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Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

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Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

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Come Drama ha immarronito la mia vita (a tribute to Drama)

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Se qualcuno, più o meno un paio d’anni fa, mi avesse detto che avrei iniziato ad amare – e ad utilizzare – il color marrone nei miei trucchi la reazione sarebbe stata più o meno questa:

Marroni??? – avrei esordito poi – ma sei matto? Il marrone non è un colore…Sì, lo so che scientificamente parlando non è esatto..Sì..lo so che solo il bianco e il nero non sono colori..sì..Senti, ma i cazzi tuoi mai?

E poi no, il marrone noo. Il colore della cacca.  Da quella dei neonati – a proposito, mia mamma impazzisce coi bebè. Roba del tipo: “Maa amorreeee hai fatto la pupù???” mentre, magari, la sottoscritta si sta sbafando una fetta di pane con la nutella cercando di impedire al cervello di fare il collegamento – a quella delle mucche (in bresciano “boassa“) che se per sbaglio la pesti finisci risucchiata come con le sabbie mobili.

Un colore da “vecchie”, per intenderci. Da che noia che barba che noia.

Ed infine no: il marrone no perchè non si vede. Hey, non vi scandalizzate: pure io facevo parte del club delle “Se mi devo truccare deve vedersi tutto quanto altrimenti non c’è scopo“. Ok, liberissime di abbandonare il mio blog, ve lo concedo.

Poi…è arrivata Drama.

Come sono brava io con le gif! 😛

Chi è Drama? Drama è Nostra Signora dei Marroni. Ti serve una qualsiasi tonalità del suddetto colore delle più svariate marche? Allora il suo blog fa per te.
Vuoi cimentarti coi marroni dopo anni di colori? Vai da Drama.
Sei un’amante dei marroni, ma ti manca una certa tonalità? Vai da Drama.
C’hai degli spiccioli che ti stressano le tasche e vuoi investirli in un ombretto evergreen? Vai da Drama.
Drama è il Papa dei marroni.
Drama, come Mosè, ti guida fuori dal deserto tamarro multicolor verso la Terra Promessa della Sobrietà.

E così è stato pure per me. Sono rimasta immediatamente impressionata dal blog di Drama: al di là dell’ottima qualità di blogging (sì, lo so, sembra stia parlando di prosciutti), ciò che mi ha colpita di più è stata il quasi assoluto protagonismo di tutte le nuances del marrone. Per me, che venivo dal mondo degli arcobaleni, quasi una folgorazione.

All’inizio leggevo i suoi post con un interesse dettato solamente da simpatia per quella – all’epoca – misteriosa ragazza che si entusiasmava così tanto per colori che ritenevo la banalità nella sua forma più pura. E poi si prendeva – e si prende tutt’ora – in giro per questa sua passione, ed era una cosa che mi suscitava un’immensa ammirazione: amo chi si sa giocare con le proprie debolezze, ammettendole con naturalezza.

Ancora non sapevo, però, che il tarlo Drama stava già rosicchiando l’area del mio cervello adibita ai colori. Leggi oggi, leggi domani, improvvisamente guardo un ombretto marrone e puff! magicamente mi sembra fantastico. Sensazione seguita, subito dopo, dal pensiero “DEVO AVERLO.”
Ed è stato l’inizio della fine.

L’altra sera, spulciando nella mia cassettiera porta-trucchi, la rivelazione: il Drama-colore è decisamente entrato nella mia routine quotidiana, vincendo ogni resistenza colorifera che albergava nel mio cervellino. Per un grande, grandissimo pregio: nei trucchi eseguiti col marrone si notano mooooolto meno gli erroracci. Insomma, posso passare per una che si trucca bene io pure. (vi prego: lasciatemi vivere nella mia convinzione pls)

Attualmente, la mia Drama-Situazione è la seguente.

Non male per una che è partita dall’odio per questo colore, non è vero?

Mi sono accorta che il tarlo aveva iniziato a farsi strada quando, ormai un anno e mezzo fa, me ne stavo da Bottega Verde e rimasi colpita da questa semplice palettina trio: l’Intense Shadow in Nuances Naturali.

Ormai super sporca e super utilizzata, questa è stata la mia prima palette sui toni del marrone. L’ho usata fino alla nausea prima di comprare la Naked e, ogni tanto, la ripesco. Spesso me la porto appresso in università, nella speranza che mi venga la voglia di ritoccarmi il trucco.

E poi esattamente un anno fa, a furia di leggere i post di Drama che ne tesseva le lodi, è arrivata la Naked.  Mai e poi mai, credo, avrei pensato di spendere così tanti soldi per un prodotto di makeup. Eppure, ragazze mie, non me ne sono affatto pentita. Me ne sono innamorata non appena l’ho vista dal vivo, nella sua elegante confezione vellutata. Ogni giorno è un piacere truccarsi con questa palette: utilizzo praticamente tutti i colori – escluso Creep – ma i miei prediletti sono Sin, Sidecar e Toasted.

Sotto la Naked, potete vedere i miei adoratissimi ombretti stick di kiko: qui la mia review, qui quella di Drama.

Da sinistra, altro contagio di Drama: l’ombretto color tortora di Bottega Verde (qui la sua review). Fino a qualche mese fa, sapevo io dell’esistenza del color tortora? Naturalmente no. A dire il vero, se non lo vedo scritto sul retro della confezione, è un colore che non so proprio distinguere.
Per uno smoky, con il tortora utilizzo praticamente sempre l’ombretto mono effetto metallico 35 Party All Night di Essence. Drametta, lo so che ce l’hai!!!! Me l’avevi detto su facebook! ç___ç
Dovrebbe essere, comunque, un altro contagio di Drama. Più probabilmente, sarò andata alla ricerca di ombretti essence recensiti da Drama (link) e l’avrò confuso con qualche altra tonalità.

L’ombretto centrale è il Cashmere che mi ha spedito Pat. (link)

Fm Make Up Duo Eyeshadow in Volcanic Brown (Link)
Astra Soul Color in 09

Due colori che sono (quasi) praticamente identici:  l’ombretto Oro Bronzo della scorsa collezione natalizia di Bottega Verde e il mineral eyeshadow di Elf nella tonalità Natural. Usati con l’ombretto Astra che vi ho citato poco fa sono semplicemente fantastici.

Ombretto in polvere di Bottega Verde, nella tonalità Rame: scomodissimo da usare, soprattutto perchè di tanto in tanto si stacca il fondo del barattolino. Solitamente quando sono di fretta.
I pigmenti essence 02 Smell the Caramel e 03 Box of Chocolate (link)
Matita automatica di Fm Group in Deep Maroon (link)

Catrice Absolute Nude Palette
Palette Kiko 01 Sumptuous Mocha
A proposito della palette di Catrice, udite udire: è un perfetto – o quasi – dupe della Naked 1!! Per chi vuole sperimentare i colori della Naked senza spendere un cifrone può benissimo acquistare questa! Certo, i colori non sono vividi come quelli della Naked, ma direi che per 5 euro è una palette davvero abbordabile e adatta ad ogni occasione. Drama, sto cercando di invogliare pure te, sappilo!!

Contagi extra-marroni di Drama

Kiko Bloom Blush in 02 Pink Flamingo (link della review di Drama): comprato praticamente all’ultimissimo secondo. Pagato 4 euro perchè era un rimasuglio di collezione, ultimo blush rimasto in magazzino. Se non è culo questo…

Matitone Hot Lips di Madina, nella tonalità Coral (link della review di Drama): acquistato quel bellissimo giorno in cui ci siamo conosciute dal vivo! *-*

L’Oréal Rouge Caresse in 301 Dating Coral (link della review di Drama): mio primo rossetto corallo “serio”, diventato oggi inseparabile compagno d’università.

Drametta mia, sappilo, io ti voglio un gran bene ma ti prego: smettila di attentare al mio poverissimo portafoglio. Già prima, mentre ero alla disperata ricerca della review dell’ombrettino essence, ho visto fin troppe cose che non avevo visto /avevo dimenticato che ora voglio assolutamente.

E voi, care lettrici: vi siete mai fatte “contagiare” da qualcuno?

Un bacio,
Tizy

 

Come finisce la gente sul mio blog

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Non ricordo bene chi mi disse che, spulciando nella dashboard del blog su WordPress, era possibile scoprire attraverso quali termini di ricerca la gente finisse sul mio blog. Mi pare fosse un’amica che pubblicò lo stamp su Facebook, e mi feci un sacco di risate. Stasera, mi è venuto in mente di farvi fare due risate, visto che non ho l’ispirazione per post più intelligenti. Buon divertimento!

(Cliccate per ingrandire, se non riuscite a leggere)

Pensieri, informazioni e ringraziamenti a random

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Ieri ho fatto la mia prima ora di Acqua Gym. Tempo fa avevo dichiarato di voler muovere il culo in palestra, ma non avrei mai pensato che la cosa si sarebbe avverata. E il sogno diventa realtaaaaaaaaaaaà! Sogno una beata ceppa: l’unica cosa che desidero con tutto il mio cuoricino sanguinante è che la moda allarghi ‘ste cazzo di taglie, che sono stufa di sentirmi un pallone aerostatico nonostante sia larga quanto la Bellucci (sì, brutta culona. Piantala di dire che hai la 44, che forse ce l’hai quando ti ritoccano per bene sulle riviste patinate. E ricordati che se non fosse per le tue tettone non reciteresti. Punto.).
Comunque, uno dei motivi principali che mi hanno spinto a scegliere Acqua Gym è il non dovermi rapportare con le ragazzine, ossessionate dall’essere grasse ma sode come mele, visto che là dentro sono tutte tardone. Rompicoglioni, ma tardone. Quelle belle signorone over 50 che vanno in palestra truccatissime cercando di far colpo sul bagnino, presente?
Acqua Gym ha un pregio per me insostituibile: non ci si accorge di far ginnastica. Si sta lì, si zompetta nell’acqua a suon di musica e l’ora passa che è una meraviglia. L’unico inconveniente? Il costume intero che mi slancia la figura ma mi fa le tutte piccole.

Odio l’organizzazione della mia università. Uno si aspetterebbe che un ateneo prestigioso come la Cattolica sia organizzato, ma è pura utopia. Per facilitare il momento dell’iscrizione hanno introdotto quella bella invenzione lesiva anche per i nervi più saldi che prende il nome di Area Matricole, gestita da un branco di babbuini sotto tranquillanti, come se un bracconiere avesse sparato loro nel culo una freccia col sonnifero. Senza contare, ovviamente, quando in coda ti ritrovi davanti dei disgraziati che non sanno trovarsi il culo con le mani, figuriamoci compilare il modulo dei redditi: i tempi di attesa sono più o meno i medesimi di una traversata a nuoto dell’Atlantico. Quando finalmente giunge il tuo turno, sei già pronta a fare un attacco kamikaze nell’università, e ti limiti nelle imprecazioni – dopotutto sei in un ateneo cattolico – sillabandole nella tua mente, con la segreta speranza che le maledizioni possano in qualche modo colpire il malcapitato. Morale della favola: sono dovuta scendere 5 volte per riuscire ad immatricolarmi, perchè ogni volta mancava un documento. Ovviamente non è che specifichino a chiare lettere che cosa serva nell’iscrizione, sia mai. Dopotutto ci sono i misteri della fede, no?

Oggi sono scesa, pensando per l’ultima volta, visto che la volta precedente ero riuscita ad immatricolarmi e mancavano solamente – a sentire loro – solo le fotocopie del 730 dei miei. Al momento di consegnare la robaccia, mi guardano e mi dicono “Ma tu hai consegnato le foto per il libretto? Perchè qui non risultano“. Ma come!!!!!! vedete forse nella busta dei redditi il cartoncino per le foto? NO. Evidentemente o me lo sono infilato nel deretano o ce l’avete voi. “Ok, signorina. Cercheremo di farle saltare fuori altrimenti ci porti delle foto uguali a quelle che ha consegnato.”. Bastardi. Le uniche copie che avevo le ho date a loro, adesso che faccio? Ritorno indietro nel tempo??? Il bello è che ho frequentato la triennale nello stesso ateneo, figuriamoci se dovevo iscrivermi da zero.

Mi domando perchè nell’area matricole non mettano Sergio o la tizia che sta all’ufficio informazioni: sanno sempre tutto e non ti fanno perdere tempo.

Bando alle ciance. Non so se vi è giunta la notizia, ma da Sephora usciranno settimana prossima due nuove palette Sleek: l’ultra matte Bright e l’ultra matte Darks.

Fino a qualche ora fa ero convintissima a comprarmi soltanto quella coi colori scuri, visto che ho già la snapshots ultra colorata. Ma poi mi sono detta: beh, qualcuno potrebbe farmi un inaspettato regalino, no? Al solito, ogni riferimento è puramente casuale. XD

Altra novità: su Twitter è nato il tag #ibbloggers (italian beauty bloggers). Cos’è, direte voi. In sostanza, se volete cinguettare di frivolezze makeuppose con altre beauty blogger, basta semplicemente aggiungere l’hashtag #ibbloggers al vostro tweet e subito entrerete in contatto con tutte noi. Non sembro una pubblicità del CEPU?

Ultima, ma non di importanza: un ringraziamento specialissimo ad Arim che è riuscita a trovarmi oggi pomeriggio i famigerati ombretti Astra! Finalmente non mi sentirò più una perenne esclusa. Grazie tante, tesoro!

Preparazione bagagli: parte 1.

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Oggi sono arrivati i libri ordinati su IBS: siamo esattamente a quota 20, da suddividere in più o meno tre settimane di vacanze. Direi che non rimarrò  a secco di letture! La prossima missione – ai confini della realtà – sarà incastrarli tutti in un unico zaino, nello specifico nell’Eastpak nero che usavo alle superiori. Avevo anche un Invicta, che era sicuramente molto più spazioso, ma chissà dove l’ho ficcato. In teoria dovrebbero starci: due anni fa ho preparato l’esame sulla Divina Commedia, in Croazia, e avevo dietro tre volumi della divina commedia in quattro versioni diverse oltre a quella ufficiale consigliata dal prof, più due libroni di commento. Se non è esploso quell’anno, in teoria quest’anno dovrebbe reggere. In teoria. 

Ho deciso che quest’anno farò la brava bambina e cercherò di portarmi in vacanza il meno possibile, se non altro per evitare che a mio suocero venga un infarto. Solitamente, quando viaggio, mi porto dietro mezza casa. Penso sempre: “questo mi potrebbe servire..Però anche questo. E questo. E quest’altro ancora.”, e così finisce che mi ritrovo con mille cose che poi non uso. 

Partiamo dalla borsa, croce e delizia di ogni donna. L’anno scorso ne avevo 5-6, senza contare quelle che poi ho comprato in Croazia (terra dei fake assolutamente strepitosi). Stavolta ho deciso: ne userò solo una, non troppo grande ma perlomeno capiente. Che ci stiano, insomma, oltre al portafoglio, almeno un libro, un quaderno, un astuccio e la mini trousse. I miei amici mi hanno eliminato il problema della scelta, regalandomene una per la laurea. Ovviamente con  l’effigie di Brontolo, mio alter ego.     

Da quando sono stata a Berlino, circa due anni fa, ho preso l’abitudine di trascrivere durante ogni viaggio/gita, a fine giornata, tutto ciò che ho visitato o mi ha colpita particolarmente. La mamma di una mia amica, sempre in occasione della laurea, mi ha regalato un’agendina davvero sfiziosa con una penna carinissima, che userò per questo scopo durante il soggiorno in Baviera. 

Com’è che cantavano in south park? Sono un maialino, questo è il mio musetto, oink oink oink!
Io ho un debole per la cancelleria. Mi piace un sacco: matite, penne, gomme, agende e quaderni, ne ho un sacco a casa. Sono irrimediabilmente attratta dagli articoli da cancelleria, passerei ore ed ore nei cartolai o davanti allo stand a Ricordi. Mi ricordo che, quando andavo a scuola, una settimana prima dell’inizio andavo rigorosamente a fare shopping di matite, penne e tratto-pen della stabilo per farcire adeguatamente il mio astuccio. Mi piace un sacco avere gli appunti colorati e in perfetto ordine, è un piacere che quasi rasenta il maniacale. 
L’agendina che vedete nella foto è della paperblanks, una marca che adoro. Queste agende solleticano la mia vena storica, mi pare di scrivere su manoscritti. Tempo fa ne avevo comprata un’altra, con i gatti, blu, bellissima. Peccato che non facciano dei veri e propri diari: sostituirei volentieri la banalissima moleskine nera con una di queste. 

Domani scenderò in città, e probabilmente comprerò altri articoli da cancelleria. Magari qualche evidenziatore colorato della stabilo, giusto per non essere monotona nella scrittura.

Oggi è una giornata no per quel che concerne l’accettazione di me. Odio la mia pelle, mi fa schifissimo. Sono stanca di questi brufolotti, non capisco più a cosa siano dovuti. Durante la settimana di porcherie non ne mangio, magari sgarro ogni tanto nei weekend, ma non sempre. Non sono allergica a nulla, perchè sto usando prodotti che usavo anche prima di averceli. Che sia stress o fattore ormonale, sono stufa, stufa stufa. La pillola non la posso prendere per problemi miei, quindi mi resta la strada della crema a base cortisonica, che non è che faccia proprio benissimo, ma a me interessa togliere il grosso. Dovrei piantala con il fondotinta per un po’, per far maggiormente respirare la pelle, è vero. Ma non mi va. Non voglio sentirmi dire ogni volta “Ahahahaha, piantala di mangiare porcherie, guarda che faccia che hai!”, da parenti vari che alla fine nulla sanno della mia quotidianità. Mi fanno sentire a disagio, dannazione, soprattutto perchè non ho mai avuto di questi problemi nemmeno da adolescente. Odio la mia faccia, in questo periodo.

Ho deciso che anche per la  vacanza mi comprerò il minimo indispensabile per ripulirmi il muso, e basta. Domani da Lush mi compro il sapone Fresh Farmacy a base di argilla, l’avevo usato una volta e mi aveva aiutata un po’. Poi mi comprerò anche il tonico Acqua di Luna, sempre della Lush. A parte lo struccante, non voglio portarmi in vacanza nient’altro. C’è l’acqua del mare e la salsedine, chi lo sa che non facciano qualcosa. 
Al posto di abolire del tutto il fondotinta, volevo provare i pigmenti concentrati della Lush. Ho letto che non coprono molto, ma almeno uniformano leggermente l’incarnato e non ostruiscono i pori della pelle come i normali fondotinta. Di più non posso fare: i minerali non li so assolutamente stendere, ed è il migliore compromesso che abbia trovato..Anche perchè, rispetto alla solita roba lush, non costano poi molto: 13 euro e qualcosa per una confezione da 50 ml. Più che altro mi serve avere il viso un po’ decente nel periodo che trascorrerò in Germania: vorrei fare delle belle foto, e non stare con l’ansia di venire male nelle foto per via dei brufoli. Sono paranoica, vero? Comunque non è che voglio eliminarli del tutto, sarebbe pura utopia. Mi basta togliere i più grossi sul mento..A settembre prenoterò dal dermatologo.
Intanto domani passo in farmacia e vedo se mi danno una crema cortisonica che mi aiuti ad alleviare un po’ lo schifo che ho sul muso. 

 

 

 

Passione Sailor Moon

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Vi avevo già parlato, qualche tempo fa, della mia rinnovata passione per Sailor Moon (http://daygum89.splinder.com/tag/sailor+moon).
A gennaio ho deciso di collezionare la nuova edizione del manga (16 uscite mensili a 4.90 l'una in edicola e a 5.90 in fumetteria), comprarmi qualche gadget e rispolverare i miei vecchi oggetti di Sailor Moon. Non credo che diventerò mai un'otaku: troppo costoso e faticoso. Eccovi qui qualche immagine della mia personale collezione, ancora da arricchire.

Ecco i primi tre volumi del manga:

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I tre blister di adesivi (2.50 euro l'uno). Sto resistendo alla tentazione di aprirli e appiccicarli da qualche parte…

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I tre peluche: Luna, Sailor Venus, Sailor Moon & Milord (sono appollaiati su una luna).

Collage di Picnik
Il mini-personaggio di Serenity: ne avevo altri e il Castello in cui andavano inseriti, ma li ho persi..

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Un vecchissimo giornaletto di Sailor Moon: risale al 1998. Non si nota che l'ho letto e riletto, vero?

15012011384Ed infine ( lo so, vi ho annoiato): giornaletti vari scovati in fumetteria e a Fumettopoli.

 

 

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Io adoro questi giochetti: solleticano il mio smisuratissimo ego, e soddisfano la mia curiosità quando leggo quelli degli altri. Quest'idea l'ho avuta da riccio84. Consegna: Scrivi 24 affermazioni che ti riguardano. Ecco le mie:

1. Una volta tolte le scarpe, non le poso mai secondo l'ordine sinistra-destra, ma inverto le due calzature. Tant'è che a volte i miei genitori mi chiedono: "Le indossavi al contrario, per caso?"
2. Quando sottolineo i libri, utilizzo sempre gli stessi quattro colori nel seguente ordine: rosa, verde, arancio, giallo. Non chiedetemi perché.
3. Colleziono bustine dello zucchero.
4. Possiedo 50 smalti.
5. In cameretta ho una mensola piena di gadgets di Hello Kitty: lo definisco il "il mio altare".
6. Da piccolina ascoltavo i Tazenda, una band sarda. E avevo imparato il sardo.
7. Possiedo l'unica pelliccia in pelo di coniglio mai prodotta per la Barbie: risale al 1970, e la conservo come una reliquia.
8. Detesto i "pelucchi" bianchi dei mandarini: non ne mangio mai una fettina se prima non è ben ripulita.
9. Sempre a proposito dei mandarini: me li faccio sbucciare da mio papà o dal mio fidanzato.
10. So piegare all'indietro la schiena fin quasi a formare un angolo retto con il bacino.
11. Ho il terrore delle visite oculistiche: da bambina un oculista mi fece piangere.
12. Sono sonnambula. 
13. Amo l'estathé.
14. Non so pronunciare la GL. 
15.Una volta ho dormito 15 ore filate.
16. Mi sono rotta una caviglia correndo a rispondere al cellulare quando avevo 16 anni. 
17. Adoro rosicchiare penne e matite.
18. Quando sono sovrappensiero, tendo ad assumere un'espressione che il mio fidanzato definisce "da castora": ovvero, faccio scivolare il labbro inferiore sotto gli incisivi, che sporgono come quelli dei castori.
19. Mi è ritornata la passione per Sailor Moon.
20. Da piccola volevo farmi suora: pensavo che il termine suora fosse un sinonimo di mantenuta.
21. Adoro fare e farmi fare le fotografie, anche se poi non sono mai soddisfatta del risultato al primo tentativo.
22. Fatico a distinguere la destra dalla sinistra.
23. D'inverno dormo con: lenzuola felpate, quattro coperte, trapunta e trapuntina. E pigiamone antistupro.
24. Adoro le All-Star (ne ho 14 paia), ma detesto le Superga.

Quasi quasi mi faccio uno shampoo…

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Esser donna vuol dire avere mille manie, mille passioni, e soprattutto avere mille cose da comprare. Comprare almeno due o tre libri al mese a parte, una delle cose che adoro di più è entrare in negozi tipo Kiko o Tigotà ( vende articoli per l'igiene personale a un costo minore rispetto ai supermarket o alle profumerie). Osservano la mia mensola personale del bagno, si può dire innanzitutto che ho provato tutte le dannate marche di prodotti per capelli presenti sul mercato. Non so voi, ma quando alla sottoscritta, quando vede una pubblicità di un nuovo shampoo, viene subito la fregola di andarselo a comprare. Non c'è niente da fare. E' più forte di me. Voglio sentire la nuova fragranza, voglio vedere il colore, voglio sapere che effetto fa ai miei capelli. Lo so, ho le mani bucate. Attualmente il mio reparto shampistico comprende: tre shampoo della nivea con altrettante azioni diverse, due della Sunsilk, due balsami Nivea, uno Pantene e tre Sunsilk. Senza contare i vari volumizzanti, arriccianti, liscianti e quant'altro. Potrei aprirci un negozio. Ah, dimenticavo, pure uno shampoo Redken che ho comprato dalla parrucchiera, che uso con il contagocce, visto che me lo fa pagare 25 euro.  Ho sempre avuto questa passione per i prodotti per i capelli, sarà che sono una trasformista..Ho 21 anni e avrò cambiato almeno una decina di tinte: dal rosso fuoco al prugna, dal nero/blu al nero notte, bionda, castana, con le ciocche blu…Adesso mi sono data una regolata. O meglio. Ho cambiato parrucchiera, e questa è per i colori che sembrano naturali. Ah, adorata Roberta. Se non ci fossi tu..Minimo avrei i capelli azzurri. Oppure sarei pelata, a furia di tinte. 


E veniamo alla nota dolente: KIKO. Quel negozio sarà la mia rovina. Premetto che io amo i colori, e più sgargianti sono meglio è. Il mio amico Alex dice che sono una sottospecie di arcobaleno ambulante. Vero. Ecco, tanto per cominciare avrò almeno una quindicina di smalti di questa marca: blu, azzurro, verde, rosa shocking, fucsia, viola, brillantinati…E li uso da soli oppure in coppia. Anzi, una volta mi sono messa dieci colori diversi perchè non sapevo che scegliere. Ombretti non ne parliamo: anche qui farei notte ad elencarveli tutti. Una cosa su cui sono estremamente classica è il contorno occhi: matita e mascara rigorosamente neri. Ah, dimenticavo il fondotinta. Da Kiko sono riuscita a trovarne uno della tonalità della mia pelle, che è estremamente chiara. Ciò che non sopporto di quel negozio? Le commesse. Sono truccate peggio del clown di McDonald's e pretendono di consigliarti il trucco migliore. Hanno il catrame in faccia, e nel contempo affermano che il loro fondotinta è molto naturale. Bah. Io non mi farei mai truccare da loro. Magari se volessi entrare nel circo di Moira Orfei potrei farci un pensierino…..

PS
A proposito di prodotti Nivea, guardate un po' cos'ho scovato in Germania durante le mie vacanze a Berlino:
http://www.nivea.de/de/haus
O
vviamente, con prodotti mai arrivati qui in Italia. Che invidia!

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