Home

Di necessità virtù, o come sopravvivere alla trousse dimenticata.

35 commenti

Yoho – Yoho!
Indovinate chi è in folle ritardo per partecipare al contest indetto da Sara di Wannabe Renoir, che scade domani? Io! Io! Io! Io! *sventola la mano alzata come l’ex secchioncella che era*

E dire che questo contest cade proprio a fagiolo, si adatta alla mia persona come una seconda pelle, di cui non mi libererò troppo facilmente come fanno i serpenti con la muta.  “Tizianaaah, guarda che hai dimenticato la tua pelle morta in corridoio. Ecco perchè camera tua non sembra più un porcile ma è linda e pinta come un ospedale“. Seh, sognate, mammina e papino.
Bando alle ciance. Il post consiste nel rispondere a una semplice domanda

Che cosa comprereste se doveste dimenticare la trousse del cuore a casa?

Chiamatemi Miss Dimenticanza.
Il caro Giacomino Leopardi diceva che il ricordo suscita nelle nostre menti sollazzo, a causa dell’alone di vago e indefinito che lo circonda.
Balle. Io sono in grado di dimenticare sempre qualcosa, e il non riuscire a ricordare CHE COSA mi abbia fatto scordare quel determinato oggetto mi manda in bestia.  Ogni weekend preparo un beauty gigante per andare dal moroso e, sistematicamente, ogni volta che salgo in macchina, pronuncio la fatidica frase: “Ale, ho come la sensazione di aver dimenticato qualcosa“. Che sia una matita occhi, che sia un ombretto o che sia un mascara la reazione è sempre quella: imprecazioni in endecasillabi sciolti. A volte pure in versi alessandrini, giusto per stare in tema col mio compagno di sventure.

Sono figlia di due esseri profondamente ordinati e super organizzati e sono l’esempio lampante che la genetica toppa alla grande. Sebbene riesca ad organizzare eventi con largo anticipo, la preparazione di valige e affini mi manda in crisi.
Una cosa sola non dimentico mai: una scorta monumentale di mutande. Colpa delle paranoie di mia madre. Sto via 2 giorni? Ci vogliono almeno 7 mutande pulite. Sto via un mese? Si vuota tutto il cassetto della biancheria nella valigia. E pazienza se, magari, mi sto recando in un campeggio con tanto di lavatrici super carico e distese sterminate di lavatoi. Nah.  Metti che prende fuoco proprio quell’ala del campeggio.

Se dimenticassi la trousse super speciale, quella delle vacanze ad esempio, la prima strada che percorrerei sarebbe quella della nobile arte dello scrocco.  “Suocerina, non è che mi presti un lucidalabbra?” “Amichina, visto che ti ho regalato la Naked 2 per compleanno, non è che posso pucciare i tuoi pennelli dentro la tua trousse?
Molto probabilmente in qualche modo sopravvivrei. Tranne che per il fondotinta: essendo io la più pallida della combriccola, diventerei immediatamente una tamarrona anni novanta con il salubre e naturale colorito catrame.

La prospettiva più lugubre, più macabra, più mefistofelica sarebbe quella del dimenticare la trousse e non aver nessuno a cui chiedere in prestito qualcosa, soltanto un povero diavolo di fidanzato cui attribuire colpe non sue. Si sa, no? I morosi centrano sempre qualcosa.
Voglio essere ottimista: la dimenticanza, in questo caso, avverrà in una zona in cui sono reperibili tutti i prodotti necessari. Utopico? Forse. Ma a Vsar, in Croazia, dove per anni ho campeggiato insieme ai suoceri, l’unico negozio equiparabile ad una profumeria era un supermercato sfigato con 4 tipologie di shampoo e innumerevoli di cevacipcip (per le addette ai lavori: ćevapčići, salsicce dell’est europa).

BUH.
*fugge terrorizzata*

Passo namber uàn: La matita occhi nera

Prodotto essenziale (ed esistenziale) di ogni mio makeup. Blablablabla. La storia la conoscete, no? Per anni la matita occhi è stata l’unico trucco utilizzato. Senza di lei mi sento nuda, e i miei occhi spariscono dietro le lenti degli occhiali. Ho gli occhi piccini picciò e, a causa dell’abnorme differenza di gradazione tra una lente e l’altra, un occhio appare molto più grande dell’altro. Necessito della matita nera per cammuffare il tutto. E no: la matita panna non la voglio.
Tra le innumerevoli offerte di mercato, opterei per la Vibrant n° 600 di Kiko, che ha un rapporto qualità-prezzo insuperabile su di me. Morbida, super nera, resistente. Che volete di più?

Fidati di uno che ne ha provate tante!

Passo namber ctiù:  Un po’ di colore alle labbra, dannazione!

