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The Sailor Crystal #6: Sailor Uranus

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Buon inizio settimana gente!
Quando sarà online questo post sarò a Milano per la laurea di un’amica, quindi risponderò ai vostri commenti martedì. A proposito, il 14 luglio mi sono laureata io pure: un bel 110 e lode con tanto di complimenti della commissione! Sono assurdamente felice! ❤
Oggi torna una collaborazione che voi ben conoscete: sto parlando di The Sailor Crystal con la dolcissima Foffy! Oggi la protagonista è Sailor Uranus, seconda outer senshi del manga. Rinfreschiamoci ora la memoria:

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Nel post dedicato a Sailor Pluto ho già sottolineato quanto poco si sappia di queste misteriose guerriere: persino la stessa Luna, la gatta incaricata dalla regina Selene di vegliare su Sailor Moon e le altre, non possiede alcuna informazione su di loro.
Sailor Uranus compare per la prima volta nella serie animata nella terza serie, la mitica Sailor Moon e il cristallo del cuore, la cui sigla ha sempre un posto di rilievo negli mp3, cellulari e chiavette varie. E’ la compagna di Sailor Nettuno, cosa accuratamente censurata da molte televisioni occidentali: in Italia Heles e Milena (Haruka e Michiru nell’originale giapponese) sono improvvisamente diventate “migliori amiche”, in America addirittura “cugine”. Immagino non ci sia bisogno di sottolineare quanto queste modifiche siano state assolutamente superflue e sciocche, quindi mi limito a dire che, sebbene ora condanni tali scelte e le consideri frutto di una mentalità chiusa e retrograda, preferisco ricordare la gioia che mi dava guardare questo cartone animato dopo la scuola, e la tenerezza che ancora mi suscita pensare a quei momenti.

Nella vita di tutti i giorni, Heles è una studentessa esattamente come le altre guerriere. A causa del suo aspetto mascolino, viene sovente scambiata per un ragazzo, e per questo motivo è sovente circondatada un nugolo di ragazzine pronte a farle la corte, cosa che fa sempre sorridere Milena.

E’ una ragazza dal carattere forte, protettivo e possiede una grandissima forza di volontà: da un certo punto di vista, può essere associabile a Sailor Jupiter, con la quale peraltro si scontra durante i primi incontri. D’altro canto, però, Heles è decisamente più matura di Morea,e ciò è dovuto alla differenza di età tra le due: Morea è a tutti gli effetti un’adolescente, vittima dei suoi umori, Heles è più donna, più incline alla stabilità emotiva.
L’unica distrazione che si concede sono i motori: la si vede spesso in sella a una moto o al volante di un’auto super sportiva mentre sfreccia a tutta velocità per le strade di Tokyo.

Sailor Uranus riceve i suoi poteri da Urano, definito il pianeta dei venti, con riferimento alla composizione gassosa del corpo celeste. Una curiosità: Urano e Nettuno sono definiti dagli astronomi “pianeti gemelli”, in quanto presentano composizioni simili. Non è un caso, dunque, che le due guerriere agiscano sempre in coppia: esemplificano, in tal modo, la complementarietà dei loro pianeti d’origine.
L’attacco principale di questa Sailor è “Bomba di Urano, azione!”: per realizzare questo attacco, Sailor Uranus solleva in alto la sua mano destra, evocando inizialmente un’energia dorata che si agglomera delineando la sagoma del suo pianeta. . Successivamente getta con forza la sfera a terra, che inizia a spaccarsi, scatenando un terremoto e attirando dei fulmini intorno ad esso. Gli ideogrammi che compongono il nome di questo attacco contengono le parole “cielo”, “Mondo celeste” e “sisma”, e fanno riferimento ai poteri del dio romano Urano, personificazione della volta celeste e l’unico dio in grado di scatenare terremoti.  Come le altre outer senshi, infine, possiede un talismano – una spada – in quanto ha un cuore talmente puro da non aver paura di sacrificare la vita di un innocente per salvare le sorti dell’umanità. Nella terza serie, infatti, Sailor Nettuno e Sailor Uranus sono alla ricerca dei famigerati talismani che consentirà loro di salvare il mondo: quando scopre di avere dentro al suo cuore quel talismano, non esita a suicidarsi affinché Sailor Moon possa raccogliere quell’arma così potente e salvare il pianeta Terra. Sarà solo grazie a Sailor Pluto che le due guerriere torneranno in vita, imparando a gestire di conseguenza il potere dei talismani.

Ammetto che – di nuovo – è stato abbastanza difficile interpretare questa sailor. Non è una donna che vedrei molto truccata e, quindi, avevo progettato per lei un make up all’insegna del nude. Poi ho deciso di seguire la strada opposta, cercando di valorizzare la sua tempra e il suo carattere forte e risoluto conferendole, infine, un tocco dark che richiama la sua provenienza. Ed ecco il risultato.

Ho scurito leggermente il mio incarnato naturale, pensando alla passione per i motori di Heles: gironzolando con la sua decapottabile si abbronzerà pure, no? Nel concept iniziale, comunque, c’era anche l’idea di fare un contouring un po’ marcato per dare spigolosità ai miei lineamenti tondeggiandi: idea fallita miseramente.
Il trucco occhi richiama la divisa della guerriera: ho cercato di dare molta luminosità allo sguardo, richiamandomi all’attacco principale della Sailor, utilizzando il water eyeshadow di Kiko n°208. Ho sfumato il tutto con un meraviglioso grigio bluasto di L’Oréal, il Chrome Shine n°179 Noir Etoilé, che secondo me richiama molto la gonna e il colletto della divisa. Ho tenuto la sfumatura alta, affinché incombesse sullo sguardo e conferisse al tutto un’aria più misteriosa. Lo stesso colore, infine, l’ho steso un po’ sulle labbra, mischiandolo a un rossetto troppo aranciato che avevo e che stonava terribilmente con l’insieme: il n°86 Kitch di Gosh Cosmetics. Il risultato mi piace, e credo che potrei utilizzarlo anche in un trucco da tutti i giorni: sebbene l’oro non sia tra i miei colori preferiti, trovo che spicchi davvero molto con quell’ombretto scuro.

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi

Base: Matitone Lady Lya Biologica n°440,
Palpebra mobile: L’Oréal Chrome Shine n°175 Brun Argenté, L’Oréal Chrome Shine n°179 Noir Etoilé, Kiko Water Eyeshadow n°208.
Rima interna: Kiko Vibrant Eye Pencil n°603
Mascara: Estée Lauder Sumptuous Infinite.

Viso
Bourjois Healthy Mix Serum, tonalità Vanille
Fondotinta Jade Minerals, tonalità Fair
Essence Sun Club, 01 Ibiza Sun (lighter skin)
Cipria/terra Essence 01 Autumn & the city (LE Hello Autumn)
Cipria Maybelline Fit Me! Ivory.

Labbra
L’Oréal Chrome Shine n°179 Noir Etoilé
Gosh Cosmetics, rossetto n°86 Kitch. 

Vi lascio la bellissima Sailor Uranus di Foffy! *___*

 

 

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy, versione Tizy  
Sailor Venus:
versione Foffy, versione Tizy
Sailor Pluto:
 versione Foffy, versione
Tizy

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The Sailor Crystal #5: Sailor Pluto

20 commenti

Buon lunedì ragazzuole/i!
Oggi torna una collaborazione alla quale tengo moltissimo: la rubrica The Sailor Crystal, in collaborazione con la bellissima Foffy. Adoro portare avanti queste tipologie post, ma ahimé nei prossimi due-tre mesi non so quanto avrò tempo: la tesi incombe e sono abbastanza stressata. E non riesco a pensare ad altro, sono sincera. Non so se avrò la testa per scrivere altri post, e non so neppure se  riuscirò a tenermi in pari con voi. Lo so, direte voi, che ci vuole a leggere due righe e a commentare. E’ vero, dedicando un’oretta al giorno materialmente potrei farcela, il problema è il deficit dell’attenzione della sottoscritta.

Bando alle ciance. La protagonista del post di oggi è Sailor Pluto, prima outer senshi (ovvero del Sistema Solare Esterno)  a comparire nel manga. Ma facciamo un passo indietro: vi ricordate di cosa parla la nostra rubrica?

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

 

Sailor Pluto è un personaggio piuttosto misterioso, di cui né l’anime né il manga raccontano granché. Fa parte del gruppo delle Outer Senshi, ovvero delle Guerriere del Sistema Solare Esterno chiamate a proteggere Silver Millennium (Il Regno della Luna) dalle minacce esterne – appunto – al Sistema Solare. Per questo motivo, queste guerriere compaiono soltanto dalla terza serie in poi, quando i nemici arrivano da luoghi remoti dell’universo e le Inner Senshi non hanno un potere sufficientemente forte per affrontarli da sole.
Le Outer Senshi – Sailor Uranus, Sailor Neptune e Sailor Pluto – si caratterizzano per le divise dai colori cupi e dal possesso di tre talismani che servono a evocare la Coppa Lunare: la spada sacra, lo specchio e la Sfera di Granato, quest’ultima appartenente a Sailor Pluto.

