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The Sailor Crystal #3: Sailor Jupiter

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Buongiorno ragazze!
Oggi la rubrica The Sailor Crystal – sempre, naturalmente, in collaborazione con la dolce Foffy – si arricchisce con un nuovo personaggio: Sailor Jupiter. Prima di analizzare a fondo questa guerriera, però, rinfreschiamoci un po’ la memoria e ricordiamoci di cosa tratta la rubrica:

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Guerriera del tuono e del coraggio, Sailor Jupiter deve i suoi poteri a Giove, quinto pianeta del Sistema Solare. In particolare nell’anime i suoi attacchi sono legati al fulmine, anche se nel manga compaiono attacchi legati al mondo vegetale come il Flower Hurricane. La prima tipologia di poteri è legata naturalmente al dio greco Zeus, tradizionalmente associato ai fulmini attraverso i quali punisce gli umani colpevoli di empietà.
Gli attacchi di Sailor Jupiter, infatti, sono decisamente violenti ed estremamente aggressivi.  

I suoi poteri si riflettono in parte nel carattere del suo alter ego terrestre, Makoto Kino o Morea che dir si voglia. Giunge alla scuola di Bunny con una reputazione da delinquente: nei corridoi si vocifera che sia stata espulsa dalla sua vecchia scuola a causa di una rissa. E tutti hanno paura di lei: è alta e minacciosa, e la sua diffidenza nei confronti del prossimo non la rende certo ulteriormente simpatica. 

Chi non ha certo paura di lei è Bunny – altrimenti detta l’incosciente – che le si avvicina attratta da uno strabiliante cestino della merenda pieno di leccornie. Scopriamo quindi immediatamente qual è l’hobby di Morea: la cucina
Nella quale, tra l’altro, riesce pure molto bene. Cosa che non possiamo certo dire di Bunny: ricordate quando porta in dono a Marzio dei biscottini bruciacchiati e potenzialmente radioattivi? 

Sebbene tanto minacciosa e maschiaccia all’apparenza, Makoto è nella vita di tutti giorni estremamente femminile e, purtroppo, anche un po’ fragile. Il coraggio emerge naturalmente in caso di combattimento e non si tira mai indietro se c’è da difendere le amiche ma – ed è un grosso ma – ha un bel punto debole: l’amore. 
Quando frequentava la vecchia scuola, infatti, usciva con un ragazzo di qualche anno più vecchio di lei – nel manga chiamato semplicemente sempai – che l’aveva illusa con sogni e promesse e lasciandola per un’altra. Così Morea si è costruita una corazza attraverso la quale tenta di difendersi dalle altre persone: piuttosto che soffrire ancora, preferisce farle scappare prima. 
Prevenire è meglio che curare, da un certo punto di vista, ma Makoto non può fare a meno di vedere negli occhi di ogni ragazzo che incontra quelli del suo antico amore. E ogni volta soffre indicibilmente. 
E’ la forza della disperazione, però, a fare di lei una guerriera così potente: in qualche modo, io credo che sfoghi la sua rabbia repressa e, perché no, anche la potenza di un amore non corrisposto  attraverso la forza prorompente del fulmine. 

Il trucco che ho realizzato per Sailor Jupiter è stato uno dei primi che ho progettato quando ho avviato la collaborazione con Foffy. Amo il verde e trovo che sia uno dei colori che  sta meglio,  ha sempre risaltato sul mio viso e da quando ho i capelli violacei ancora di più. Parliamoci chiaro: stavolta ho davvero sguazzato per bene nella mia comfort zone. 
Per i miei occhi volevo un colore deciso e intenso quanto il carattere di Morea, e non ho trovato nulla di più adatto del pigmento verde smeraldo di Kiko, il n° 13.  Ha un’intensità che ha pochi eguali tra i suoi simili, e dei riflessi argentei e dorati spettacolari. Sapete qual è la sua unica pecca? Il barattolo gigantesco. Non lo finirei mai, manco se dovessi truccarmi da incredibile Hulk.
Bando alle ciance: ho costruito il mio make up sul pigmento Kiko – a proposito: solo a me pare che viri al verde acqua in queste foto? -.- – utilizzando per l’occasione un acquisto recente: la Garden Of Eden di Sleek! In realtà tanto recente non è: la comprò per me la dolcissima Violet l’anno scorso, e ci siamo potute vedere solo di recente. E l’ha conservata per me per ben un anno intero ❤
La base per il pigmento è stata l’ombretto Evergreen, steso su tutta la palpebra mobile. Una volta steso il pigmento, nell’angolo esterno dell’occhio ho usato Tree Of Life, sfumato con Veleno e Twilight della Duochrome. Avete notato che sto utilizzando la Duochrome praticamente in ogni trucco? Il giorno in cui non avrà l’ombretto che desidero piangerò caldissime lacrime.
A definire il tutto, nella rima inferiore, c’è la matita Undercurrent di Mac: credo di non aver mai posseduto una matita così bella e che conferisse tanto carattere allo sguardo.
Sailor Jupiter, però, non è solo coraggio e aggressività. E’ anche dolcezza, romanticismo, delicatezza. Ed è per questo che, sulle labbra e sulle guance, non ho voluto caricare con colori scuri. Sulle labbra vi è Legende di Chanel, che nella realtà è più chiaro di quel che appare in foto ma abbiate pazienza: io e fotosciòp non siamo amici – mentre sulle guance vi è un blush di H&M, l’Autumn Flower, quello dalle tonalità rosate. E no, non vi sto ingannando: vi assicuro che c’è, ma la Leica ha reso il mio viso una maschera di porcellana. Levandomi anche l’incombenza di cancellarmi i brufoli, tra l’altro.