In seconda istanza mi fionderei ad acquistare qualcosa per le labbra, rossetto o lucidalabbra che sia.  Ho le labbra piuttosto chiare, che nel periodo freddo virano al bluastro, quindi mi piace avere un po’ di colore. Almeno sembro viva, ecco.  Probabilmente acquisterei un burrocacao colorato (tipo il mio amato burrocacao alla ciliegia Baby Lips di Maybelline), non perché necessiti di idratazione alle labbra, perchè non mi si sgretolano praticamente mai, ma per aver qualcosa da indossare senza aver bisogno dello specchietto.  E poi mi riacquisterei l’adorato 107 di Kate Moss: un doppione fa sempre comodo. Lo posso sempre lasciare in borsa di riserva, no?

Passo namber triii: BB Cream

A questo punto serve una base, qualcosa che copra la faccia di culo e i brufoli che sicuramente spunteranno. Perché loro lo sono senzienti. Loro sanno quando tu non disponi di prodotti per coprirli et cancellarli, e colgono l’occasione per fare capolino sulla tua pelle. Perchè diciamocelo: già fai paura senza trucco, con una costellazione di brufoli inzi a sembrare una Pimpa troppo cresciuta. Per non dare nell’occhio, ti resta soltanto di iniziare a parlare con i divani.
La mia scelta cadrebbe indubbiamente sulla BB Cream per pelli grasse di Maybelline, che ho avuto modo di testare in lungo e in largo nei mesi estivi e in autunno. Ha un’alta coprenza per non essere un fondotinta, si assorbe velocemente e ha qualche principio attivo (non chiedetemi cosa, la mia amica biologa mi ha detto che nell’inci c’è qualcosa a che fare col limone) che aiuta a seccare i brufoli.

Io in uno dei miei migliori portrait.

Passo namber fou: ombretti

Se dimenticassi la trousse a casa non mi passerebbe manco per l’anticamera del cervello di comprarmi dei pennelli. Avrei le MozartKugeln talmente girate che non avrei voglia di perdere tempo alla ricerca di pennelli economici e facilmente reperibili.
Così, mi resterebbe soltanto una via d’uscita: gli ombretti in crema. La mia scelta indubbiamente cadrebbe su uno dei Long Lasting Stick di Kiko, probabilmente un ombretto marrone chiaro, giusto per dare un tocco di luce al viso, e sull’ombretto in crema Pupa Vamp n°600,  per avere un colore scuro da alternare al marroncino.

Il risultato sarebbe questo, più o meno.

Passo namber faiv: mascara

Pare assurdo, ma il mascara non è uno step così indispensabile nel mio makeup delle emergenze, così lo inserisco tra gli ultimi, a pari merito con gli ombretti. Ho le ciglia lunghe di natura, non troppo scure a dir la verità, ma che si possono facilmente scurire con un po’ di matita nera. No, non sono pazza. Giuro che per le emergenze funziona!!!
Non ho particolari esigenze per il mascara, purché sia waterproof, ma un waterproof vero, non di quelli millantati da certe marche.  Esigo impiegare un buon quarto d’ora a levare tutto il mascara, esigo che quel quarto d’ora non mi basti, tanto da trovare tracce sul cuscino al mattino seguente. Della serie: devo darmi fuoco alle ciglia per struccarmi.

E voi cosa comprereste assolutissimamente se dimenticaste la trousse?

Annunci

PaciugoPedia #5

39 commenti

Ve l’ho detto, no? Io arrivo sempre in ritardo con i post, piombo a cazzo nel bel mezzo delle iniziative così, come se niente fosse.

Per chi ancora non lo sapesse, la PaciugoPedia è un’iniziativa inventata dalla socia pipistrellosa (aka Svampi) che sta avendo tantissimo successo tra le beauty blogger: ogni settimana, sulla pagina FB di Svampi, viene proposto un particolare trucco che poi  viene reinterpretato/ricopiato/emulato dalla blogosfera. In teoria il giorno paciugoso per eccellenza è la domenica – a mezzodì, se si vuole essere pignoli – quando, all’unisono, vengono pubblicati i post delle blogger più puntuali.

In pratica…beh, è mercoledì, no? Eccomi qui con la mia interpretazione del make up di Nicola Kate S, che potete vedere sul suo blog e su MakeupBee.

Proprio identichiiiiissimo -.-

Premessa

Da qualche settimana mi frulla nella testa l’idea di farvi vedere qualche mio make up, anche se mi sento davvero molto pasticciona e assolutamente incapace a confronto di certe ragazze che seguo da tanto. D’altro canto,  mi stuzzica l’idea di crescere anche da questo punto di vista, e di documentare un poco alla volta i miglioramenti.  Non vi prometto nulla, ma voglio vincere questa mia ritrosia.

Torniamo a noi!

Questa puntata della PaciugoPedia è caduta proprio a fagiolo: l’ho vista lunedì mattina e ho subito pensato che sarebbe diventata realtà, perchè mi aspettava un pomeriggio di ripetizioni e fino a quel momento non avevo la benché minima idea di come acconciarmi. 
Era la seconda volta che la PaciugoPedia veniva in mio soccorso, e ho pensato fosse un monito inviatomi dal Regno dei Cieli Makeupposi per inaugurare i pastrocchi su questo blog.