 Sailor Pluto compare per la prima volta, eccezionalmente, verso la fine della seconda stagione come la misteriosa amica di Chibiusa. Di lei, inizialmente, s’ode solo la voce che proviene da Luna P – la palla magica del mostricciattolo dai capelli rosa – che sovente rassicura la piccola Chibiusa nei momenti di difficoltà. La bambina la chiama, sia nel manga che nell’anime, semplicemente Pu, abbreviazione della pronuncia giapponese di Pluto, Puruto.

 Soltanto successivamente ci viene rivelato che Sailor Pluto è la Custode delle Porte del Tempo, compito che le è stato affidato dalla Regina Selene (Queen Sereniy) quando era ancora bambina. Per questo motivo, non può allontanarsi da quel luogo, non le è permesso viaggiare nel tempo e le è proibito fermare il tempo. Ciò fa di lei una guerriera molto solitaria, la cui unica amica è la Piccola Lady – Chibiusa – alla quale consente di tornare nel passato per cercare di salvare le sorti del regno della Luna.

Nelle serie successive, tuttavia, Sailor Pluto arriva sulla terra per combattere al fianco delle altre Guerriere, rivelando così i suoi poteri, naturalmente legati alla mitologia antica.
Il suo nome, come avrete intuito, deriva da Plutone, nome che fa riferimento all’omonima divinità romana dell’oltretomba. Il riferimento alla morte è  evidente in molti suoi attacchi, tra cui il Dead Scream (Meteorite di Plutone, azione!) e  il Garnet Ball, che prevede l’utilizzo del talismano che crea un vento attorno all’oggetto definito nel manga come vento dell’oltretomba. Sempre a Plutone si ricollega il suo ruolo come Guardiana del Tempo, in quanto nell’antichità l’Ade era considerato una specie di varco temporale che permetteva il passaggio tra il tempo della vita terrena e quello dell’aldilà.

Del suo alter ego terrestre, Sidia/Setsuna, si sa ben poco. Nella sue prime apparizioni ci viene presentata come una studentessa universitaria di Scienze Naturali, mentre successivamente alleverà insieme a Sailor Neptune e Sailor Uranus la piccola Ottavia/Hotaru, reincarnazione della defunta Sailor Saturn. 

Ammetto di essere in difficoltà nella descrizione di questa Sailor. Di lei so veramente poco, è un personaggio che non ho mai conosciuto veramente a fondo e che non ho mai sentito molto affine. Ho sempre pensato fosse davvero troppo diversa dalle altre: molto più matura, molto più donna, quasi. 
Di lei mi ha sempre colpito l’eleganza innata e l’estrema delicatezza che mostra in ogni occasione. A differenza di Urano e Nettuno, non è mai aggressiva né impetuosa: guida con materna fermezza le inner Senshi nelle battaglie più difficili, senza mai rimproverarle, e in qualche modo fa da seconda mamma alla piccola Chibiusa, alla quale tocca convivere – almeno sulla terra – con una madre piuttosto frignona. 

Ciò che ho voluto portare a galla, nel make up a lei dedicato, è l’eleganza. Chi mi conosce lo sa, non sono certo miss raffinatezza e confesso di essere oltremodo in imbarazzo quando mi tocca, come si suol dire, vestirmi bene. Sono una donna da scarpe da ginnastica, jeans/tuta e T-shirt, non una da tacchi e tailleur. E nemmeno riuscirei a mantenermi per tutta la giornata così ben vestita e ordinata. Insomma, sono tutta il contrario di Sailor Pluto: per questo spero che gradirete questo mio esperimento. 

Il trucco realizzato è un banalissimo omaggio alla divisa della guerriera. Il colore di base scelto per quest’occasione è stato il bordeaux e ho avuto così modo di utilizzare, per l’ennesima volta, la palette sui toni del borgogna di Kiko. Negli occhi ho voluto concentrare tutto l’alone di mistero che circonda questa guerriera, incupendo un po’ lo sguardo con Noir (Ultra Mattes Dark V2 di Sleek) ma lasciando un bel punto luce al centro della palpebra mobile. Nella rima interna ho steso Tarnish, una matita di Mac dal colore verde -grigiastro che ho trovato adatto per illuminare un poco il makeup e per richiamare il colore dei capelli di Sailor Pluto. 
Le labbra, infine, sono un maldestro tentativo di replicare il tono del rossetto di Pluto durante la trasformazione. Sarebbe dovuto essere un color lavanda, ma faceva a pugni con il resto della composizione. Credo di aver realizzato quello che in gergo trucchifero si chiama layering, ovvero ho “costruito” un nuovo colore di rossetto usando come base la matita di Catrice Berry e Selly e sfumandola con il rossetto Ciclamino di Bottega Verde. L’insieme, tuttavia, restava ancora un po’ troppo cupo, e ho voluto dare un tocco di luce al centro delle labbra con il pigmento di Essence Cotton Candy.
Al collo, infine, porto Forgotten, una creazione del mio moroso che mi ricordava in qualche modo il vestito da sera di Pluto mostratovi più sopra. In realtà, a conti fatti, non c’entra molto, ma trovavo che conferisse al tutto un’aura regale. 

Prodotti utilizzati

Occhi
Base: Cream Eyeshadow Vamp! n°601 Illusion Grey di Pupa
Palpebra Mobile: Palette 101 Bordeaux (i tre colori più scuri) di Kiko, Noir della palette Ultra Matte Dark V2 di Sleek.
Rima interna: Tarnish di Mac Cosmetics
Rima esterna: ombretto più scuro della 101 Bordeaux di Kiko

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush: Rossetto Ciclamino di Bottega Verde

Labbra
Precision Lip Liner 040 Berry&Sally di Catrice
Rossetto Ciclamino di Bottega Verde
Pigmento 11 Cotton Candy di Essence

Correte a leggere il post di Foffy e ad ammirare la sua bellissima versione di Sailor Pluto! 😀 

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy
, versione Tizy  
Sailor Venus: versione Foffy, versione Tizy

The Sailor Crystal #4: Sailor Venus

19 commenti

Ciao ciao ciao!
Oggi concludiamo la parte relativa alle Inner Senshi – ovvero le Sailor del Sistema Solare Interno – con un post dedicato alla biondissima Sailor Venus. Intanto vi rinfresco le idee sul contenuto della nostra rubrica!

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Sailor Venus è un personaggio dalla storia lunga. Originariamente doveva essere la protagonista del manga, tant’è che nel concept originale aveva pure gli odango come Sailor Moon. Col tempo, è diventata parte delle Inner Senshi che affiancano e proteggono Usagi, nonché loro leader. Questo ruolo non si nota granché nella serie animata – infatti io ne sono venuta a conoscenza soltanto leggendo il manga molti anni più tardi – mentre nella finzione letteraria è oltremodo rimarcato, in particolare dalla spada sacra – fatta di cristallo d’argento illusorio – che lei riceve proprio dalla Regina Selene, madre della principessa Serenity.
Sailor Venus è anche l’unico personaggio ad avere una storia pregressa: prima fra le Sailor a risvegliare i suoi ricordi grazie all’incontro con Artemis, il micio bianco parlante, ha condotto una brillante “carriera” come Sailor V, aiutando la polizia nei casi più difficili e combattendo contro la Dark Agency, una sorta di organizzazione criminale affiliata al Dark Kingdom, in Italia tradotto come il “Regno delle tenebre”. Nei panni di Sailor V indossa una mascherina che la rende irriconoscibile – ah ah ah – e una divisa che è una via di mezzo tra quella da senshi e quella scolastica.

Guerriera dell’amore e della bellezza, i suoi poteri derivano da Venere, secondo pianeta del Sistema Solare. Anche in questo caso, l’astronomia e la mitologia greca ci possono aiutare per definire meglio questo personaggio. Tanto per cominciare, i suoi attacchi hanno tutti a che fare con la luce: notoriamente, Venere è il corpo celeste più luminoso nel cielo dopo la Luna e, fin dall’antichità, è definito Stella del Mattino o Stella della Sera. O, per dirla alla dantesca, Lucifero, colui che porta la luce.
Per dimensioni e massa, infine, Venere è definito il pianeta gemello della Terra, e anche in questo caso potrete notare la notevole somiglianza tra Sailor Moon e Sailor Venus, entrambe biondissime e dai grandi occhi blu.
Nella versione manga Sailor Venus, in qualità di leader, indossa una cintura d’oro in vita che spesso usa come arma: la sua presenza è dovuta al fatto che gli ideogrammi che compongono la parola giapponese Kinsei (Venere) hanno un riferimento ai metalli preziosi, in particolare all’oro. Nell’anime questa cintura sparisce per comparire sottoforma di catena durante attacchi speciali, che prendono il nome di Spirale dell’amore di Venere o Catena dell’amore di Venere.

Il suo alter ego terrestre è Minako Aino – o Marta nella trasposizione italiana – una ragazzina che vive in compagnia del suo gatto Artemis e dei suoi genitori, che non sono mai menzionati.
All’inizio del racconto Minako viene presentata come una guerriera seria e ligia al dovere, tant’è che spesso Luna rimprovera Usagi di non essere abbastanza simile a lei. In realtà, col passare del tempo, le due ragazze si rivelano essere estremamente simili anche nel temperamento: entrambe sono pigre, poco interessate allo studio ma parecchio inclini alle distrazioni e al divertimento. Se c’è da fare una partita in sala giochi sono in prima posizione.
Marta è una ragazza molto sportiva, ed è una pallavolista provetta. A differenza dell’amica Usagi, Minako riesce con successo in qualsiasi sport, e la sua atleticità l’aiuta più volte nelle battaglie.
Caratterialmente parlando, è estremamente chiacchierona e logorroica, anche se il più delle volte tende a sbagliare clamorosamente  proverbi e modi di dire. Come l’amica Morea, tende ad innamorarsi di ogni ragazzo carino che incontra, e pure lei è rimasta scottata dall’amore per un fantomatico Adam.