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel.
Palpebra mobile: Evergreen e Tree of Life  (Garden of Eden palette di Sleek), Kiko Pigment Loose  n°13 verde smeraldo, Veleno e Twilight (Duochrome palette di Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: Eve’s Kiss e Forbidden (Garden of Eden palette di Sleek)
Eyeliner: Eyeliner Pen di Essence
Mascara: Lash Princess di Essence
Rima interna: Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima esterna: Undercurrent di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower (versione rosa)

Labbra
Legende di Chanel

E ora… SPAM
Il mio moroso ha aperto una paginetta per le sue creazioni, AgoCentrico – Fantasie in Soutache.  Da qualche tempo crea gioielli con una tecnica particolare proveniente dall’Est Europa – il soutache, appunto – che consiste nell’elaborazione di  gioielli – ma anche cerchietti e chincaglierie simili – per mezzo della cucitura di perle, perline, cabochon e stoffe. Inutile dirvi, se vi va, di dare un’occhiata! 😀
Ecco una delle sue primissime creazioni, di cui io mi sono appropriata 😉

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento ai primi di dicembre, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Venus
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto! ❤
Al solito, vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy

Alla prossima! ❤

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Regali di compleanno

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Ciao bimbe belle!
Oggi cerco di tener fede all’unico buon proposito bloggettaro che mi sono fatta: cercare di scrivere almeno un post a settimana, il che è più facile a dirsi che a farsi. Non so davvero come facciate ad essere così costanti con i vostri blog: io sono di una lentezza mostruosa, mi ci vuole un’ora buona per scrivere un post e non ci riesco finché non ho tutte le foto fatte ed editate. Aah, le paranoie di una blogger non troppo biuti.

Un post veloce veloce per mostrarvi i regali di compleanno ricevuti e per, naturalmente, ringraziarvi per i messaggini che mi avete scritto! Fa davvero tanto piacere ricevere tutti questi auguri da persone lontane!

foto presa da google

 

Partiamo dal regalo più gradito: quello del moroso!
Quest’anno ha voluto festeggiare i miei 25 anni regalandomi un cellulare, un Samsung Galaxy S3 mini. Sapeva che desideravo ardentemente un cellulare nuovo che potessi utilizzare per tenermi aggiornata con blog e social, che potesse avere una connessione internet decente, che facesse delle belle foto. Così,  ha chiesto a una mia amica – che ha lo stesso cellulare – e si è fatto consigliare.
Ecco qui il mio tesorino! *-*
Naturalmente sono ben accetti consigli su app e compagnia bella, e se volete whatsapparmi basta chiedere! =)

Non potevano mancare i regalini truccosi!
La palette di Sleek arriva dritta dritta da Oxford ed è il regalo della mia amica di cui vi parlavo poche righe più su. Da tempo desideravo questa palette sui toni del marrone – anche se, in teoria, avrei già la Naked – e ora è qui tra le mie zampacce! *-*
Smaltini e il rimuovi cuticole sono un regalino a sorpresa di Annalisa, una compagna di università con la quale ho stretto amicizia ultimamente.  Ho sempre guardato con sospetto i nuovi smalti della Kiko, invece mi sono dovuta ricredere: giusto ieri ho indossato il blu e, nonostante le mie consuete 3 passate, s’è asciugato in un lampo!

Libri, libri e ancora libri!!!
Ovviamente, non sarebbe un compleanno senza ricevere in dono almeno un libro!
Quest’anno è toccato a Zia Mame, di Dennis, e La ragazza delle arance, di Gaarder. Non vedo l’ora di iniziarli, qualcuno di voi li ha già letti? Vi sono piaciuti?

Dunque, chi mi conosce/legge su facebook sa che mi è scoppiata la mania delle tisane, di questi tempi sono praticamente drogata di quella della Pompadour alla ciliegia.  Ho iniziato a bere pure quelle diuretiche, e devo dire che un po’ la pancia si è sgonfiata. Ovvio che la dieta sarebbe tutt’altra cosa, ma non ho intenzione di rinunciare al mio piatto di pasta quasi quotidiano, nonnò.
Coomunque, mi è stato regalato da un amico questo carinissimo set: tisaniera e bustina che si trasforma in shopper, utilissima per l’università, poichè torno a casa sempre carica di libri.

Ultimo regalo che voglio mostrarvi è quello dei miei, una felpina di Guru a motivi floreali. In realtà avevo chiesto loro di non farmi alcun regalo, vista la situazione problematica di papà, ma proprio lui ha insistito tanto perchè detesta far passare il giorno del mio compleanno senza nemmeno un pensierino, e ha voluto a tutti i costi portarmi per negozi per vedere se mi piaceva qualcosa. Alla fine, la felpa l’ha trovata lui! Ha sempre buon gusto il mio papy!

 

Pochi giorni prima del mio compleanno è arrivato un graditissimo pacchettino da parte di Pinnù, contenente una palettina Shaka (la Deep), una matita occhi Be Chic (super morbida e super nera, adoro!) e il miticissimo rossetto 107 di Kate Moss. Ho rischiato di non trovare il rossetto: si era incastrato tra le pieghe della busta che stavo per buttare, fortuna Pinnù mi ha avvertita! Sono la solita scema…
In allegato, un biglietto dolcissimo, di quelli che fanno salire i lucciconi agli occhi. Ti arrabbierai, lo so, dolce Pinnù, ma ti ringrazio ancora, davvero! ❤

Rossetto 107 di Kate Moss

 

Sabato sera, tutta truccata con i regalini di Pinnù! ❤

 

 

PS
Mi sono stati donati anche 30 euro in buoni da spendere da Acqua e Sapone. Consigli per gli acquisti?
In lista ci sono già gli ombretti in crema Vamp! di Pupa e i rossetti di Kate Moss, ma mi piacerebbe sentire le vostre opinioni!

Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

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Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

Quick Post: Bla bla bla (e ancora blaaah)

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Domani mi trasferisco per un mese dal moroso: gioia e giubilo!
I miei suoceri vanno in vacanza e noi dobbiamo badare a Sir Pigolone, il gattone culone ciccione. Ammetto che, se mi soffermo a pensare che l’anno scorso a quest’ora stavo scorrazzando per i monti della Baviera e i castelli di Ludwig, mi viene il magone. Tuttavia, guardo anche il rovescio della medaglia: mi allontanerò per tre settimane dai miei.
A dirla tutta non ho un pessimo rapporto con i miei genitori, anzi. Ma ultimamente – vuoi per il caldo, vuoi per lo stress mio e loro – fatico a sopportarli: l’idea di stare “libera” per tre settimane mi solletica alquanto, anche se mi allontano da loro giusto quei 10 km. Tanto basta: a ventiquattro anni inizio un po’ a stancarmi di dover rendere conto a loro di tutto ciò che faccio.  “Dovere” non è il verbo adatto, comunque. In realtà non mi obbligano ad avvertirli di cosa faccio e dove vado, sono io che ho preso l’abitudine di farlo, e questo fin da bambina. Una mia conoscente mi disse che ero troppo “limitata” dai miei, ma la realtà è che non è un peso per me chiamarli per avvertirli di dove sto andando e quando penso di ritornare: lo vedo come una forma di rispetto nei loro confronti.
Il bello di stare da sola per qualche tempo con il mio moroso è il fatto di non avere orari e di poter fare tutto ciò che vogliamo, ecco. Rilassarsi, insomma. Per me, anche il non dover percepire l’ansia di mia madre per la pensione di papà di cui non sappiamo ancora nulla,  e il non doverla vedere così stanca, perchè ogni volta è un litigio: lei è un tornado e fa cento cose al giorno, per tutti, e non è in grado di prendersi tutto un pomeriggio per sé per cazzeggiare. A me dispiace vederla così a terra, è molto dimagrita dimagrita di questi tempi ed è ancora più sciupata, però al contempo mi sale una rabbia dentro ogni volta che la vedo farsi in quattro per tutti e buona parte dei parenti fregarsene.  Non vedo l’ora di avere un lavoro per poterle regalare almeno un giorno di relax da qualche parte, o magari una weekend a tutti e due.  Speriamo che a settembre, almeno, risolvano ‘sta merda di situazione degli esodati e trovino una soluzione per gente come mio padre. Tra l’altro oggi è il suo 57mo compleanno e mi ritrovo a pensare che mai avrei potuto pensare che si sarebbe trovato in una situazione così traballante, specialmente dopo quarant’anni in fabbrica.

Passando ad argomenti un po’ più soft: oggi ho scelto i libri che mi porterò dal moroso. Non che ce ne fosse bisogno perchè Ale è un gran lettore e casa sua è zeppa di libri, ma per me non è vacanza se non ho qualche volume da leggere.  Anche perchè dovrò pur staccare la testa dallo studio…
Partendo dal basso, i primi tre libri sono stati il premio di mia mamma per la fine della sessione estiva. 
Ve ne avevo già parlato, no? Amo i Mammut della Newton Compton, sebbene siano dei mattonazzi difficilmente trasportabili: amo poter avere accesso ai grandi classici con una spesa minima. Questo Mammut in particolare – I magnifici 7 capolavori della Letteratura Erotica – lo avevo addocchiato sul sito appena uscito: è un genere che mi piace parecchio e da secoli progettavo di farmi una cultura sui classici riguardanti l’argomento.  Insomma, questa mini raccolta è caduta a fagiolo, e vi consiglio di farvi un giretto sul sito della casa editrice per vedere quali altri magnifici 7 ci sono! Avrei voluto acquistare anche quello relativo alla letteratura tedesca, salvo poi realizzare che avevo praticamente tutti i classici in esso contenuti e per di più sia in tedesco che in italiano.  Per la cronaca, il volume in foto contiene: Thérèse Philosophe di Diderot, Fanny Hill, memorie di una donna di piacere di Cleland, La filosofia nel boudoir di De Sade, Suor Monika di Hoffmann, Gamiani di Musset, La mia vita segreta (opera anonima) e infine Le undicimila verghe di Apollinaire.
Salendo, troviamo la biografia di Irene Némirovsky – autrice di cui mi sono innamorata per colpa della cara Vanity Nerd – e la biografia di Stefan Zweig, il mio autore austriaco preferito.
Infine, una selezione dei miei 0,99 cent della Newton Compton: ne ho circa una trentina, ma ho voluto scegliere quelli che in questo momento mi attirano di più lasciando da parte testi un pochino più impegnativi o che, semplicemente, per ora non ho voglia di leggere.

Per quel che riguarda il settore truccheria, ho deciso che verranno con me un bel po’ di prodottini da recensire, così non starò troppo tempo con le mani in mano tra una pausa di studio e l’altra. In primis, verranno con me tuuuuuuuuutte le Palette Sleek: è una vita che voglio parlarvene, ma non voglio fare una review sulle palette complete perchè…mah, quel tipo di review un po’ mi annoia. Vorrei parlarvi dei miei ombretti preferiti, e magari farvi vedere qualche trucchino, anche se niente di pretenzioso perchè sono davvero pasticciona. Il bello di vivere a casa del moroso è che nessuno mi guarderà con la faccia da “Beh, che stai combinando?” quando girerò con le braccia sporche di trucco.

Dulcis in fundo: ho un bel po’ di prodotti da recensire che mi sono stati mandati da diverse case cosmetiche e non, tra cui Lovea! *-* Sì, proprio lei, quella del santissimo detergente!!! E sono stati davvero carini con me, ma ve ne parlerò più in dettaglio prossimamente.

Sì, lo so, doveva essere un post breve. Ma io parlo, parlo e parlo..

Ciao, sono Tizy e ho 24 anni suonati.

Max Pezzali & Io

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Tra i tanti insegnamenti che mi ha impartito il mio adorato professore di giornalismo, porsi delle domande su se stessi è sicuramente quello che mi è piaciuto di più.  Analizzarsi, psicanalizzarsi, ricercare dei tratti comuni con i genitori e parenti vari: insomma, dare libero sfogo all’egocentrismo. E io egocentrica lo sono tanto: d’altra parte non sarei una blogger.

Oggi parliamo di musica.
Il mio rapporto con lei è la sintesi quasi perfetta dei geni genitoriali. Quasi, perchè, a differenza dei miei genitori, non ho certo un’ugola d’oro: non so cantare – la mia voce soave è simile allo stridio delle unghie sulla lavanga – e non ho orecchio per capire se sto stonando o meno.  Proprio una campana.
Mi piace la musica, nel senso che se sto in macchina con qualcuno e c’è la radio accesa, la ascolto.  Ma non mi aggiorno: ho scoperto l’esistenza di Lady Gaga qualcosa come un anno e mezzo dopo l’uscita di Paparazzi e del suo successo mondiale,  e non ho la più pallida idea di chi siano i cantanti in voga quest’estate. Fatemi sentire una qualunque canzone recente, chiedetemi chi sia il cantante e la mia risposta sarà irrimediabilmente “Boh.“.

Scopro cantanti e generi musicali nuovi soltanto per mezzo degli altri: in questo sono la copia sputata di mia madre, che non accende la radio manco col fucile puntato. So che molti ascoltano musica per rilassarsi, mentre scrivono o studiano, a me disturba e basta. Fondamentalmente, io ascolto musica soltanto quando sono in movimento, a piedi o in auto poco importa: mi aiuta a scaricare lo stress.
Dicevo, l’influenza altrui. Grazie a qualche amico ho conosciuto i Rammstein, però chi ha influito di più sulla mia esigua cultura musicale è stato senza dubbio il moroso, che mi ha attaccato la passione per la musica classica e l’opera lirica: presumo che Radio Classica Bresciana tiri avanti grazie a noi due. E’ lui solitamente che “scopre” qualcosa di nuovo e poi me lo fa ascoltare in macchina: prima è stata la volta dei Blackmore’s Night, poi i Sex Pistols, adesso è la volta dei Nirvana e Battiato (quest’ultimo lo sopporto come una spina nel piede, se devo essere sincera).

Anche sul fronte concerti sono più mother style: odio il casino, detesto la gente che spinge e saltella, non sopporto il fatto di non poter appoggiare le mie chiappe sante su qualche sedile. Sono una nonna inside, a differenza di mio padre che alla mia età aveva all’attivo una cinquantina di concerti. 

Già, il papy: è a lui che “devo” i miei cantanti preferiti, tutti della guardia anni 60-70. De André, Nomadi, Guccini, De Gregori, Pooh.. Per i Nomadi (vecchia formazione) ho avuto – e ho tutt’ora un’autentica fissa, e ricordo che ci rimasi malissimo quando scoprii che Augusto Da Olio era morto quando avevo 3 anni, perchè desideravo tantissimo sentirlo dal vivo. Credo che le mie prime – e ultime – lacrime per un cantante defunte le ho versate quel giorno, leggendo i messaggi dei fan sul libretto della musicassetta dell’album “Ma che film la vita“, ultimo album registrato poco prima di morire.

Questo retaggio di “antiquata musicalmente” me lo porto dietro fin da bambina. Da piccola, se gli altri bambini avevano come canzone preferita “Il ballo del qua qua“, io avevo Piccola Katy dei Pooh (oh oh piccola Katy..). Più avanti, c’è stata la fase Tazenda, un gruppo sardo che quasi nessuno della mia età ricorda: li ascoltavo talmente tanto che capivo ogni parola del loro dialetto. A 6 anni volli a tutti i costi andare a Marostica perchè loro avevano girato un video nella piazza degli scacci ed ero convinta di trovarli là, e a nulla valsero le rimostranze dei miei genitori: infatti, la delusione di non trovarli fu grande.
A seguire, c’è stata la fase Canti degli Alpini: costringevo i miei genitori seguire i “tour” dei miei cori preferiti. Ancora adesso conosco tutte le canzoni a memoria, e ogni tanto le canto al moroso solo per il gusto di scassargli le palle.
Alle superiori, gli anni peggiori della mia vita, ricordo ancora che mi guardavano con disprezzo quando infilavo nel mio lettore CD quelli dei Nomadi, e le sentivo mormorare che solo io potevo ascoltare quella robaccia. Da allora mi è rimasta la fissa di ascoltare la musica a volume bassissimo per paura che la gente giudichi ciò che sto ascoltando. Da idioti, vero?

Tutta questa pappardella per parlarvi di..Max Pezzali. E’ stato il mio cantante preferito per anni, mi ha accompagnata più o meno dall’asilo fin quasi alla fine del liceo. Anche lui arrivato alle mie orecchie per influenza di mio cugino, al quale ero e sono tuttora legatissima. Da piccolina, poi, pendevo dalle sue labbra e ascoltare ciò che ascoltava lui mi faceva sentire una ragazza grande.
“E’ stato” perchè ora non lo seguo quasi più: lo trovo molto più sdolcinato e le sue canzoni molto meno frizzanti di quelle del passato.

Giovedì pomeriggio ho realizzato uno dei miei più grandi desideri: incontrarlo dal vivo. Avvertita per tempo da un amico con un breve messaggio su facebook: “Hey, guarda che giovedì, alle 15:30, c’è Max Pezzali al centro commerciale Freccia Rossa!“. Come potevo non andarci? Quel centro commerciale è giusto a due passi da casa del mio moroso.
Così, dopo anni, ho acquistato il suo ultimo cd, Max 20, che mi permetteva di ottenere il pass per accedere all’incontro con lui.

Il giovedì ho trascinato il moroso al luogo prefissato. Immaginatevi un po’ la scena: trecento-quattrocento persone, un caldo d’inferno e il fidanzato brontolone che ogni tre per due bestemmiava e diceva “Ma-chi-me-l’ha-fatto-fare-odio-sto-cantante-di-merda-che-è-un-insulto-alla-musica“. In realtà, il moroso mi sarebbe servito come fotografo: appena ha scoperto che c’era un tizio che scattava le foto, mi ha mollato la Leica e se l’è filata da Game Stop.

Ammetto che, quando mi sono trovata davanti a lui, m’è venuta un po’ di tremarella alle gambe: Max. LUI. Davanti a me!!
Il mio primo pensiero, tuttavia, è stato “Ammazza, ti facevo più alto” seguito da “Dei, sei invecchiato pure male“. Solo io posso fare certi pensieri di fronte a un idolo, scommetto che voi siete più normali di me.
Da brava capra musicale mi ha stupito che la sua voce fosse identica a quella dei cd: cosa ovvia oppure segno che non usa distorsori e robacce per sistemare la voce? A voi esperte l’ardua sentenza.

“Ciao Tiziana!” “Ciao Max!” *Sviene*

Lo terrò come una reliquia! *-*

E voi, avete mai incontrato dal vivo il vostro idolo?

Un Bacio,
Tizy

Post Accozzaglia #1: tesi, ebook, On Writing, anniversario.

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Ho già deciso la tesi della specialistica – nonostante mi manchino più o meno due anni per terminare gli studi – e la cosa mi tranquillizza davvero molto.  Sarà una tesi storica riguardante il mio comune natio in epoca moderna. Per il momento l’argomento è appena abbozzato, dovrò ridurlo sicuramente a qualcosa di più specifico onde evitare di perdermi nelle ricerche e rischiare di scrivere qualcosa di impreciso.
La scelta dell’epoca moderna è stato, in parte, un fatto opportunistico:  non voglio abbandonare la mia relatrice della triennale, perchè è una delle professoresse più in gamba che io conosca. Non solo ha una una cultura sconfinata – per essere docente onoraria alla Sorbona di Parigi presumo ce ne voglia – ma è anche un modello di docente a cui molti dovrebbero ispirarsi. Molto materna, è sempre pronta a dare una mano ai suoi studenti, anche per fatti che non riguardano l’università. L’anno scorso, a maggio, venne a mancare mio nonno materno e lei si tenne in contatto con me per tutto il tempo per sapere come io stessi. Non l’ho mai vista una volta trattare male i suoi studenti, nemmeno sotto esame: se hai fatto una cazzata te lo fa capire, ma con molto garbo.  Qualsiasi idea per la tesi viene accolta con un sorriso sulle labbra, non come fanno certi doventi che ti guardano con un espressione da “mio figlio di 5 anni avrebbe idee migliori delle tue, stupida idiota!”, e poi viene ovviamente indirizzata sul giusto binario. Non è raro, inoltre, facendo lei mille convegni in giro per l’Europa, che nei suoi giri trovi qualche museo in cui è esposto qualcosa di interessante e spedisca email ai suoi studenti con le sue scoperte.  Quando feci la tesi su Elisabetta d’Austria e il mito che è scaturito dalla sua figura, ricordo che mi spedì dalla Svizzera la foto della locandina del Musical a lei dedicato e, al suo rientro, mi portò i depliant illustrativi: dalla sua idea di inserire persino il musical, nella tesi, ne uscì un bel capitoletto apprezzato dalla commissione.  Sì, insomma, l’avete capito: adoro quella professoressa!
Non vedo davvero l’ora di iniziare questa tesi, perchè finalmente farò qualcosa da “storica”. La tesi della triennale, alla fine, non è stato un vero e proprio lavoro di ricerca, ma un sunto di diversi libri e analisi di film, poesie e mostre varie. La tesi specialistica sarà invece un lavoro da storica nel vero senso della parola: mi rinchiuderò negli archivi del mio paese, scartabellerò manoscritti, incunaboli e documenti vari. Studierò a fondo la storia del mio paesino natale e magari, perchè no, scoprirò qualcosa di nuovo. Mi addentrerò in territori poco conosciuti e solo dalle mie capacità dipenderà l’esito della tesi.