Prodotti Utilizzati

Occhi (nelle foto successive vi ho contrassegnato con una stellina i prodotti utilizzati)
Palette Kiko 01 Sumptuosus Mocha

Palette Naked by Urban Decay:  Sidecar
Palette ShowStopper by Sleek:  Sunset
Long Lasting Stick Eyeshadow by Kiko n°28
Eye Pencil Vibrant by Kiko n°600
Mascara Gosh Cosmetics

Viso
Jade Minerals Foundation in Fair
Blush: non pervenuto, mi sono ricordata di non averlo messo mentre stavo facendo ripetizioni.

Labbra
Lipstick Rouge Coco by Chanel in Legende

Ho steso su tutta la palpebra mobile, sotto l’arcata sopraccigliare e nell’incavo delle occhiaie l’ombretto in stick n°28 di Kiko (il color panna, per intenderci): di quanto ami questo prodotto non vi so narrare. Lo uso praticamente per tutto: primer, ombretto e illuminante sono gli usi classici, io lo metto pure al posto del correttore perchè ha la medesima tonalità della mia pelle.

Ho steso poi, tra quelli “stellinati”, il marrone più scuro della palette Mocha. Una volta terminato mi sono detta: “Diamine, ma quanto è scuro?!” e mi sono data alle correzioni. Ci ho schiaffato sopra il marroncino metallizzato a sinistra, e non del tutto soddisfatta ci ho dato una spolveratina di Sidecar.
Lo volete in bloggherese? Ho sfumato i due marroni più scuri tra quelli contrassegnati con Sidecar della palette Naked 1.

Il trucco proposto da Nicola presenta una linea di luce al centro della palpebra, ed ecco che è sceso in campo il beigiolino chiaro della Mocha. 

Infine, ho sfumato con il pennello da sfumatura di Essence un po’ di Sunset, un borgogna luminosissimo presente nella palette ShowStopper di Sleek. Solo ora mi rendo conto di quanto sia luminosa la mia versione rispetto all’originale: temo che avrei dovuto optare per un borgogna opaco, per far meglio risaltare i colori metallizzati.

Voi che ne dite?

Bonus: Il mio faccione palliduccio!

Tag DRAMAtico: My Top 5 Special Meaning Products

43 commenti

Sono mostruosamente indietro con i Dramatag: mentre la blogosfera è al settimo, io mi accingo a fare il secondo. Arriverò mai a farli tutti io pure? Abbiate fiducia: mio padre dice sempre che “con la calma e la vaselina l’elefant el gà enculat la galina” (con la calma e la vasellina l’elefante ha inculato la gallina). Sì, provengo da una famiglia di raffinati accademici della Crusca.

Oggi parliamo di cinque prodotti makeupposi che hanno uno speciale significato per noi,  tema scelto da Nero, seconda classificata al top 5 contest di Drametta.

 

5 prodotti dai significati speciali. 

a tutte capita di avere un rossetto speciale, quello che ci ricorda un avvenimento, che secondo noi porta bene o che ci fa sentire meglio.. l’ombretto che ci fa sentire coccolate perchè ce lo ha regalato la nonna e anche se il colore fa pena schifo pietà e compassione ce lo mettiamo uguale.. il gloss del nostro primo bacio – ormai rancido e immettibile – che continua a far bella mostra di sè in mezzo a tutti gli altri e che ogni mattina salutiamo con lo sguardo.

 

 

Matita nera

 Anche se nella foto vedete la Vibrant n° 100 di Kiko – mia fidata amica da una decina d’anni, ormai – è la matita nera in generale ad occupare un posticino speciale nel mio cuore, perchè mi ricorda la mia mamma.
La mia mamma non è per nulla un’appassionata di make up, non si trucca mai se non in rarissime occasioni, quando riesco ad acciuffarla e a darle una spolverata di ombretto sugli occhi.
C’è però un cosmetico che non abbandona mai, che indossa sempre, persino quando ha un po’ di influenza, ed è la matita nera. Da piccola, per me, era prassi quotidiana andare in bagno con lei mentre si preparava per andare al lavoro, e osservarla col naso schiacciato contro lo specchio tracciarsi una riga di matita nella rima interna nell’occhio.
Per me la matita nera ha simboleggiato l’ingresso nel mondo degli adulti: non vi dico che felicità quando, il primo giorno di scuola delle superiori, mia madre mi permise di indossarla.  Paradossalmente, proprio una persona che non se ne intende per nulla di trucchi ha fatto sì che compissi il primo passo verso quel mondo.
Da allora non mi abbandona più: è in ogni trucco che faccio, e c’è sempre un mozzicone di matita in qualche borsa, pronto ad aiutarmi in caso di necessità. Mi sento “nuda” senza una riga nero sotto l’occhio, trovo che senza qualcosa che li enfatizzi gli occhi spariscano dietro ai miei fondi di bottiglia.

