quando era ancora bambina. Per questo motivo, non può allontanarsi da quel luogo, non le è permesso viaggiare nel tempo e le è proibito fermare il tempo. Ciò fa di lei una guerriera molto solitaria, la cui unica amica è la Piccola Lady – Chibiusa – alla quale consente di tornare nel passato per cercare di salvare le sorti del regno della Luna.

Nelle serie successive, tuttavia, Sailor Pluto arriva sulla terra per combattere al fianco delle altre Guerriere, rivelando così i suoi poteri, naturalmente legati alla mitologia antica.
Il suo nome, come avrete intuito, deriva da Plutone, nome che fa riferimento all’omonima divinità romana dell’oltretomba. Il riferimento alla morte è  evidente in molti suoi attacchi, tra cui il Dead Scream (Meteorite di Plutone, azione!) e  il Garnet Ball, che prevede l’utilizzo del talismano che crea un vento attorno all’oggetto definito nel manga come vento dell’oltretomba. Sempre a Plutone si ricollega il suo ruolo come Guardiana del Tempo, in quanto nell’antichità l’Ade era considerato una specie di varco temporale che permetteva il passaggio tra il tempo della vita terrena e quello dell’aldilà.

Del suo alter ego terrestre, Sidia/Setsuna, si sa ben poco. Nella sue prime apparizioni ci viene presentata come una studentessa universitaria di Scienze Naturali, mentre successivamente alleverà insieme a Sailor Neptune e Sailor Uranus la piccola Ottavia/Hotaru, reincarnazione della defunta Sailor Saturn. 

Ammetto di essere in difficoltà nella descrizione di questa Sailor. Di lei so veramente poco, è un personaggio che non ho mai conosciuto veramente a fondo e che non ho mai sentito molto affine. Ho sempre pensato fosse davvero troppo diversa dalle altre: molto più matura, molto più donna, quasi. 
Di lei mi ha sempre colpito l’eleganza innata e l’estrema delicatezza che mostra in ogni occasione. A differenza di Urano e Nettuno, non è mai aggressiva né impetuosa: guida con materna fermezza le inner Senshi nelle battaglie più difficili, senza mai rimproverarle, e in qualche modo fa da seconda mamma alla piccola Chibiusa, alla quale tocca convivere – almeno sulla terra – con una madre piuttosto frignona. 

Ciò che ho voluto portare a galla, nel make up a lei dedicato, è l’eleganza. Chi mi conosce lo sa, non sono certo miss raffinatezza e confesso di essere oltremodo in imbarazzo quando mi tocca, come si suol dire, vestirmi bene. Sono una donna da scarpe da ginnastica, jeans/tuta e T-shirt, non una da tacchi e tailleur. E nemmeno riuscirei a mantenermi per tutta la giornata così ben vestita e ordinata. Insomma, sono tutta il contrario di Sailor Pluto: per questo spero che gradirete questo mio esperimento. 

Il trucco realizzato è un banalissimo omaggio alla divisa della guerriera. Il colore di base scelto per quest’occasione è stato il bordeaux e ho avuto così modo di utilizzare, per l’ennesima volta, la palette sui toni del borgogna di Kiko. Negli occhi ho voluto concentrare tutto l’alone di mistero che circonda questa guerriera, incupendo un po’ lo sguardo con Noir (Ultra Mattes Dark V2 di Sleek) ma lasciando un bel punto luce al centro della palpebra mobile. Nella rima interna ho steso Tarnish, una matita di Mac dal colore verde -grigiastro che ho trovato adatto per illuminare un poco il makeup e per richiamare il colore dei capelli di Sailor Pluto. 
Le labbra, infine, sono un maldestro tentativo di replicare il tono del rossetto di Pluto durante la trasformazione. Sarebbe dovuto essere un color lavanda, ma faceva a pugni con il resto della composizione. Credo di aver realizzato quello che in gergo trucchifero si chiama layering, ovvero ho “costruito” un nuovo colore di rossetto usando come base la matita di Catrice Berry e Selly e sfumandola con il rossetto Ciclamino di Bottega Verde. L’insieme, tuttavia, restava ancora un po’ troppo cupo, e ho voluto dare un tocco di luce al centro delle labbra con il pigmento di Essence Cotton Candy.
Al collo, infine, porto Forgotten, una creazione del mio moroso che mi ricordava in qualche modo il vestito da sera di Pluto mostratovi più sopra. In realtà, a conti fatti, non c’entra molto, ma trovavo che conferisse al tutto un’aura regale. 

Prodotti utilizzati

Occhi
Base: Cream Eyeshadow Vamp! n°601 Illusion Grey di Pupa
Palpebra Mobile: Palette 101 Bordeaux (i tre colori più scuri) di Kiko, Noir della palette Ultra Matte Dark V2 di Sleek.
Rima interna: Tarnish di Mac Cosmetics
Rima esterna: ombretto più scuro della 101 Bordeaux di Kiko

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush: Rossetto Ciclamino di Bottega Verde

Labbra
Precision Lip Liner 040 Berry&Sally di Catrice
Rossetto Ciclamino di Bottega Verde
Pigmento 11 Cotton Candy di Essence

Correte a leggere il post di Foffy e ad ammirare la sua bellissima versione di Sailor Pluto! 😀 

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy
, versione Tizy  
Sailor Venus: versione Foffy, versione Tizy

Scritte e [Pa]lette #10: 09 Denim 4.0 by Essence

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Buongiorno ragazze!