Avvertenze:

Quello che state per vedere non è decisamente uno dei miei trucchi meglio riusciti. Se possibile, è il peggiore tra quelli dedicati alle Sailor. Abbiate pietà: l’arancione mi sta da cani, e mi fa sembrare malatissima.


Occhiaie, occhiaie everywhere. Ecco come potrei intitolare questa foto. 
Questo trucco doveva in realtà essere pronto settimana scorsa, ma alla sottoscritta è presa una crisi di nervi non appena ha iniziato a stendere l’arancio e ha constatato quanto stesse male su di lei. Credo di aver trovato il primo colore che mi sbatte realmente, perché mi fa sembrare malata e con un’epatite in stadio avanzato. Gioia e Giubilo, gente, gioia e giubilo. 

La mia idea era quella di proporre un trucco occhi che ricordasse la divisa di Sailor Venus e che, in qualche modo, trasmettesse la sua vitalità. Ho cercato di richiamare, in qualche modo, i suoi poteri legati alla luce utilizzando su buona parte del viso l’illuminante Mary Lou Manizer, in particolare nella zona occhi, per rendere lo sguardo splendente. In qualche modo, però, ha contribuito a mettere in risalto le occhiaie e, più che una Venus peperina, sembro una Venus fatta di acidi. 
Il trucco occhi è davvero molto semplice e vorrebbe simboleggiare l’attacco “Fascio di Luce” che questa Sailor utilizza fin dalla sua apparizione. Ho steso, a mo’ di eyeliner, una vecchissima matita di Essence dall’effetto metallizzato, la 03 Iron Goddess, in modo che fungesse da base per l’ombretto, un mix tra gli arancioni presenti nelle palette Snapshots e Lagoon di Sleek e la 04 della Chic Chalet di Kiko

L’esperimento che ha avuto miglior esito in questo trucco è senza dubbio quello del rossetto. Quando ho iniziato a pensare al trucco per Sailor Venus avevo in mente solamente due cose: il fiocco rosso e la tonalità del rossetto che appare nella gif che vi ho messo. Il fiocco l’ho replicato con un meraviglioso cerchietto di Bijou Brigitte dal fiocco gigantesco che indosso sempre con soddisfazione anche se la gente mi guarda malissimo e mio papà dice che paio un uovo di pasqua. Ragazzuole, se lo trovate prendetelo: non ve ne pentirete! Vi sentirete Biancaneve per un giorno! 
Tornando al colore delle labbra, è il risultato di un sapiente (?) mix di rossetti e ombretti al fine di ottenere un arancio intenso e luminosissimo: posseggo rossetti color corallo, ma hanno una tonalità delicata che non si prestava a questo makeup. Per replicare l’esatta sfumatura, ho utilizzato l’ultra glossy di Kiko n°807 come base, per poi stenderci sopra uno strato abbondante di lipgloss effetto volumizzante di The Balm, il Tutti My Frutti. Infine, con un pennellino labbra, ho sfumato un abbondante strato dell’ombretto arancio della palette di Kiko. Questo è il risultato! 

Prodotti Utilizzati

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel
Palpebra Mobile: Sand Walker e Martini (palette Snapshots di Sleek), Sandollar (palette Lagoon di Sleek), Twilight (palette Duochrome Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: illuminante Mary Lou Manizer di The Balm
Eyeliner: 03 Iron Goddess (Metallic EyePencil di Essence), Tequila Sunrise (palette Snapshots di Sleek), Ariel (palette Lagoon di Sleek) e ombretto arancio della palette Kiko 04 Daring Fires Hues.
Mascara: Sumptuous Infinite di Estée Lauder
Rima Interna: Defindedly Black di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush: 03 Untamed Coral di Kiko (LE)
Illuminante: Mary Lou Manizer di The Balm

Labbra
Ultra Glossy di Kiko n°807
Lipgloss The Balm Tutti my frutti
Ombretto arancio della palette Kiko 04 Daring Fires Hues.

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento a gennaio, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Pluto!  Ebbene sì, arrivano le Outer Senshi!
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto!
Vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!
Intanto, vi invito a leggere il post di Foffy dedicato a Sailor Venus! 😀


Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy, versione Tizy


S

The Sailor Crystal #3: Sailor Jupiter

24 commenti

Buongiorno ragazze!
Oggi la rubrica The Sailor Crystal – sempre, naturalmente, in collaborazione con la dolce Foffy – si arricchisce con un nuovo personaggio: Sailor Jupiter. Prima di analizzare a fondo questa guerriera, però, rinfreschiamoci un po’ la memoria e ricordiamoci di cosa tratta la rubrica:

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

Guerriera del tuono e del coraggio, Sailor Jupiter deve i suoi poteri a Giove, quinto pianeta del Sistema Solare. In particolare nell’anime i suoi attacchi sono legati al fulmine, anche se nel manga compaiono attacchi legati al mondo vegetale come il Flower Hurricane. La prima tipologia di poteri è legata naturalmente al dio greco Zeus, tradizionalmente associato ai fulmini attraverso i quali punisce gli umani colpevoli di empietà.
Gli attacchi di Sailor Jupiter, infatti, sono decisamente violenti ed estremamente aggressivi.  

I suoi poteri si riflettono in parte nel carattere del suo alter ego terrestre, Makoto Kino o Morea che dir si voglia. Giunge alla scuola di Bunny con una reputazione da delinquente: nei corridoi si vocifera che sia stata espulsa dalla sua vecchia scuola a causa di una rissa. E tutti hanno paura di lei: è alta e minacciosa, e la sua diffidenza nei confronti del prossimo non la rende certo ulteriormente simpatica. 

Chi non ha certo paura di lei è Bunny – altrimenti detta l’incosciente – che le si avvicina attratta da uno strabiliante cestino della merenda pieno di leccornie. Scopriamo quindi immediatamente qual è l’hobby di Morea: la cucina
Nella quale, tra l’altro, riesce pure molto bene. Cosa che non possiamo certo dire di Bunny: ricordate quando porta in dono a Marzio dei biscottini bruciacchiati e potenzialmente radioattivi? 

Sebbene tanto minacciosa e maschiaccia all’apparenza, Makoto è nella vita di tutti giorni estremamente femminile e, purtroppo, anche un po’ fragile. Il coraggio emerge naturalmente in caso di combattimento e non si tira mai indietro se c’è da difendere le amiche ma – ed è un grosso ma – ha un bel punto debole: l’amore. 
Quando frequentava la vecchia scuola, infatti, usciva con un ragazzo di qualche anno più vecchio di lei – nel manga chiamato semplicemente sempai – che l’aveva illusa con sogni e promesse e lasciandola per un’altra. Così Morea si è costruita una corazza attraverso la quale tenta di difendersi dalle altre persone: piuttosto che soffrire ancora, preferisce farle scappare prima. 
Prevenire è meglio che curare, da un certo punto di vista, ma Makoto non può fare a meno di vedere negli occhi di ogni ragazzo che incontra quelli del suo antico amore. E ogni volta soffre indicibilmente. 
E’ la forza della disperazione, però, a fare di lei una guerriera così potente: in qualche modo, io credo che sfoghi la sua rabbia repressa e, perché no, anche la potenza di un amore non corrisposto  attraverso la forza prorompente del fulmine. 

Il trucco che ho realizzato per Sailor Jupiter è stato uno dei primi che ho progettato quando ho avviato la collaborazione con Foffy. Amo il verde e trovo che sia uno dei colori che  sta meglio,  ha sempre risaltato sul mio viso e da quando ho i capelli violacei ancora di più. Parliamoci chiaro: stavolta ho davvero sguazzato per bene nella mia comfort zone. 
Per i miei occhi volevo un colore deciso e intenso quanto il carattere di Morea, e non ho trovato nulla di più adatto del pigmento verde smeraldo di Kiko, il n° 13.  Ha un’intensità che ha pochi eguali tra i suoi simili, e dei riflessi argentei e dorati spettacolari. Sapete qual è la sua unica pecca? Il barattolo gigantesco. Non lo finirei mai, manco se dovessi truccarmi da incredibile Hulk.
Bando alle ciance: ho costruito il mio make up sul pigmento Kiko – a proposito: solo a me pare che viri al verde acqua in queste foto? -.- – utilizzando per l’occasione un acquisto recente: la Garden Of Eden di Sleek! In realtà tanto recente non è: la comprò per me la dolcissima Violet l’anno scorso, e ci siamo potute vedere solo di recente. E l’ha conservata per me per ben un anno intero ❤
La base per il pigmento è stata l’ombretto Evergreen, steso su tutta la palpebra mobile. Una volta steso il pigmento, nell’angolo esterno dell’occhio ho usato Tree Of Life, sfumato con Veleno e Twilight della Duochrome. Avete notato che sto utilizzando la Duochrome praticamente in ogni trucco? Il giorno in cui non avrà l’ombretto che desidero piangerò caldissime lacrime.
A definire il tutto, nella rima inferiore, c’è la matita Undercurrent di Mac: credo di non aver mai posseduto una matita così bella e che conferisse tanto carattere allo sguardo.
Sailor Jupiter, però, non è solo coraggio e aggressività. E’ anche dolcezza, romanticismo, delicatezza. Ed è per questo che, sulle labbra e sulle guance, non ho voluto caricare con colori scuri. Sulle labbra vi è Legende di Chanel, che nella realtà è più chiaro di quel che appare in foto ma abbiate pazienza: io e fotosciòp non siamo amici – mentre sulle guance vi è un blush di H&M, l’Autumn Flower, quello dalle tonalità rosate. E no, non vi sto ingannando: vi assicuro che c’è, ma la Leica ha reso il mio viso una maschera di porcellana. Levandomi anche l’incombenza di cancellarmi i brufoli, tra l’altro.