 

Smalti

E come potevano mancare?
Non ho ricordi precisi del momento esatto in cui è scoppiata la mia mania smaltifera, ma so esattamente chi è la colpevole: mia zia paterna.
Spesso la gente si stupisce di quanto io e lei ci assomigliamo, sia fisicamente che caratterialmente. Da piccina ero praticamente il suo ritratto, e crescendo pure il carattere e il modo di comportarmi sono diventati molto simili, nel bene ma anche nel male, visto che siamo entrambe tremendamente lunatiche e nervose.
Da lei ho ereditato diverse passioni, la storia e la lettura, ad esempio, ma anche e soprattutto il make up e gli smalti. Quando ero alle elementari aspettavo con ansia il giorno di Carnevale, perchè era l’unico momento dell’anno in cui potevo esagerare col trucco, ed era lei l’addetta al look.
Di smalti ne comprava a bizzeffe, e tutti di marche costose, ma all’epoca non me ne rendevo conto. Mi piaceva osservare tutte le sue boccette colorate, e spesso non riusciva ad indossare lo smalto che si era appena comprata perchè io glielo portavo via. Pensare che mi sono mangiata le unghie per vent’anni, e mettevo lo smalto ogni morte di papa perchè erano davvero supercorte. Lei invece aveva le unghie lunghe, ben curate, che io ammiravo e invidiavo. Solo adesso mi rendo conto di quanto lei sia stata paziente con me, perchè io non cederei mai nessun mio smalto ad una bambina piccola.
Ogni volta che stendo lo smalto, quindi, penso a lei. Soprattutto visto che mio padre, che detesta cordialmente la puzza di smalto e acetone, mi ripete sovente “Sei proprio come la zia Evi!“, in un tono talmente rassegnato che quasi mi fa pena: in sostanza, saranno cinquant’anni che brontola per le stesse cose. Prima mia zia, e adesso io.
Nella foto potete vedere il mio primissimo smalto di Kiko, numero 169. Credo di averlo acquistato in 3-4 superiore, ergo ormai 8 anni fa. Un vecchione, ancora un po’ liquido ma assolutamente grumoso e colloso, eppure ancora lo conservo gelosamente: quei glitterozzi blu mi mettono tanta allegria.

Naked 1

Questa palette è stata il mio primo prodotto serio, dopo anni di pasticci e pasticciotti vari con Essence e Kiko. La collego al mio moroso, perchè è stato lui a fare a metà con me affinché la potessi avere, dopo che ero stata quasi un’ora da Sephora in adorazione dello stand.
Ad Ale potrei associare tanti miei trucchi, tra cui il famoso Russian Red, ma ho voluto scegliere la Naked perchè sta a testimoniare che lui non ha mai considerato la passione per trucchi e smalti una cosa stupida, frivola, ma anzi, è ben contento che ci sia qualcosa che mi aiuti a farmi stare bene con me stessa.
Lo ringrazio anche per tutte le volte che gli riduco la cabina armadio ad un cesso colorato perchè faccio cadere i trucchi e lui si limita soltanto a sospirare un “Ma che cazzo“.

Matte Lipstick 111 by Kate Moss for Rimmel (LINK)

Il primo rossetto rosso che mi ha fatto sentire per la prima volta una donna adulta. Fino ad un paio di anni fa non mi ero mai sentita davvero così sicura di me stessa da osare mettere piede fuori casa con un colore così acceso sulle labbra.  All’epoca mi sarei sentita osservata, giudicata: era un periodo in cui non andavo ancora troppo d’accordo con il mio aspetto fisico e preferivo passare inosservata.
E’ stato un lungo e tortuoso percorso, fatti di alti e bassi, di lacrime amare. Se non avessi avuto Ale al mio fianco in questi 7 anni a quest’ora sarei ridotta come la vecchia gattara pazza dei Simpson. Per stare in tema del pezzo, comunque, è stato lui a scegliere questo colore: io mi sarei portata a casa volentieri un nude, un rosa al massimo. “Ma basta con ‘sti color cacca, su! Prendi questo, te lo regalo io!” e sbam: mi piazza in mano questo rossetto.
Non ero troppo convinta, sia chiaro, ma una volta arrivata a casa è scoccata la magia: mi sono guardata allo specchio e per la prima volta mi sono vista carina.  Paradossale l’effetto che può fare un rossetto, sta di fatto che il rosso è spesso una costante nei miei make up. E mi sento immensamente sexy ogni volta che lo indosso.

Ultra Glossy 810 by Kiko (LINK)

Questo rossetto è legato al giorno più importante della mia vita: la mia laurea.
Per quel giorno volevo un rossetto che fosse rosso ma non troppo, perchè non me la sarei sentita di affrontare la commissione con un colore pieno. Così ho scelto lui, un rosso abbastanza chiaro, tendente un po’ al corallo a mio avviso, con un sacco di glitterini dentro: ogni volta che lo indosso mi conferisce un alone rossastro alle labbra e una luminosità al viso sorprendente. Insomma, è stato un buon compromesso per la mia laurea che mi ha fatta sentire bella e sicura di me, senza temere di essere giudicata per il mio make up.

