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Anna dai capelli rossi

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A volte un libro ti piomba tra le mani quando meno te l’aspetti.

Da tempo vivevo in totale apatia letteraria: niente mi coinvolgeva, nulla mi ispirava. Era enormemente frustrante, per me, entrare in una libreria e non trovare un volume da comprare: tutti quei tomi mi apparivano come dei mattoni recanti scritte totalmente prive di significato.
La mancanza di voglia di leggere o, se volete, l’incapacità di leggere è, per un lettore, una morsa che stringe la bocca dello stomaco, una scarica di nervosismo che scorre nelle vene.
E la rabbia diventa fida compagna ogni qual volta si osserva qualcuno intento nella lettura. Perché lui ci riesce, e tu no. Perché lui ha un mondo in cui rifugiarsi, mentre tu riesci a staccare la mente solo quei 10 minuti che impiega lo smalto ad asciugarsi.

Io sono una lettrice affamata e ingorda, di quelle che hanno costantemente bisogno di una lettura che divorano in poco tempo e a grossi bocconi. Qualcuno ha insinuato che io non mi goda appieno il piacere della lettura. Non sono d’accordo ma, probabilmente, anche se lo fossi, non sarei in grado di rallentare i miei ritmi.
L’ingordigia è un mio vizio, la tranquillità non mi contraddistingue e se un libro – o un piatto o qualsiasi altra cosa – mi piace, la voglio, la esigo e ne devo usufruire immediatamente.
Quando non trovo nulla da leggere, in sostanza, la sensazione di frustrazione che provo è davvero simile a quella che si prova quando si ha fame – ma una fame terribile – e, nonostante le dispense piene, non si trova nulla da mangiare, seppur trovandosi di fronte a pietanze che, magari, il giorno prima, stavano nella top ten dei piatti prediletti.
Sì. Ho passato un paio di mesi senza leggere. Certo, ho sfogliato diverse volte i libri che ho in casa, ma senza lasciarmi trascinare da essi, estraniandomi dal mondo reale come accade quando leggo davvero.

Finché l’antivigilia, girovagando per un centro commerciale, sono finita da Mondadori. Mi piace particolarmente quella libreria, la disposizione dei libri incontra il mio gusto e non fatico nella ricerca di un titolo. Inoltre, ci trovo sempre i miei adorati Mammut della Newton Compton.
Spulciando nella zona classici ho notato per la prima volta delle edizioni BUR di romanzi per ragazzi. E ne sono stata immediatamente attratta.

Le copertine non sono nulla di particolare – bianco panna con delle scritte monocolore e un disegnino stilizzato – ma proprio la loro semplicità mi ha conquistata. E’ stato in quel momento che ho avvertito che qualcosa dentro di me si era sbloccato, e che avrei sicuramente amato qualsiasi titolo interessante avessi pescato da quella serie.
E così mi sono portata a casa Anna dai capelli Rossi di Lucy Maud Montgomery, Heidi di Johanna Spyri e Mary Poppins di P.L. Travers.

Che meraviglia avere un gatto
che fa le fusa per me!

Dolce, tenera e petulante Anna Shirley.
Arriva ad Avonlea su un calesse sgangherato, speranzosa e felice di aver trovato finalmente una famiglia disposta ad adottarla. Non sa che, in realtà, il baffuto signore che è venuto a ritirarla alla stazione attendeva un ragazzo che avrebbe dovuto aiutarlo nei campi. E, a sua volta, Matthew Cuthbert non si rende conto che al termine del tragitto che porta a Green Gables sarà già perdutamente affezionato alla piccola chiacchierona.
Fin dalle prime pagine il personaggio di Anna è ben delineato, un fantasmino tutto ossa e lentiggini ma con un’intelligenza fuori dal comune. E una fantasia senza limiti: già durante il breve viaggio verso la nuova casa inonda di parole il povero e taciturno Matthew, soffermandosi incantata a osservare la natura lussureggiante attorno a lei.

Il primo giorno ad Avonlea, tuttavia, non è radioso come Anna se l’era immaginato: Marilla, sorella di Matthew, la riporta subito con i piedi per terra, avvertendola che non c’è posto per lei in quella casa.  Per la piccola è un sogno che si spezza, ennesimo rifiuto di una famiglia che credeva l’avrebbe amata. E piange, piange tutta la notte. Possiamo sentire i singhiozzi di Anna persino noi lettori, insieme a una Marilla un po’ intristita e un po’ stupita.