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel.
Palpebra mobile: Evergreen e Tree of Life  (Garden of Eden palette di Sleek), Kiko Pigment Loose  n°13 verde smeraldo, Veleno e Twilight (Duochrome palette di Neve Cosmetics)
Arcata Sopraccigliare: Eve’s Kiss e Forbidden (Garden of Eden palette di Sleek)
Eyeliner: Eyeliner Pen di Essence
Mascara: Lash Princess di Essence
Rima interna: Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima esterna: Undercurrent di Mac

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower (versione rosa)

Labbra
Legende di Chanel

E ora… SPAM
Il mio moroso ha aperto una paginetta per le sue creazioni, AgoCentrico – Fantasie in Soutache.  Da qualche tempo crea gioielli con una tecnica particolare proveniente dall’Est Europa – il soutache, appunto – che consiste nell’elaborazione di  gioielli – ma anche cerchietti e chincaglierie simili – per mezzo della cucitura di perle, perline, cabochon e stoffe. Inutile dirvi, se vi va, di dare un’occhiata! 😀
Ecco una delle sue primissime creazioni, di cui io mi sono appropriata 😉

Con questo banner, infine, Foffy e io vogliamo salutarvi e darvi appuntamento ai primi di dicembre, quando arriverà una nuova paladina della legge: Sailor Venus
Chiunque vorrà partecipare, come sempre, sarà il benvenuto! ❤
Al solito, vi rimandiamo alle nostre pagine facebook (Foffyland, La Piamigole Gattara) per qualsiasi notizia o chiarimento fresco di giornata!

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy

Alla prossima! ❤

The Sailor Crystal – #2 Sailor Mars

29 commenti

Oggi, con mia somma gioia riprende la rubrica The Sailor Crystal, in collaborazione con Foffy
Gioia e naturalmente un po’ di rammarico, a dir la verità: era dal primo di aprile che non pubblicavamo post a riguardo. Complici l’estate e gli esami abbiamo continuato a rimandare, ed eccoci qui. Promettiamo dedicarci più frequentemente a questo progetto!

Vi ricordate di cosa tratta questa rubrica? No? Eccovi le parole di Foffy: 

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

La protagonista di oggi è la guerriera del fuoco e della passione, Sailor Mars
I suoi poteri derivano da Marte, secondo la mitologia classica dio della guerra e, per i giapponesi, astro del fuoco. I suoi poteri infatti hanno tutti a che fare con il fuoco, anche se Sailor Mars li integra con i poteri divinatori del suo alter ego terrestre, Rei Hino o – per dirla alla Bim Bum Bam – Rea.
(A proposito: quante volte ho ripetuto la parola poteri? Ahimé, non so più scrivere! -.-)

Nell’anime, Rea è la migliore amica di Bunny.
Nel manga – e anche nel nuovo adattamento dell’anime – le due non hanno un rapporto così particolare, sebbene qualche screzio emerga lo stesso. 
Da questo punto di vista, io seguito a preferire la prima versione animata, perché è legata ai miei ricordi più cari di bambina. Come vi dicevo nello scorso post, per noi bimbe cresciute negli anni ’90 era d’obbligo giocare alle Sailor, e Sailor Mars veniva interpretata da quella che all’epoca era la mia migliore amica, Giulia, con la quale ho condiviso più o meno 18 anni della mia esistenza. 
Giulia era adattissima al ruolo, aveva gli stessi capelli corvini, lunghissimi, e gli stessi occhi profondi. Ma non aveva il caratteraccio di Rei, perché delle due la più scalmanata ero come al solito io.  Proprio come Rea fa con Bunny, comunque, riusciva sempre a rimettermi coi piedi per terra e a farmi superare le mie paure e le mie difficoltà. 

Rei ha una doppia anima, ed è per questo che ho voluto ricreare due make up differenti. 

Rei è una studentessa, è figlia di un politico che è sempre in viaggio per affari. E’ una bellissima ragazza e frequenta la scuola privata della sua città. Ma…c’è un grosso ma. Rei è soprattutto una miko, una sacerdotessa di un tempio di Tokyo dove pratica l’arte divinatoria. Di lei la gente ha paura, perché le sue previsioni sono sempre esatte e perchè è affiancata da due corvi, che ha addestrato come fossero animali domestici: Phobos e Deimos, Paura e Terrore, nella mitologia greca i  figli di Ares e Afrodite e, in astronomia, i nomi dei satelliti del Pianeta Rosso. Come i due satelliti i corvi non l’abbandonano, e sono pronti a intervenire quando avvertono una minaccia che incombe sulla loro padrona. 
Le persone si rivolgono a lei per avere un responso, un aiuto su come affrontare gli spiriti maligni. Salgono con timore al suo Tempio, perché la reputano una strega
E lei stessa, prima dell’arrivo di Bunny, ne è convinta. Ed è sempre sola. 


Il primo trucco – che in origine doveva essere il solo a comparire in questo post – vuole essere un omaggio a quest’anima stregata e tormentata di Rei
Compaiono soltanto tre tonalità principali, ognuna con il suo preciso significato: il bianco è un omaggio alla Pergamena, della quale si serve Rei per attaccare i nemici, ma anche per scrutare tra le fiamme nel tentativo di trovare una spiegazione ai dubbi che la lacerano. Il rosso è il colore della passione, una passione in qualche modo limitata e protetta da una marcata linea nera, da Phobos e Deimos. 

La realizzazione è stata per me oltremodo difficoltosa e, come potete constatare voi stesse, decisamente imprecisa. 
Non avevo un ombretto bianco a disposizione e, per forza di cose, ho dovuto utilizzare tutti i miei strumenti per creare una base effetto gesso: in ordine, matita bianca di Essence (una di quelle double), Pillow Talk della Ultra Mattes V2 di Sleek, Me My Self  & Eye della Showstopper di Sleek e un pizzico di pigmento 007 di Jade Minerals. 
Con molta attenzione, ho creato una sfumatura molto alta sotto l’arcata sopraccigliare con il pigmento Essence Paparedzzi e il rosso della palette 04 Daring Fire Hues di Kiko (LE Chic Chalet): purtroppo, se dal vivo appariva un bel rosso vivo, qui emerge un tono rosato che non avevo notato. 
Ho circondato, infine, tutto il trucco con la matita Liquirizia di Neve Cosmetics, non troppo adatta allo scopo visto che si  è spatasciata qua e là…No, dai, non diamo troppo la colpa alla matita: parliamoci chiaro, in queste cose sono piuttosto inabile. 

Provo sentimenti contrastanti riguardo a questo trucco. Appena realizzato ne ero super entusiasta, tanto da volerlo mostrare a Foffy senza nemmeno sistemare le foto. Poi nel corso della notte mi sono venuti un sacco di dubbi atroci, della serie: fa schifo, non è sfumato bene, si vedono gli errori, la gente mi darà della pagliaccia
Se c’è una cosa che mi ha insegnato Foffy, tuttavia, è il sapersi mettere in gioco. Come dice lei non siamo professioniste, e ci mettiamo del nostro meglio. Beh, per ora questo è il miglior makeup non portabile che abbia mai fatto, e tutto sommato è già un grande passo avanti esserci riuscita. 

LISTA PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base:  Essence 2in1 Kajal Pencil, 01 Black&White, parte bianca.
Palpebra mobile: Pillow Talk (Sleek, Ultra Mattes Dark V2), Me My Self & Eye (Sleek, Showstopper), pigmento 007 Jade Minerals
Arcata Sopraccigliare: Pigmento Essence Papredzzi, ombretto rosso della palette 04 Daring Fires Hues (Kiko, Chic Chalet LE)
Contorno occhi: Matita Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima interna: Matita Liquirizia di Neve Cosmetics
Rima Esterna: Double Glam Eyeliner 05, parte viola (Kiko, Siberian Flowers LE)
Mascara: Max Bold Curves di Rimmel

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower

Labbra
Rihanna di MacCosmetics

Con l’arrivo di Bunny, Rea subisce una metamorfosi
Scoprendo i suoi poteri ella riscopre se stessa. Finalmente ha uno scopo nella vita, finalmente ha capito il perché di quegli strani poteri che la imprigionano. 
E impara a tirare fuori il suo lato umano, rivelandosi una ragazza caparbia ma dolcissima, dura ma altruista. E’ pronta a combattere per difendere la sua Principessa, ma soprattutto è disposta a sacrificarsi per le sue amiche, per coloro che l’hanno fatta sentire amata. 
Rea mette da parte il suo lato oscuro per imparare a stare in mezzo agli altri, poiché non li vede più come una minaccia. Da strega Rea torna a essere semplice sacerdotessa. 
Un essere umano, insomma.
E’ questo il grande potere di Sailor Moon: la capacità di far vincere le proprie paure agli altri, pur essendo tanto insicura. Rea ne è un esempio: se prima usa la sua forza per difendersi dal mondo esterno, ora la incanala per offrirsi al mondo. 