Guest photo!

A proposito di Top Meaning, questi sono gli unici due prodotti (oltre alla matita nera) che mia madre ha usato per il trucco del suo matrimonio, il 19 luglio 1986. L’ombretto credo sia di Deborah, o almeno la confezione è similissima, il rossetto…misteri della fede!

Fidya Beauty Profumeria: la novità dell’anno!

16 commenti

Il post di oggi riguarda una persona speciale, Rosaria, universalmente nota come Fidya
Lei è un’amica, una cara amica, di quelle che se hai bisogno si stacca quasi un braccio per aiutarti, di quelle che percepisce quando sei di cattivo umore e arriva ad illuminarti la giornata. Un’amica che fa sentire la sua presenza anche a centinaia di kilometri di distanza: noi non ci conosciamo dal vivo, ma la considero parte integrante del mio mondo.

Eppure ci siamo incontrate per caso: lei un bel giorno è arrivata sul mio blog,nato da poco e ancora del tutto acerbo. Non ricordo il post, ora come ora, ma ricordo che rimasi assurdamente sconvolta che una MUA così seguita fosse finita a commentare da me, e per giunta su una delle mie prime review che ritenevo assolutamente banale, frutto dei miei primissimi esperimenti da blogger recensionista.

E poi la nostra amicizia è stata una lunga parabola ascendente, fatta di commenti, e poi di piccoli doni. Ricordo ancora la sorpresa che mi pervase quando aprii il primo pacchettino che mi mandò: mi aspettavo un piccolo sample di una crema di BeChic e c’erano montagne di campioncini e una lettera molto carina. E’ stato allora che ho iniziato a comprendere che qualcuno aveva fiducia in me e che non mi riteneva la solita bloggerina sfigata approdata sulla blogosfera.

Piano piano siamo diventate amiche anche nel privato, naturalmente. Le sono stata vicina nel periodo pre tesi, cercando di confortarla nei momenti di sconforto che sono parte integrante di qualsiasi studente universitario. E, posso dirlo con orgoglio, io alla sua laurea in qualche modo c’ero: indossava, quel giorno, un pigmento Essence che le avevo regalato io.  E’ stato uno dei gesti più belli che sono mai stati fatti nei miei confronti, davvero.

E sì. L’ho vista nascere pure come imprenditrice.  La forza, la determinazione, la tenacia che ha mostrate durante questi lunghi mesi sono un modello per me, che cado spesso in preda allo sconforto.  Fidya è l’esempio di come, anche in Italia, qualcuno possa riuscire a realizzare i suoi sogni.

Dei sogni in grande, non c’è che dire.  Fidya, è il caso di scriverlo, anzi di urlarlo, aprirà la PRIMA PROFUMERIA INDIPENDENTE IN ITALIA CHE VENDERA’ MARCHI INTERNAZIONALI ECO BIO.

fidya beauty logo profumeria

fidya beauty volantino

La profumeria aprirà domenica 20 ottobre, e l’inaugurazione avverrà alle ore 19.00.
Fidya ha organizzato pure una carinissima estrazione di premi moooolto succosi, riservato alle ospiti presenti all’evento che si candideranno via mail (fidya@hotmail.it) oppure mandando un sms al numero 3456046555 entro le 18 di sabato 20 ottobre. Su, su, cosa aspettate?

Potete trovare il negozio in Via Casa Forte 16, Banzano, Montoro Superiore (AV), e tutte le informazioni sulla pagina Facebook dedicata (LINK).

A me non resta che augurarti in bocca al lupo, in culo alla balena e buona fortuna, dolce Rosy. Te lo meriti davvero tanto. Sei una ragazza splendida che spero un giorno di poter abbracciare dal vivo. Ti voglio un bene immenso.

PS:
Sarò in vacanza dal 21 al 28 ottobre, tornerò sicuramente attiva al mio rientro! Perdonate la mia assenza! ❤

Violet

13 commenti

Cara Violet,

E’ strano come nasca l’amicizia. A volte incontri persone speciali a scuola, a volte sul treno, a volte al lavoro.  E, a volte, pure su internet. Già, il web. “Lì ci incontri solo gente strana”, dicevano, “sta’ attenta!”.

E poi, un bel giorno, decidi di aprire un blog.  Non sai come lo gestirai né per quanto, vuoi solo un posto tutto tuo. Un’oasi di pace, in cui poterti sfogare liberamente senza il timore d’esser giudicata.
Una parola. Una riga. Un paragrafo. E il primo post è online.