Naturalmente, tutto si sistema e Anna diventa parte della famiglia Cuthbert, che le farà conoscere, finalmente, l’amore e il calore di una famiglia e le permetterà di studiare.

Avevo amato questo libro già da bambina. Ricordo di averlo preso in prestito da una cugina che, avendomi trovata davanti alla tv davanti al cartone animato omonimo, mi aveva rivelato che era stato tratto da un romanzo per ragazzi.
All’epoca l’avevo divorato in un pomeriggio, ansiosa più che altro di vedere quanto di quel libro ci fosse nella serie animata. A tratti avevo persino trovato Anna un po’ irritante, in particolare quando combinava un sacco di guai.
Leggendolo ora, invece, mi sono resa conto di quanto Anna somigliasse a me da bambina.
La fantasia ha sempre fatto da padrona nella mia vita fino alla tarda adolescenza, e non era raro che mi estraniassi dal mondo che mi circondava, con lo sguardo imbambolato, totalmente assente e indifferente agli accadimenti attorno a me.  Un atteggiamento che è sempre stato un punto interrogativo per mio padre: lui,  sempre così pratico, si spaventava persino quando mi scopriva a fissare il vuoto, sorda ai suoi richiami. Toccava a mamma rassicurarlo con una risata, dicendogli che avevo preso da lei.

Anna Shirley è il fanciullino pascoliano pel di carota. Osserva tutto, nota ogni minimo particolare e si meraviglia della sua bellezza. Ogni giorno è una nuova scoperta che fa scaturire nel suo cuore i sentimenti più disparati.
Marilla, l’elemento più razionale della famiglia, fatica a comprendere questa sua attitudine, teme gli sbalzi d’umore della ragazzina e lotta per tenerla con i piedi per terra. Non è avvezza ai sentimenti, povera Marilla. Davanti alla bambina si mostra dura e impassibile a lungo, per poi lasciarsi andare in tre momenti cruciali del romanzo: quando Anna abbandona Avonlea per andare all’università, alla morte di Matthew e quando il dottore l’avverte che potrà diventare cieca.
Matthew, per certi versi, è il personaggio più – concedetemi il termine – banale del romanzo. Uomo poco avvezzo al contatto col mondo femminile, ma dal cuore tenero.  Credo sia l’unico che non subisce una vera e propria evoluzione nel corso della storia, perchè si limita a portare alla luce un lato ben nascosto del suo carattere. A differenza di Marilla, che da burbera signora di campagna si trasforma in una madre amorevole, il caro Matthew seguita ad essere il caro Matthew, con i suoi modi di fare un po’ strambi ma sempre premuroso. Memorabile è l’episodio in cui decide di regalare ad Anna un vestitino moderno con le maniche a sbuffo: ha talmente soggezione della commessa che si ritrova a tornare a casa carico di cianfrusaglie perchè non ha osato spiccicare parola.

Già, le maniche a sbuffo. Da bambina credevo fossero una cosa bellissima e desideravo tantissimo indossarne un paio anch’io. Tra l’altro mamma si è sposata con un abito bianco con le maniche a sbuffo a pois, e io l’ho sempre guardato con un misto di invidia e ammirazione perchè mi pareva quello di una principessa. Poi, un bel giorno, ho trovato una camicetta con le maniche a sbuffo: mi stava da cani. Quella volta ho infranto uno dei miei sogni d’infanzia.

L’amicizia ha un ruolo centrale nel romanzo, e Diana incarna l’amica che tutte noi abbiamo sognato da ragazzine.  A venticinque anni mi ritrovo a invidiare Anna Shirley e il suo rapporto con la fanciulla dai capelli neri. Un’amicizia quasi escluvistica, la loro, fatta di linguaggi segreti, storie, libri scambiati, fantasticherie. Un’amicizia che attraversa indenne l’infanzia e si rafforza sempre di più nel corso degli anni.  Un’amicizia pura, e per questo quasi irrealistica.
Niente attenta al loro rapporto, nemmeno quando la madre di Diana proibisce alla figlia di frequentare Anna, non un segreto non svelato, non le nuove amiche che Anna incontra lontano da Avonlea. 
Forse è proprio questo legame ciò che più mi ha colpita, perchè un’amicizia femminile, di quelle alla “amiche del cuore”, nella mia vita non c’è.  Non esiste e ne sento la mancanza, e ogni volta che mi ritrovo da sola, dopo l’ennesima delusione al femminile, mi ritrovo a pensare che sarebbe bello riuscire a trovare qualcuno con cui confidarsi, passare dei pomeriggi a fare shopping e cose simili.