In questo periodo ho scoperto la bellezza degli ebook, comprendendo con essi la vera potenzialità di un ipad. Prima facevo parte della categoria di quelli che schifavano i libri in formato elettronico: “Vuoi mettere la bellezza di un libro cartaceo, del suo profumo, della sua consistenza!”, ripetevo a iosa. Da una parte è vero: per chi ama leggere la versione cartacea non sostituirà mai quella elettronica, per una serie di fattori che vanno dalla mera sensazione olfattiva alla voglia di ricercare edizioni raffinate. C’è da dire che, purtroppo, i libri costano e i loro prezzi stanno aumentando a dismisura: un tablet permette di avere una biblioteca sconfinata praticamente gratis. Leggendo un blog, un giornale, su facebook si trova un titolo interessante? Basta una ricerca su internet e il gioco è fatto: si ha il testo a disposizione.
E poi, non mi stancherò mai di dirlo, una delle invenzioni più spettacolari del mondo librario è IBooks (presumo ci sia anche un equivalente Android), la biblioteca personale in formato elettronico, insomma, che ti permette di sottolineare libri, aggiungere note e condividere sui social network le frasi più significative. Lo so, probabilmente a voi suona come una truzzata, ma a me dà tanta soddisfazione il poter condividere più agevolmente le mie letture!
Ultima ma non meno importante “utilità” del tablet: il potersi vedere comodamente le foto di autori, personaggi storici, quadri e tutto quando viene descritto in un libro standosene comodamente stravaccati a letto perchè basta un semplice colpo di dito per passare da IBooks a Google Chrome. Ma solo a me sorge il desiderio impellente di vedere il viso dell’autore del libro che sto leggendo?

A proposito di ebook, ho appena terminato “On Writing” di Stephen King: il più bel trattato sulla scrittura che abbia mai letto, anche perchè non pretende di insegnarti a scrivere, partendo dall’idea che una persona il talento per la scrittura ce l’ha nel sangue, non è una cosa che si può imparare. Certo, si può imparare a scrivere senza errori grammaticali e di ortografia, ma la bravura è un’altra storia. Ci ho trovato un bellissimo pezzo, che voglio condividere con voi, che riassume più che egregiamente la mia passione per la lettura

“I libri hanno la singolarità di essere magie portatili. Io di solito […] ne porto uno con me ovunque vada. Non si può mai prevedere quando hai bisogno di una via di fuga: una coda di chilometri al casello, i quindici minuti che devi trascorrere nell’atrio di una tetra palazzina di college prima che il tuo consulente esca a metterti la firma su una ricevuta, sale d’aspetto negli aeroporti, lavanderie automatiche in pomeriggi piovosi e il peggio del peggio, vale a dire lo studio del medico, quando lui è in ritardo e tu devi aspettare mezz’ora per farti bistrattare qualche parte sensibile. In questi momeni io trovo il libro vitale. “

Lunedì scorso io e il mio moroso abbiamo festeggiato 6 anni di fidanzamento, tempo che è assurdamente volato. A dire il vero, a me non sconvolge tanto la lunghezza della relazione, quanto pensare che ho finito le superiori già 5 anni fa.
Tra le cose che sono cambiate, in questi anni, è la frase che mi rivolgono i parenti riguardo alla mia relazione. A 17 anni era “Cosa ci fai già fidanzata, non ti vuoi godere la vita? Non ti stufi?”, adesso è “Quando vi sposate? Dopotutto è tanto che siete insieme”. In entrambi i casi, la risposta è sempre quella, ovvero che con lui sto benissimo così.
A proposito: ecco il mio regalo per l’anniversario. Inaspettato, oserei dire! Mi ha vista che guardavo con la bava alla bocca lo stand Benefit e mi ha detto: “Dai, scegli un kit che te lo regalo io. Non vedi che bella confezione retrò che hanno?”

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Regali di Compleanno (post foto curioso)

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Ci siamo, eh! Finalmente in Brescia/Transilvania è spuntato uno stitico raggio di sole e sono riuscita a fare foto mediamente decenti ai miei regali di compleanno. Yee Yee Yee! Non ve ne fotte un cazzo, vero? Fate bene.
Sabato scorso, alla fin fine, non ho schiavizzato completamente il moroso. Un po’ perchè doveva impastare gli hamburger alla Gordon Ramsay (sono buoni, ragazzuoli miei, vi linko la ricetta qui), e la ricetta prevede di amalgamare tutti gli ingredienti con un tuorlo d’uovo e lui non era capace di romperli – l’ho fatto io, ovviamente, e il bilancio è stato di due uova spatasciate sul pavimento su sei – un po’ perchè c’erano altri piatti sul menù e non ce l’avrebbe fatta a prepararli tutti in tempo. Così, sono scesa dal piedistallo (leggi: divano + gatto + coperta) e mi sono trascinata in cucina, seguita dal micino del mio moroso che evidentemente progettava di darsi alla più sfrenata ingordigia, ma che è stato puntualmente cacciato fuori giusto un momento prima che si lanciasse sul pacchetto di prosciutto.
Il menù della serata si presentava, alle sette in punto, così composto:

  • circa 300 mini pizzette fatte da un paio di nostri amici, finite in un’ora in pratica.
  • Panettone gastronomico farcito dalla sottoscritta
  • Hamburger alla Gordon Ramsay
  • Insalata di pollo con pezzettini di galbanino e crostini
  • Cheesecake, fatta da una mia cara amica detta “la Signora delle Torte” per la sua maestria
  • Strudel di mele fatto da moi, che modestamente sono brava quanto una cuoca tirolese
  • Camille gentilmente cucinate dalla suocera.

Siamo due bravi padroni di casa, nevvero?

Bando alle ciance.  A voi interessano le foto dei regali (forse). Eccovi una sfilza di foto, così non vi tedio con parole superflue ed inutili.

Questi sono i miei regalucci makeupposi (strano), nell’ordine:

  1. Due creme, una per le mani e una per il corpo. La crema per le mani sa tantissimo di arance, sembra di avere un agrumeto spalmato sulle zampe.
  2. Set di Clinique anti macchie
  3. Rossetto Mac – o, come li chiama Arim, il rossetto-supposta – nella tonalità Russian Red (AMO).
  4. Rossetto Rouge Coco Chanel nella tonalità 111 Legende
  5. Kiko Ultra Glossy Stylo n°808
  6. Kiko Water Eyeshadow n°208

Poooi. Siccome non ero stata abbastanza fortunata, il giorno prima del mio compleanno ho vinto persino un giveaway su facebook indetto dalla pagina ufficiale di Sleek! E’ il secondo giveaway che vinco, tra l’altro sempre tentando tanto per fare. Premio? Un bellissimo rossetto, che vedete nella foto sopra, nella tonalità Candy Cane, arrivato ieri e messo insieme agli altri regalucci!