Il Natale si avvicina: come lo trascorrerete? Io, come ogni anno, scapperò a casa del mio moroso. Temo di non riuscire ancora a sopportare i lunghi pranzi al ristorante con la mia famiglia e di preferire pasti decisamente più tranquilli che mi permettano di fuggire a cazzeggiare dopo nemmeno un’ora.
Bando alle ciance: oggi torna la rubrica Scritte e [Pa]lette, in collaborazione con Country Rose, giunta alla decima puntata! E’ la rubrica più longeva che abbia mai portato avanti e ne sono felicissima perchè ho mess alla prova la mia costanza, anche se a intervalli non troppo regolari. E, credo, almeno per l’inizio dell’anno sarà dura tenere attivo questo blog: la tesi si avvicina, ci sono gli ultimi esami da sostenere e… facciamola breve, son di nuovo in ansia! 😛

Oggi voglio parlarvi di una palette di Essence da 4 colori, la 09 Denim 4.0, che credo non sia più in commercio, sostituita da palette spero più scriventi. E’ stata una dei miei soliti acquisti compulsivi di cui mi sono pentita, in quanto l’ho sfruttata davvero poco poiché di bassa qualità. Ma procediamo con ordine.
La palette è costituita da tre ombretti sulle tonalità del blu – blu jeans se vogliamo essere precise – e da uno color argento:
1) Blu mare: decisamente il più scrivente dei 4, ha una base blu intenso con gliterini dello stesso colore che lo illuminano.
2) Argento: shimmer, funge più che altro da illuminante.
3) Blu notte, con qualche riflesso nero e bluastro.
4) Blu scuro/nero, il meno scrivente dei tre e il più polveroso.

La qualità è decisamente scarsina, sono sincera. L’argento è il colore più gestibile dei 4, perchè non macchia e ha una buona sfumabilità. I tre blu, invece, hanno la pessima abitudine di andarsene in giro per mezza faccia. Asciutto o bagnati non v’è differenza: l’intensità rimane quella, la scrivenza idem, e la durata? Pessima: nemmeno un buon primer può fare molto per loro: vivono di vita propria, a quanto pare! 
Il più deludente è il nero/blu: terribile per quel che concerne la durata, la scrivenza e la sfumabilità. Come si può pretendere di fare una buona sfumatura con un colore che appena lo sfiori sparisce? E come fidarsi di 4 ombretti che vanno via semplicemente sfiorandoli con un dischetto asciutto? Vi do un consiglio spassionato: se doveste trovare questa palette in offerta a 99 cent lasciatela dov’è. Non vale nemmeno un euro, a mio avviso. Dirottatevi su qualcosa di migliore!
E voi? Avete mai provato i quad Essence?  Come vi siete trovate?
Tizy

Puntata 1
Puntata2
Puntata 3
Puntata 4
Puntata 5
Puntata 6
Puntata 7
Puntata 8
Puntata 9

The Sailor Crystal #4: Sailor Venus

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Ciao ciao ciao!
Oggi concludiamo la parte relativa alle Inner Senshi – ovvero le Sailor del Sistema Solare Interno – con un post dedicato alla biondissima Sailor Venus. Intanto vi rinfresco le idee sul contenuto della nostra rubrica!

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Sailor Venus è un personaggio dalla storia lunga. Originariamente doveva essere la protagonista del manga, tant’è che nel concept originale aveva pure gli odango come Sailor Moon. Col tempo, è diventata parte delle Inner Senshi che affiancano e proteggono Usagi, nonché loro leader. Questo ruolo non si nota granché nella serie animata – infatti io ne sono venuta a conoscenza soltanto leggendo il manga molti anni più tardi – mentre nella finzione letteraria è oltremodo rimarcato, in particolare dalla spada sacra – fatta di cristallo d’argento illusorio – che lei riceve proprio dalla Regina Selene, madre della principessa Serenity.
Sailor Venus è anche l’unico personaggio ad avere una storia pregressa: prima fra le Sailor a risvegliare i suoi ricordi grazie all’incontro con Artemis, il micio bianco parlante, ha condotto una brillante “carriera” come Sailor V, aiutando la polizia nei casi più difficili e combattendo contro la Dark Agency, una sorta di organizzazione criminale affiliata al Dark Kingdom, in Italia tradotto come il “Regno delle tenebre”. Nei panni di Sailor V indossa una mascherina che la rende irriconoscibile – ah ah ah – e una divisa che è una via di mezzo tra quella da senshi e quella scolastica.

Guerriera dell’amore e della bellezza, i suoi poteri derivano da Venere, secondo pianeta del Sistema Solare. Anche in questo caso, l’astronomia e la mitologia greca ci possono aiutare per definire meglio questo personaggio. Tanto per cominciare, i suoi attacchi hanno tutti a che fare con la luce: notoriamente, Venere è il corpo celeste più luminoso nel cielo dopo la Luna e, fin dall’antichità, è definito Stella del Mattino o Stella della Sera. O, per dirla alla dantesca, Lucifero, colui che porta la luce.
Per dimensioni e massa, infine, Venere è definito il pianeta gemello della Terra, e anche in questo caso potrete notare la notevole somiglianza tra Sailor Moon e Sailor Venus, entrambe biondissime e dai grandi occhi blu.
Nella versione manga Sailor Venus, in qualità di leader, indossa una cintura d’oro in vita che spesso usa come arma: la sua presenza è dovuta al fatto che gli ideogrammi che compongono la parola giapponese Kinsei (Venere) hanno un riferimento ai metalli preziosi, in particolare all’oro. Nell’anime questa cintura sparisce per comparire sottoforma di catena durante attacchi speciali, che prendono il nome di Spirale dell’amore di Venere o Catena dell’amore di Venere.

Il suo alter ego terrestre è Minako Aino – o Marta nella trasposizione italiana – una ragazzina che vive in compagnia del suo gatto Artemis e dei suoi genitori, che non sono mai menzionati.
All’inizio del racconto Minako viene presentata come una guerriera seria e ligia al dovere, tant’è che spesso Luna rimprovera Usagi di non essere abbastanza simile a lei. In realtà, col passare del tempo, le due ragazze si rivelano essere estremamente simili anche nel temperamento: entrambe sono pigre, poco interessate allo studio ma parecchio inclini alle distrazioni e al divertimento. Se c’è da fare una partita in sala giochi sono in prima posizione.
Marta è una ragazza molto sportiva, ed è una pallavolista provetta. A differenza dell’amica Usagi, Minako riesce con successo in qualsiasi sport, e la sua atleticità l’aiuta più volte nelle battaglie.
Caratterialmente parlando, è estremamente chiacchierona e logorroica, anche se il più delle volte tende a sbagliare clamorosamente  proverbi e modi di dire. Come l’amica Morea, tende ad innamorarsi di ogni ragazzo carino che incontra, e pure lei è rimasta scottata dall’amore per un fantomatico Adam.