“Anna dai capelli rossi” è solo un banale libro per ragazzi?
No, e lo consiglio vivamente, anche a chi non ama troppo la lettura. E’ un romanzo all’apparenza piuttosto frivolo e semplice, ma che nel profondo aiuta a riflettere su se stessi, a capire quanto di noi abbiamo conservato dell’infanzia e quanto abbiamo perduto. E, magari, se è possibile recuperare un po’ di quella spensieratezza sbarazzina e petulante tipica di quell’età.
Perchè c’è un’Anna Shirley in tutti noi. Basta solo scovarla, adottarla, e aiutarla a crescere.

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Quick Post: Bla bla bla (e ancora blaaah)

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Domani mi trasferisco per un mese dal moroso: gioia e giubilo!
I miei suoceri vanno in vacanza e noi dobbiamo badare a Sir Pigolone, il gattone culone ciccione. Ammetto che, se mi soffermo a pensare che l’anno scorso a quest’ora stavo scorrazzando per i monti della Baviera e i castelli di Ludwig, mi viene il magone. Tuttavia, guardo anche il rovescio della medaglia: mi allontanerò per tre settimane dai miei.
A dirla tutta non ho un pessimo rapporto con i miei genitori, anzi. Ma ultimamente – vuoi per il caldo, vuoi per lo stress mio e loro – fatico a sopportarli: l’idea di stare “libera” per tre settimane mi solletica alquanto, anche se mi allontano da loro giusto quei 10 km. Tanto basta: a ventiquattro anni inizio un po’ a stancarmi di dover rendere conto a loro di tutto ciò che faccio.  “Dovere” non è il verbo adatto, comunque. In realtà non mi obbligano ad avvertirli di cosa faccio e dove vado, sono io che ho preso l’abitudine di farlo, e questo fin da bambina. Una mia conoscente mi disse che ero troppo “limitata” dai miei, ma la realtà è che non è un peso per me chiamarli per avvertirli di dove sto andando e quando penso di ritornare: lo vedo come una forma di rispetto nei loro confronti.
Il bello di stare da sola per qualche tempo con il mio moroso è il fatto di non avere orari e di poter fare tutto ciò che vogliamo, ecco. Rilassarsi, insomma. Per me, anche il non dover percepire l’ansia di mia madre per la pensione di papà di cui non sappiamo ancora nulla,  e il non doverla vedere così stanca, perchè ogni volta è un litigio: lei è un tornado e fa cento cose al giorno, per tutti, e non è in grado di prendersi tutto un pomeriggio per sé per cazzeggiare. A me dispiace vederla così a terra, è molto dimagrita dimagrita di questi tempi ed è ancora più sciupata, però al contempo mi sale una rabbia dentro ogni volta che la vedo farsi in quattro per tutti e buona parte dei parenti fregarsene.  Non vedo l’ora di avere un lavoro per poterle regalare almeno un giorno di relax da qualche parte, o magari una weekend a tutti e due.  Speriamo che a settembre, almeno, risolvano ‘sta merda di situazione degli esodati e trovino una soluzione per gente come mio padre. Tra l’altro oggi è il suo 57mo compleanno e mi ritrovo a pensare che mai avrei potuto pensare che si sarebbe trovato in una situazione così traballante, specialmente dopo quarant’anni in fabbrica.

