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Ci rivediamo dopo l’8 di luglio!

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Ragazzuole mie,

 

Mi duole dirvelo, ma fino all’8 di luglio non pubblicherò alcun post.
Devo sostenere 3 esami ancora, due dei quali piuttosto tosti che mi spaventano.
Devo assolutamente fare questi tre esami per ottenere i crediti necessari per la borsa di studio del reddito, grazie alla quale sono esentata dal pagamento delle tasse: nel malaugurato caso che non riuscissi a superarli, dovrei abbandonare l’università, io credo.
Se riesco, passerò a commentare i vostri blog! Altrimenti: aspettatemiiiiiii!

Un bacio,Tizy

Un dolcissimo regalo da parte di mio cugino e di sua moglie!

Scombussolamenti..

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Ciao ragazze!

Chiedo venia perchè è davvero un sacco di tempo che non mi faccio vedere sui blog. E’ iniziata, come vi avevo già accennato, l’università, e con essa è arrivata la disorganizzazione. Devo ancora trovare il modo di conciliare il blogging con l’università: pensavo di dedicare un paio di giorni ai commenti sui vostri blog, e un paio alla scrittura di post programmati. Avevo intenzione di iniziare settimana scorsa, ma a causa di diversi impegni non ho potuto.
E’ un periodo di scombussolamenti e di stress, come dice il titolo stesso. Il mio problema principale riguarda la pensione di mio padre, facente parte della categoria dei famosi esodati. Dopo 40 anni lavorativi in fabbrica e a 56 anni compiuti, quest’anno sarebbe dovuto finalmente andare in pensione, se non ci si fosse messa la Fornero. L’anno scorso mio padre è stato messo in cassa integrazione per via della crisi, con la previsione che, al termine dell’anno di cassa integrazione, sarebbe potuto andare tranquillamente in pensione. Ed è arrivata la Fornero, che con i suoi numeri non fa che confondere le idee a tutti. A metà settembre ho preso uno spavento allucinante: ci è arrivata la lettera dell’Inps dove si diceva che la domanda di pensione fatta da mio padre era stata rifiutata. All’inizio ho tentato di trattenere le lacrime e l’ansia, più che altro per non far soffrire mio papà già divorato dall’ansia di suo. Poi non ce l’ho più fatta. E allora i miei, vedendomi in quello stato quasi di shock, sono andati all’associazione dei lavoratori di Brescia, dove l’impiegata carinissima ha dato una risposta rassicurante al mio papà: ovvero, che la Fornero alla fine della tiritera avrebbe tutelato tutti gli esodati, perchè se non l’avesse fatto avrebbe rischiato una sommossa popolare. E si è incaricata di spedire domande di pensionamento a destra e a manca per aiutare mio papà, poichè a suo dire l’inps stava facendo soltanto stronzate. Comunque, non so se avete sentito, una settimana fa la ministra ha effettivamente detto che avrebbe salvato tutti..
Comunque, in ogni caso, non sono ancora riuscita a calmarmi. Anzi, adesso la notte, prima di dormire, mi vengono le palpitazioni, respiro male e spesso mi viene pure la nausea. Ma non voglio dirlo ai miei per non farli ulteriormente preoccupare: qualche tempo fa ho sentito mio padre dire a mia mamma che ogni tanto la notte non dorme e pensa a ‘sta faccenda pensioni. Ergo, non voglio inquietarlo ulteriormente.
Altro grande problema di questo periodo è il ritardo – di ormai 17 giorni – delle mestruazioni. So benissimo di non essere incinta, perchè usiamo un sacco di protezioni e precauzioni varie, e una decina di giorni fa ho avuto delle piccole perdite di sangue. Incolpo in maggior parte lo stress,  ma penso anche che sia l’attività sportiva, a cui non ero più abituata. In ogni caso sono qui gonfia, con la pancia quasi sempre dolorante e degli sbalzi umorali da paura. Adessso, ad esempio, mentre sto scrivendo, ho i lucciconi agli occhi e il magone. Ieri e l’altro ieri ero incazzata col mondo, mi alzavo già con la rabbia e niente e nessuno riusciva a calmarmi.
Sapete che cosa temo? L’ansia di mia madre. Ovviamente lei ha scoperto che ho un ritardo (non è difficile: sul calendario ho l’abitudine di segnare quando ho il ciclo, e ogni tanto mi capita di macchiare pigiami e intimo, ed è lei che lava, quindi.,), e per adesso è tranquilla: lo vede dalla mia faccia butterata e da un sacco di altri segnali che il ciclo non si decide ad arrivare ma che è lì a tormentarmi. Ma ho paura che prima o poi esploda e le vengano gli attacchi di nervi come due-tre anni fa, quando ebbi un ritardo del genere (20 giorni, mi pare) e lei pensava fossi incinta. E a me viene l’ansia a pensare che lei possa, in un futuro, mettermi l’ansia e me le faccia ritardare ancora di più.
Insomma, sono in un circolo vizioso dal quale spero di uscire presto, almeno per il ciclo…
Chiedo perdono per questo post lagnoso e disgustoso, ma non so con chi sfogarmi…=(