Avvertenze:

Quello che state per vedere non è decisamente uno dei miei trucchi meglio riusciti. Se possibile, è il peggiore tra quelli dedicati alle Sailor. Abbiate pietà: l’arancione mi sta da cani, e mi fa sembrare malatissima.


Occhiaie, occhiaie everywhere. Ecco come potrei intitolare questa foto. 
Questo trucco doveva in realtà essere pronto settimana scorsa, ma alla sottoscritta è presa una crisi di nervi non appena ha iniziato a stendere l’arancio e ha constatato quanto stesse male su di lei. Credo di aver trovato il primo colore che mi sbatte realmente, perché mi fa sembrare malata e con un’epatite in stadio avanzato. Gioia e Giubilo, gente, gioia e giubilo. 

La mia idea era quella di proporre un trucco occhi che ricordasse la divisa di Sailor Venus e che, in qualche modo, trasmettesse la sua vitalità. Ho cercato di richiamare, in qualche modo, i suoi poteri legati alla luce utilizzando su buona parte del viso l’illuminante Mary Lou Manizer, in particolare nella zona occhi, per rendere lo sguardo splendente. In qualche modo, però, ha contribuito a mettere in risalto le occhiaie e, più che una Venus peperina, sembro una Venus fatta di acidi. 
Il trucco occhi è davvero molto semplice e vorrebbe simboleggiare l’attacco “Fascio di Luce” che questa Sailor utilizza fin dalla sua apparizione. Ho steso, a mo’ di eyeliner, una vecchissima matita di Essence dall’effetto metallizzato, la 03 Iron Goddess, in modo che fungesse da base per l’ombretto, un mix tra gli arancioni presenti nelle palette Snapshots e Lagoon di Sleek e la 04 della Chic Chalet di Kiko

L’esperimento che ha avuto miglior esito in questo trucco è senza dubbio quello del rossetto. Quando ho iniziato a pensare al trucco per Sailor Venus avevo in mente solamente due cose: il fiocco rosso e la tonalità del rossetto che appare nella gif che vi ho messo. Il fiocco l’ho replicato con un meraviglioso cerchietto di Bijou Brigitte dal fiocco gigantesco che indosso sempre con soddisfazione anche se la gente mi guarda malissimo e mio papà dice che paio un uovo di pasqua. Ragazzuole, se lo trovate prendetelo: non ve ne pentirete! Vi sentirete Biancaneve per un giorno! 
Tornando al colore delle labbra, è il risultato di un sapiente (?) mix di rossetti e ombretti al fine di ottenere un arancio intenso e luminosissimo: posseggo rossetti color corallo, ma hanno una tonalità delicata che non si prestava a questo makeup. Per replicare l’esatta sfumatura, ho utilizzato l’ultra glossy di Kiko n°807 come base, per poi stenderci sopra uno strato abbondante di lipgloss effetto volumizzante di The Balm, il Tutti My Frutti. Infine, con un pennellino labbra, ho sfumato un abbondante strato dell’ombretto arancio della palette di Kiko. Questo è il risultato! 

Prodotti Utilizzati

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel
Palpebra Mobile: Sand Walker e Martini (palette Snapshots di Sleek), Sandollar (palette Lagoon di Sleek), Twilight (palette Duochrome Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: illuminante Mary Lou Manizer di The Balm
Eyeliner: 03 Iron Goddess (Metallic EyePencil di Essence), Tequila Sunrise (palette Snapshots di Sleek), Ariel (palette Lagoon di Sleek) e ombretto arancio della palette Kiko 04 Daring Fires Hues.
Mascara: Sumptuous Infinite di Estée Lauder
Rima Interna: Defindedly Black di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush: 03 Untamed Coral di Kiko (LE)
Illuminante: Mary Lou Manizer di The Balm

Labbra
Ultra Glossy di Kiko n°807
Lipgloss The Balm Tutti my frutti
Ombretto arancio della palette Kiko 04 Daring Fires Hues.

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento a gennaio, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Pluto!  Ebbene sì, arrivano le Outer Senshi!
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto!
Vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!
Intanto, vi invito a leggere il post di Foffy dedicato a Sailor Venus! 😀


Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy, versione Tizy


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The Sailor Crystal #3: Sailor Jupiter

24 commenti

Buongiorno ragazze!
Oggi la rubrica The Sailor Crystal – sempre, naturalmente, in collaborazione con la dolce Foffy – si arricchisce con un nuovo personaggio: Sailor Jupiter. Prima di analizzare a fondo questa guerriera, però, rinfreschiamoci un po’ la memoria e ricordiamoci di cosa tratta la rubrica:

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Guerriera del tuono e del coraggio, Sailor Jupiter deve i suoi poteri a Giove, quinto pianeta del Sistema Solare. In particolare nell’anime i suoi attacchi sono legati al fulmine, anche se nel manga compaiono attacchi legati al mondo vegetale come il Flower Hurricane. La prima tipologia di poteri è legata naturalmente al dio greco Zeus, tradizionalmente associato ai fulmini attraverso i quali punisce gli umani colpevoli di empietà.
Gli attacchi di Sailor Jupiter, infatti, sono decisamente violenti ed estremamente aggressivi.  

I suoi poteri si riflettono in parte nel carattere del suo alter ego terrestre, Makoto Kino o Morea che dir si voglia. Giunge alla scuola di Bunny con una reputazione da delinquente: nei corridoi si vocifera che sia stata espulsa dalla sua vecchia scuola a causa di una rissa. E tutti hanno paura di lei: è alta e minacciosa, e la sua diffidenza nei confronti del prossimo non la rende certo ulteriormente simpatica. 

Chi non ha certo paura di lei è Bunny – altrimenti detta l’incosciente – che le si avvicina attratta da uno strabiliante cestino della merenda pieno di leccornie. Scopriamo quindi immediatamente qual è l’hobby di Morea: la cucina
Nella quale, tra l’altro, riesce pure molto bene. Cosa che non possiamo certo dire di Bunny: ricordate quando porta in dono a Marzio dei biscottini bruciacchiati e potenzialmente radioattivi? 