Passando ad argomenti un po’ più soft: oggi ho scelto i libri che mi porterò dal moroso. Non che ce ne fosse bisogno perchè Ale è un gran lettore e casa sua è zeppa di libri, ma per me non è vacanza se non ho qualche volume da leggere.  Anche perchè dovrò pur staccare la testa dallo studio…
Partendo dal basso, i primi tre libri sono stati il premio di mia mamma per la fine della sessione estiva. 
Ve ne avevo già parlato, no? Amo i Mammut della Newton Compton, sebbene siano dei mattonazzi difficilmente trasportabili: amo poter avere accesso ai grandi classici con una spesa minima. Questo Mammut in particolare – I magnifici 7 capolavori della Letteratura Erotica – lo avevo addocchiato sul sito appena uscito: è un genere che mi piace parecchio e da secoli progettavo di farmi una cultura sui classici riguardanti l’argomento.  Insomma, questa mini raccolta è caduta a fagiolo, e vi consiglio di farvi un giretto sul sito della casa editrice per vedere quali altri magnifici 7 ci sono! Avrei voluto acquistare anche quello relativo alla letteratura tedesca, salvo poi realizzare che avevo praticamente tutti i classici in esso contenuti e per di più sia in tedesco che in italiano.  Per la cronaca, il volume in foto contiene: Thérèse Philosophe di Diderot, Fanny Hill, memorie di una donna di piacere di Cleland, La filosofia nel boudoir di De Sade, Suor Monika di Hoffmann, Gamiani di Musset, La mia vita segreta (opera anonima) e infine Le undicimila verghe di Apollinaire.
Salendo, troviamo la biografia di Irene Némirovsky – autrice di cui mi sono innamorata per colpa della cara Vanity Nerd – e la biografia di Stefan Zweig, il mio autore austriaco preferito.
Infine, una selezione dei miei 0,99 cent della Newton Compton: ne ho circa una trentina, ma ho voluto scegliere quelli che in questo momento mi attirano di più lasciando da parte testi un pochino più impegnativi o che, semplicemente, per ora non ho voglia di leggere.

Per quel che riguarda il settore truccheria, ho deciso che verranno con me un bel po’ di prodottini da recensire, così non starò troppo tempo con le mani in mano tra una pausa di studio e l’altra. In primis, verranno con me tuuuuuuuuutte le Palette Sleek: è una vita che voglio parlarvene, ma non voglio fare una review sulle palette complete perchè…mah, quel tipo di review un po’ mi annoia. Vorrei parlarvi dei miei ombretti preferiti, e magari farvi vedere qualche trucchino, anche se niente di pretenzioso perchè sono davvero pasticciona. Il bello di vivere a casa del moroso è che nessuno mi guarderà con la faccia da “Beh, che stai combinando?” quando girerò con le braccia sporche di trucco.

Dulcis in fundo: ho un bel po’ di prodotti da recensire che mi sono stati mandati da diverse case cosmetiche e non, tra cui Lovea! *-* Sì, proprio lei, quella del santissimo detergente!!! E sono stati davvero carini con me, ma ve ne parlerò più in dettaglio prossimamente.

Sì, lo so, doveva essere un post breve. Ma io parlo, parlo e parlo..

Ciao, sono Tizy e ho 24 anni suonati.

Live!

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Grande novità per i lettori accaniti come me!
Come ben saprete, se da una parte è vero che la cultura non ha prezzo, purtroppo il prezzo dei libri è lievitato in questi anni, e pure parecchio. Se già quando andavo alle superiori 15-16 euro per un libro appena uscito mi sembrava un prezzo un po’ troppo esagerato, adesso che le novità editoriali toccano anche i 22 euro mi sembra pura follia.
Non che mi penta di aver acquistato libri a quella cifra – anzi, ho qualche manuale di storia dell’università che mi è costato pure attorno ai 40 euro – perchè per me i soldi per un libro non sono mai “sprecati”, come crede qualcuno. C’è da dire che, purtroppo, a causa delle scarse finanze ho ridotto notevolmente l’acquisto di libri d’ultima uscita, limitandomi a quelli dei miei autori preferiti o alle biografie e monografie inerenti la mia passione di sempre, Elisabetta d’Austria. Giusto settimana scorsa ho ordinato dal sito della casa editrice triestina MGS Press l’autobiografia di Stefania del Belgio, moglie del principe ereditario Rodolfo morto suicida nel 1889. Arrivata mercoledì, fra l’altro, e già divorata. Sono una lettrice piuttosto vorace.
Recentemente ho scoperto il fascino delle librerie dell’usato, un mondo che mi ha aperto la mia amica Francesca. A Brescia ce ne sono tre, una più pittoresca dell’altra, ed è assolutamente fantastico trascorrere i pomeriggi tra i libri ingialliti ed un po’ impolverati. Si possono trovare dei piccoli tesori per pochissimi spicci: la maggior parte dei volumi è venduta al prezzo irrisorio di 1 euro, mentre le celebri collane dei Meridiani della Mondadori dai 20 euro in giù.  Quasi superfluo raccontarvi la soddisfazione che si prova quando, con quelle due lire che ci si ritrova nel portafogli, si riescono a comprare 5-6 libri. Anche un piccolo libriccino può illuminare la giornata! Io, poi, subisco particolarmente il fascino dei vecchi volumi, e gioisco quando trovo tracce dei lettori che mi hanno preceduta, siano cartoline o annotazioni. Nel “Ritratto di Dorian Gray” che ho acquistato qualche mese fa, ho trovato persino una cartolina che recava la data di nascita di mia madre, e destinataria era una famiglia che viveva nel suo paesino natio.

