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The Sailor Crystal #5: Sailor Pluto

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Buon lunedì ragazzuole/i!
Oggi torna una collaborazione alla quale tengo moltissimo: la rubrica The Sailor Crystal, in collaborazione con la bellissima Foffy. Adoro portare avanti queste tipologie post, ma ahimé nei prossimi due-tre mesi non so quanto avrò tempo: la tesi incombe e sono abbastanza stressata. E non riesco a pensare ad altro, sono sincera. Non so se avrò la testa per scrivere altri post, e non so neppure se  riuscirò a tenermi in pari con voi. Lo so, direte voi, che ci vuole a leggere due righe e a commentare. E’ vero, dedicando un’oretta al giorno materialmente potrei farcela, il problema è il deficit dell’attenzione della sottoscritta.

Bando alle ciance. La protagonista del post di oggi è Sailor Pluto, prima outer senshi (ovvero del Sistema Solare Esterno)  a comparire nel manga. Ma facciamo un passo indietro: vi ricordate di cosa parla la nostra rubrica?

“Studieremo un personaggio alla volta, tenendo presente le sue caratteristiche peculiari: il potere, il pianeta, il ruolo, la personalità, e cercheremo di creare dei make up.
Ogni guerriera Sailor porta dentro di sé il proprio Cristallo del Cuore. In qualche modo noi lo estrapoleremo attraverso le forme del make up.
Abbiamo pensato di non farci vincolare troppo, se non dal ricordo dell’infanzia che ci lega a ogni Sailor.
L’unico punto fermo nell’analisi di ogni guerriera sarà il colore di riferimento, che decideremo di volta in volta.”

 

Sailor Pluto è un personaggio piuttosto misterioso, di cui né l’anime né il manga raccontano granché. Fa parte del gruppo delle Outer Senshi, ovvero delle Guerriere del Sistema Solare Esterno chiamate a proteggere Silver Millennium (Il Regno della Luna) dalle minacce esterne – appunto – al Sistema Solare. Per questo motivo, queste guerriere compaiono soltanto dalla terza serie in poi, quando i nemici arrivano da luoghi remoti dell’universo e le Inner Senshi non hanno un potere sufficientemente forte per affrontarli da sole.
Le Outer Senshi – Sailor Uranus, Sailor Neptune e Sailor Pluto – si caratterizzano per le divise dai colori cupi e dal possesso di tre talismani che servono a evocare la Coppa Lunare: la spada sacra, lo specchio e la Sfera di Granato, quest’ultima appartenente a Sailor Pluto.

 Sailor Pluto compare per la prima volta, eccezionalmente, verso la fine della seconda stagione come la misteriosa amica di Chibiusa. Di lei, inizialmente, s’ode solo la voce che proviene da Luna P – la palla magica del mostricciattolo dai capelli rosa – che sovente rassicura la piccola Chibiusa nei momenti di difficoltà. La bambina la chiama, sia nel manga che nell’anime, semplicemente Pu, abbreviazione della pronuncia giapponese di Pluto, Puruto.

 Soltanto successivamente ci viene rivelato che Sailor Pluto è la Custode delle Porte del Tempo, compito che le è stato affidato dalla Regina Selene (Queen Sereniy) quando era ancora bambina. Per questo motivo, non può allontanarsi da quel luogo, non le è permesso viaggiare nel tempo e le è proibito fermare il tempo. Ciò fa di lei una guerriera molto solitaria, la cui unica amica è la Piccola Lady – Chibiusa – alla quale consente di tornare nel passato per cercare di salvare le sorti del regno della Luna.