Sebbene tanto minacciosa e maschiaccia all’apparenza, Makoto è nella vita di tutti giorni estremamente femminile e, purtroppo, anche un po’ fragile. Il coraggio emerge naturalmente in caso di combattimento e non si tira mai indietro se c’è da difendere le amiche ma – ed è un grosso ma – ha un bel punto debole: l’amore. 
Quando frequentava la vecchia scuola, infatti, usciva con un ragazzo di qualche anno più vecchio di lei – nel manga chiamato semplicemente sempai – che l’aveva illusa con sogni e promesse e lasciandola per un’altra. Così Morea si è costruita una corazza attraverso la quale tenta di difendersi dalle altre persone: piuttosto che soffrire ancora, preferisce farle scappare prima. 
Prevenire è meglio che curare, da un certo punto di vista, ma Makoto non può fare a meno di vedere negli occhi di ogni ragazzo che incontra quelli del suo antico amore. E ogni volta soffre indicibilmente. 
E’ la forza della disperazione, però, a fare di lei una guerriera così potente: in qualche modo, io credo che sfoghi la sua rabbia repressa e, perché no, anche la potenza di un amore non corrisposto  attraverso la forza prorompente del fulmine. 

Il trucco che ho realizzato per Sailor Jupiter è stato uno dei primi che ho progettato quando ho avviato la collaborazione con Foffy. Amo il verde e trovo che sia uno dei colori che  sta meglio,  ha sempre risaltato sul mio viso e da quando ho i capelli violacei ancora di più. Parliamoci chiaro: stavolta ho davvero sguazzato per bene nella mia comfort zone. 
Per i miei occhi volevo un colore deciso e intenso quanto il carattere di Morea, e non ho trovato nulla di più adatto del pigmento verde smeraldo di Kiko, il n° 13.  Ha un’intensità che ha pochi eguali tra i suoi simili, e dei riflessi argentei e dorati spettacolari. Sapete qual è la sua unica pecca? Il barattolo gigantesco. Non lo finirei mai, manco se dovessi truccarmi da incredibile Hulk.
Bando alle ciance: ho costruito il mio make up sul pigmento Kiko – a proposito: solo a me pare che viri al verde acqua in queste foto? -.- – utilizzando per l’occasione un acquisto recente: la Garden Of Eden di Sleek! In realtà tanto recente non è: la comprò per me la dolcissima Violet l’anno scorso, e ci siamo potute vedere solo di recente. E l’ha conservata per me per ben un anno intero ❤
La base per il pigmento è stata l’ombretto Evergreen, steso su tutta la palpebra mobile. Una volta steso il pigmento, nell’angolo esterno dell’occhio ho usato Tree Of Life, sfumato con Veleno e Twilight della Duochrome. Avete notato che sto utilizzando la Duochrome praticamente in ogni trucco? Il giorno in cui non avrà l’ombretto che desidero piangerò caldissime lacrime.
A definire il tutto, nella rima inferiore, c’è la matita Undercurrent di Mac: credo di non aver mai posseduto una matita così bella e che conferisse tanto carattere allo sguardo.
Sailor Jupiter, però, non è solo coraggio e aggressività. E’ anche dolcezza, romanticismo, delicatezza. Ed è per questo che, sulle labbra e sulle guance, non ho voluto caricare con colori scuri. Sulle labbra vi è Legende di Chanel, che nella realtà è più chiaro di quel che appare in foto ma abbiate pazienza: io e fotosciòp non siamo amici – mentre sulle guance vi è un blush di H&M, l’Autumn Flower, quello dalle tonalità rosate. E no, non vi sto ingannando: vi assicuro che c’è, ma la Leica ha reso il mio viso una maschera di porcellana. Levandomi anche l’incombenza di cancellarmi i brufoli, tra l’altro.

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel.
Palpebra mobile: Evergreen e Tree of Life  (Garden of Eden palette di Sleek), Kiko Pigment Loose  n°13 verde smeraldo, Veleno e Twilight (Duochrome palette di Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: Eve’s Kiss e Forbidden (Garden of Eden palette di Sleek)
Eyeliner: Eyeliner Pen di Essence
Mascara: Lash Princess di Essence
Rima interna: Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima esterna: Undercurrent di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower (versione rosa)

Labbra
Legende di Chanel

E ora… SPAM
Il mio moroso ha aperto una paginetta per le sue creazioni, AgoCentrico – Fantasie in Soutache.  Da qualche tempo crea gioielli con una tecnica particolare proveniente dall’Est Europa – il soutache, appunto – che consiste nell’elaborazione di  gioielli – ma anche cerchietti e chincaglierie simili – per mezzo della cucitura di perle, perline, cabochon e stoffe. Inutile dirvi, se vi va, di dare un’occhiata! 😀
Ecco una delle sue primissime creazioni, di cui io mi sono appropriata 😉

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento ai primi di dicembre, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Venus
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto! ❤
Al solito, vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy

Alla prossima! ❤

Scritte e [Pa]lette #9: 04 Daring Fires Hues by Kiko – in collaborazione con Country Rose

8 commenti

Buongiorno e buon sabato ragazze!
Premetto: non sono sparita. Cioè, sì, mi sono eclissata dai blog ma c’era un bel motivo di fondo: ho dovuto cambiare all’ultimo minuto argomento (e relatore) della tesi della specialistica. Ho passato le settimane più stressanti della  mia vita, e non auguro a nessuno di ritrovarsi a 6 mesi dalla laurea magistrale nella mia situazione. Ora per fortuna ho un nuovo argomento – D’Annunzio – che amo alla follia e di cui ho voglia di parlare, ma i miei nervi non sono ancora troppo saldi…

Oggi siamo arrivati alla nona puntata della rubrica con Teresa e, anche questa volta, protagonista è una palette Kiko. Ne avete piene le scatole? No? Sì? Bene, perchè le ho finite. X°°D
Dalla prossima volta la rubrica avrà cadenza mensile: la tesi incombe e io devo finire gli esami. Necessito, in poche parole, di più tempo per organizzare tutto. Sono sempre io la rompiballe, naturalmente! 