Una casa editrice che ho scoperto solamente negli anni dell’università – e mi rammarico per il ritardo – è la Newton Compton che, a differenza di molte sue compari, è attenta ai bisogni del lettore badando però al suo portafoglio, proponendo ottimi titoli – i classici sono supportati da dei buoni commenti – a prezzi concorrenziali. 
Tra le mie collane preferite v’è, senza dubbio alcuno, la Mammut: per chi fosse poco pratico, appartengono a quella collana quei grossi libroni colorati con le caricature degli autori sulla copertina. Libri assolutamente non tascabili, nel vero senso della parola: per alcuni, ci vuol la forza di Braccio di Ferro per portarseli in giro. Il vantaggio è sostanzialmente quello di poter raccogliere più opere di un medesimo autore ad un prezzo molto basso. A Natale, ad esempio, mi sono fatta regalare dalla mamma il volume sugli storici greci – Erodoto, Tucidide e Senofonte – per la modica cifra di 19, 90 euro. Se si considera che, molto spesso, i tre autori si trovano in volumi separati allo stesso prezzo direi che è un buon affare. Domani prenderò finalmente in mano questo volume: sto in un periodo di stallo in cui non devo studiare e spesso, allo stage, ho del tempo libero da dedicare alla lettura. Fin da bambina sogno di leggere Erodoto, fin da quando, leggendo libri sull’antico Egitto, trovavo spessissimo citato questo fantomatico Erodoto. Una figura che mi accompagna fin da bambina, che finalmente ho l’occasione di conoscere.

La serie completa dei Mammut nella libreria Mondadori di Brescia

La serie completa dei Mammut nella libreria Mondadori di Brescia

E quindi, cosa ha pensato la nostra Newton Compton – e qui giungo dopo un mucchio di bla bla bla all’obiettivo del post?
Ha ben pensato di lanciare una collana assolutamente low cost: Live, i cui 12 (per ora) libri saranno venduti al prezzo concorrenziale di 0,99 cent.

“Con una tiratura di 1 milione e mezzo di copie, i libri Live invaderanno le librerie italiane, in un momento decisamente difficile per il mercato editoriale, per contribuire a riportare i lettori in libreria.”

Chi è un pochino più stagionato o ha ravanato nelle librerie di qualche parente (come faccio periodicamente io dalla mia zia paterna) ricorderà che, qualche anno fa, esisteva la linea “centopaginemillelire”: libri di piccolo formato, 100 pagine appunto, venduti per la modica cifra di 1000 lire. 

Il mio primo 100 pagine 1000 lire!

Il mio primo 100 pagine 1000 lire!

Live intende quindi richiamarsi a questa celebre collana, pubblicando per ora 12 libri in vendita dal 7 marzo in ogni libreria.

Nove Classici

  1. Seneca, L’arte di essere felici
  2. Sigmund Freud, Il sogno e la sua interpretazione
  3. F. Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby
  4. Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche
  5. Jane Austen, Lady Susan
  6. William Shakespeare, Amleto
  7. E. A. Poe, Racconti del terrore
  8. Irène Némirovsky, Il ballo 
  9. Sun Tzu, L’arte della guerra 

Un romanzo contemporaneo di grande successo..

L. J. Smith, Il diario del vampiro – Il risveglio

e infine romanzi inediti di autori bestseller italiani:

  1. Marcello Simoni, I sotterranei della cattedrale
  2. Andrea Frediani, Il tiranno di Roma 

Appuntamento in libreria, ragazzuoli!