E poi arrivi tu, con il tuo sorriso virtuale, ad illuminarmi di gioia.
Un commento dopo l’altro e l’amicizia si stringe sempre di più. E’ stata una gioia incontrarti dal vivo, sai? Finalmente avevi un volto, per me.  Quella tua allegria contagiosa è stata sempre un toccasana, hai sempre un sorriso per tutti e delle parole gentili per chiunque. Una ragazza dal cuore d’oro.

Cara Violet,
tu sei una delle persone più speciali che abbia incontrato qui. Una cara amica, di quelle che non posso dire di avere nella vita.
Volevo solo dirti che…sei forte, più di quanto pensi. Lotterai, io lo credo, e presto supererai tutto. Ti lascerai alle spalle questo orrendo periodo, anche se adesso non mi credi. Ci sarà un futuro nettamente migliore, vedrai.  E io, noi, ci saremo. Qualunque cosa tu decida di fare.

Ti voglio bene.

 

 

Quick Post: Bla bla bla (e ancora blaaah)

34 commenti

Domani mi trasferisco per un mese dal moroso: gioia e giubilo!
I miei suoceri vanno in vacanza e noi dobbiamo badare a Sir Pigolone, il gattone culone ciccione. Ammetto che, se mi soffermo a pensare che l’anno scorso a quest’ora stavo scorrazzando per i monti della Baviera e i castelli di Ludwig, mi viene il magone. Tuttavia, guardo anche il rovescio della medaglia: mi allontanerò per tre settimane dai miei.
A dirla tutta non ho un pessimo rapporto con i miei genitori, anzi. Ma ultimamente – vuoi per il caldo, vuoi per lo stress mio e loro – fatico a sopportarli: l’idea di stare “libera” per tre settimane mi solletica alquanto, anche se mi allontano da loro giusto quei 10 km. Tanto basta: a ventiquattro anni inizio un po’ a stancarmi di dover rendere conto a loro di tutto ciò che faccio.  “Dovere” non è il verbo adatto, comunque. In realtà non mi obbligano ad avvertirli di cosa faccio e dove vado, sono io che ho preso l’abitudine di farlo, e questo fin da bambina. Una mia conoscente mi disse che ero troppo “limitata” dai miei, ma la realtà è che non è un peso per me chiamarli per avvertirli di dove sto andando e quando penso di ritornare: lo vedo come una forma di rispetto nei loro confronti.
Il bello di stare da sola per qualche tempo con il mio moroso è il fatto di non avere orari e di poter fare tutto ciò che vogliamo, ecco. Rilassarsi, insomma. Per me, anche il non dover percepire l’ansia di mia madre per la pensione di papà di cui non sappiamo ancora nulla,  e il non doverla vedere così stanca, perchè ogni volta è un litigio: lei è un tornado e fa cento cose al giorno, per tutti, e non è in grado di prendersi tutto un pomeriggio per sé per cazzeggiare. A me dispiace vederla così a terra, è molto dimagrita dimagrita di questi tempi ed è ancora più sciupata, però al contempo mi sale una rabbia dentro ogni volta che la vedo farsi in quattro per tutti e buona parte dei parenti fregarsene.  Non vedo l’ora di avere un lavoro per poterle regalare almeno un giorno di relax da qualche parte, o magari una weekend a tutti e due.  Speriamo che a settembre, almeno, risolvano ‘sta merda di situazione degli esodati e trovino una soluzione per gente come mio padre. Tra l’altro oggi è il suo 57mo compleanno e mi ritrovo a pensare che mai avrei potuto pensare che si sarebbe trovato in una situazione così traballante, specialmente dopo quarant’anni in fabbrica.

Passando ad argomenti un po’ più soft: oggi ho scelto i libri che mi porterò dal moroso. Non che ce ne fosse bisogno perchè Ale è un gran lettore e casa sua è zeppa di libri, ma per me non è vacanza se non ho qualche volume da leggere.  Anche perchè dovrò pur staccare la testa dallo studio…
Partendo dal basso, i primi tre libri sono stati il premio di mia mamma per la fine della sessione estiva. 
Ve ne avevo già parlato, no? Amo i Mammut della Newton Compton, sebbene siano dei mattonazzi difficilmente trasportabili: amo poter avere accesso ai grandi classici con una spesa minima. Questo Mammut in particolare – I magnifici 7 capolavori della Letteratura Erotica – lo avevo addocchiato sul sito appena uscito: è un genere che mi piace parecchio e da secoli progettavo di farmi una cultura sui classici riguardanti l’argomento.  Insomma, questa mini raccolta è caduta a fagiolo, e vi consiglio di farvi un giretto sul sito della casa editrice per vedere quali altri magnifici 7 ci sono! Avrei voluto acquistare anche quello relativo alla letteratura tedesca, salvo poi realizzare che avevo praticamente tutti i classici in esso contenuti e per di più sia in tedesco che in italiano.  Per la cronaca, il volume in foto contiene: Thérèse Philosophe di Diderot, Fanny Hill, memorie di una donna di piacere di Cleland, La filosofia nel boudoir di De Sade, Suor Monika di Hoffmann, Gamiani di Musset, La mia vita segreta (opera anonima) e infine Le undicimila verghe di Apollinaire.
Salendo, troviamo la biografia di Irene Némirovsky – autrice di cui mi sono innamorata per colpa della cara Vanity Nerd – e la biografia di Stefan Zweig, il mio autore austriaco preferito.
Infine, una selezione dei miei 0,99 cent della Newton Compton: ne ho circa una trentina, ma ho voluto scegliere quelli che in questo momento mi attirano di più lasciando da parte testi un pochino più impegnativi o che, semplicemente, per ora non ho voglia di leggere.