La pupetta nella foto è la n° 04 Daring Fire Hues, facente parte della mitica (e rimpianta) collezione Chic Chalet. A differenza della sorella, che avevo puntato praticamente fin da subito, ho comprato questa palette diversi mesi dopo l’uscita della collezione, in saldo a 4 euro all’Outlet. A dire il vero speravo di trovare la palette verde (LINK), ma la fortuna non era dalla mia parte. Tutto sommato, mi sentii attratta dall’ombretto arancione, naturalmente non pensando che non avevo abbastanza dimestichezza per riuscire a utilizzare dei prodotti del genere. Infatti questa palette restò nel cassetto per un anno, tipo, prima che mi decidessi ad usarla e ad abbandonare la mia comfort zone marrone. Ma questo è un discorso che farò poi. 

OMBRETTI ASCIUTTI

Gli ombretti che la compongono sono 4, tutti perlati e molto luminosi: i primi due non sono molto scriventi, i secondi hanno una pigmentazione davvero eccelsa che tuttora conservano, sebbene abbiano superato da tempo immemore il pao (6 mesi). 
Da sinistra:
1) Rosa chiaro, che io utilizzo come illuminante. 
2) Viola dai meravigliosi riflessi blu, che purtroppo si perdono a causa della poca scrivenza.
3) Rosso caldo, che su di me risulta quasi rosa (lo potete vedere in azione qui)
4) Arancio dai riflessi dorati

Ho iniziato a sfruttare davvero questa palette in questo ultimo anno, perché ho imparato a gestire da poco dei colori così vivaci, in special modo il rosso. Ho dovuto fare diverse prove per evitare di sembrare una tossica col rosso sugli occhi, e non sempre l’esperimento mi riesce. 
Sicuramente, il colore che più ho utilizzato è stato il rosino chiaro, essendo io una grande fan degli illuminanti caldi . Dei quattro, il mio colore preferito sarebbe il viola, ma purtroppo la scrivenza non è dalla sua parte, poiché sulle palpebre dà il suo peggio,  necessitando in continuazione di passate extra per renderlo davvero scrivente. Non vi fidate troppo dello swatch: col dito è facile rendere intenso un colore. La durata di tutti gli ombretti è davvero buona, e non sfarinano 

E’, in ultima analisi, una palette senza infamia e senza lode, di quelle di cui si fa volentieri a meno ma che sono, al contempo, sfiziose quando le si posseggono. Fossi più creativa, probabilmente la sfrutterei di più…
Voi avete questa palette? O palette con colori che non sfruttate? 
Un bacio!

Tizy

Puntata 1
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Most Played: Settombre

12 commenti

Gente bellissima buongiorno!
Oggi brevissimo post della serie #MostPlayed inventata dalla sempre adorabile Golden Violet. Mi sono impegnata parecchio stavolta per trovare soltanto pochi prodotti che hanno dominato i mesi di ottobre e settembre, prodotti che non fossero però soltanto la solita valanga di marronazzi (che però continuo ad usare, eh, specie sotto esame U.U). Lima, lima, lima alla fine ne sono rimasti soltanto 3: awawawawawa, come sono brava!
Partiamo dalla meraviglia fatta palette: lei, la Duochrome. Posso io continuare a ciarlare su quanto sia utile e sfiziosa? Sì. Potrei entrare in politica, a ripetere sempre gli stessi concetti sono brava. Mi votate? Più trucchi per tutti! U_U
Non sono mai stata tanto soddisfatta di aver speso 30 euro per una palette, davvero. Nemmeno la Naked mi ha regalato questa gioia. Ha tutti i colori che si possono desiderare, soddisfa qualsiasi esigenza e le tonalità duochrome non fanno che enfatizzare la sua versatilità. Pensateci: basta cambiare un colore di base per avere un riflesso totalmente nuovo. E basta anche solo un ombretto per creare un look sfizioso.
Al momento, in virtù della mia nuova tinta violacea, il mio ombretto preferito è Mela Stregata, spessissimo abbinato a Veleno. Qualora lo vogliate, potrei realizzare il mio trucco quotidiano del momento!
Volete un difetto della Duochrome? Mi ha reso inutilizzabili tutte le altre palette in mio possesso. Al momento voglio usare solo lei!
 
La seconda scoperta del mese è la matita Undercurrent di Mac, regalatami dal moroso insieme al Viva Glam di Rihanna. Un verde glitteratissimo e intenso, dai riflessi dorati, che conferisce allo sguardo una luminosità inedita. È una matita che ha pure un’ottima durata. Se devo trovarle una pecca, dico che ha la mina troppo morbida che si consuma in fretta.
Terzo e ultimo prodotto è l’acqua profumata al Tè Verde de L’Erbolario. Voi sapete quanto io detesti i profumi, di solito: li trovo stucchevoli e soffocanti, e nel 99% dei casi mi causano nausea e mal di testa. Questo per me rappresenta l’1%, perché è fresco e delicato. Inoltre, si adatta bene all’odore della mia pelle e non “stona”. È stata una scoperta inaspettata per me: ho accompagnato una mia cara amica dall’Erbolario e, mentre lei si provava le varie colonie, io per puro caso ho sniffato questo. È stato amore a prima vista, anzi a primo naso. È piaciuto persino al mio moroso, lui che detesta i profumi perché li giudica falsi perché non gli fanno sentire il vero profumo di una persona.
 
Ora ditemi: quali sono i vostri most played del periodo?
Tizy

Scritte e [Pa]lette #8: 01 Black by Gosh Cosmetics – in collaborazione con Country Rose

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Buon sabato ragazze!
Finalmente la sessione settembrina è terminata: non ne potevo davvero più. Per me questa è sempre la sessione d’esami più faticosa, perchè al rientro delle vacanze perdo totalmente la voglia di studiare e la concentrazione cala sempre di più. Oddio, ormai sono arrivata al quinto anno di università e a quota 18 anni di studio ininterrotto e credo di avere il cervello totalmente in pappa!