Nelle serie successive, tuttavia, Sailor Pluto arriva sulla terra per combattere al fianco delle altre Guerriere, rivelando così i suoi poteri, naturalmente legati alla mitologia antica.
Il suo nome, come avrete intuito, deriva da Plutone, nome che fa riferimento all’omonima divinità romana dell’oltretomba. Il riferimento alla morte è  evidente in molti suoi attacchi, tra cui il Dead Scream (Meteorite di Plutone, azione!) e  il Garnet Ball, che prevede l’utilizzo del talismano che crea un vento attorno all’oggetto definito nel manga come vento dell’oltretomba. Sempre a Plutone si ricollega il suo ruolo come Guardiana del Tempo, in quanto nell’antichità l’Ade era considerato una specie di varco temporale che permetteva il passaggio tra il tempo della vita terrena e quello dell’aldilà.

Del suo alter ego terrestre, Sidia/Setsuna, si sa ben poco. Nella sue prime apparizioni ci viene presentata come una studentessa universitaria di Scienze Naturali, mentre successivamente alleverà insieme a Sailor Neptune e Sailor Uranus la piccola Ottavia/Hotaru, reincarnazione della defunta Sailor Saturn. 

Ammetto di essere in difficoltà nella descrizione di questa Sailor. Di lei so veramente poco, è un personaggio che non ho mai conosciuto veramente a fondo e che non ho mai sentito molto affine. Ho sempre pensato fosse davvero troppo diversa dalle altre: molto più matura, molto più donna, quasi. 
Di lei mi ha sempre colpito l’eleganza innata e l’estrema delicatezza che mostra in ogni occasione. A differenza di Urano e Nettuno, non è mai aggressiva né impetuosa: guida con materna fermezza le inner Senshi nelle battaglie più difficili, senza mai rimproverarle, e in qualche modo fa da seconda mamma alla piccola Chibiusa, alla quale tocca convivere – almeno sulla terra – con una madre piuttosto frignona. 

Ciò che ho voluto portare a galla, nel make up a lei dedicato, è l’eleganza. Chi mi conosce lo sa, non sono certo miss raffinatezza e confesso di essere oltremodo in imbarazzo quando mi tocca, come si suol dire, vestirmi bene. Sono una donna da scarpe da ginnastica, jeans/tuta e T-shirt, non una da tacchi e tailleur. E nemmeno riuscirei a mantenermi per tutta la giornata così ben vestita e ordinata. Insomma, sono tutta il contrario di Sailor Pluto: per questo spero che gradirete questo mio esperimento. 

Il trucco realizzato è un banalissimo omaggio alla divisa della guerriera. Il colore di base scelto per quest’occasione è stato il bordeaux e ho avuto così modo di utilizzare, per l’ennesima volta, la palette sui toni del borgogna di Kiko. Negli occhi ho voluto concentrare tutto l’alone di mistero che circonda questa guerriera, incupendo un po’ lo sguardo con Noir (Ultra Mattes Dark V2 di Sleek) ma lasciando un bel punto luce al centro della palpebra mobile. Nella rima interna ho steso Tarnish, una matita di Mac dal colore verde -grigiastro che ho trovato adatto per illuminare un poco il makeup e per richiamare il colore dei capelli di Sailor Pluto. 
Le labbra, infine, sono un maldestro tentativo di replicare il tono del rossetto di Pluto durante la trasformazione. Sarebbe dovuto essere un color lavanda, ma faceva a pugni con il resto della composizione. Credo di aver realizzato quello che in gergo trucchifero si chiama layering, ovvero ho “costruito” un nuovo colore di rossetto usando come base la matita di Catrice Berry e Selly e sfumandola con il rossetto Ciclamino di Bottega Verde. L’insieme, tuttavia, restava ancora un po’ troppo cupo, e ho voluto dare un tocco di luce al centro delle labbra con il pigmento di Essence Cotton Candy.
Al collo, infine, porto Forgotten, una creazione del mio moroso che mi ricordava in qualche modo il vestito da sera di Pluto mostratovi più sopra. In realtà, a conti fatti, non c’entra molto, ma trovavo che conferisse al tutto un’aura regale. 

Prodotti utilizzati

Occhi
Base: Cream Eyeshadow Vamp! n°601 Illusion Grey di Pupa
Palpebra Mobile: Palette 101 Bordeaux (i tre colori più scuri) di Kiko, Noir della palette Ultra Matte Dark V2 di Sleek.
Rima interna: Tarnish di Mac Cosmetics
Rima esterna: ombretto più scuro della 101 Bordeaux di Kiko

Viso
Healthy Mix Serum di Bourjois. tonalità Vanille
Fondotinta Light Rose di JadeMinerals former Mww4u
Cipria Fit Me! 120 Classic Ivory di Maybelline
Blush: Rossetto Ciclamino di Bottega Verde

Labbra
Precision Lip Liner 040 Berry&Sally di Catrice
Rossetto Ciclamino di Bottega Verde
Pigmento 11 Cotton Candy di Essence

Correte a leggere il post di Foffy e ad ammirare la sua bellissima versione di Sailor Pluto! 😀 

Sailor Mercury: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Mars: versione Foffy e versione Tizy
Sailor Jupiter:
versione Foffy
, versione Tizy  
Sailor Venus: versione Foffy, versione Tizy

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Di necessità virtù, o come sopravvivere alla trousse dimenticata.

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Yoho – Yoho!
Indovinate chi è in folle ritardo per partecipare al contest indetto da Sara di Wannabe Renoir, che scade domani? Io! Io! Io! Io! *sventola la mano alzata come l’ex secchioncella che era*

E dire che questo contest cade proprio a fagiolo, si adatta alla mia persona come una seconda pelle, di cui non mi libererò troppo facilmente come fanno i serpenti con la muta.  “Tizianaaah, guarda che hai dimenticato la tua pelle morta in corridoio. Ecco perchè camera tua non sembra più un porcile ma è linda e pinta come un ospedale“. Seh, sognate, mammina e papino.
Bando alle ciance. Il post consiste nel rispondere a una semplice domanda

Che cosa comprereste se doveste dimenticare la trousse del cuore a casa?

Chiamatemi Miss Dimenticanza.
Il caro Giacomino Leopardi diceva che il ricordo suscita nelle nostre menti sollazzo, a causa dell’alone di vago e indefinito che lo circonda.
Balle. Io sono in grado di dimenticare sempre qualcosa, e il non riuscire a ricordare CHE COSA mi abbia fatto scordare quel determinato oggetto mi manda in bestia.  Ogni weekend preparo un beauty gigante per andare dal moroso e, sistematicamente, ogni volta che salgo in macchina, pronuncio la fatidica frase: “Ale, ho come la sensazione di aver dimenticato qualcosa“. Che sia una matita occhi, che sia un ombretto o che sia un mascara la reazione è sempre quella: imprecazioni in endecasillabi sciolti. A volte pure in versi alessandrini, giusto per stare in tema col mio compagno di sventure.

Sono figlia di due esseri profondamente ordinati e super organizzati e sono l’esempio lampante che la genetica toppa alla grande. Sebbene riesca ad organizzare eventi con largo anticipo, la preparazione di valige e affini mi manda in crisi.
Una cosa sola non dimentico mai: una scorta monumentale di mutande. Colpa delle paranoie di mia madre. Sto via 2 giorni? Ci vogliono almeno 7 mutande pulite. Sto via un mese? Si vuota tutto il cassetto della biancheria nella valigia. E pazienza se, magari, mi sto recando in un campeggio con tanto di lavatrici super carico e distese sterminate di lavatoi. Nah.  Metti che prende fuoco proprio quell’ala del campeggio.

Se dimenticassi la trousse super speciale, quella delle vacanze ad esempio, la prima strada che percorrerei sarebbe quella della nobile arte dello scrocco.  “Suocerina, non è che mi presti un lucidalabbra?” “Amichina, visto che ti ho regalato la Naked 2 per compleanno, non è che posso pucciare i tuoi pennelli dentro la tua trousse?
Molto probabilmente in qualche modo sopravvivrei. Tranne che per il fondotinta: essendo io la più pallida della combriccola, diventerei immediatamente una tamarrona anni novanta con il salubre e naturale colorito catrame.

La prospettiva più lugubre, più macabra, più mefistofelica sarebbe quella del dimenticare la trousse e non aver nessuno a cui chiedere in prestito qualcosa, soltanto un povero diavolo di fidanzato cui attribuire colpe non sue. Si sa, no? I morosi centrano sempre qualcosa.
Voglio essere ottimista: la dimenticanza, in questo caso, avverrà in una zona in cui sono reperibili tutti i prodotti necessari. Utopico? Forse. Ma a Vsar, in Croazia, dove per anni ho campeggiato insieme ai suoceri, l’unico negozio equiparabile ad una profumeria era un supermercato sfigato con 4 tipologie di shampoo e innumerevoli di cevacipcip (per le addette ai lavori: ćevapčići, salsicce dell’est europa).

BUH.
*fugge terrorizzata*

Passo namber uàn: La matita occhi nera

Prodotto essenziale (ed esistenziale) di ogni mio makeup. Blablablabla. La storia la conoscete, no? Per anni la matita occhi è stata l’unico trucco utilizzato. Senza di lei mi sento nuda, e i miei occhi spariscono dietro le lenti degli occhiali. Ho gli occhi piccini picciò e, a causa dell’abnorme differenza di gradazione tra una lente e l’altra, un occhio appare molto più grande dell’altro. Necessito della matita nera per cammuffare il tutto. E no: la matita panna non la voglio.
Tra le innumerevoli offerte di mercato, opterei per la Vibrant n° 600 di Kiko, che ha un rapporto qualità-prezzo insuperabile su di me. Morbida, super nera, resistente. Che volete di più?

Fidati di uno che ne ha provate tante!

Passo namber ctiù:  Un po’ di colore alle labbra, dannazione!

In seconda istanza mi fionderei ad acquistare qualcosa per le labbra, rossetto o lucidalabbra che sia.  Ho le labbra piuttosto chiare, che nel periodo freddo virano al bluastro, quindi mi piace avere un po’ di colore. Almeno sembro viva, ecco.  Probabilmente acquisterei un burrocacao colorato (tipo il mio amato burrocacao alla ciliegia Baby Lips di Maybelline), non perché necessiti di idratazione alle labbra, perchè non mi si sgretolano praticamente mai, ma per aver qualcosa da indossare senza aver bisogno dello specchietto.  E poi mi riacquisterei l’adorato 107 di Kate Moss: un doppione fa sempre comodo. Lo posso sempre lasciare in borsa di riserva, no?

Passo namber triii: BB Cream

A questo punto serve una base, qualcosa che copra la faccia di culo e i brufoli che sicuramente spunteranno. Perché loro lo sono senzienti. Loro sanno quando tu non disponi di prodotti per coprirli et cancellarli, e colgono l’occasione per fare capolino sulla tua pelle. Perchè diciamocelo: già fai paura senza trucco, con una costellazione di brufoli inzi a sembrare una Pimpa troppo cresciuta. Per non dare nell’occhio, ti resta soltanto di iniziare a parlare con i divani.
La mia scelta cadrebbe indubbiamente sulla BB Cream per pelli grasse di Maybelline, che ho avuto modo di testare in lungo e in largo nei mesi estivi e in autunno. Ha un’alta coprenza per non essere un fondotinta, si assorbe velocemente e ha qualche principio attivo (non chiedetemi cosa, la mia amica biologa mi ha detto che nell’inci c’è qualcosa a che fare col limone) che aiuta a seccare i brufoli.

Io in uno dei miei migliori portrait.

Passo namber fou: ombretti

Se dimenticassi la trousse a casa non mi passerebbe manco per l’anticamera del cervello di comprarmi dei pennelli. Avrei le MozartKugeln talmente girate che non avrei voglia di perdere tempo alla ricerca di pennelli economici e facilmente reperibili.
Così, mi resterebbe soltanto una via d’uscita: gli ombretti in crema. La mia scelta indubbiamente cadrebbe su uno dei Long Lasting Stick di Kiko, probabilmente un ombretto marrone chiaro, giusto per dare un tocco di luce al viso, e sull’ombretto in crema Pupa Vamp n°600,  per avere un colore scuro da alternare al marroncino.

Il risultato sarebbe questo, più o meno.

Passo namber faiv: mascara

Pare assurdo, ma il mascara non è uno step così indispensabile nel mio makeup delle emergenze, così lo inserisco tra gli ultimi, a pari merito con gli ombretti. Ho le ciglia lunghe di natura, non troppo scure a dir la verità, ma che si possono facilmente scurire con un po’ di matita nera. No, non sono pazza. Giuro che per le emergenze funziona!!!
Non ho particolari esigenze per il mascara, purché sia waterproof, ma un waterproof vero, non di quelli millantati da certe marche.  Esigo impiegare un buon quarto d’ora a levare tutto il mascara, esigo che quel quarto d’ora non mi basti, tanto da trovare tracce sul cuscino al mattino seguente. Della serie: devo darmi fuoco alle ciglia per struccarmi.

E voi cosa comprereste assolutissimamente se dimenticaste la trousse?

Violet

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Cara Violet,

E’ strano come nasca l’amicizia. A volte incontri persone speciali a scuola, a volte sul treno, a volte al lavoro.  E, a volte, pure su internet. Già, il web. “Lì ci incontri solo gente strana”, dicevano, “sta’ attenta!”.

E poi, un bel giorno, decidi di aprire un blog.  Non sai come lo gestirai né per quanto, vuoi solo un posto tutto tuo. Un’oasi di pace, in cui poterti sfogare liberamente senza il timore d’esser giudicata.
Una parola. Una riga. Un paragrafo. E il primo post è online.

E poi arrivi tu, con il tuo sorriso virtuale, ad illuminarmi di gioia.
Un commento dopo l’altro e l’amicizia si stringe sempre di più. E’ stata una gioia incontrarti dal vivo, sai? Finalmente avevi un volto, per me.  Quella tua allegria contagiosa è stata sempre un toccasana, hai sempre un sorriso per tutti e delle parole gentili per chiunque. Una ragazza dal cuore d’oro.

Cara Violet,
tu sei una delle persone più speciali che abbia incontrato qui. Una cara amica, di quelle che non posso dire di avere nella vita.
Volevo solo dirti che…sei forte, più di quanto pensi. Lotterai, io lo credo, e presto supererai tutto. Ti lascerai alle spalle questo orrendo periodo, anche se adesso non mi credi. Ci sarà un futuro nettamente migliore, vedrai.  E io, noi, ci saremo. Qualunque cosa tu decida di fare.

Ti voglio bene.

 

 

Incontro Blogger a Milano: una review (:P)

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Ebbene sì: habemus fattus incontrum bloggerorum !!!
(Anni, anni e anni di latino buttati in un misero cesso di autogrill)

Questa volta – per me la terza – eravamo un nutrito gruppo di signorine, una reunion degna di questo nome!

Da sinistra a destra:
Gloria (Il Gomitolo di Lodi)
Manu (The Fashion Cat)
Martina, col vestito azzurro ( Pagina Fb: L’Ecofficina di Martina)
Clara (The Pauper Fashionist)
Selene (A Cosmetic Pie)
Mariel (Davvero niente di Serio)
Bea (Do you have the time to listen to me whine?)

All’appello, nella foto, manca la fantastica Elena (Vanity Nerd), che purtroppo ci aveva già abbandonate! 

Ve lo confesso: la notte prima del fatidico incontro non ho dormito. Lo so, paio un’insensibile ma per ‘ste cose mi agito come una folle: per diretta conseguenza, non ha dormito neppure il moroso visto che mi svegliavo ogni due ore per chiedergli che ore fossero e gli ho “regalato” pure un risveglio traumatico avendo io puntato 4 sveglie in camera sua per paura di perdere il treno. Deficiente? Sì, moltissimo.

La giornata è stata semplicemente fantastica, tutta all’insegna di shopping (ovvio) e risate: sabato, così come durante gli altri due incontri che ho fatto, ho compreso di essere sempre più grata a questo blog per avermi fatto conoscere delle ragazze fantastiche che mi hanno permesso di credere di nuovo nell’amicizia tra donne.
Io vi adoro ragazze – anche quelle che non ho mai avuto occasione di incontrare dal vivo – davvero. ❤
Trenitalia dovrebbe fare offerte vantaggiose a noi blogger per permetterci di incontrarci più agevolmente: io mi farei più che volentieri un giretto bloggettaro per l’Italia.

[Fine momento sdolcinato]

Parliamo di cose pratiche: Shopping.
Sono orgogliosa di me stessa perchè ho comprato poche cosine, benché pensassi di acquistare il mondo.  Lo ammetto: il destino mi ha aiutata parecchio. Tra le tappe prefissate c’era la bioprofumeria che, purtroppo, causa shopping compulsivo e treni in arrivo, non siamo riuscite a visitare. Bioprofumy (in confidenza), non mi scapperai ancora per molto!!!!

E poi…ho ricevuto due bellissimi doni!
La dolce Bea mi ha portato, direttamente da Londra,  la palette Sleek che bramavo da quando ho scoperto l’esistenza di questo brand: la Storm! Ragazze, quanta meraviglia! *-* Ufficialmente, sta già diventando la mia palette preferita, battendo nettamente la Naked.  Grazie tesoro, grazie! ❤

La tenerissima Mariel (sappilo, sei bellissima dal vivo! U.U), sapendo che da tempo volevo provare un fondo Neve Cosmetics, ha unito l’utile al dilettevole regalandomi un po’ del suo fondotinta: così lei avrà una scusa per comprare il suo tanto sospirato Bare Minerals. Grazie anche a te, davvero! (E ricambierò in qualche modo, puoi starne certa! <3)

Terzo regalo, una sorpresina graditissima. Martina è una ragazza che produce saponi artigianali e sabato ha omaggiato tutte quante noi di un paio di campioncini dei suoi prodotti facendoci scegliere persino la nostra profumazione preferita. Vi invito a visitare la sua pagina fb, che vi ho linkato poco sopra, e a spulciare il catalogo, troverete cosine davvero super interessanti!
Io ho scelto due saponi alla menta: è estate e c’è bisogno di freschezza! E, soprattutto, di prodotti che mi invoglino in qualche modo a continuare la mia skincare quotidiana, visto che con questo caldo sono pigrissima.

E infine i miei acquistini!
Santissimo Detergente: 3,99, finalmente lo stand era ben rifornito!!!
Fondotinta Minerale Madina, in offerta a 7,90 euro! (“minerale” tra virgolette e per abitudine, diciamo che è fondo in polvere.)
Ombretto Gaga Rose di Madina, sempre in offerta  3,50!

Ah, dimenticavo: in stazione ho beccato la Feltrinelli e ho fatto incetta della nuova serie Newton Compton a 99 cent!

Fotuzze arranddom!!!!!!

Le tre artefici del Blog Incontro!!! Clara, Selene, io!

Tentativo di autoscatto quasi riuscito!

Fotuzza riuscita!

Io & BEa! (Perchè io devo sempre uscire da schifdus?!)

Io & Clara (foto che esemplifica benissimo la nostra pazzia!)

Io & Mariel!

Ciao Bellissime, ciao!

A quando il prossimo incontro? *__*

Regali di Compleanno (post foto curioso)

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Ci siamo, eh! Finalmente in Brescia/Transilvania è spuntato uno stitico raggio di sole e sono riuscita a fare foto mediamente decenti ai miei regali di compleanno. Yee Yee Yee! Non ve ne fotte un cazzo, vero? Fate bene.
Sabato scorso, alla fin fine, non ho schiavizzato completamente il moroso. Un po’ perchè doveva impastare gli hamburger alla Gordon Ramsay (sono buoni, ragazzuoli miei, vi linko la ricetta qui), e la ricetta prevede di amalgamare tutti gli ingredienti con un tuorlo d’uovo e lui non era capace di romperli – l’ho fatto io, ovviamente, e il bilancio è stato di due uova spatasciate sul pavimento su sei – un po’ perchè c’erano altri piatti sul menù e non ce l’avrebbe fatta a prepararli tutti in tempo. Così, sono scesa dal piedistallo (leggi: divano + gatto + coperta) e mi sono trascinata in cucina, seguita dal micino del mio moroso che evidentemente progettava di darsi alla più sfrenata ingordigia, ma che è stato puntualmente cacciato fuori giusto un momento prima che si lanciasse sul pacchetto di prosciutto.
Il menù della serata si presentava, alle sette in punto, così composto:

  • circa 300 mini pizzette fatte da un paio di nostri amici, finite in un’ora in pratica.
  • Panettone gastronomico farcito dalla sottoscritta
  • Hamburger alla Gordon Ramsay
  • Insalata di pollo con pezzettini di galbanino e crostini
  • Cheesecake, fatta da una mia cara amica detta “la Signora delle Torte” per la sua maestria
  • Strudel di mele fatto da moi, che modestamente sono brava quanto una cuoca tirolese
  • Camille gentilmente cucinate dalla suocera.

Siamo due bravi padroni di casa, nevvero?

Bando alle ciance.  A voi interessano le foto dei regali (forse). Eccovi una sfilza di foto, così non vi tedio con parole superflue ed inutili.

Questi sono i miei regalucci makeupposi (strano), nell’ordine:

  1. Due creme, una per le mani e una per il corpo. La crema per le mani sa tantissimo di arance, sembra di avere un agrumeto spalmato sulle zampe.
  2. Set di Clinique anti macchie
  3. Rossetto Mac – o, come li chiama Arim, il rossetto-supposta – nella tonalità Russian Red (AMO).
  4. Rossetto Rouge Coco Chanel nella tonalità 111 Legende
  5. Kiko Ultra Glossy Stylo n°808
  6. Kiko Water Eyeshadow n°208

Poooi. Siccome non ero stata abbastanza fortunata, il giorno prima del mio compleanno ho vinto persino un giveaway su facebook indetto dalla pagina ufficiale di Sleek! E’ il secondo giveaway che vinco, tra l’altro sempre tentando tanto per fare. Premio? Un bellissimo rossetto, che vedete nella foto sopra, nella tonalità Candy Cane, arrivato ieri e messo insieme agli altri regalucci!

Sinistra: swatch bagnato Destra: swatch asciutto

Infine, mercoledì scorso mi è pure arrivato un pacchettino di Violet – regalo di comple-Natale – contenente, oltre ad un dolcissimissimo biglietto, una palettina MUA secondo me moolto simile alla Storm della Sleek che bramo da secoli (ergo: grazie Violet, azzeccatissima!), uno smalto lilla MUA e due braccialetti. Grazie, Grazie, Grazie!! *__*

Infine, qualche foto a random della serata del mio compleanno!

 

Io e quella zoccola del gattino del mio moroso, che mi ha dormito placidamente addosso per un paio d’ore buone:

Infine, il mio trucco per la serata!! Si ringrazia Fidya che, nonostante sia lontanissima da me, mi ha insegnato a mettere l’eyeliner all’egiziana grazie a questo video ! Il rossetto che vedete è il Chanel Cambon ricevuto per Natale! (click)

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