Per quel che riguarda il settore truccheria, ho deciso che verranno con me un bel po’ di prodottini da recensire, così non starò troppo tempo con le mani in mano tra una pausa di studio e l’altra. In primis, verranno con me tuuuuuuuuutte le Palette Sleek: è una vita che voglio parlarvene, ma non voglio fare una review sulle palette complete perchè…mah, quel tipo di review un po’ mi annoia. Vorrei parlarvi dei miei ombretti preferiti, e magari farvi vedere qualche trucchino, anche se niente di pretenzioso perchè sono davvero pasticciona. Il bello di vivere a casa del moroso è che nessuno mi guarderà con la faccia da “Beh, che stai combinando?” quando girerò con le braccia sporche di trucco.

Dulcis in fundo: ho un bel po’ di prodotti da recensire che mi sono stati mandati da diverse case cosmetiche e non, tra cui Lovea! *-* Sì, proprio lei, quella del santissimo detergente!!! E sono stati davvero carini con me, ma ve ne parlerò più in dettaglio prossimamente.

Sì, lo so, doveva essere un post breve. Ma io parlo, parlo e parlo..

Ciao, sono Tizy e ho 24 anni suonati.

Incontro Blogger a Milano: una review (:P)

47 commenti

Ebbene sì: habemus fattus incontrum bloggerorum !!!
(Anni, anni e anni di latino buttati in un misero cesso di autogrill)

Questa volta – per me la terza – eravamo un nutrito gruppo di signorine, una reunion degna di questo nome!

Da sinistra a destra:
Gloria (Il Gomitolo di Lodi)
Manu (The Fashion Cat)
Martina, col vestito azzurro ( Pagina Fb: L’Ecofficina di Martina)
Clara (The Pauper Fashionist)
Selene (A Cosmetic Pie)
Mariel (Davvero niente di Serio)
Bea (Do you have the time to listen to me whine?)

All’appello, nella foto, manca la fantastica Elena (Vanity Nerd), che purtroppo ci aveva già abbandonate! 

Ve lo confesso: la notte prima del fatidico incontro non ho dormito. Lo so, paio un’insensibile ma per ‘ste cose mi agito come una folle: per diretta conseguenza, non ha dormito neppure il moroso visto che mi svegliavo ogni due ore per chiedergli che ore fossero e gli ho “regalato” pure un risveglio traumatico avendo io puntato 4 sveglie in camera sua per paura di perdere il treno. Deficiente? Sì, moltissimo.

La giornata è stata semplicemente fantastica, tutta all’insegna di shopping (ovvio) e risate: sabato, così come durante gli altri due incontri che ho fatto, ho compreso di essere sempre più grata a questo blog per avermi fatto conoscere delle ragazze fantastiche che mi hanno permesso di credere di nuovo nell’amicizia tra donne.
Io vi adoro ragazze – anche quelle che non ho mai avuto occasione di incontrare dal vivo – davvero. ❤
Trenitalia dovrebbe fare offerte vantaggiose a noi blogger per permetterci di incontrarci più agevolmente: io mi farei più che volentieri un giretto bloggettaro per l’Italia.

[Fine momento sdolcinato]

Parliamo di cose pratiche: Shopping.
Sono orgogliosa di me stessa perchè ho comprato poche cosine, benché pensassi di acquistare il mondo.  Lo ammetto: il destino mi ha aiutata parecchio. Tra le tappe prefissate c’era la bioprofumeria che, purtroppo, causa shopping compulsivo e treni in arrivo, non siamo riuscite a visitare. Bioprofumy (in confidenza), non mi scapperai ancora per molto!!!!

E poi…ho ricevuto due bellissimi doni!
La dolce Bea mi ha portato, direttamente da Londra,  la palette Sleek che bramavo da quando ho scoperto l’esistenza di questo brand: la Storm! Ragazze, quanta meraviglia! *-* Ufficialmente, sta già diventando la mia palette preferita, battendo nettamente la Naked.  Grazie tesoro, grazie! ❤

La tenerissima Mariel (sappilo, sei bellissima dal vivo! U.U), sapendo che da tempo volevo provare un fondo Neve Cosmetics, ha unito l’utile al dilettevole regalandomi un po’ del suo fondotinta: così lei avrà una scusa per comprare il suo tanto sospirato Bare Minerals. Grazie anche a te, davvero! (E ricambierò in qualche modo, puoi starne certa! <3)

Terzo regalo, una sorpresina graditissima. Martina è una ragazza che produce saponi artigianali e sabato ha omaggiato tutte quante noi di un paio di campioncini dei suoi prodotti facendoci scegliere persino la nostra profumazione preferita. Vi invito a visitare la sua pagina fb, che vi ho linkato poco sopra, e a spulciare il catalogo, troverete cosine davvero super interessanti!
Io ho scelto due saponi alla menta: è estate e c’è bisogno di freschezza! E, soprattutto, di prodotti che mi invoglino in qualche modo a continuare la mia skincare quotidiana, visto che con questo caldo sono pigrissima.