Ciò che ho voluto omaggiare, con il secondo trucco, è il cambiamento repentino di Rea: da miko intimidatrice a ragazza comune che combatte per la giustizia. 
I colori, stavolta, sono più dolci. Sono un omaggio alla sua divisa, naturalmente: il classico rosso e il viola, che richiama il fiocco del corpetto. Stavolta la matita nera non opprime più gli occhi, ma ne segue dolcemente le linee naturali – sbavando un po’, visto che il mio eyeliner di Kiko ha deciso di abbandonarmi in quel momento. 
A completare il tutto la mia faccia stazzonata post dormita di 12 ore: ho realizzato questo trucco appena sveglia! E sì, indosso il pigiama. 

PRODOTTI UTILIZZATI

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel, ombretto Baby Skin di Madina
Palpebra mobile:  Pigmento Essence Papredzzi, ombretto rosso e ombretto viola della palette 04 Daring Fires Hues (Kiko, Chic Chalet LE), Utopia (Palette Duochrome Neve Cosmetics).
Arcata sopraccigliare: pigmento 007 Jade Minerals
Eyeliner: Ultimate pen di Kiko
Matita occhi: Liquirizia di Neve Cosmetics
Mascara: Max Bold Curves di Rimmel

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush H&M Autumn Flower

Labbra
Rihanna di MacCosmetics

Bonus Track: Moroso che scassa le balle quando faccio le foto! 😉

“Visto che in molti ce lo avete chiesto, sappiate che tutti potete creare come noi i make up delle Sailor. Foffy e io non siamo persone che impediscono nulla, anzi, siamo contente di tale entusiasmo, basta un credit e il gioco è fatto.
Proprio per questo vi anticipiamo che la prossima Sailor che tratteremo sarà Sailor Jupiter (la mia preferita del quartetto ).
Ci piacerebbe molto conoscere la vostra Sailor preferita sul vostro volto, dunque se come ci avete scritto ve la sentite di interpretarla fatelo pure. Naturalmente potete anche recuperare le (poche XD) Sailor che abbiamo già mostrato.
Avvisateci poi sulle nostre pagine facebook (FoffylandLa Piamigole Gattara), così verremo a leggervi con piacere”

[Sailor Mercury: versione Foffy, Versione Tizy]
 Intanto…correte a leggere il post di Foffy!!!!! ❤

FOTD/MOTD: primi approcci con la Duochrome di Neve Cosmetics

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Venerdì scorso è approdata su questi lidi la mitica palette Duochrome di Neve Cosmetics, con la somma gioia della sottoscritta e la somma tristezza del suo portafoglio. 

“ohmioddio, la Duochrome è una palette figherrima!”

Se mio padre ve lo dovesse chiedere, comunque, la palette non è mia: è un pacco arrivato per conto di una mia amica che, poverina, lavora tutto il giorno e non può ritirare gli ordini. Daddy, hai visto che figlia giudiziosa e altruista che hai?
(Seriamente, gente, come diavolo fate a imboscare gli ordini che fate quando in casa avete genitori rompiballe che vi accusano – a ragione – di avere le mani bucate?)

Bando alle ciance. 
Vi racconto un po’ di antefatti: quando uscì la prima Duochrome mica la volevo. Ero alle prime armi col makeup, mi sembrava una follia spendere una cifra simile per una palette, per di più con dei colori così folli. Non è che la mia abilità nell’acconciarmi sia drasticamente migliorata, ma la mia capacità nel truccarmi dell’epoca è esemplificata chiaramente dalla seguente immagine:

Poi ho iniziato a seguire pagine su pagine di makeup e soprattutto a osservare gente ben più abile di me tirare fuori dei trucchi da paiura da quella palette. Lo sapete, no? Si resiste a tutto tranne che alle tentazioni e io sono una personcina molto influenzabile. Facciamola breve: la frase “lavogliolavogliolavogliolavoglio” ha iniziato a martellarmi nella testa tipo martello pneumatico. Tàtàtàtàtàtàtà
E mi sono accodata al gruppo di fanatiche che spaccava le balle a Neve Cosmetics per riavere la Duochrome anche solo in edizione limitata.

Credo che santa Neve Cosmetics si sia rotta bellamente le scatole di leggere i soliti commenti sul ritorno ipotetico della Duochrome. La posso capire: collaboro con una fanpage di Bones e spesso prenderei a randellate certi fan. Si ripetono sempre le medesime cose, ma nessuno ascolta. O tutti sono troppo pigri per leggere. 
Comunque: alla fine della fiera ci ha accontentate. Prima spedendo cialdine come Pollicino lasciava le briciole di pane nel bosco per ritrovare la strada di casa (bravo, piccolo idiota), poi spedendo palette. Santa pace: quando ho visto la nuova confezione mi sono venuti gli occhi a cuore! Non sembra la palette di Sailor Moon?

Sta di fatto che è uscita martedì scorso, e venerdì era già a casetta mmmmmia. E sabato era già all’opera. Mai l’avrei detto, ma è una palette che ti fa venire voglia di truccarti, di sperimentare. Ha una resa e una scrivenza fantastiche, e fa sentire delle makeup artist anche delle inette come la sottoscritta. Inoltre è super versatile: a vederli così non sembrano colori da tutti i giorni, eppure si realizzano tranquillamente dei makeup relativamente sobri. 

Sabato sera ho realizzato un trucco sui toni del viola, cosa piuttosto rara perché non amo particolarmente questo colore. Avevo voglia di sfruttare una tinta labbra di Deborah regalatami dal moroso, la n°6, e ho pensato che si sarebbe abbinata benissimo a Mela Stregata. Ed ecco qui il mio primo trucco realizzato con la Duochrome, un makeup piuttosto semplice e non troppo sfumato, ma che comunque un po’ valorizza i riflessi delle diverse cialde. Non sono abile a sfumare e spesso sbaglio pure gli abbinamenti, ma stavolta credo di aver realizzato qualcosa di relativamente bilanciato. 
Non sto a spiegarvi la tecnica: mi sono già scordata i passaggi – hallo! Ich bin eine blogger da strapazzen – sappiate solo che ho condito tutto ‘sto viola con Polline e Pioggia Acida per illuminare lo sguardo. :3

Prodotti Utilizzati

Occhi
Base: Primer Exaggerate di Rimmel, ombretto Baby Skin di Madina
Palette Duochrome di Neve Cosmetics: Pioggia Acida, Mela Stregata, Polline, Veleno, Twilight e Mezza Estate
Illuminante: ombretto 004 Magnetic Dream di Rimmel
Matita occhi Liquirizia di Neve Cosmetics
Mascara: Sumptuous Infinite di Estée Lauder

Viso
Fondotinta Light Rose di Jade Minerals
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline

Labbra
Matita Labbra n°11 di Deborah
Tinta Labbra n°6 di Deborah

See you soon! ❤

Acquisti parigini

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E’ passato quasi un mese dalla mia vacanza a Parigi e, con la celerità che mi contraddistingue, mi accingo ora a mostrarvi il bottino makeupposo che mi sono portata a casa.  A esser sincera avrei voluto acquistare qualcosina in più, ma ho speso buona parte del mio denaro in dolci, cartoline, segnalibri e libri. Per dire: son tornata a casa con 30 euro in cartoline, fate un po’ voi… Ogni volta le compro per usarle come segnalibri, e poi finisce che, per paura di perderle, le lascio riposte nelle scatole ricordi che compongo dopo ogni viaggio. Dovrei decidermi a creare almeno un album….

Ecco qui tutto il mio bottino beauty, che al rientro ha viaggiato nello zaino del moroso perchè nella mia valigia non ci stava più nulla. Quanto amorrrrre, prima o poi scoppierà e butterà tutti i carichi extra che gli appioppo nel fiume.  :3

A Parigi mi sono innamorata di Monoprix, una catena di negozi tipo Ovs, anche se alcuni avevano anche il supermercato all’interno. E’ stato un colpo di fulmine non appena ci sono passata davanti lunedì pomeriggio, appena scesa dal treno.  Era a portata di mano, proprio sotto casa mia, e ci avrei volentieri comprato anche altro se avessi avuto più tempo. Pazienza!
Tutto ciò che vedete in foto è stato acquistato da Monoprix, esclusi naturalmente i due Tea Tree di The Body Shop, acquistati nell’omonimo negozio. Dopo la meravigliosa esperienza con il tea tree ho deciso di far scorta nell’attesa che, magari, aprano uno shop dalle parti di Brescia.