Pensieri, informazioni e ringraziamenti a random

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Ieri ho fatto la mia prima ora di Acqua Gym. Tempo fa avevo dichiarato di voler muovere il culo in palestra, ma non avrei mai pensato che la cosa si sarebbe avverata. E il sogno diventa realtaaaaaaaaaaaà! Sogno una beata ceppa: l’unica cosa che desidero con tutto il mio cuoricino sanguinante è che la moda allarghi ‘ste cazzo di taglie, che sono stufa di sentirmi un pallone aerostatico nonostante sia larga quanto la Bellucci (sì, brutta culona. Piantala di dire che hai la 44, che forse ce l’hai quando ti ritoccano per bene sulle riviste patinate. E ricordati che se non fosse per le tue tettone non reciteresti. Punto.).
Comunque, uno dei motivi principali che mi hanno spinto a scegliere Acqua Gym è il non dovermi rapportare con le ragazzine, ossessionate dall’essere grasse ma sode come mele, visto che là dentro sono tutte tardone. Rompicoglioni, ma tardone. Quelle belle signorone over 50 che vanno in palestra truccatissime cercando di far colpo sul bagnino, presente?
Acqua Gym ha un pregio per me insostituibile: non ci si accorge di far ginnastica. Si sta lì, si zompetta nell’acqua a suon di musica e l’ora passa che è una meraviglia. L’unico inconveniente? Il costume intero che mi slancia la figura ma mi fa le tutte piccole.

Odio l’organizzazione della mia università. Uno si aspetterebbe che un ateneo prestigioso come la Cattolica sia organizzato, ma è pura utopia. Per facilitare il momento dell’iscrizione hanno introdotto quella bella invenzione lesiva anche per i nervi più saldi che prende il nome di Area Matricole, gestita da un branco di babbuini sotto tranquillanti, come se un bracconiere avesse sparato loro nel culo una freccia col sonnifero. Senza contare, ovviamente, quando in coda ti ritrovi davanti dei disgraziati che non sanno trovarsi il culo con le mani, figuriamoci compilare il modulo dei redditi: i tempi di attesa sono più o meno i medesimi di una traversata a nuoto dell’Atlantico. Quando finalmente giunge il tuo turno, sei già pronta a fare un attacco kamikaze nell’università, e ti limiti nelle imprecazioni – dopotutto sei in un ateneo cattolico – sillabandole nella tua mente, con la segreta speranza che le maledizioni possano in qualche modo colpire il malcapitato. Morale della favola: sono dovuta scendere 5 volte per riuscire ad immatricolarmi, perchè ogni volta mancava un documento. Ovviamente non è che specifichino a chiare lettere che cosa serva nell’iscrizione, sia mai. Dopotutto ci sono i misteri della fede, no?

Oggi sono scesa, pensando per l’ultima volta, visto che la volta precedente ero riuscita ad immatricolarmi e mancavano solamente – a sentire loro – solo le fotocopie del 730 dei miei. Al momento di consegnare la robaccia, mi guardano e mi dicono “Ma tu hai consegnato le foto per il libretto? Perchè qui non risultano“. Ma come!!!!!! vedete forse nella busta dei redditi il cartoncino per le foto? NO. Evidentemente o me lo sono infilato nel deretano o ce l’avete voi. “Ok, signorina. Cercheremo di farle saltare fuori altrimenti ci porti delle foto uguali a quelle che ha consegnato.”. Bastardi. Le uniche copie che avevo le ho date a loro, adesso che faccio? Ritorno indietro nel tempo??? Il bello è che ho frequentato la triennale nello stesso ateneo, figuriamoci se dovevo iscrivermi da zero.

Mi domando perchè nell’area matricole non mettano Sergio o la tizia che sta all’ufficio informazioni: sanno sempre tutto e non ti fanno perdere tempo.

Bando alle ciance. Non so se vi è giunta la notizia, ma da Sephora usciranno settimana prossima due nuove palette Sleek: l’ultra matte Bright e l’ultra matte Darks.