Sinistra: swatch bagnato Destra: swatch asciutto

Infine, mercoledì scorso mi è pure arrivato un pacchettino di Violet – regalo di comple-Natale – contenente, oltre ad un dolcissimissimo biglietto, una palettina MUA secondo me moolto simile alla Storm della Sleek che bramo da secoli (ergo: grazie Violet, azzeccatissima!), uno smalto lilla MUA e due braccialetti. Grazie, Grazie, Grazie!! *__*

Infine, qualche foto a random della serata del mio compleanno!

 

Io e quella zoccola del gattino del mio moroso, che mi ha dormito placidamente addosso per un paio d’ore buone:

Infine, il mio trucco per la serata!! Si ringrazia Fidya che, nonostante sia lontanissima da me, mi ha insegnato a mettere l’eyeliner all’egiziana grazie a questo video ! Il rossetto che vedete è il Chanel Cambon ricevuto per Natale! (click)

Happy Birthday to me!

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Oggi, alle 6: 10 del mattino,

sono esattamente

24 anni

che infesto il mondo!

Happy Birthday to me!

 

Porca puttana, davvero sono vicina al quarto di secolo?!

Questa sera festeggerò con amici e moroso, come faccio ormai da secoli immemori. Ho chiesto ai suoceri di lasciarci libera la casa per una sera, in modo da poter fare una bella cena. Casa mia è piccina, ed in 10 nella mia cucina non ci saremmo stati. 
Naturalmente, da brava schiavista, ho ficcato il mio moroso ai fornelli: non potrò mica rovinarmi le unghie il giorno del mio compleanno?!

Regali di Natale (Post Foto-curioso)

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Buona sera Befanine Belle!
Altro post foto-curioso, questa volta concernente i regali di Natale e i primi acquisti fatti con i saldi. In teoria, avevo intenzione di risparmiare qualcosina – si prospetta un weekend a Lisbona o a Barcellona per San Faustino (patrono di Brescia, 15 febbraio) – ma ovviamente ho già disatteso il mio nobile proposito. Dopotutto, le regole sono fatte per essere infrante…

C’è una cosa che mi piace del Natale: i regali. Farne e riceverne, naturalmente. Risulterò un pochino materialista, me ne rendo conto, ma non sento il Natale come una vera festa: non sono credente né mi piace stare con i parenti in occasioni per così dire “obbligatorie”. Mi vengono proprio i nervi.
A Natale non ci scambiamo regali: a Brescia è tradizione farli a Santa Lucia (qui, se volete, un piccolo post dove racconto come viviamo la festa). Faccio dei doni soltanto al mio moroso e ai miei suoceri a Santo Stefano: quello è il nostro giorno, infatti si organizza sempre una cena o a casa nostra o a casa loro. E’ una tradizione che va avanti ormai da cinque anni, e ormai per me Santo Stefano è diventato il mio Natale.

Quest’anno sono stata particolarmente fortunata: ecco cosa ho ricevuto!

Regali di Natale Suoceri Moroso

Borsa Qui Gatta ci Cova                             

Braccialetto suocera

Rossetto Chanel Cambon

La borsetta e il braccialetto sono regali dei miei suoceri, il rossetto (amo!) del mio moroso.  Il braccialettino è stato fatto a mano da mia suocera, che si diletta in questi lavoretti: le riescono davvero bene! Ha una chiusura a calamita, rinforzata da un gancetto in caso non dovesse tenere. Mi piace da morire questo braccialetto, tra l’altro è perfettamente in tono con una collanina che mi ha confezionato lei: indosserò entrambi al mio compleanno. Oramai ci siamo, ragazzuole: il 12 gennaio faccio i 24! 😛
Il rossetto..Beh, c’è da dire qualcosa? E’ il mio oggetto dei desideri ormai da anni. Fa parte della linea Rouge Coco, ed è nella tonalità Cambon (qui un piccolo swatch). Si tratta di una via di mezzo tra un rosso e un rosa scuro, e basta sfiorare le labbra per colorarle. Insomma: lo adoro follemente.

Nel corso della settimana, tuttavia, sono arrivati altri piccoli doni. Un top coat di Rimmel che mantiene lo smalto lucido ed intatto fino a 10 giorni – regalo di mia suocera, che lo usa da mesi e ne é super contenta – e un Titty di peluche che canta Jingle Bells, regalo della nonna del mio moroso che ha 94 anni. E’ tanto carino, ma fa un casino infernale: infatti ci ho tolto le batterie.
Sto usando il rimmel ormai da una decina di giorni, e su di me devo dire che funziona. Non dura dieci giorni, ma cinque – sei giorni pieni li fa. Come sempre, vi farò una review più dettagliata completa di foto fra un mesetto.

Rimmel Pro Super Wear Top Coat

titty nonna

Infine..il 27 è arrivato un pacco dalla dolce Fidya! All’interno c’erano ben due confezioni del mio santissimo detergente Lovea : a conti fatti, dovrebbero durarmi circa tre mesi, e mi auguro che nel frattempo arrivino pure nei miei OVS. Yuhu! OVS di Brescia? Mi sentite? V-O-G-L-I-O-L-O-V-E-A! 