Fond de teint Healthy Mix Serum di Bourjois: visto milioni di volte sul blog di Soffice Lavanda – a proposito, grazie per la tempestiva guida agli acquisti francesi, uscita proprio mentre ero in vacanza laggiù – lo bramavo con tutta me stessa.  Da brava idiota ho sbagliato colorazione: ho preso Vanilla, che era il colore più chiaro esposto (non c’era traccia della colorazione più chiara, altrimenti l’avrei presa) e, con le luci del negozio, sembrava perfetto per me. Mi sono accorta il mattino successivo che era leggermente più scuro della mia pelle, ma ho rimediato schiarendolo con un fondotinta minerale molto chiaro.
La consistenza mi piace parecchio: è freschissima, non lascia alcuna sensazione appiccicosa o “di troppo” tipica dei fondi liquidi e lascia sulla pelle un profumo fruttato molto piacevole. Come base per il fondo minerale funziona da dio, perché fa resistere il fondotinta al caldo e alle intemperie. Non è coprente, purtroppo, quindi direi che va bene per uniformare un po’ l’incarnato e basta.

Acqua Termale Evian: ammetto di avere comprato la minisize per pura curiosità ma, tutto sommato, non capisco che benefici dovrebbe apportare oltre al rinfrescare la pelle. Grazie a lei mi sono ustionata per bene, comunque. Chi è, secondo voi, la deficiente che, in coda fuori da Notre Dame sotto un sole cocente si spruzza beatamente l’acqua termale addosso, noncurante degli ammonimenti degli amici sul rischio scottature? Io, ovvio.
Alla sera avevo un fantastico segno della canotta, evviva!

Acqua Miscellare Bioderma: un ruolo fondamentale qui lo giocano Daniela e Takiko che hanno tessuto (e tessono tuttora) lodi di questo prodotto per mesi. Mi hanno incuriosita a tal punto che non ho resistito e mi sono portata a casa un litro di struccante per la modica cifra di 17 euro (che, lo ricordo, qui in Italia è il prezzo della singola confezione). E’ stato, tuttavia, l’acquisto dell’ultimo giorno, prima di intraprendere il viaggio del rientro. Inizialmente non ero troppo convinta di volerla acquistare – sono ancora una novizia delle acque miscellari, perché finora ho testato soltanto quella di Auchan – ma ho iniziato a paciugarci da Monoprix: la tenevano accanto agli espositori di makeup insieme ad altri struccanti per permettere alla clientela di scegliere il prodotto che più preferiva per struccarsi, e mi sono resa conto che lasciava la pelle davvero morbidissima, con una grande sensazione di pulizia. Così ho deciso: MIA!

Scrub all’albicocca e Siero viso al lici e all’aloe Monoprix: naturalmente si tratta del marchio omonimo della catena di negozi, che propone una linea viso interamente bio. Non sono una bio talebana e lo sapete, né sono una che usa preferibilmente prodotti bio, ma ho acquistato questi prodotti perché incuriosita dalle profumazioni delicate: vedremo come si comporteranno!

Gel rassodante alla papaya di Lovea: marchio che ho avuto la gioia di usare con soddisfazione in questi due anni e che, in questo caso, mi ha regalato una parziale delusione: questa crema ha un odore chimico e non ha alcun effetto rimodellante. Assorbe tuttavia in tempi relativamente brevi e lascia la pelle morbida, ma in linea di massima non vedo l’ora di finirla. (Sì, ho cominciato a testarla già a Parigi)

Tea Tree Oil di The Body Shop: c’è altro da dire? Ho semplicemente fatto scorta!!

E voi cosa avete acquistato durante le vostre vacanze? Avete mai provato qualche prodotto descritto?
Un bacio!

Tizy

Beauty delle vacanze

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Buon inizio settimana ragazze!
Questo è un post programmato, al momento sono in viaggio verso Parigi e non so se riuscirò a rispondervi prima di essere rientrata.

Oggi post banalissimo e classicissimo sul beauty delle vacanze! Che cosa mi sono portata dietro? Sarò riuscita a non mettere in valigia tutta la casa come mio solito? Scopriamolo insieme!
Osservando la mole del mio stash mi sono resa conto che, quest’anno, sono stata davvero parsimoniosa: sono sparite le palette superflue, i mille mila flaconi di questo o quel detergente, le maschere viso. Già, le maschere viso. Me le sono portate appresso per anni prima di rendermi conto che non le avrei mai, mai usate. Suvvia, dopo ore e ore di camminate chi ha voglia di spalmarsi della robaccia sul viso e attendere che si asciughi? Io no di certo. Voglio solo infilarmi in doccia, lavarmi il più in fretta possibile e fiondarmi a letto. Fine.
Pronte? Cominciamo!

1) Sezione Skincare/Haircare

Perdonate la location della foto!

 

Sono stata brava, nevvero? Escludendo il classico spazzolino e il docciaschiuma (quest’ultimo lo  porterà il moroso, ci siamo divisi il peso. In cambio io gli presterò lo shampoo), mi sono limitata a sette prodotti : crema viso,  detergente viso, salviettine struccanti, shampoo, balsamo, deodorante e dentifricio. Potrei fare un ulteriore sforzo e travasarli in flaconcini più piccoli ma no, I don’t give a fuck. Che leggiadramente tradotto vuol dire: sono più pigra di un bradipo e travasare dei liquidi mi costa uno sforzo immane.
Da sinistra verso destra:

Detergente Viso seboriequilibrante Ischia Termae: regalo della zia paterna, proviene dritto dritto dalle terme di Ischia ed è una manna dal cielo per le pelli grasse. Ne basta una piccola dose per pulire a fondo, e non secca per nulla la pelle.

Shampoo Kalemata per lavaggi frequenti: dico solo questo: profuma di menta e l’odore persiste per un paio d’ore sui capelli! Scoperta recente, ma lo adoro e già non ne farei più a meno. Sgrassa bene i capelli ma non li rende una scopa di saggina, e con poche gocce fa una bella schiuma profumosa. Dopo il lavaggio i capelli appaiono leggerissimi, e quel sentore di menta mi dà l’impressione che siano molto puliti.

Dentifricio Marvis alla menta acquatica: Contagio di Drametta, l’avevo visto sulla sua pagina FB e desideravo tantissimo provare questa marca! Finalmente ho trovato una minisize da Acqua e Sapone, e non vedo l’ora di sperimentarlo!

Deodorante roll on Garnier Mineral Extreme: la linea mineral è la mia preferita, niente come lei blocca il tanfo di sudore per ore in giorni afosi. Solitamente prediligo i deodoranti spray, ma per una questione di praticità ho optato per il roll-on.

Balsamo Toni&Guy HairMeetWardrobe per capelli danneggiati: Uhm, mi serviva? No. Conosco questa marca? Nemmeno. Ma stava da acqua e sapone a 50 cent e ho deciso di dargli una possibilità. 

Salviettine Struccanti all’acqua di Rose di Roberts: sono già al secondo pacchetto, le uso quando sono dal moroso per il weekend e le adoro. Sono bagnatissime, profumatissime e levano anche i trucchi waterproof. Una manna per quando si va di fretta e non si ha voglia di cincischiare con latte detergente e compagnia bella. 

Crema viso per pelli miste di Roberts: sì, proprio quella dell’acqua di rose. L’ho trovata a maggio/giugno da Coin e da allora non l’ho più mollata. E’ adatta all’estate perché si assorbe immediatamente e non lascia quel sentore di untino/qualcosa in più che detesto e che, la maggior parte delle volte, mi fa desistere dall’utilizzare la crema.

Prodotto Bonus, inserito all’ultimo minuto:  crema per gambe stanche di Equilibra (LINK)! 
Sapete, io odio le creme corpo: detesto mettermele perché non assorbono mai, mai mai. E sentirmi tutta appiccicaticcia per le ore seguenti mi fa saltare i nervi. Questa è una vera coccola: è in gel, è freschissima, assorbe in un lampo e riduce parecchio la sensazione di gambe stanche. Ho pensato che sarebbe stata utile dopo giornate intere passate a camminare. 

 

2) Sezione Make up

In questo caso, la mia capacità di selezione si è ridotta drasticamente. Diciamo che, per i miei standard, questo è bagaglio di trucchi davvero esiguo: dopo il viaggio di laurea, in cui mi ero portata quasi tutto il mio stash di trucchi (a mio suocero è quasi venuto un ictus, nel vedere la mole di roba che mi accingevo a stipare nel bagno del camper), e dopo l’esperienza di Bibione, in cui il beauty si era drasticamente ridotto ma avevo finito per portarmi roba che alla fine non avevo usato, stavolta mi sono data un ultimatum. E mi sono detta:  “Tizy, quali sono i prodotti più pratici che hai e che useresti alle sette della mattina in fretta e furia prima di visitare il Louvre?“. Ed ecco qui il risultato.

 La base, diciamoci la verità, avrei potuto ridurla semplicemente a fondotinta minerale, blush in crema e cipria. Alla fine, però, non ho saputo resistere e ho infilato il blush tint di Essence e le due minitaglie di Benetint e di High Beam di Benefit Cosmetics, per abbinarli ai rossetti che mi sono portata. Inoltre, chi lo sa: magari ci scappa una cenettina carina in un bel ristorante…Meglio essere preparati ad ogni evenienza, no?