Chiedo venia per non aver risposto ancora ai commenti arretrati e per essere stata latitante sui vostri blog: sto passando un periodo intenso a livello emotivo e a livello di studio e sono un po’ fusa: la sera, piuttosto, mi guardo un telefilm o qualcosa del genere perché così mi distraggo del tutto staccando quei due neuroni che mi restano. 

Oggi ottava puntata della rubrica Scritte e [Pa]lette con la cara Teresa! E’ bello essere riuscite a portare avanti questo progetto per così tanto tempo: mi ha aiutata parecchio a capire come approcciarmi alle review riguardanti le palette e, soprattutto, a comprendere quali di queste palette hanno fatto davvero breccia nel mio cuore, in base alla frequenza di utilizzo. Qualche giorno fa, infatti, ho deciso di fare una bella pulizia nella mia cassettiera dei trucchi, buttando via tantissime cose e regalandone altre poco utilizzate ma ancora in buone condizioni. Lo ammetto: mi sono spaventata. In questi anni ho speso davvero tantissimi soldi in prodotti inutili, denaro che avrei potuto investire decisamente meglio. Perciò, ora come ora, sono in ban cosmetico, sempre più decisa a sfruttare meglio ciò che già possiedo. Ma questo è un discorso complesso e vi dedicherò un post più dettagliato in futuro. 

La protagonista del post di oggi è una palette sui toni del nero che l’azienda Gosh Cosmetics mi ha spedito tempo fa: la 01 Black.

La 01 Black è un quad composto da ombretti adatti a fare uno smokey eyes sui toni del nero/grigio. Vi è un’altra versione sui toni del marrone, adatta a trucchi un pochino più soft e magari da giorno. Io sono stata ben lieta di ricevere questa particolare palette: possiedo un’infinita di palette con ombretti marroni, e all’epoca mancavo totalmente di una palette decente con queste particolari tonalità. Non fraintendetemi: ho un sacco di ombretti neri/grigi ecc ecc, ma tutti sparsi in diverse palette, cosa poco pratica. Questa è davvero piccolina, leggera e compatta, e si infila in qualunque pochette porta trucchi o in qualsiasi borsetta per un ritocchino.
La grossa pecca di questa palette è, come potete notare voi stesse, la mancanza di un’efficiente suddivisione degli ombretti: ormai il bianco, dopo innumerevoli utilizzi, è irrimediabilmente macchiato dai colori più scuri, e anche i grigi presentano degli aloni nerastri. Queste contaminazioni sono dovute anche alla leggera polverosità degli ombretti, nonché alla mia delicatezza di elefante (<3): puccio pennelli come i muratori pucciano la cazzuola nel cemento. 

Il mio primo approccio con questa palette è stato deludente: tendo a non usare gli ombretti da bagnati – semplice pigrizia, mi pesa il culo intingere un cavolo di pennello – e la scrivenza di quelli di questa palette non è delle migliori, come potete notare voi stesse. 

La situazione cambia notevolmente utilizzando un pennello bagnato, poichè gli ombretti non solo acquistano maggiore scrivenza, ma anche – come nel caso degli ombretti più scuri – dei riflessi inediti.
Il bianco, naturalmente, è il meno scrivente (nella foto vedete più passate), ma d’altra parte è stato inserito nella palette in funzione di illuminante, come indica il disegnino con i consigli d’utilizzo incluso nella confezione. Il mio preferito è il grigio più chiaro, perchè mi ricorda moltissimo una delle mie matite occhi preferite, la 05 C’est la Vie di Essence. 
Il grigio più scuro e il nero hanno dei meravigliosi riflessi argentei, che conferiscono al trucco un aspetto molto luminoso. 

La durata degli ombretti con un primer è buona ma non eccelsa: il nero in particolare tende a sbavare dopo qualche ora. In realtà, non saprei dirvi se è colpa della palette o meno, perchè io ho sempre un sacco di problemi coi colori scurissimi, perchè non riesco mai a sfumarli come dio comanda, quindi può essere che non stenda bene il colore. Ve l’ho già detto che sono una beauty blogger scrausa? 😉

Voi avete palette simili? Amate gli smokey eyes con i toni scurissimi o preferite dirottarvi su lidi sicuri? E, soprattutto, siete più brave di me a sfumare gli ombretti neri?

A presto e buon sabato!

Tizy

Puntata 1

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Puntata 7

The Sailor Crystal – #2 Sailor Mars

29 commenti

Oggi, con mia somma gioia riprende la rubrica The Sailor Crystal, in collaborazione con Foffy
Gioia e naturalmente un po’ di rammarico, a dir la verità: era dal primo di aprile che non pubblicavamo post a riguardo. Complici l’estate e gli esami abbiamo continuato a rimandare, ed eccoci qui. Promettiamo dedicarci più frequentemente a questo progetto!

Vi ricordate di cosa tratta questa rubrica? No? Eccovi le parole di Foffy: 

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

La protagonista di oggi è la guerriera del fuoco e della passione, Sailor Mars
I suoi poteri derivano da Marte, secondo la mitologia classica dio della guerra e, per i giapponesi, astro del fuoco. I suoi poteri infatti hanno tutti a che fare con il fuoco, anche se Sailor Mars li integra con i poteri divinatori del suo alter ego terrestre, Rei Hino o – per dirla alla Bim Bum Bam – Rea.
(A proposito: quante volte ho ripetuto la parola poteri? Ahimé, non so più scrivere! -.-)

Nell’anime, Rea è la migliore amica di Bunny.
Nel manga – e anche nel nuovo adattamento dell’anime – le due non hanno un rapporto così particolare, sebbene qualche screzio emerga lo stesso. 
Da questo punto di vista, io seguito a preferire la prima versione animata, perché è legata ai miei ricordi più cari di bambina. Come vi dicevo nello scorso post, per noi bimbe cresciute negli anni ’90 era d’obbligo giocare alle Sailor, e Sailor Mars veniva interpretata da quella che all’epoca era la mia migliore amica, Giulia, con la quale ho condiviso più o meno 18 anni della mia esistenza. 
Giulia era adattissima al ruolo, aveva gli stessi capelli corvini, lunghissimi, e gli stessi occhi profondi. Ma non aveva il caratteraccio di Rei, perché delle due la più scalmanata ero come al solito io.  Proprio come Rea fa con Bunny, comunque, riusciva sempre a rimettermi coi piedi per terra e a farmi superare le mie paure e le mie difficoltà. 

Rei ha una doppia anima, ed è per questo che ho voluto ricreare due make up differenti. 

Rei è una studentessa, è figlia di un politico che è sempre in viaggio per affari. E’ una bellissima ragazza e frequenta la scuola privata della sua città. Ma…c’è un grosso ma. Rei è soprattutto una miko, una sacerdotessa di un tempio di Tokyo dove pratica l’arte divinatoria. Di lei la gente ha paura, perché le sue previsioni sono sempre esatte e perchè è affiancata da due corvi, che ha addestrato come fossero animali domestici: Phobos e Deimos, Paura e Terrore, nella mitologia greca i  figli di Ares e Afrodite e, in astronomia, i nomi dei satelliti del Pianeta Rosso. Come i due satelliti i corvi non l’abbandonano, e sono pronti a intervenire quando avvertono una minaccia che incombe sulla loro padrona. 
Le persone si rivolgono a lei per avere un responso, un aiuto su come affrontare gli spiriti maligni. Salgono con timore al suo Tempio, perché la reputano una strega
E lei stessa, prima dell’arrivo di Bunny, ne è convinta. Ed è sempre sola. 


Il primo trucco – che in origine doveva essere il solo a comparire in questo post – vuole essere un omaggio a quest’anima stregata e tormentata di Rei
Compaiono soltanto tre tonalità principali, ognuna con il suo preciso significato: il bianco è un omaggio alla Pergamena, della quale si serve Rei per attaccare i nemici, ma anche per scrutare tra le fiamme nel tentativo di trovare una spiegazione ai dubbi che la lacerano. Il rosso è il colore della passione, una passione in qualche modo limitata e protetta da una marcata linea nera, da Phobos e Deimos. 

La realizzazione è stata per me oltremodo difficoltosa e, come potete constatare voi stesse, decisamente imprecisa. 
Non avevo un ombretto bianco a disposizione e, per forza di cose, ho dovuto utilizzare tutti i miei strumenti per creare una base effetto gesso: in ordine, matita bianca di Essence (una di quelle double), Pillow Talk della Ultra Mattes V2 di Sleek, Me My Self  & Eye della Showstopper di Sleek e un pizzico di pigmento 007 di Jade Minerals. 
Con molta attenzione, ho creato una sfumatura molto alta sotto l’arcata sopraccigliare con il pigmento Essence Paparedzzi e il rosso della palette 04 Daring Fire Hues di Kiko (LE Chic Chalet): purtroppo, se dal vivo appariva un bel rosso vivo, qui emerge un tono rosato che non avevo notato. 
Ho circondato, infine, tutto il trucco con la matita Liquirizia di Neve Cosmetics, non troppo adatta allo scopo visto che si  è spatasciata qua e là…No, dai, non diamo troppo la colpa alla matita: parliamoci chiaro, in queste cose sono piuttosto inabile. 

Provo sentimenti contrastanti riguardo a questo trucco. Appena realizzato ne ero super entusiasta, tanto da volerlo mostrare a Foffy senza nemmeno sistemare le foto. Poi nel corso della notte mi sono venuti un sacco di dubbi atroci, della serie: fa schifo, non è sfumato bene, si vedono gli errori, la gente mi darà della pagliaccia
Se c’è una cosa che mi ha insegnato Foffy, tuttavia, è il sapersi mettere in gioco. Come dice lei non siamo professioniste, e ci mettiamo del nostro meglio. Beh, per ora questo è il miglior makeup non portabile che abbia mai fatto, e tutto sommato è già un grande passo avanti esserci riuscita. 

LISTA PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base:  Essence 2in1 Kajal Pencil, 01 Black&White, parte bianca.
Palpebra mobile: Pillow Talk (Sleek, Ultra Mattes Dark V2), Me My Self & Eye (Sleek, Showstopper), pigmento 007 Jade Minerals
Arcata Sopraccigliare: Pigmento Essence Papredzzi, ombretto rosso della palette 04 Daring Fires Hues (Kiko, Chic Chalet LE)
Contorno occhi: Matita Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima interna: Matita Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima Esterna: Double Glam Eyeliner 05, parte viola (Kiko, Siberian Flowers LE)
Mascara: Max Bold Curves di Rimmel

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower

Labbra
Rihanna di MacCosmetics

Con l’arrivo di Bunny, Rea subisce una metamorfosi
Scoprendo i suoi poteri ella riscopre se stessa. Finalmente ha uno scopo nella vita, finalmente ha capito il perché di quegli strani poteri che la imprigionano. 
E impara a tirare fuori il suo lato umano, rivelandosi una ragazza caparbia ma dolcissima, dura ma altruista. E’ pronta a combattere per difendere la sua Principessa, ma soprattutto è disposta a sacrificarsi per le sue amiche, per coloro che l’hanno fatta sentire amata. 
Rea mette da parte il suo lato oscuro per imparare a stare in mezzo agli altri, poiché non li vede più come una minaccia. Da strega Rea torna a essere semplice sacerdotessa. 
Un essere umano, insomma.
E’ questo il grande potere di Sailor Moon: la capacità di far vincere le proprie paure agli altri, pur essendo tanto insicura. Rea ne è un esempio: se prima usa la sua forza per difendersi dal mondo esterno, ora la incanala per offrirsi al mondo. 

Ciò che ho voluto omaggiare, con il secondo trucco, è il cambiamento repentino di Rea: da miko intimidatrice a ragazza comune che combatte per la giustizia. 
I colori, stavolta, sono più dolci. Sono un omaggio alla sua divisa, naturalmente: il classico rosso e il viola, che richiama il fiocco del corpetto. Stavolta la matita nera non opprime più gli occhi, ma ne segue dolcemente le linee naturali – sbavando un po’, visto che il mio eyeliner di Kiko ha deciso di abbandonarmi in quel momento. 
A completare il tutto la mia faccia stazzonata post dormita di 12 ore: ho realizzato questo trucco appena sveglia! E sì, indosso il pigiama. 