Regali di Fidya

Tra le sopresine – super, super graditissime! – c’erano un bellissimo paio di orecchini, stickers per unghie, e tantissimi campioncini che non vedo l’ora di provare: una crema corpo di Hino, una crema antirughe di Morcaresse, salviettine levasmalto alla soya di Priti NYC, e infine un balsamo compatto per il corpo di Bakel.
Grazie mille tesoro, anche del dolcissimo bigliettino! *-*
Bigliettino Fidya

Orecchini Fidya

E voi, ragazzuole, cosa avete ricevuto per Natale?
Prometto che a breve tornerò alle mie consuete visite dei blog, il tempo di sostenere il primo esame della sessione (8 gennaio).
Un bacio, tesore!

 

 

Mostre a Milano: chi ha voglia di unirsi?

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Care giovincelle,

Lo so, lo so. Ho promesso di scrivere e non l’ho fatto. In mia discolpa posso dire che avevo un sacco di cose in mente, da scrivere qui, ma che tra un pensiero e l’altro non ho avuto modo di rendere concrete sul blog. C’è da dire che odio scrivere post “forzati”, sono una di quelle che se non ha ispirazione non ce la fa proprio a produrre nulla. Infarcisco di errori di sintassi il post, scrivo due righe poi mi distraggo a fare altro e infine cancello tutto perchè non sono minimamente soddisfatta del mio lavoro. Così, ultimamente, ho lasciato il blog solo soletto.
Spesso dico su facebook che ammiro chi di voi riesce a scrivere post programmati, perchè io completamente disorganizzata in questi giorni. Nonostante l’università sia iniziata da ben un mese, non sono ancora stata capace di stilare una tabella di marcia da seguire per non diradare così tanto i post. Mi piace scrivere, lo sapete, perchè mi aiuta a sfogare lo stress: spesso, però, sono talmente stanca mentalmente che non ce la faccio ad elaborare dei buoni testi.
Credo, tuttavia, che inizierò ad usare il mio adorato IStudiez pro che ho scaricato sull’ipad – si tratta di una specie di calendario pensato per gli studenti dove si possono organizzare i corsi accademici, inserire professori, e visualizzare sul calendario chi riceve quel giorno, cose così, insomma – anche per il blog. Pensavo di seguire, più o meno, il seguente schema: dedicare un paio di giorni alla settimana alla scrittura di post, e i restanti ai commenti sui vostri blog. Mi fa un po’ ridere parlare di “giorni”: tra l’università, le ripetizioni, gli incontri con i docenti ecc spesso riesco a ritagliarmi giusto la sera, se non devo andare in piscina. Cercherò di fare di più, promesso.

Qualche giorno fa, la mia anima gemella letteraria – che prende il nome di “migliore amico” o “Alex” – mi ha linkato tre mostre ai miei occhi super interessanti da andare a visitare.
La prima, intitolata Body Worlds, è quella del discusso artista Gunther Von Hagens, che mette in mostra veri corpi umani plastinati a mo’ di statue. Sono anni che desidero vedere questa mostra, da quando vidi un servizio a Mistero (prima o poi vi parlerò di questa mia perversa passione per quel programma). Quest’estate, in Slovenia, vidi i cartelloni pubblicitari e mi sarebbe piaciuto un sacco andarci, ma purtroppo non c’era il tempo. Il costo è di 15 euro, per gli studenti ridotto a 14 (diamine, si sprecano!), e si potrà visitare alla Fabbrica del Vapore. Ecco un’immagine tratta da un’esposizione:

La seconda mostra riguarda la figura del vampiro, in particolare di Dracula. Intitolata “Dracula e il mito dei vampiri“, essa mostra l’influenza avuta da questo personaggio storico – ricordo che la leggenda è fiorita attorno al personaggio di Vlad Tepes, detto l’impalatore – sia nella letteratura che nel mondo degli audio-visivi. Il costo è di 8 euro, ridotto a 6,50, ed è visibile alla Triennale.

Ultima mostra, che in realtà ho proposto io ad Alex e non viceversa (ecco, ve l’ho detto, sono stanca e mi contraddico da sola! :P), è una piccola esposizione riguardante le edizioni Salani.  Per i non appassionati, le edizioni Salani hanno pubblicato le più famose edizioni di libri per bambini e ragazzi, partendo da favole famose come Pinocchio, Cenerentola, Biancaneve e romanzi come Cuore o Incompreso, fino ad arrivare al più celebre Harry Potter. La mostra si trova al Castello Sforzesco, è intitolata “Da Pinocchio a Harry Potter” e si trova al Castello Sforzesco. L’ingresso è totalmente gratuito.

Come avrete forse già compreso, faccio questo post per chiedere se qualcuna di voi – oltre a Manu – desidera unirsi alla comitiva.
Naturalmente, chi non desidera vedere una o più di queste mostre, può raggiungerci direttamente al loco dell’altra mostra, o unirsi per pranzo..insomma, l’incontro è libero da vincoli!=)
Premetto che verrò accompagnata dai miei amici, ma non sentitevi in imbarazzo perchè sono molto simpatici e alla mano (anzi, ignorate certe battutacce che facciamo fra di noi, meglioXD), e verremo nei weekend, sicuramente dopo il 23 di novembre perchè la mostra su Dracula verrà aperta in quel periodo.
Un’ultima cosa, per farvi sorridere. Quando ho detto al mio moroso che avrei chiesto pure a voi di unirvi alla comitiva, si è lasciato andare in un lamento da cane bastonato e ha frignato “Oh noooooo! Ancora shopping!”. L’ho rassicurato che questa volta non sono previsti giri di negozi. Poverino, l’altra volta l’ho traumatizzato!

Bacio grande!

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