Per la sezione “black” degli occhi non possono mancare le mie matite nere (Liquirizia e il Soft Kohl di Rimmel), un mascara waterproof (Max Bold Curves di Rimmel) e… due eyeliner. Uno per quando vado di frettissima (l’Ultimate Pen di Kiko) e uno per quando avrò un pochino di tempo in più da dedicare ai miei occhi: quello in gel di Rimmel.  Due matite son troppe? No. E’ che mi piace stare tranquilla. Il mio tesssshoroooooo.

Sezione ombretti: il minimo indispensabile per realizzare trucchi nature e un pochino più strong, a seconda dell’estro. La base è sempre lei, l’ombretto in stick di Kiko n°28, e lo accompagnano l’ombretto Baby Skin di Madina, che fungerà da base per gli eyeliner, e Wenge Wood, un ombretto marrone scuro e opaco di Fm Group. Infine lui: l’ombretto in crema Pupa Vamp! n°601, garanzia di ogni trucco luminoso e veloce che si rispetti.

E veniamo ora ai pennelli: me ne sono portati soltanto tre, gli irrinunciabili: uno double di H&M, adatto per l’eyeliner e le sfumature, uno di elf per l’ombretto in crema e infine il catbuki di Neve Cosmetics per il fondotinta minerale.

Nota dolente: i rossetti! Ammetto di non aver saputo ridurre il bagaglio a meno di quattro rossetti: Russian Red, Speak Louder di Mac, un matitone Madina, e Amore di Neve Cosmetics. E un balsamo labbra colorato che mi sono regalata al termine della sessione estiva, il Benebalm di Benefit di colore rosso.  Son certa che li userò tutti e cinque, e in mia difesa posso dire:  sono piccoli e non occupano spazio in borsa! 😛

Che ne dite del mio beauty-case? Per favore, ditemi che siete pessime quanto me! 😛

Most Played: sessione estiva

39 commenti

Da oggi entro anche io nel team #MostPlayed ideato dalla dolcissima Chiara (aka Golden Violet <3)!! 
Che cosa sono i Most Played? Semplicemente: i prodotti più utilizzati nell’arco di un mese! O, nel mio caso, nell’arco della sessione estiva: non credo di avere la costanza di pubblicare un post del genere al mese, così…utilizzerò un arco temporale maggiore. 

Bando alle ciance: cominciamo!
Vi premetto subito una cosa: nei periodi estivi sono molto, ma molto monotematica. Non ho quasi mai voglia di truccarmi, quindi quando devo andare dal moroso pesco una manciata di prodotti dalla cassettiera e quelli rimangono nei secoli dei secoli amen, perché non ho voglia di svuotare il beauty. Idem per i “trucchi da esami“: ho messo sulla lavatrice, in bagno, un mini beauty con 2/3 marronazzi che mi servono per creare un look relativamente sobrio da ragazza studiosa (cosa non si fa per ingannare i docenti, eh?) . Iniziate a sbadigliare, gente!

1) Sezione viso

Jade Minerals Foundation in Fair & Light Rose: da quando Teresa mi ha convinta ad acquistare un fondotinta da Jade Minerals, lo scorso agosto, è scoccata la scintilla.  E’ coprente e resistente al sudore: ideale nelle giornate di calura!
A maggio ho ordinato anche la versione Light Rose, che sto utilizzando in questo periodo perché il mio viso si è leggermente scurito a causa delle lunghe camminate/biciclettate sul fiume. Peccato che il sito chiuda, mi ha aiutato davvero molto nella conversione al fondotinta minerale. 

Maybelline, Cipria Fit Me! in 120 Classic Ivory: altro prodotto, altro contagio, questa volta da parte di A bad girl loves silence. Attratta dalle sue review entusiastiche riguardo al fondotinta, a gennaio mi fiondai da acqua e sapone armata di buoni sconto. Il fondo naturalmente non c’era, così optai per la cipria: acquisto azzeccatissimo! Opacizza, fissa per bene i fondotinta liquidi e, nei miei giorni migliori, basta soltanto lei per coprire i rossori del viso. 

Essence, Blush in 01 Ice Bomb! (LE Me & my ice cream): è lui, è lui il colpevole! Quello che mi ha fatto venire la blushite!! Fino all’agosto scorso i blush non mi piacevano granché: non sapevo stenderli, non mi duravano e mi facevano venire il nervoso. Poi è arrivato lui, un arancione (a mio avviso) freddo che in un colpo solo dona un colorito sano alle guance e le illumina. E dura pure tutto il giorno. Insomma, la perfezione. 

2) Sezione occhi (varie ed eventuali)

Kiko, Ombretto in stick n°28 Ivory (LE Colours in the world): il mio primer preferito. Da quando l’ho comprato non ho più avuto bisogno di alcun primer per gli ombretti classici, perché mantiene vividi i colori per tutto il giorno. Qualche volta lo utilizzo pure sotto l’arcata sopraccigliare per dare un po’ di luce, ma l’uso principale resta come base ombretto. 

Madina, Ombretto Royal Velvet in Baby Skin: è il mio prodotto jolly poiché, essendo del colore esatto della mia pelle, lo uso per qualsiasi cosa: in accoppiata allo stick di kiko per creare una base uniforme su cui stendere l’eyeliner, per sfumare, come correttore e come cipria. Ci dovrò fare una review: è semplicemente fantastico. 

Rimmel, Scandaleyes Gel Eyeliner in Black: da quando ho i capelli corti non riesco a fare a meno dell’eyeliner, perché adoro come mi mette in risalto gli occhi. Questo ha un tratto nero molto, molto intenso (a differenza di quello di Maybelline, che più che un nero è un grigio scuro), e necessita semplicemente di una passata. Unica pecca? Dura solo un paio d’ore senza una base d’ombretto sotto. Cosa che non faceva il suo fratellino low cost (che riposi in pace) di Essence.

Rimmel, mascara Max Bold Curves in Black: c’è poco da dire: amo i mascara Rimmel e non ne ho ancora trovato uno che mi abbia delusa. Fanno i bei ciglioni, resistono nel tempo. 

Rimmel, Soft Kohl in Black: era in omaggio col mascara (6,90 da Acqua e Sapone), ed è stata una piacevole sorpresa, perchè scrive bene nella rima interna e non cola. E’ un pochino dura, ma il tratto è bello nero. 

Neve Cosmetics, matita Liquirizia: acquisto recente (regalo del moroso <3), per ora non mi ha deluso. E’ morbida e ha un colore intenso, ma per fortuna non cola dopo poco come fa il suo fratellino Bosco. 

3) Ombretti universitari

Ecco i tre ombretti che mi spalmo in faccia quando ho gli esami! La banalità più totale, lo so, ma ho visto fin troppi clown nella mia università: gente che non sarebbe in grado di sfumare manco un ombretto trasparente che “indossa” una specie di smoky verde acqua alto fino alle sopracciglia. Rabbrividisco ancora al sol pensiero. 
Insomma, in certe occasioni prediligo un trucco neutro, qualcosa che non si noti troppo e che, al contempo, non crolli miseramente dopo due ore di afa. E questi tre amici fanno al caso mio:
Bottega Verde, ombretto Taupe: il mio primissimo color tortora, contagio della bella Drama e da allora mai più mollato. Molto luminoso e modulabile,  rende benissimo anche su una base scura.
– Essence, Mono Eyeshadow in 35 Party All Night: un marrone/oro metallizzato da paiura che, se utilizzato nell’angolo interno dell’occhio, dona immediatamente luce allo sguardo. Il che, credetemi, è utilissimo quando si hanno esami al mattino presto.
Essence Eyebrow Stylist Set: comprato quando ho iniziato ad appassionarmi al makeup e subito abbandonato nei cassetti. Ho scoperto fin da subito che la cura delle sopracciglia non fa per me: mi vedo subito come la zingara de La luna nera (com’è che si chiamava quel programma tv?!). L’ho riscoperto quando ho capito che potevo utilizzarlo sulle palpebre a mo’ di ombretto e, spesso, quando sono in ritardo, faccio uno smoky super veloce con lui. 

4) Ombretti Random

Continua incondizionato l’amore per questa palette, la Showstopper di Sleek (recensita QUI): pensare che, all’epoca, non volevo nemmeno acquistarla… Ha tuuuuuutto ciò che mi serve: that’s all

5) Labbra

Mac, Lipstick Russian Red: da quando ho tagliato i capelli uso solo lui. Sarò ripetitiva, ma amo vedere le labbra ben delineate da questo rosso – su di me un po’ cupo – a dir poco fenomenale. E’ uno dei miei rossetti da sabato sera, ma non amo indossarlo di giorno perché, purtroppo, non dura molto a lungo. 

Mac, Lipstick Speak Louder: regalo di una cara amica, è solo da un paio di settimane nel mio beauty case ma entra di diritto nei #mostplayed: lo indosso ogni giorno. E ha una durata sensazionale. E mi esalta l’incarnato. E..E..E… tutto. Misentoffiga. (Modalità modestia on)

Neve Cosmetics, Pastello Amore: consigliatomi da Claire, non me ne sono proprio pentita: è stato amore letteralmente fin da subito! E’ un MLBB perfetto, dura per ore resistendo persino ai pasti: una matita che tengo sempre nella borsa dell’università per ogni evenienza! La pecca? La mina troppo morbida: si consuma in fretta e devo continuamente temperarla. 