E infine i miei acquistini!
Santissimo Detergente: 3,99, finalmente lo stand era ben rifornito!!!
Fondotinta Minerale Madina, in offerta a 7,90 euro! (“minerale” tra virgolette e per abitudine, diciamo che è fondo in polvere.)
Ombretto Gaga Rose di Madina, sempre in offerta  3,50!

Ah, dimenticavo: in stazione ho beccato la Feltrinelli e ho fatto incetta della nuova serie Newton Compton a 99 cent!

Fotuzze arranddom!!!!!!

Le tre artefici del Blog Incontro!!! Clara, Selene, io!

Tentativo di autoscatto quasi riuscito!

Fotuzza riuscita!

Io & BEa! (Perchè io devo sempre uscire da schifdus?!)

Io & Clara (foto che esemplifica benissimo la nostra pazzia!)

Io & Mariel!

Ciao Bellissime, ciao!

A quando il prossimo incontro? *__*

Incontro Bloggers A Milano in data 20 luglio!!!

32 commenti

Milano

Hey, bimbe belle, indovinate un po’!
Sì, lo so, vi sareste aspettate una review..Ma ho qualcosa di più succoso: un incontro a Milano sabato 20 luglio!!! Chi è dei nostri??? *_*
Vorrei conoscervi tuuuutttissime!!! *_*

Per ora siamo:
Clara
Selene
Drama
Violet
 
e ovviamente moi!

Ci rivediamo dopo l’8 di luglio!

25 commenti

Ragazzuole mie,

 

Mi duole dirvelo, ma fino all’8 di luglio non pubblicherò alcun post.
Devo sostenere 3 esami ancora, due dei quali piuttosto tosti che mi spaventano.
Devo assolutamente fare questi tre esami per ottenere i crediti necessari per la borsa di studio del reddito, grazie alla quale sono esentata dal pagamento delle tasse: nel malaugurato caso che non riuscissi a superarli, dovrei abbandonare l’università, io credo.
Se riesco, passerò a commentare i vostri blog! Altrimenti: aspettatemiiiiiii!

Un bacio,Tizy

Un dolcissimo regalo da parte di mio cugino e di sua moglie!

#psp maggio 2013 + Grazie Mammu!

31 commenti

2013-05-13 14.13-horz

Latte detergente lenitivo Geomar
Sono mesi che voglio farvi una review come si deve sui prodotti Geomar, che mi hanno cambiato la vita e che sto usando con soddisfazione ormai da mesi e mesi.
Strucca efficacemente il viso e anche gli occhi – se insistete un pochino vien via pure il trucco waterproof – e lascia la pelle super morbida. Lo confesso: a volte mi strucco e non mi sciacquo il viso per pigrizia. Il latte detergente di Geomar mi funge da crema idratante…
Consigliato? . Lo ricomprerò? Già fatto.

Crema viso idratante lenitiva Geomar
Altro prodotto amoreincondizionato di Geomar. In teoria non sarebbe adatta alla mia pelle grassa perchè è molto corposa ma si bilancia perfettamente con i prodotti super aggressivi che utilizzo e che tendono a seccarmi la pelle.
Anche in questo caso, farò una review più dettagliata in seguito.
Consigliata? Sì. La ricomprerò? Già fatto.

Elf Mineral Boster Sheer
Comprata trilioni di mesi fa durante il periodo maniacale nei confronti di Elf. Non mi ha entusiasmata parecchio, a dire il vero, preferisco la cipria bianca di Essence.
Consigliata? No. La ricomprerò? No.

Essence Nose Strips
Tutte a tesserne le lodi, ma io non noto sostanziali miglioramenti quando li uso. Preferisco il buon vecchio scrub violento sul naso.
Consigliati? No. Li ricomprerò? No.

Solvente senza acetone
Il solvente che utilizzo da che ho memoria. Mamma lo trova a 30 cent al supermercato e funziona da dio.
Consigliato?. Lo ricomprerò? Al momento no: mamma ha fatto scorta e ho una busta con una ventina di tubetti pieni. 😉

Infine: la dolcissima Mammu mi ha spedito un delizioso pacchettino a sopresa! Grazie infinite!

2013-05-24 10.49.30

E voi? Che mi raccontate?

Older Entries

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: