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The Sailor Crystal #3: Sailor Jupiter

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Buongiorno ragazze!
Oggi la rubrica The Sailor Crystal – sempre, naturalmente, in collaborazione con la dolce Foffy – si arricchisce con un nuovo personaggio: Sailor Jupiter. Prima di analizzare a fondo questa guerriera, però, rinfreschiamoci un po’ la memoria e ricordiamoci di cosa tratta la rubrica:

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Guerriera del tuono e del coraggio, Sailor Jupiter deve i suoi poteri a Giove, quinto pianeta del Sistema Solare. In particolare nell’anime i suoi attacchi sono legati al fulmine, anche se nel manga compaiono attacchi legati al mondo vegetale come il Flower Hurricane. La prima tipologia di poteri è legata naturalmente al dio greco Zeus, tradizionalmente associato ai fulmini attraverso i quali punisce gli umani colpevoli di empietà.
Gli attacchi di Sailor Jupiter, infatti, sono decisamente violenti ed estremamente aggressivi.  

I suoi poteri si riflettono in parte nel carattere del suo alter ego terrestre, Makoto Kino o Morea che dir si voglia. Giunge alla scuola di Bunny con una reputazione da delinquente: nei corridoi si vocifera che sia stata espulsa dalla sua vecchia scuola a causa di una rissa. E tutti hanno paura di lei: è alta e minacciosa, e la sua diffidenza nei confronti del prossimo non la rende certo ulteriormente simpatica. 

Chi non ha certo paura di lei è Bunny – altrimenti detta l’incosciente – che le si avvicina attratta da uno strabiliante cestino della merenda pieno di leccornie. Scopriamo quindi immediatamente qual è l’hobby di Morea: la cucina
Nella quale, tra l’altro, riesce pure molto bene. Cosa che non possiamo certo dire di Bunny: ricordate quando porta in dono a Marzio dei biscottini bruciacchiati e potenzialmente radioattivi? 

Sebbene tanto minacciosa e maschiaccia all’apparenza, Makoto è nella vita di tutti giorni estremamente femminile e, purtroppo, anche un po’ fragile. Il coraggio emerge naturalmente in caso di combattimento e non si tira mai indietro se c’è da difendere le amiche ma – ed è un grosso ma – ha un bel punto debole: l’amore. 
Quando frequentava la vecchia scuola, infatti, usciva con un ragazzo di qualche anno più vecchio di lei – nel manga chiamato semplicemente sempai – che l’aveva illusa con sogni e promesse e lasciandola per un’altra. Così Morea si è costruita una corazza attraverso la quale tenta di difendersi dalle altre persone: piuttosto che soffrire ancora, preferisce farle scappare prima. 
Prevenire è meglio che curare, da un certo punto di vista, ma Makoto non può fare a meno di vedere negli occhi di ogni ragazzo che incontra quelli del suo antico amore. E ogni volta soffre indicibilmente. 
E’ la forza della disperazione, però, a fare di lei una guerriera così potente: in qualche modo, io credo che sfoghi la sua rabbia repressa e, perché no, anche la potenza di un amore non corrisposto  attraverso la forza prorompente del fulmine. 

Il trucco che ho realizzato per Sailor Jupiter è stato uno dei primi che ho progettato quando ho avviato la collaborazione con Foffy. Amo il verde e trovo che sia uno dei colori che  sta meglio,  ha sempre risaltato sul mio viso e da quando ho i capelli violacei ancora di più. Parliamoci chiaro: stavolta ho davvero sguazzato per bene nella mia comfort zone. 
Per i miei occhi volevo un colore deciso e intenso quanto il carattere di Morea, e non ho trovato nulla di più adatto del pigmento verde smeraldo di Kiko, il n° 13.  Ha un’intensità che ha pochi eguali tra i suoi simili, e dei riflessi argentei e dorati spettacolari. Sapete qual è la sua unica pecca? Il barattolo gigantesco. Non lo finirei mai, manco se dovessi truccarmi da incredibile Hulk.
Bando alle ciance: ho costruito il mio make up sul pigmento Kiko – a proposito: solo a me pare che viri al verde acqua in queste foto? -.- – utilizzando per l’occasione un acquisto recente: la Garden Of Eden di Sleek! In realtà tanto recente non è: la comprò per me la dolcissima Violet l’anno scorso, e ci siamo potute vedere solo di recente. E l’ha conservata per me per ben un anno intero ❤
La base per il pigmento è stata l’ombretto Evergreen, steso su tutta la palpebra mobile. Una volta steso il pigmento, nell’angolo esterno dell’occhio ho usato Tree Of Life, sfumato con Veleno e Twilight della Duochrome. Avete notato che sto utilizzando la Duochrome praticamente in ogni trucco? Il giorno in cui non avrà l’ombretto che desidero piangerò caldissime lacrime.
A definire il tutto, nella rima inferiore, c’è la matita Undercurrent di Mac: credo di non aver mai posseduto una matita così bella e che conferisse tanto carattere allo sguardo.
Sailor Jupiter, però, non è solo coraggio e aggressività. E’ anche dolcezza, romanticismo, delicatezza. Ed è per questo che, sulle labbra e sulle guance, non ho voluto caricare con colori scuri. Sulle labbra vi è Legende di Chanel, che nella realtà è più chiaro di quel che appare in foto ma abbiate pazienza: io e fotosciòp non siamo amici – mentre sulle guance vi è un blush di H&M, l’Autumn Flower, quello dalle tonalità rosate. E no, non vi sto ingannando: vi assicuro che c’è, ma la Leica ha reso il mio viso una maschera di porcellana. Levandomi anche l’incombenza di cancellarmi i brufoli, tra l’altro.

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel.
Palpebra mobile: Evergreen e Tree of Life  (Garden of Eden palette di Sleek), Kiko Pigment Loose  n°13 verde smeraldo, Veleno e Twilight (Duochrome palette di Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: Eve’s Kiss e Forbidden (Garden of Eden palette di Sleek)
Eyeliner: Eyeliner Pen di Essence
Mascara: Lash Princess di Essence
Rima interna: Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima esterna: Undercurrent di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower (versione rosa)

Labbra
Legende di Chanel

E ora… SPAM
Il mio moroso ha aperto una paginetta per le sue creazioni, AgoCentrico – Fantasie in Soutache.  Da qualche tempo crea gioielli con una tecnica particolare proveniente dall’Est Europa – il soutache, appunto – che consiste nell’elaborazione di  gioielli – ma anche cerchietti e chincaglierie simili – per mezzo della cucitura di perle, perline, cabochon e stoffe. Inutile dirvi, se vi va, di dare un’occhiata! 😀
Ecco una delle sue primissime creazioni, di cui io mi sono appropriata 😉

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento ai primi di dicembre, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Venus
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto! ❤
Al solito, vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy

Alla prossima! ❤

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FOTD/MOTD: primi approcci con la Duochrome di Neve Cosmetics

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Venerdì scorso è approdata su questi lidi la mitica palette Duochrome di Neve Cosmetics, con la somma gioia della sottoscritta e la somma tristezza del suo portafoglio. 

“ohmioddio, la Duochrome è una palette figherrima!”

Se mio padre ve lo dovesse chiedere, comunque, la palette non è mia: è un pacco arrivato per conto di una mia amica che, poverina, lavora tutto il giorno e non può ritirare gli ordini. Daddy, hai visto che figlia giudiziosa e altruista che hai?
(Seriamente, gente, come diavolo fate a imboscare gli ordini che fate quando in casa avete genitori rompiballe che vi accusano – a ragione – di avere le mani bucate?)

Bando alle ciance. 
Vi racconto un po’ di antefatti: quando uscì la prima Duochrome mica la volevo. Ero alle prime armi col makeup, mi sembrava una follia spendere una cifra simile per una palette, per di più con dei colori così folli. Non è che la mia abilità nell’acconciarmi sia drasticamente migliorata, ma la mia capacità nel truccarmi dell’epoca è esemplificata chiaramente dalla seguente immagine:

Poi ho iniziato a seguire pagine su pagine di makeup e soprattutto a osservare gente ben più abile di me tirare fuori dei trucchi da paiura da quella palette. Lo sapete, no? Si resiste a tutto tranne che alle tentazioni e io sono una personcina molto influenzabile. Facciamola breve: la frase “lavogliolavogliolavogliolavoglio” ha iniziato a martellarmi nella testa tipo martello pneumatico. Tàtàtàtàtàtàtà
E mi sono accodata al gruppo di fanatiche che spaccava le balle a Neve Cosmetics per riavere la Duochrome anche solo in edizione limitata.

Credo che santa Neve Cosmetics si sia rotta bellamente le scatole di leggere i soliti commenti sul ritorno ipotetico della Duochrome. La posso capire: collaboro con una fanpage di Bones e spesso prenderei a randellate certi fan. Si ripetono sempre le medesime cose, ma nessuno ascolta. O tutti sono troppo pigri per leggere. 
Comunque: alla fine della fiera ci ha accontentate. Prima spedendo cialdine come Pollicino lasciava le briciole di pane nel bosco per ritrovare la strada di casa (bravo, piccolo idiota), poi spedendo palette. Santa pace: quando ho visto la nuova confezione mi sono venuti gli occhi a cuore! Non sembra la palette di Sailor Moon?

Sta di fatto che è uscita martedì scorso, e venerdì era già a casetta mmmmmia. E sabato era già all’opera. Mai l’avrei detto, ma è una palette che ti fa venire voglia di truccarti, di sperimentare. Ha una resa e una scrivenza fantastiche, e fa sentire delle makeup artist anche delle inette come la sottoscritta. Inoltre è super versatile: a vederli così non sembrano colori da tutti i giorni, eppure si realizzano tranquillamente dei makeup relativamente sobri. 

Sabato sera ho realizzato un trucco sui toni del viola, cosa piuttosto rara perché non amo particolarmente questo colore. Avevo voglia di sfruttare una tinta labbra di Deborah regalatami dal moroso, la n°6, e ho pensato che si sarebbe abbinata benissimo a Mela Stregata. Ed ecco qui il mio primo trucco realizzato con la Duochrome, un makeup piuttosto semplice e non troppo sfumato, ma che comunque un po’ valorizza i riflessi delle diverse cialde. Non sono abile a sfumare e spesso sbaglio pure gli abbinamenti, ma stavolta credo di aver realizzato qualcosa di relativamente bilanciato. 
Non sto a spiegarvi la tecnica: mi sono già scordata i passaggi – hallo! Ich bin eine blogger da strapazzen – sappiate solo che ho condito tutto ‘sto viola con Polline e Pioggia Acida per illuminare lo sguardo. :3

Prodotti Utilizzati

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel, ombretto Baby Skin di Madina
Palette Duochrome di Neve Cosmetics: Pioggia Acida, Mela Stregata, Polline, Veleno, Twilight e Mezza Estate
Illuminante: ombretto 004 Magnetic Dream di Rimmel
Matita occhi Liquirizia di Neve Cosmetics
Mascara: Sumptuous Infinite di Estée Lauder

Viso
Fondotinta Light Rose di Jade Minerals
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline

Labbra
Matita Labbra n°11 di Deborah
Tinta Labbra n°6 di Deborah

See you soon! ❤

Quick post: un trucco per Fidya!

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La mia amica Fidya ha indetto un piccolo concorso – scade il 18 dicembre, perciò affrettatevi! –  che prevede la creazione di un trucco natalizio (QUI tutte le info). Ho accettato al volo di partecipare, non tanto per il premio in sé, quanto perchè mi piaceva l’idea di rendere omaggio a una delle primissime ragazze che hanno dato fiducia a questo blog.

Eccovi quindi un brevissimo post – abbiate pazienza, martedì prossimo ho un esame e poi sarò tutta per voi – per presentarvi il mio pasticcio natalizio.

Premessa

L’idea mi è venuta rovistando nel cassetto dei pigmenti. Ho pescato la mega jar del Pigment Loose di Kiko n° 13 Emerald e l’ho trovato adattissimo al Natale, perchè mi ha ricordato il colore degli abeti.
Nella foto sembra tendente all’azzurro: purtroppo il colore si è falsato a causa del flash, poichè nella realtà risulta più verdognolo.

Prodotti Utilizzati

Occhi (Al solito, vi ho contrassegnato gli ombretti utilizzati)
Long Lasting Stick Eyeshadow by Kiko n°28
Ombretto in crema Pupa Vamp n°301 Sky Blue
Pigment Loose by Kiko n°13 Emerald
Pigmento in polvere Jade Minerals n° 56 (Oro Azzurro)
Pigmento Eye Dust by Sleek Hypnotic
Palette Storm by Sleek
Palette Showstopper by Sleek: Bohemian, Storm
Vibrant Eye Pencil  by Kiko n°600
Mascara Gosh Cosmetics

Viso
Jade Minerals Foundation in Fair
Blush Essence 01 Knits For Chicks (Limited Edition Home Sweet Home)
Illuminante The Balm Mary-Lou Manizer

Labbra
Rossetto Sleek Candy Cane

Ah, c’è un cuore in più! ç_ç

Al solito, ho uniformato il colore dell’orbita oculare utilizzando l’ombretto in stick di Kiko, Ivory.
Su tutta la palpebra mobile, poi, ho steso l’ombretto in crema di Pupa, il 301 Sky Blue: trovo che il nome non sia molto adatto, a dire il vero! Secondo me, è molto più simile a un color jeans!

Infine, è stata la volta del pigment0 Kiko. Ammetto di non essere per nulla avvezza alla stesura di questa tipologia di prodotto: semino polveri ovunque, e non solo sulla mia faccia. Stavolta, per non fare troppi disastri, ho preferito usarne una piccoliiiiissima quantità e da asciutto. Col senno di poi sarei riuscita ad utilizzarlo pure da bagnato, ma non ho voluto rischare quella sera: sarei dovuta uscire nel giro di un’oretta e mezzo e non volevo ritrovarmi a dovermi ritruccare una seconda volta.

Una volta soddisfatta dall’applicazione del verde, sono passata all’angolo esterno dell’occhio. Ho bagnato un pennello da eyeliner di Essence, e l’ho intinto nel pigmento di sleek. Ho cercato quindi di creare delle “linguette” più o meno simili su entrambi gli occhi e ho riempito lo spazio che si era creato. Munita dei due blu della Showstopper e della Storm, ho sfumato il tutto, scurendo poi al centro del blu con un grigio matte della Storm.
Nell’angolo interno dell’occhio, infine, ho messo una puntina del pigmento n°56 di Jade Minerals per illuminare il tutto. Come se ce ne fosse stato bisogno: ero già un glitterozzo ambulante! 😉
Dulcis in fundo: ho steso sotto l’arcata sopraccigliare un velo leggerissimo di Bohemian, un corallo matt. Non soddisfatta, l’ho prontamente illuminato con l’illuminante di The Balm.

Con un filtro di Instagram sono riuscita a mostrare il verde come appariva nella realtà! =)

Bonus: io riccia (temporaneamente)! =)

Ci vediamo dopo il 17!
Un bacio!

PaciugoPedia #5

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Ve l’ho detto, no? Io arrivo sempre in ritardo con i post, piombo a cazzo nel bel mezzo delle iniziative così, come se niente fosse.

Per chi ancora non lo sapesse, la PaciugoPedia è un’iniziativa inventata dalla socia pipistrellosa (aka Svampi) che sta avendo tantissimo successo tra le beauty blogger: ogni settimana, sulla pagina FB di Svampi, viene proposto un particolare trucco che poi  viene reinterpretato/ricopiato/emulato dalla blogosfera. In teoria il giorno paciugoso per eccellenza è la domenica – a mezzodì, se si vuole essere pignoli – quando, all’unisono, vengono pubblicati i post delle blogger più puntuali.

In pratica…beh, è mercoledì, no? Eccomi qui con la mia interpretazione del make up di Nicola Kate S, che potete vedere sul suo blog e su MakeupBee.

Proprio identichiiiiissimo -.-

Premessa

Da qualche settimana mi frulla nella testa l’idea di farvi vedere qualche mio make up, anche se mi sento davvero molto pasticciona e assolutamente incapace a confronto di certe ragazze che seguo da tanto. D’altro canto,  mi stuzzica l’idea di crescere anche da questo punto di vista, e di documentare un poco alla volta i miglioramenti.  Non vi prometto nulla, ma voglio vincere questa mia ritrosia.

Torniamo a noi!

Questa puntata della PaciugoPedia è caduta proprio a fagiolo: l’ho vista lunedì mattina e ho subito pensato che sarebbe diventata realtà, perchè mi aspettava un pomeriggio di ripetizioni e fino a quel momento non avevo la benché minima idea di come acconciarmi. 
Era la seconda volta che la PaciugoPedia veniva in mio soccorso, e ho pensato fosse un monito inviatomi dal Regno dei Cieli Makeupposi per inaugurare i pastrocchi su questo blog.

Prodotti Utilizzati

Occhi (nelle foto successive vi ho contrassegnato con una stellina i prodotti utilizzati)
Palette Kiko 01 Sumptuosus Mocha

Palette Naked by Urban Decay:  Sidecar
Palette ShowStopper by Sleek:  Sunset
Long Lasting Stick Eyeshadow by Kiko n°28
Eye Pencil Vibrant by Kiko n°600
Mascara Gosh Cosmetics

Viso
Jade Minerals Foundation in Fair
Blush: non pervenuto, mi sono ricordata di non averlo messo mentre stavo facendo ripetizioni.

Labbra
Lipstick Rouge Coco by Chanel in Legende

Ho steso su tutta la palpebra mobile, sotto l’arcata sopraccigliare e nell’incavo delle occhiaie l’ombretto in stick n°28 di Kiko (il color panna, per intenderci): di quanto ami questo prodotto non vi so narrare. Lo uso praticamente per tutto: primer, ombretto e illuminante sono gli usi classici, io lo metto pure al posto del correttore perchè ha la medesima tonalità della mia pelle.

Ho steso poi, tra quelli “stellinati”, il marrone più scuro della palette Mocha. Una volta terminato mi sono detta: “Diamine, ma quanto è scuro?!” e mi sono data alle correzioni. Ci ho schiaffato sopra il marroncino metallizzato a sinistra, e non del tutto soddisfatta ci ho dato una spolveratina di Sidecar.
Lo volete in bloggherese? Ho sfumato i due marroni più scuri tra quelli contrassegnati con Sidecar della palette Naked 1.

Il trucco proposto da Nicola presenta una linea di luce al centro della palpebra, ed ecco che è sceso in campo il beigiolino chiaro della Mocha. 

Infine, ho sfumato con il pennello da sfumatura di Essence un po’ di Sunset, un borgogna luminosissimo presente nella palette ShowStopper di Sleek. Solo ora mi rendo conto di quanto sia luminosa la mia versione rispetto all’originale: temo che avrei dovuto optare per un borgogna opaco, per far meglio risaltare i colori metallizzati.

Voi che ne dite?

Bonus: Il mio faccione palliduccio!

Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

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Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

Incontro Blogger a Milano: una review (:P)

47 commenti

Ebbene sì: habemus fattus incontrum bloggerorum !!!
(Anni, anni e anni di latino buttati in un misero cesso di autogrill)

Questa volta – per me la terza – eravamo un nutrito gruppo di signorine, una reunion degna di questo nome!

Da sinistra a destra:
Gloria (Il Gomitolo di Lodi)
Manu (The Fashion Cat)
Martina, col vestito azzurro ( Pagina Fb: L’Ecofficina di Martina)
Clara (The Pauper Fashionist)
Selene (A Cosmetic Pie)
Mariel (Davvero niente di Serio)
Bea (Do you have the time to listen to me whine?)

All’appello, nella foto, manca la fantastica Elena (Vanity Nerd), che purtroppo ci aveva già abbandonate! 

Ve lo confesso: la notte prima del fatidico incontro non ho dormito. Lo so, paio un’insensibile ma per ‘ste cose mi agito come una folle: per diretta conseguenza, non ha dormito neppure il moroso visto che mi svegliavo ogni due ore per chiedergli che ore fossero e gli ho “regalato” pure un risveglio traumatico avendo io puntato 4 sveglie in camera sua per paura di perdere il treno. Deficiente? Sì, moltissimo.

La giornata è stata semplicemente fantastica, tutta all’insegna di shopping (ovvio) e risate: sabato, così come durante gli altri due incontri che ho fatto, ho compreso di essere sempre più grata a questo blog per avermi fatto conoscere delle ragazze fantastiche che mi hanno permesso di credere di nuovo nell’amicizia tra donne.
Io vi adoro ragazze – anche quelle che non ho mai avuto occasione di incontrare dal vivo – davvero. ❤
Trenitalia dovrebbe fare offerte vantaggiose a noi blogger per permetterci di incontrarci più agevolmente: io mi farei più che volentieri un giretto bloggettaro per l’Italia.

[Fine momento sdolcinato]

Parliamo di cose pratiche: Shopping.
Sono orgogliosa di me stessa perchè ho comprato poche cosine, benché pensassi di acquistare il mondo.  Lo ammetto: il destino mi ha aiutata parecchio. Tra le tappe prefissate c’era la bioprofumeria che, purtroppo, causa shopping compulsivo e treni in arrivo, non siamo riuscite a visitare. Bioprofumy (in confidenza), non mi scapperai ancora per molto!!!!

E poi…ho ricevuto due bellissimi doni!
La dolce Bea mi ha portato, direttamente da Londra,  la palette Sleek che bramavo da quando ho scoperto l’esistenza di questo brand: la Storm! Ragazze, quanta meraviglia! *-* Ufficialmente, sta già diventando la mia palette preferita, battendo nettamente la Naked.  Grazie tesoro, grazie! ❤

La tenerissima Mariel (sappilo, sei bellissima dal vivo! U.U), sapendo che da tempo volevo provare un fondo Neve Cosmetics, ha unito l’utile al dilettevole regalandomi un po’ del suo fondotinta: così lei avrà una scusa per comprare il suo tanto sospirato Bare Minerals. Grazie anche a te, davvero! (E ricambierò in qualche modo, puoi starne certa! <3)

Terzo regalo, una sorpresina graditissima. Martina è una ragazza che produce saponi artigianali e sabato ha omaggiato tutte quante noi di un paio di campioncini dei suoi prodotti facendoci scegliere persino la nostra profumazione preferita. Vi invito a visitare la sua pagina fb, che vi ho linkato poco sopra, e a spulciare il catalogo, troverete cosine davvero super interessanti!
Io ho scelto due saponi alla menta: è estate e c’è bisogno di freschezza! E, soprattutto, di prodotti che mi invoglino in qualche modo a continuare la mia skincare quotidiana, visto che con questo caldo sono pigrissima.

E infine i miei acquistini!
Santissimo Detergente: 3,99, finalmente lo stand era ben rifornito!!!
Fondotinta Minerale Madina, in offerta a 7,90 euro! (“minerale” tra virgolette e per abitudine, diciamo che è fondo in polvere.)
Ombretto Gaga Rose di Madina, sempre in offerta  3,50!

Ah, dimenticavo: in stazione ho beccato la Feltrinelli e ho fatto incetta della nuova serie Newton Compton a 99 cent!

Fotuzze arranddom!!!!!!

Le tre artefici del Blog Incontro!!! Clara, Selene, io!

Tentativo di autoscatto quasi riuscito!

Fotuzza riuscita!

Io & BEa! (Perchè io devo sempre uscire da schifdus?!)

Io & Clara (foto che esemplifica benissimo la nostra pazzia!)

Io & Mariel!

Ciao Bellissime, ciao!

A quando il prossimo incontro? *__*

Post Accozzaglia #1: tesi, ebook, On Writing, anniversario.

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Ho già deciso la tesi della specialistica – nonostante mi manchino più o meno due anni per terminare gli studi – e la cosa mi tranquillizza davvero molto.  Sarà una tesi storica riguardante il mio comune natio in epoca moderna. Per il momento l’argomento è appena abbozzato, dovrò ridurlo sicuramente a qualcosa di più specifico onde evitare di perdermi nelle ricerche e rischiare di scrivere qualcosa di impreciso.
La scelta dell’epoca moderna è stato, in parte, un fatto opportunistico:  non voglio abbandonare la mia relatrice della triennale, perchè è una delle professoresse più in gamba che io conosca. Non solo ha una una cultura sconfinata – per essere docente onoraria alla Sorbona di Parigi presumo ce ne voglia – ma è anche un modello di docente a cui molti dovrebbero ispirarsi. Molto materna, è sempre pronta a dare una mano ai suoi studenti, anche per fatti che non riguardano l’università. L’anno scorso, a maggio, venne a mancare mio nonno materno e lei si tenne in contatto con me per tutto il tempo per sapere come io stessi. Non l’ho mai vista una volta trattare male i suoi studenti, nemmeno sotto esame: se hai fatto una cazzata te lo fa capire, ma con molto garbo.  Qualsiasi idea per la tesi viene accolta con un sorriso sulle labbra, non come fanno certi doventi che ti guardano con un espressione da “mio figlio di 5 anni avrebbe idee migliori delle tue, stupida idiota!”, e poi viene ovviamente indirizzata sul giusto binario. Non è raro, inoltre, facendo lei mille convegni in giro per l’Europa, che nei suoi giri trovi qualche museo in cui è esposto qualcosa di interessante e spedisca email ai suoi studenti con le sue scoperte.  Quando feci la tesi su Elisabetta d’Austria e il mito che è scaturito dalla sua figura, ricordo che mi spedì dalla Svizzera la foto della locandina del Musical a lei dedicato e, al suo rientro, mi portò i depliant illustrativi: dalla sua idea di inserire persino il musical, nella tesi, ne uscì un bel capitoletto apprezzato dalla commissione.  Sì, insomma, l’avete capito: adoro quella professoressa!
Non vedo davvero l’ora di iniziare questa tesi, perchè finalmente farò qualcosa da “storica”. La tesi della triennale, alla fine, non è stato un vero e proprio lavoro di ricerca, ma un sunto di diversi libri e analisi di film, poesie e mostre varie. La tesi specialistica sarà invece un lavoro da storica nel vero senso della parola: mi rinchiuderò negli archivi del mio paese, scartabellerò manoscritti, incunaboli e documenti vari. Studierò a fondo la storia del mio paesino natale e magari, perchè no, scoprirò qualcosa di nuovo. Mi addentrerò in territori poco conosciuti e solo dalle mie capacità dipenderà l’esito della tesi.

In questo periodo ho scoperto la bellezza degli ebook, comprendendo con essi la vera potenzialità di un ipad. Prima facevo parte della categoria di quelli che schifavano i libri in formato elettronico: “Vuoi mettere la bellezza di un libro cartaceo, del suo profumo, della sua consistenza!”, ripetevo a iosa. Da una parte è vero: per chi ama leggere la versione cartacea non sostituirà mai quella elettronica, per una serie di fattori che vanno dalla mera sensazione olfattiva alla voglia di ricercare edizioni raffinate. C’è da dire che, purtroppo, i libri costano e i loro prezzi stanno aumentando a dismisura: un tablet permette di avere una biblioteca sconfinata praticamente gratis. Leggendo un blog, un giornale, su facebook si trova un titolo interessante? Basta una ricerca su internet e il gioco è fatto: si ha il testo a disposizione.
E poi, non mi stancherò mai di dirlo, una delle invenzioni più spettacolari del mondo librario è IBooks (presumo ci sia anche un equivalente Android), la biblioteca personale in formato elettronico, insomma, che ti permette di sottolineare libri, aggiungere note e condividere sui social network le frasi più significative. Lo so, probabilmente a voi suona come una truzzata, ma a me dà tanta soddisfazione il poter condividere più agevolmente le mie letture!
Ultima ma non meno importante “utilità” del tablet: il potersi vedere comodamente le foto di autori, personaggi storici, quadri e tutto quando viene descritto in un libro standosene comodamente stravaccati a letto perchè basta un semplice colpo di dito per passare da IBooks a Google Chrome. Ma solo a me sorge il desiderio impellente di vedere il viso dell’autore del libro che sto leggendo?

A proposito di ebook, ho appena terminato “On Writing” di Stephen King: il più bel trattato sulla scrittura che abbia mai letto, anche perchè non pretende di insegnarti a scrivere, partendo dall’idea che una persona il talento per la scrittura ce l’ha nel sangue, non è una cosa che si può imparare. Certo, si può imparare a scrivere senza errori grammaticali e di ortografia, ma la bravura è un’altra storia. Ci ho trovato un bellissimo pezzo, che voglio condividere con voi, che riassume più che egregiamente la mia passione per la lettura

“I libri hanno la singolarità di essere magie portatili. Io di solito […] ne porto uno con me ovunque vada. Non si può mai prevedere quando hai bisogno di una via di fuga: una coda di chilometri al casello, i quindici minuti che devi trascorrere nell’atrio di una tetra palazzina di college prima che il tuo consulente esca a metterti la firma su una ricevuta, sale d’aspetto negli aeroporti, lavanderie automatiche in pomeriggi piovosi e il peggio del peggio, vale a dire lo studio del medico, quando lui è in ritardo e tu devi aspettare mezz’ora per farti bistrattare qualche parte sensibile. In questi momeni io trovo il libro vitale. “

Lunedì scorso io e il mio moroso abbiamo festeggiato 6 anni di fidanzamento, tempo che è assurdamente volato. A dire il vero, a me non sconvolge tanto la lunghezza della relazione, quanto pensare che ho finito le superiori già 5 anni fa.
Tra le cose che sono cambiate, in questi anni, è la frase che mi rivolgono i parenti riguardo alla mia relazione. A 17 anni era “Cosa ci fai già fidanzata, non ti vuoi godere la vita? Non ti stufi?”, adesso è “Quando vi sposate? Dopotutto è tanto che siete insieme”. In entrambi i casi, la risposta è sempre quella, ovvero che con lui sto benissimo così.
A proposito: ecco il mio regalo per l’anniversario. Inaspettato, oserei dire! Mi ha vista che guardavo con la bava alla bocca lo stand Benefit e mi ha detto: “Dai, scegli un kit che te lo regalo io. Non vedi che bella confezione retrò che hanno?”

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Beauty Stuff I Suck Aka Manifesto del mio Bloggare

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La mia amica Mammu mi ha invitato a fare questo tag, ormai un mesetto fa, e io ne approfitto per rispondere e interpretarlo a modo mio. 

Chi scrive è una ragazza che ha aperto il blog tanto per tenere in esercizio la scrittura, in un periodo in cui si andava profilando la tesi della triennale e mi stavo rendendo conto di non essere più così sciolta come alle superiori. Review o fatti miei poco importava: all’epoca ciò che più contava era scrivere.  L’aver incontrato nuove amiche è stato un fatto del tutto inatteso che ha trasformato questo blog in una valvola di sfogo, uno strano miscuglio tra pettegolezzi e consigli vari. 

Già, le review. Io non sono una beauty blogger e non aspiro ad esserlo. Non ho le competenze necessarie, le capacità e nemmeno la voglia di diventarlo. Le mie recensioni sono più che altro consigli, racconti di esperienze a volte buone e altre pessime. Cerco, nei limiti del possibile, di non dire castronerie e di esser il più precisa possibile.
In linea di massima, però, mi piace far ridere. Mi piace infilare battute a raffica nei miei post e mi piace essere ironica. A molte potrei sembrare semplicemente stupida, ma pazienza. Conosco i miei difetti e i miei limiti e ho imparato che è molto più salutare scherzarci sopra, piuttosto che vivere nell’angoscia di celarli e nel terrore che gli altri li scoprano.

Nelle mie review non troverete mai termini tecnici. A rigor di logica, il mio orgoglio da studentessa di Lettere mi imporrebbe di ricercare il termine più adeguato per descrivere una tal cosa.  In realtà, reputando il makeup un passatempo, non ho semplicemente la pazienza di imparare elenchi di parole astruse che descrivono ogni sfaccettatura dei cosmetici. Molte volte confondo i termini, altre volte semplicemente si tratta di incapacità di individuare una determinata caratteristica, tutto lì. Quindi no: non sono qui per insegnare alcunché. Le Lettere saranno la mia sfera di competenza in un mio ipotetico futuro da professoressa: make up e cura della persona li rimando a chi li conosce più approfonditamente di me.

Dunque, vediamo. In quali cose, del mondo beauty, faccio schifo? Anche se sarebbe più appropriato chiedermi: “Cara Tizy, in quali cose fai più schifo rispetto ad altre?”

  • Non so fare lavoretti di precisione (eyeliner o nail art, ad esempio) e non potrò mai diventare precisa per una semplice ragione: il mio occhio destro è cieco. Spesso, quando dico che non sono precisa perchè sono mezza cieca la gente scoppia a ridere e mi dice che è solo questione di pratica. In realtà, provate voi a truccarvi decentemente l’occhio sinistro completamente al buio, poi mi direte.
    Se ci aggiungete, poi, che dall’occhio sano mi mancano 7 decimi e che sono miope e astigmatica capirete in che stato sono ridotta.
  • Non so descrivere i colori: colgo la differenza, ma individuare le sfumature e i sottotoni è una cosa che non mi riesce per nulla e di cui, soprattutto, mi frega poco.
  • Non so farmi le sopracciglia e non me le sono mai fatte in 24 anni di vita: la mia fortuna consiste nel fatto che abbiano di natura una bella forma e nell’avere una lunga frangia.
  • A proposito di frangia, non so farmi i capelli. Prediligo tagli che vadano facilmente in piega con un tocco di piastra, mia fida compagna.
  • Non so sfumare i colori molto scuri e il più delle volte sembro un panda. Anche qui, in mio soccorso giungono la santa frangia lunga e gli occhiali che mascherano gli orrori truccosi.
  • Non so usare il correttore e trovo molto più comodo comprarmi un fondotinta che faccia tutto il lavoro.
  • Non so mettermi lo smalto sulle unghie dei piedi perchè mi faccio il solletico da sola e da lontano non ci vedo, quindi finisce che mi dipingo mezzo dito.
  • Non ho lo scazzo di togliermi, a fine stagione, il suddetto. Semplicemente, lascio che se ne vada da solo: infatti, ho messo per l’ultima volta lo smalto a fine settembre e ho ancora residuati di smalto rosso sugli alluci. Inutile dire che là resteranno finchè la calura non mi obbligherà ad indossare i sandali.
  • A proposito di unghie, non so limarmele. Ho comprato persino la limetta essence ondulata, quella che dovrebbe aiutare a dare forma all’unghia, ma nulla di fatto. Infatti, come avrete notato nelle review smaltose, le mie unghie sono belle stortine.
  • Non ho la costanza di mettere alcun tipo di crema tranne quella viso. In particolare, detesto con tutta me stessa la crema mani perchè non si aciuga mai.
  • A proposito di pessima cura del corpo, il mio motto è “Se non si vede perchè curarsene“, quindi provate solo ad immaginare in che stato sono ridotte le mie gambe nel periodo invernale e specialmente nella sessione d’esame di gennaio febbraio.

In soldoni, questi sono i miei principali difetti nel mondo beauty, nonché un lampante esempio di quanto ho detto sopra: non sono assolutamente una beauty blogger. A lato trovate una luuuunga lista di ragazze competenti in questo ambito, in quanto a me..sono qui per strapparvi semplicemente un sorriso.

 

Un allegro weekend di Blogging!! *-*

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Eccomi qui!
Non sono morta – non ho nemmeno risposto ai commenti e me ne rammatico *si butta in ginocchio e implora pietà* –  ma, per questa volta, ho davvero un’ottima scusa e sono sicura che voi mi perdonerete: ho trascorso un bellissimo weekend, fra Milano e Brescia, in cui ho conosciuto e incontrato nuovamente delle amiche a cui mi sono affezionata parecchio, in questo periodo.

Sabato sono stata a Milano a conoscere Kat e Pat, due ragazze adorabili conosciute su Facebook. Ho preso, per la prima volta, il treno da sola, lasciando il moroso a casa in preda all’ansia: ovviamente, fidandosi poco del mio orientamento, aveva paura che non tornassi più a casa.  “Ma sei sicura di volerci andare da sola? / Non è che poi ti perdi nella stazione? / Non è che mi sbagli treno, mi finisci a Reggio Calabria e mi tocca venire a raccattarti?” : il mio moroso sa sempre come tranquillizzarmi.
Comunque, per sicurezza, ho assillato Pat per farmi venire a prendere al binario e, contrariamente a tutte le mie previsioni, non ci sono stati intoppi. Anzi, sono pure riuscita a guidare Pat attraverso la metro!!!! Sì, lo so che chi di voi frequenta abitualmente Milano starà pensando “Ma quando è scema questa?!” ma credetemi: non perdermi per me è un grosssssssissimo passo avanti. Sto diventando grande! U_U
Pat mi ha riconosciuta subito, indovinate da cosa? 😛

Avevo deciso fin da subito di indossare il mio rossognotta preferito (111 Kate Moss di Rimmel) e ho deciso poi il look di conseguenza.  Vero che mi capite?
Comunque adoro Pat e il suo accento bolognese!!! *___*
Dopo una lauta colazione in piazza duomo – anche se su di lei non sembra, siamo entrambe due mangione – abbiamo atteso Kat godendoci il sole primaverile.

Ed eccola qui, la dolce Kat in tutto il suo splendore!
In questa foto, ovviamente, il mio trucco era già crollato a causa di un lauto pranzo da Burger King e il caldo esagerato del pomeriggio.

Tutte e tre, naturalmente, eravamo desiderose di scialacquare i nostri soldini in un bel po’ di shopping makeupposo: io, in primis, volevo fare scorta del detergente Lovea (che alla fine non ho trovato, me tapina!); Pat desiderava la palettina Nude di Catrice e qualche capo di vestiario e infine Kat non aveva obiettivi prefissati ma solo tanta voglia di spendere, reduce da un mese di astinenza da shopping. Ed ecco qui il nostro “piccolo bottino”:

Indovinate un po’? Abbiamo trovato la nuova collezione di Kiko, la Fierce Spirit!
Dopo un po’ di tentennamenti – li compro non li compro li compro non li compro – Kat e Pat hanno optato per i nuovi ombretti in crema (nella foto, gli scatolini azzurro/grigiastri a destra): per la prima i colori più fluo, simili a quelli di Astra, per la seconda un bellissimo marrone violaceo su cui, credo, poserò presto pure le mie zampacce. Prego, un applauso per questa donna che ha resistito! U.U

D’altro canto, io mi sono svenata da Madina, negozio che riesco a vedere ogni morte di papa – ovvero con gli incontri blogger – perchè da sola, lo dico con assoluta sincerità, non saprei proprio arrivarci.  (Grazie Kat!! *-*)
Ho trascinato anche le due povere digraziate in corso Buenos Aires alla Upim, nel disperato tentativo di trovare il mio adoratoveneratostimato detergente Lovea. Delusione cocente: c’era tutta la collezione completa, persino quella dedicata alla cura dei capelli, e mancava proprio lui. Dallo sconforto ho ripiegato sulla pasta d’argilla verde e sulla maschera all’argilla verde che, mi auguro, in un paio di applicazioni mi diano il risultato del detergente.

Ecco a voi i miei acquisti!

Madina Lipstick Hot Lips in 01 Apricoat, 6.90 euro
Madina Lipstick Hot Lips in 09 Raspberry 6, 90 euro
Madina Starlit Eyeshadow  in 010 Fairy Tale, 5 euro
Madina Royal Eyeshadow in 683 Baby Skin, 5 euro
Madina Royal Eyeshadow in 689 Porcelain, 5 euro.

Lovea Pasta all’Argilla Verde, 3,99 euro.
Lovea Maschera Purificante all’Argilla Verde, 3,99 euro.

Shaka Smalto in Carribean, 1, 99 euro
Shaka Smalto in New Moon, 1,99 euro

I matitoni – ormai lo sapete – sono stati un contagio di Drama: ne erano rimaste soltanto 4 colorazioni, e io ho scelto la più scura e la più chiara. Apricot sulle labbra mi sta davvero bene, anche se non sono abituata a vedermi con rossetti così chiari.
I tre ombretti, invece, sono un tentativo fallito di accoppiare dei colori per uno smoky chiaro. Il rosa più scuro, in realtà, applicato risultasolo un agglomerato di brillocchi. Vedrò se da bagnato avrà almeno una sfumatura rosina.
Baby Skin è un semi-contagio di Svampi: sul suo blog pubblica spesso trucchi a base di rosa chiaro, davvero molto carini per il giorno, ed ero alquanto desiderosa di copiarglieli. Porcelain, infine, è un tentativo di trovare un dupe di Foxy della Naked 2.

Ecco un’anteprima dello smalto Carribean di Shaka (prontamente indossato domenica sera):

Ed ecco un’anteprima – in realtà è una scusa per mostrarvi Pigolo – del matitone Raspberry di Madina!

E qui, infine, siamo noi 3: Pat Tiz Kat!
(Belle sparaflashate dal torrido sole milanese, oserei dire)

Domenica pomeriggio è invece passata a trovarmi la dolce Violet! *-*
Non vuole che io metta la foto ma sappiatelo: è bellisshima! *-*
Sappiatelo: domenica ho schiavizzato il moroso, trasformandolo nel nostro autista personale. Il poveretto ha accettato – a volte mi ritrovo a pensare che, se fossi fidanzata con me stessa, mi sarei già mandata affanculo da sola moltissime volte – e ci ha scarrozzato fino al Franciacorta Outlet Village, che dista più o meno un quarto d’ora dal centro di Brescia. Io vi metto piede poco: d’estate si muore di caldo, d’inverno si muore di freddo. Due banalissimi motivi che mi fanno preferire i classici centri commerciali. Anche perchè, esclusi Kiko e Pupa, di conveniente c’è ben poco. Sono quasi tutti grandi marchi che, anche scontati, sono troppo esosi per le mie tasche.

Insomma, avrete già capito la nostra meta shoppingara: Kiko e Pupa. Kiko, a dire il vero, l’abbiamo lasciato perdere quasi subito: non c’era nulla di veramente ecclatante nei cestini delle promozioni e alcuni prodotti sembravano davvero troppo vecchi.
Pupa, invece, è stata una graditissima sopresa. Sconti convenienti e, con mio grande stupore, un corner dedicato a Bechic. Secondo voi che c’entra Bechic con Pupa? Saranno la stessa casa produttrice? Non so darmi risposta!
Sono riuscita persino a ricambiare il regalo speditomi da Violet ormai tantissimo tempo fa: le ho regalato una carinissima palette di Bechic. Naturalmente, ne ho approfittato anche io! Potevo forse lasciare lì un’occasione simile?

Naturalmente non ho resistito: mi sono comprata un altro smalto. Sono incorreggibile, vero? -.-

Ultima puntatina veloce, poi, a Campo Grande, una zona commerciale vicina alla casa del mio moroso. Non sapevo più dove portare la dolce Violet, avevo paura di farla annoiare!
Abbiamo chiacchierato tantissimo, domenica pomeriggio, e conoscendola più approfonditamente dal vivo mi ha dato modo di capire quale fantastica ragazza lei sia! *-*
Sono davvero stata felicissima della visita e, spero, di rivederla presto!

Foto Bonus: sono riuscita a trovare il solvente ad immersione di Shaka! Funziona benissimo, ma quanto puzza! ç__ç

A quando il prossimo incontro blogger? *___*
Ci sono ancora un sacco di amiche da conoscere
e amiche da rivedere! *-*

Come Drama ha immarronito la mia vita (a tribute to Drama)

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Se qualcuno, più o meno un paio d’anni fa, mi avesse detto che avrei iniziato ad amare – e ad utilizzare – il color marrone nei miei trucchi la reazione sarebbe stata più o meno questa:

Marroni??? – avrei esordito poi – ma sei matto? Il marrone non è un colore…Sì, lo so che scientificamente parlando non è esatto..Sì..lo so che solo il bianco e il nero non sono colori..sì..Senti, ma i cazzi tuoi mai?

E poi no, il marrone noo. Il colore della cacca.  Da quella dei neonati – a proposito, mia mamma impazzisce coi bebè. Roba del tipo: “Maa amorreeee hai fatto la pupù???” mentre, magari, la sottoscritta si sta sbafando una fetta di pane con la nutella cercando di impedire al cervello di fare il collegamento – a quella delle mucche (in bresciano “boassa“) che se per sbaglio la pesti finisci risucchiata come con le sabbie mobili.

Un colore da “vecchie”, per intenderci. Da che noia che barba che noia.

Ed infine no: il marrone no perchè non si vede. Hey, non vi scandalizzate: pure io facevo parte del club delle “Se mi devo truccare deve vedersi tutto quanto altrimenti non c’è scopo“. Ok, liberissime di abbandonare il mio blog, ve lo concedo.

Poi…è arrivata Drama.