Fino a qualche ora fa ero convintissima a comprarmi soltanto quella coi colori scuri, visto che ho già la snapshots ultra colorata. Ma poi mi sono detta: beh, qualcuno potrebbe farmi un inaspettato regalino, no? Al solito, ogni riferimento è puramente casuale. XD

Altra novità: su Twitter è nato il tag #ibbloggers (italian beauty bloggers). Cos’è, direte voi. In sostanza, se volete cinguettare di frivolezze makeuppose con altre beauty blogger, basta semplicemente aggiungere l’hashtag #ibbloggers al vostro tweet e subito entrerete in contatto con tutte noi. Non sembro una pubblicità del CEPU?

Ultima, ma non di importanza: un ringraziamento specialissimo ad Arim che è riuscita a trovarmi oggi pomeriggio i famigerati ombretti Astra! Finalmente non mi sentirò più una perenne esclusa. Grazie tante, tesoro!

Ansie e preoccupazioni

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Bon. Ci risiamo. L’ansia mi ha giocato un brutto tiro: mi sono arrivate le mestruazioni con ben 8 giorni di anticipo, con il loro bel carico di nevrastenia accentuata e dolori annessi. Mi viene una rabbia addosso, quando mi sballano, più quando mi anticipano che quando mi ritardano, a dir la verità. Mi girano perchè sono sempre iper puntualissima, 30 giorni precisi, e queste eccezioni mi rovinano i piani. Se non altro, forse, con questo anticipo, non discuto la tesi di laurea con le mestruazioni. Pieno luglio, agitazione e caldo d’inferno: mi piegherei in due dal male, ne sono certa. 
A livello fisico, normalmente, non mi causano poi tanti dolori, per fortuna. So di gente che in quei giorni vive a pane e Aulin. Il mal di pancia, per me, è sempre stata cosa sopportabile. E’ rarissimo che prenda una pastiglietta di moment per calmare i dolori alle ovaie. Discorso contrario per il mal di testa: ne soffro da anni, e ormai ho capito che, se non prendo qualcosa quando sento il dolore in lontananza, che magari è pure lieve, poi son problemi grossi. Non sono ancora ai livelli di mia madre, per fortuna, alla quale le emicranie possono durare fino a due giorni. Però l’intensità è più o meno la stessa: un martello pneumatico nelle tempie, accompagnato da una buona dose di nausea.
Dicevo. Le mestruazioni. Se a livello fisico non sono poi così dannose, sul piano psichico per me sono devastanti, particolarmente nei periodi di stress. Adesso poi..Pfff. Siamo a maggio, ho la consegna della tesi il 22 di giugno. In due settimane, ho buttato giù 40 pagine, pressapoco, e non sono nemmeno a metà di un capitolo. Ne devo fare tre. Martedì vedo la relatrice, mi aveva detto di portarle un po’ di pagine da correggere. Spero le bastino, per ora. Inizio ad avere una paura folle: a me piace ciò che ho scritto, ma se ho esposto l’argomento in modo troppo poco accademico? E se a lei non piace, e mi fa rifare tutto? Ho un terrore folle di non riuscire a finire tutto. Ho un terrore folle di far cazzate e magari fare pure una sontuosa figura di merda davanti alla commissione. A volte mi ritrovo a pensare che preferirei fare altri 3-4 esami al posto della tesi. La maggior parte delle persone che hanno già discusso la tesi mi hanno detto che in un mese e mezzo ce la si fa benissimo, soprattutto visto che è la tesi della triennale e non quella della specialistica. Che, dopo aver consegnato i primi fogli alla professoressa, come per magia ci si velocizza perchè si becca una botta di adrenalina. Che dovrei pensare che prima di me ci sono passati milioni di studenti, e che non è il caso che mi ammazzi di paura. 
Mah. Chi lo sa. Magari martedì non va nemmeno male, forse le piacerà il mio lavoro. Magari, la dormita di domattina mi schiarirà le idee e il weekend mi rilasserà un pochettino. Lo spero proprio, davvero. In parte è anche colpa mia, se avessi iniziato prima a scrivere non sarei in questo stato, ora. Per fortuna c’è il blog, ci siete voi che passate a trovarmi che mi tirate un po’ su e mi fate passare un po’ di terrore…

Ecco a voi il mio micio, PonPon. Vorrei tanto esser beata e rilassata come lui, in questo momento.

P.S
Questo è il mio 100° post. Ovviamente, non poteva che essere contrassegnato dal mio micio. 

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