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel, ombretto Baby Skin di Madina
Palpebra mobile:  Pigmento Essence Papredzzi, ombretto rosso e ombretto viola della palette 04 Daring Fires Hues (Kiko, Chic Chalet LE), Utopia (Palette Duochrome Neve Cosmetics).
Arcata sopraccigliare: pigmento 007 Jade Minerals
Eyeliner: Ultimate pen di Kiko
Matita occhi: Liquirizia di Neve Cosmetics
Mascara: Max Bold Curves di Rimmel

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower

Labbra
Rihanna di MacCosmetics

Bonus Track: Moroso che scassa le balle quando faccio le foto! 😉

“Visto che in molti ce lo avete chiesto, sappiate che tutti potete creare come noi i make up delle Sailor. Foffy e io non siamo persone che impediscono nulla, anzi, siamo contente di tale entusiasmo, basta un credit e il gioco è fatto.
Proprio per questo vi anticipiamo che la prossima Sailor che tratteremo sarà Sailor Jupiter (la mia preferita del quartetto ).
Ci piacerebbe molto conoscere la vostra Sailor preferita sul vostro volto, dunque se come ci avete scritto ve la sentite di interpretarla fatelo pure. Naturalmente potete anche recuperare le (poche XD) Sailor che abbiamo già mostrato.
Avvisateci poi sulle nostre pagine facebook (FoffylandLa Piamigole Gattara), così verremo a leggervi con piacere”

[Sailor Mercury: versione Foffy, Versione Tizy]
 Intanto…correte a leggere il post di Foffy!!!!! ❤

FOTD/MOTD: primi approcci con la Duochrome di Neve Cosmetics

44 commenti

Venerdì scorso è approdata su questi lidi la mitica palette Duochrome di Neve Cosmetics, con la somma gioia della sottoscritta e la somma tristezza del suo portafoglio. 

“ohmioddio, la Duochrome è una palette figherrima!”

Se mio padre ve lo dovesse chiedere, comunque, la palette non è mia: è un pacco arrivato per conto di una mia amica che, poverina, lavora tutto il giorno e non può ritirare gli ordini. Daddy, hai visto che figlia giudiziosa e altruista che hai?
(Seriamente, gente, come diavolo fate a imboscare gli ordini che fate quando in casa avete genitori rompiballe che vi accusano – a ragione – di avere le mani bucate?)

Bando alle ciance. 
Vi racconto un po’ di antefatti: quando uscì la prima Duochrome mica la volevo. Ero alle prime armi col makeup, mi sembrava una follia spendere una cifra simile per una palette, per di più con dei colori così folli. Non è che la mia abilità nell’acconciarmi sia drasticamente migliorata, ma la mia capacità nel truccarmi dell’epoca è esemplificata chiaramente dalla seguente immagine:

Poi ho iniziato a seguire pagine su pagine di makeup e soprattutto a osservare gente ben più abile di me tirare fuori dei trucchi da paiura da quella palette. Lo sapete, no? Si resiste a tutto tranne che alle tentazioni e io sono una personcina molto influenzabile. Facciamola breve: la frase “lavogliolavogliolavogliolavoglio” ha iniziato a martellarmi nella testa tipo martello pneumatico. Tàtàtàtàtàtàtà
E mi sono accodata al gruppo di fanatiche che spaccava le balle a Neve Cosmetics per riavere la Duochrome anche solo in edizione limitata.

Credo che santa Neve Cosmetics si sia rotta bellamente le scatole di leggere i soliti commenti sul ritorno ipotetico della Duochrome. La posso capire: collaboro con una fanpage di Bones e spesso prenderei a randellate certi fan. Si ripetono sempre le medesime cose, ma nessuno ascolta. O tutti sono troppo pigri per leggere. 
Comunque: alla fine della fiera ci ha accontentate. Prima spedendo cialdine come Pollicino lasciava le briciole di pane nel bosco per ritrovare la strada di casa (bravo, piccolo idiota), poi spedendo palette. Santa pace: quando ho visto la nuova confezione mi sono venuti gli occhi a cuore! Non sembra la palette di Sailor Moon?

Sta di fatto che è uscita martedì scorso, e venerdì era già a casetta mmmmmia. E sabato era già all’opera. Mai l’avrei detto, ma è una palette che ti fa venire voglia di truccarti, di sperimentare. Ha una resa e una scrivenza fantastiche, e fa sentire delle makeup artist anche delle inette come la sottoscritta. Inoltre è super versatile: a vederli così non sembrano colori da tutti i giorni, eppure si realizzano tranquillamente dei makeup relativamente sobri. 

Sabato sera ho realizzato un trucco sui toni del viola, cosa piuttosto rara perché non amo particolarmente questo colore. Avevo voglia di sfruttare una tinta labbra di Deborah regalatami dal moroso, la n°6, e ho pensato che si sarebbe abbinata benissimo a Mela Stregata. Ed ecco qui il mio primo trucco realizzato con la Duochrome, un makeup piuttosto semplice e non troppo sfumato, ma che comunque un po’ valorizza i riflessi delle diverse cialde. Non sono abile a sfumare e spesso sbaglio pure gli abbinamenti, ma stavolta credo di aver realizzato qualcosa di relativamente bilanciato. 
Non sto a spiegarvi la tecnica: mi sono già scordata i passaggi – hallo! Ich bin eine blogger da strapazzen – sappiate solo che ho condito tutto ‘sto viola con Polline e Pioggia Acida per illuminare lo sguardo. :3

Prodotti Utilizzati

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel, ombretto Baby Skin di Madina
Palette Duochrome di Neve Cosmetics: Pioggia Acida, Mela Stregata, Polline, Veleno, Twilight e Mezza Estate
Illuminante: ombretto 004 Magnetic Dream di Rimmel
Matita occhi Liquirizia di Neve Cosmetics
Mascara: Sumptuous Infinite di Estée Lauder

Viso
Fondotinta Light Rose di Jade Minerals
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline

Labbra
Matita Labbra n°11 di Deborah
Tinta Labbra n°6 di Deborah

See you soon! ❤

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