Come sono brava io con le gif! 😛

Chi è Drama? Drama è Nostra Signora dei Marroni. Ti serve una qualsiasi tonalità del suddetto colore delle più svariate marche? Allora il suo blog fa per te.
Vuoi cimentarti coi marroni dopo anni di colori? Vai da Drama.
Sei un’amante dei marroni, ma ti manca una certa tonalità? Vai da Drama.
C’hai degli spiccioli che ti stressano le tasche e vuoi investirli in un ombretto evergreen? Vai da Drama.
Drama è il Papa dei marroni.
Drama, come Mosè, ti guida fuori dal deserto tamarro multicolor verso la Terra Promessa della Sobrietà.

E così è stato pure per me. Sono rimasta immediatamente impressionata dal blog di Drama: al di là dell’ottima qualità di blogging (sì, lo so, sembra stia parlando di prosciutti), ciò che mi ha colpita di più è stata il quasi assoluto protagonismo di tutte le nuances del marrone. Per me, che venivo dal mondo degli arcobaleni, quasi una folgorazione.

All’inizio leggevo i suoi post con un interesse dettato solamente da simpatia per quella – all’epoca – misteriosa ragazza che si entusiasmava così tanto per colori che ritenevo la banalità nella sua forma più pura. E poi si prendeva – e si prende tutt’ora – in giro per questa sua passione, ed era una cosa che mi suscitava un’immensa ammirazione: amo chi si sa giocare con le proprie debolezze, ammettendole con naturalezza.

Ancora non sapevo, però, che il tarlo Drama stava già rosicchiando l’area del mio cervello adibita ai colori. Leggi oggi, leggi domani, improvvisamente guardo un ombretto marrone e puff! magicamente mi sembra fantastico. Sensazione seguita, subito dopo, dal pensiero “DEVO AVERLO.”
Ed è stato l’inizio della fine.

L’altra sera, spulciando nella mia cassettiera porta-trucchi, la rivelazione: il Drama-colore è decisamente entrato nella mia routine quotidiana, vincendo ogni resistenza colorifera che albergava nel mio cervellino. Per un grande, grandissimo pregio: nei trucchi eseguiti col marrone si notano mooooolto meno gli erroracci. Insomma, posso passare per una che si trucca bene io pure. (vi prego: lasciatemi vivere nella mia convinzione pls)

Attualmente, la mia Drama-Situazione è la seguente.

Non male per una che è partita dall’odio per questo colore, non è vero?

Mi sono accorta che il tarlo aveva iniziato a farsi strada quando, ormai un anno e mezzo fa, me ne stavo da Bottega Verde e rimasi colpita da questa semplice palettina trio: l’Intense Shadow in Nuances Naturali.

Ormai super sporca e super utilizzata, questa è stata la mia prima palette sui toni del marrone. L’ho usata fino alla nausea prima di comprare la Naked e, ogni tanto, la ripesco. Spesso me la porto appresso in università, nella speranza che mi venga la voglia di ritoccarmi il trucco.

E poi esattamente un anno fa, a furia di leggere i post di Drama che ne tesseva le lodi, è arrivata la Naked.  Mai e poi mai, credo, avrei pensato di spendere così tanti soldi per un prodotto di makeup. Eppure, ragazze mie, non me ne sono affatto pentita. Me ne sono innamorata non appena l’ho vista dal vivo, nella sua elegante confezione vellutata. Ogni giorno è un piacere truccarsi con questa palette: utilizzo praticamente tutti i colori – escluso Creep – ma i miei prediletti sono Sin, Sidecar e Toasted.

Sotto la Naked, potete vedere i miei adoratissimi ombretti stick di kiko: qui la mia review, qui quella di Drama.

Da sinistra, altro contagio di Drama: l’ombretto color tortora di Bottega Verde (qui la sua review). Fino a qualche mese fa, sapevo io dell’esistenza del color tortora? Naturalmente no. A dire il vero, se non lo vedo scritto sul retro della confezione, è un colore che non so proprio distinguere.
Per uno smoky, con il tortora utilizzo praticamente sempre l’ombretto mono effetto metallico 35 Party All Night di Essence. Drametta, lo so che ce l’hai!!!! Me l’avevi detto su facebook! ç___ç
Dovrebbe essere, comunque, un altro contagio di Drama. Più probabilmente, sarò andata alla ricerca di ombretti essence recensiti da Drama (link) e l’avrò confuso con qualche altra tonalità.

L’ombretto centrale è il Cashmere che mi ha spedito Pat. (link)

Fm Make Up Duo Eyeshadow in Volcanic Brown (Link)
Astra Soul Color in 09

Due colori che sono (quasi) praticamente identici:  l’ombretto Oro Bronzo della scorsa collezione natalizia di Bottega Verde e il mineral eyeshadow di Elf nella tonalità Natural. Usati con l’ombretto Astra che vi ho citato poco fa sono semplicemente fantastici.

Ombretto in polvere di Bottega Verde, nella tonalità Rame: scomodissimo da usare, soprattutto perchè di tanto in tanto si stacca il fondo del barattolino. Solitamente quando sono di fretta.
I pigmenti essence 02 Smell the Caramel e 03 Box of Chocolate (link)
Matita automatica di Fm Group in Deep Maroon (link)

Catrice Absolute Nude Palette
Palette Kiko 01 Sumptuous Mocha
A proposito della palette di Catrice, udite udire: è un perfetto – o quasi – dupe della Naked 1!! Per chi vuole sperimentare i colori della Naked senza spendere un cifrone può benissimo acquistare questa! Certo, i colori non sono vividi come quelli della Naked, ma direi che per 5 euro è una palette davvero abbordabile e adatta ad ogni occasione. Drama, sto cercando di invogliare pure te, sappilo!!

Contagi extra-marroni di Drama

Kiko Bloom Blush in 02 Pink Flamingo (link della review di Drama): comprato praticamente all’ultimissimo secondo. Pagato 4 euro perchè era un rimasuglio di collezione, ultimo blush rimasto in magazzino. Se non è culo questo…

Matitone Hot Lips di Madina, nella tonalità Coral (link della review di Drama): acquistato quel bellissimo giorno in cui ci siamo conosciute dal vivo! *-*

L’Oréal Rouge Caresse in 301 Dating Coral (link della review di Drama): mio primo rossetto corallo “serio”, diventato oggi inseparabile compagno d’università.

Drametta mia, sappilo, io ti voglio un gran bene ma ti prego: smettila di attentare al mio poverissimo portafoglio. Già prima, mentre ero alla disperata ricerca della review dell’ombrettino essence, ho visto fin troppe cose che non avevo visto /avevo dimenticato che ora voglio assolutamente.

E voi, care lettrici: vi siete mai fatte “contagiare” da qualcuno?

Un bacio,
Tizy

 

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