 

Letture estive

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Sabato prossimo parto per le vacanze, finalmente!
I miei suoceri mi hanno regalato, in occasione della laurea, un viaggio in Baviera. In realtà, non è che mi abbiano regalato proprio un viaggio, nel senso che ci andremo con il camper e quindi non soggiorneremo in alberghi e simili. Però mi pagheranno entrate nei musei, nei castelli, i campeggi dove sosteremo e quant’altro. Non vedo l’ora di intraprendere questo viaggio, perchè la Baviera è un mio sogno nel cassetto fin da quando ho iniziato ad appassionarmi ad Elisabetta d’Austria, alias Sissi. Visiteremo i castelli del re di Baviera Ludwig, cugino di Sissi, un re che dilapidò le casse dello stato per costruire enormi e sfarzosi castelli fiabeschi: sono quattro e da uno, quello di Neuschwanstein, è stato tratto il disegno dei castelli dei primi lungometraggi Disney. Uno dei quattro castelli è addirittura la replica in miniatura della reggia di Versailles, poichè Ludwig aveva una profonda ammirazione per il re Sole, e ne voleva emulare le gesta, nonostante la pazzia che lo colse già nella giovinezza. 
Una tappa che non mancherà nel mio viaggio sarà il castello di Possenhofen, la residenza estiva della famiglia di Sissi, più volte citato nei film con Romy Schneider che ripropongono a Natale. Infine, passeremo per Monaco e per dei paesini pittoreschi di cui, purtroppo, non ricordo il nome. Ho intenzione di scrivere su questo blog quanto posso, magari scroccando la connessione wi-fi gratuita che hanno in ogni dove, in Germania (ah, benedetta nazione, perchè in Italia siamo così arretrati?). Mi porterò un piccolo quadernetto dove annoterò i luoghi che visiterò, le impressioni, le emozioni: voglio proprio condividere con voi le esperienze di questo bellissimo viaggio!
Dalla Baviera, poi, ci sposteremo come ogni anno in Croazia, dove passeremo una quindicina di giorni in un campeggio in riva al mare. Lì, sicuramente, avrò molto più tempo per aggiornare il blog, poichè il mare dopo pochi giorni mi annoia e, a conti fatti, dovrei avere pure le mestruazioni. -.-‘
Può sembrare strano che io vada in vacanza con i miei suoceri, quando potrei anche andare in vacanza con il mio moroso e basta. In realtà, quest’anno dovevamo fare anche un altro viaggio in compagnia di un’altra coppia che, purtroppo, s’è lasciata poco tempo fa, e quindi è saltato tutto. Si dice che non tutti i mali vengano per nuocere: se fossi andata in vacanza con i due ragazzi, avrei intrapreso il viaggio in Baviera ad ottobre-novembre, e sicuramente non mi sarei goduta così tanto le bellezze di quei posti poichè, verso settembre, le statue dei giardini vengono inscatolate per preservarle dalle intemperie, e i giochi d’acqua delle fontane vengono sospesi. Il viaggio romantico con il mio moroso è comunque solo rimandato: a settembre mi aspetta un weekend a Disneyland Paris e uno in Toscana, anche questi doni di laurea.
Dicevo. La vacanza con i miei suoceri. Alcuni trovano imbarazzante passare tanto tempo a stretto contatto con i suoceri, o addirittura un po’ da sfigati. Io non mi sento assolutamente così, perchè per me loro sono come genitori. Mio suocero stravede per me, sono una sorta di figlia mancata, e mi vizia in ogni modo. Mia suocera è quasi una sorella, per me. E’ super creativa, adora costruire collane e braccialetti, si diverte nelle decorazioni col decoupage e simili. L’anno prossimo andrà in pensione – è una dirigente della Nato – e ha intenzione di dedicarsi al 100% ai suoi hobby, e vuole insegnarmi. Dimenticavo di dirvi che pure lei è una patita di makeup, prodotti corpo e shopping: solo che, avendo molto più dinero a disposizione, ogni tanto si toglie qualche sfizio e si compra prodottini makeupposi che mi fanno sberluccicare gli occhi. E che poi mi presta sempre. Quest’anno sia io che lei stiamo riempiendo due mega beauty con cazzatine per il corpo da scambiarci.
Noi tre – io, mia suocera e il mio moroso – siamo dei lettori accaniti, e quindi ogni volta che viaggiamo riduciamo il camper ad una piccola biblioteca. Ogni anno passiamo almeno una ventina di giorni in Croazia, e siccome là non ho mai trovato una libreria (per me è una cosa assolutamente traumatizzante), preferisco partire con una super scorta di libri, nella paura di ritrovarmi con le mani in mano e non aver nulla da leggere. Figuriamoci che persino quando vado in università, in posta o in qualsiasi altro posto mi porto sempre un libro da leggere per i momenti morti. Non so stare senza un libro per le mani, ho bisogno di tenere il cervello sempre allenato, sennò mi sale il mal di testa con la noia. 