L’Oreal, Rouge Caresse Lipstick in Dating Coral: altro contagio di Drametta, è il mio rossetto da università. Un poco più coralloso di amore – quindi non proprio un MLBB perfetto – tende a svanire dopo un paio d’ore. Mi è utile in università perché si presta a ritocchi veloci senza specchietto e non svanisce senza lasciare il contorno labbra colorato, cosa che ODIO. 

E voi? Quali sono i vostri Most Played? 

Tizy

Buff’d Cosmetics Samples: a review (finally)

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Esattamente il 2 maggio 2013 mi arrivò a casa il pacchettino di Buff’d Cosmetics contenente diversi campioncini da testare.  Ora, all’alba del 28 di agosto, sono finalmente pronta per farvi una review il più dettagliata possibile.

Innanzitutto, per chi non conoscesse Buff’d Cosmetics, si tratta di una marca canadese che produce make up minerale privo di schifezze e, di conseguenza, un ottimo inci. Qui potete trovare maggiori informazioni riguardanti gli ingredienti utilizzati.
Quando li ho contattati, sono stati davvero molto gentili con me, accondiscendendo di buon grado alla mia richiesta di testare i loro prodotti e offrendomi la possibilità di provare il mio primo fondotina minerale in assoluto.
Il pacchettino conteneva due campioncini di fondotinta – scelti da me – un blush, un illuminante e due ombretti.

I samples all’apertura del pacchetto

Ed ecco i campioncini dopo mesi di utilizzo. Nella foto manca la Jar del Blush, che al momento dello scatto non ero riuscita a trovare.

I FONDOTINTA MINERALI

Ciò che mi ha stupita, spulciando il sito al momento di scegliere la tonalità adatta a me, è stata l’enorme quantità di tonalità di fondotinta: ben 69! Sì, avete capito bene 69 tonalità! 69 tonalità suddivise in 6 sottotoni ( cools, neutrals, beiges, warmes, goldens, olives) raggruppati in tre categorie di fondotinta: original, adatto a tutte le pelli, light per pelli secche e concealing per pelli grasse. (QUI potete vedere tutte le tonalità e le loro caratteristiche, che io vi ho elencato in modo mooolto scarno).

Lo ammetto, sono andata nel pallone al momento della scelta. Dei due che avevo scelto – Neutral Fair e Neutral Medium Light , entrambe della formulazione Light, mi è arrivata solo la seconda. E, in caso ve lo stiate chiedendo sì: sono cascata nel tranello, credendo che la tipologia Light corrispondesse al colore della pelle e non, come è in realtà, alla tipologia di pelle, ovvero quella secca. Purtroppo, me ne sono accorta due/tre giorni dopo esaminando il sito e il pacco era già stato spedito: sì, sono una ragazza sveglia sveglia sveglia.

Neutral Medium Light, nella formulazione Light (tutti questi light mi stanno mandando in pappa il cervello), dei due è il fondotinta che più si adatta al mio incarnato, nonostante sia leggermente più scuro. Quando mi è arrivata la bustina sono rimasta un pochino delusa, temevo che la quantità sarebbe bastata a pochissime applicazioni. Pff, povera idiota. A tutt’oggi ne ho fatte circa una decina, e avanza abbastanza prodotto per poterne fare almeno ancora un paio.
La coprenza è davvero molto alta, cosa che mi ha davvero stupita perchè non credevo che un fondotinta minerale potesse attenuare i bubboni che avevo all’epoca. Inoltre, basta davvero pochissimo prodotto per uniformare più che bene tutto il viso, operazione che ho fatto e continuo a fare con il mio adorato catbukino di Neve Cosmetics, inumidendolo leggermente.
La durata è buona, sebbene sia un fondotinta specifico per pelli secche su di me dura tranquillamente tutto il giorno, ma con il trascorrere delle ore tende a lucidarmi tantissimo la pelle. Me ne sono accorta rivedendo le foto del matrimonio di mio cugino, e con orrore, visto che la mia pelle non si era mai lucidata nemmeno con le porcherie di Essence. Tuttavia, con un po’ di cipria questo problema tende ad arginarsi, se non a scomparire del tutto se si ha l’accortezza di picchiettarsela un po’ sul viso ogni tanto.

Ecco quanto prodotto rimane!

Luciditàà luciditààà
(lei è mia zia paterna, mamma dello sposo)

Dell’altro fondotinta – Beige Medium Light nella formulazione Original, posso purtroppo dire ben poco, in quanto non ho potuto testarlo su strada: il colore è assolutamente troppo scuro per me. Si accettano suggerimenti su come utilizzarlo!
Trovo il prodotto molto più difficile da stendere rispetto alla formulazione light, mi pare che si distribuisca a chiazze sulla mia pelle, ma non so se sia una semplice impressione dovuta al colore troppo scuro oppure realtà effettiva.

IL BLUSH

Buff’d Cosmetics ha due tipologie di Blush: la Satin Pearl Blush (23 colori) e la Velvet Matte Blush (11 colori).  Con mia somma gioia, mi hanno spedito Ransom, che fa parte della seconda categoria: avendo la pelle che presenta molte imperfezioni è decisamente consigliabile utilizzare prodotti opachi per non attirare l’attenzione sui brufoli coi brillocchi.
Sul sito viene descritto come un rosa profondo, ma più che rosa a me pare aranciato e mi pare pure che viri sul mattone. E’ un colore meraviglioso, ma va assolutamente e necessariamente dosato: basta un pizzico di polvere in più per ritrovarsi le guance tumefatte. Tra l’altro ho notato che tende ad “aggrapparsi” al fondotinta sottostante e a rimanerci bello ancorato rendendo difficoltosa la sfumabilità. Ergo, andateci piano. Poco prodotto per volta e avrete un bell’effetto naturale!
Sulla pelle grassa ha una media durata, 5-6 ore e per me è un record – su una pelle secca (testato su mamma) dura tranquillamente tutto il giorno.

L’ILLUMINANTE

Buff’d Cosmetics presenta, nella sua linea cosmetica, 6 illuminanti o, per meglio dire, Illuminating Dust. A me è stato mandato Candlelight, che è una via di mezzo tra le colorazioni presenti sul sito. E’ un illuminante davvero molto, molto carino, delicato, elegante. Perfino io, che ho la manina pesante, dovrei praticamente rovesciarmi in faccia una jar intera per ottenere il temutissimo effetto lampione.
Non uso tutti  i giorni l’illuminante, anzi, generalmente lo limito ai weekend o alle occasioni importanti: durante la settimana sono praticamente sempre di fretta e meno prodotti uso meglio è.  Utilizzo questa polvere illuminante sotto l’arcata sopraccigliare e nell’angolo interno e sotto l’occhio, nella speranza di dare un po’ di luce ai miei occhi offuscati dalle lenti.
Purtroppo è difficile fare una foto esemplificativa di questa polvere illuminante: se non fosse per il leggero brillio, si fonderebbe perfettamente con la mia pelle.

GLI OMBRETTI

Buff’d Cosmetics ha una luuuuuuuuuuuuuuunghissima sfilza di prodotti per gli occhi suddivisa in 4 categorie: ombretti Satin Pearl (rullo di tamburi: 95!), Velvet Matte (26), eyeliner (9, in realtà sono ombretti molto più pigmentati di quelli appartenenti alle prime due categorie proprio per poter permettere un tratto più netto e cremoso), e infine i pigmenti (34).

I due ombretti che ho ricevuto appartengono alla categoria Satin Pearl – confesso, ne avrei preferito almeno uno matte – e sono Roland e Cosmic.

Roland è un ombretto Dramatico (per i non addetti ai lavori: Marrone) tendente al rossiccio. Da asciutto risulta quasi matte, bagnato presenta dei bei riflessi argentei. Io lo utilizzo prevalentemente da asciutto per un effetto molto naturale, ma ogni tanto mi piace usarlo come eyeliner per dare un tocco di intensitù – non troppo eccessiva – allo sguardo. La durata – con una base (Primer Essence, Primer per pigmenti Essence o Glassy di Astra) è molto buona e, se usato bagnato, necessita del bifasico per la rimozione.

Cosmic è invece molto più scuro, definito dal sito come un Dark graphite taupe. In sostanza, un color talpa piuttosto scuro tendente al grigio, un colore molto versatile che si intona perfettamente anche a Roland. Anche in questo caso, la durata con un primer è ottima, anche se ho notato che tende a sbavare molto più dell’altro.

CONCLUSIONI

I prodotti di Buff’d Cosmetics sono senza dubbio degli ottimi prodotti. Quando terminerò il fondo Jade Minerals molto probabilmente acquisterò un fondotinta full size di Buff’d per pelli grasse (probabilmente della medesima tonalità del primo fondotinta che vi ho mostrato) al costo di 20 $ per 15 grammi di prodotto. Ombretti, illuminante e blush li acquisterei nella sample size – ebbene sì, è possibile acquistare anche dei sample per 1,75 $ – perchè ne ho davvero troppi e non riuscirei a terminare una full size.
Nel caso vi interessassero i fondotinta, vi consiglio di ordinare dei campioncini per vedere quale colore si adatta di più a voi: il minimo d’ordine si aggira attorno ai 5,50 euro, e le spese di spedizione attorno agli 8 euro con un tempo di attesa stimato attorno ai 7 giorni.

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