Ecco le mie letture estive!

Ho frequentato il liceo linguistico, e tra le lingue studiate c’è stato il tedesco. E’ una lingua che mi è sempre piaciuta profondamente, e ho particolarmente amato la letteratura ottocentesca tedesca: Eichendorff, Goethe, Kafka. Mi sono sempre ripromessa di rileggere in traduzione italiana quei testi, ma fino ad ora ho sempre avuto la mente impegnata in mille esami e non l’ho mai potuto fare. Quest’anno è quello giusto, quindi ho deciso che partirò con Goethe, leggendo “Le affinità elettive” e un tomo della serie del Wilhem Meister, un Bildungsroman (romanzo di formazione), intitolato “La missione teatrale di Wilhem Meister“.  Claudio Magris è invece un germanista che ho scoperto preparando la tesi su Elisabetta d’Austria, leggendo il suo saggio “Il mito asburgico”. Mi sono innamorata del suo stile di scrittura, e ho deciso di prendere in prestito in biblioteca altri due suoi libri. Il primo è “Danubio“, di cui vi lascio la descrizione presente in copertina (ve lo lascio solo di questo, sennò mi viene un post lunghissimo e prolisso. Gli altri, magari, ve li recensirò in altri post):

“Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti un viaggiatore che ripercorre con pietas e con humor il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico, attraverso i luoghi visitati e interrogati, la civiltà dell’Europa Centrale […] rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana. 
Viaggio esterno, dunque, e avventura interiore, minuziosa documentazione erudita che diventa materia di finzione e di digressione fantastica per un viandante curioso di luoghi, libri e persone che redige un piccolo Decamerone danubiano con storie e vicende, destini individuali e collettivi rimasti impigliati sulle rive del fiume e del tempo. Il Danubio diviene un labirintico percorso post-moderno, alla ricerca del senso della vita e della storia sull’atlante della vecchia Europa e del nostro presente.”

Non so chi ha scritto questo pezzo, ma è pura poesia. Sempre di Magris, ho preso in prestito “Illazioni su una sciabola“. Per coronare il tutto, una piccola biografia su Leopardi, uno dei miei poeti preferiti insieme a Pascoli e d’Annunzio.

In una libreria dell’usato, invece, ho comprato per soli due euro l’uno “Racconti” di Thomas Mann e “Il ritratto di Dorian Gray”.

Invece, quest’inverno, comprai questi libri che non ebbi il tempo di leggere per via della tesi, ma che ho intenzione di divorare ad agosto. Del primo, “Diario poetico di Elisabetta d’Austria“, ho letto solo qualche poesia che mi serviva per la tesi. Il secondo è un’opera omnia delle favole e fiabe dei Fratelli Grimm, una bella edizione della Mondadori pagata in offerta solo 10 euro.  Il terzo è un libro che contiene i racconti (piuttosto inquietanti) di Kafka: io ho letto in tedesco solo “la Metamorfosi”, e voglio rimediare. Il quarto è “La Cripta dei Cappuccini” di Joseph Roth, uno scrittore novecentesco che rievoca con nostalgia il passato asburgico: la cripta dei cappuccini è infatti il luogo di sepoltura dei reali austriaci. 

 

E infine: questo è il mio ordine fatto su IBS giovedì, che dovrebbe arrivarmi lunedì! *__* Non vedo l’ora! Non piace pure a voi il profumo del libro nuovo? PS: se non riuscite a leggere i titoli cliccate per ingrandire!=) 
Ho comprato principalmente libri di storia: Eva Cantarella è una docente di Storia greca e romana, e mi piacciono parecchio i suoi libri perchè sa sapientemente accostare il mito alla storia, e con parole semplici riesce a spiegare concetti un po’ ostici come le norme e le giurisdizioni greco-romane. I miei due libri trattano dell’amore, spaziando dall’amore adulterino a quello matrimoniale, ovviamente con ricordo al mito e alla poesia.
Ho ordinato due biografie sul re Ludwig, poichè conosco poco su questo personaggio: la maggior parte delle nozioni le ho desunte dalla biografia di Sissi. Un libro sul mito di Barbie, consigliatomi dalla mia relatrice, uno sull’attentato dove rimase vittima Sissi, e infine due libri erotici: Cinquanta Sfumature di Grigio e “Sul mio Corpo”.

 

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