Home

Planning, Scrapbooking, Wishlist laurea + varie ed eventuali

18 commenti

Hola hola gente!

Oggi vi parlo di qualche interesse semi-recente, sbocciato mesi or sono ma non ancora messi in pratica per mancanza di tempo. Stavolta, la colpevole è Daniela di Shopping&Reviews: un giorno, cazzeggiando su facebook, l’ho vista commentare un post in un gruppo dedicato al planning e mi sono – purtroppo – incuriosita, scoprendo un mondo popolato da amanti della cancelleria e fissate con la pianificazione come la sottoscritta.

Planning” significa semplicemente pianificare e, credetemi, sebbene sia una disordinata cronica a livello fisico non c’è niente che mi riesca meglio di pianificare eventi, vacanze, gite e chi più ne ha più ne metta. A dirla tutta sono una specie di Sheldon Cooper: a me i cambiamenti non piacciono, amo la routine e mi piace avere tutto quanto sotto controllo. Presente quando lui dà di matto quando le cose non vanno come aveva previsto? Ecco, io uguale. Solo che io faccio una sfuriata quei cinque/dieci minuti, poi mi passa e mi riorganizzo nuovamente.
Le ragazze che fanno “planning” – oddio, sembra un qualche tipo di sport ma passatemi i termini – hanno delle agende bellissime, sia dal punto di vista organizzativo che creativo. C’è chi la suddivide tra impegni dell’università e casalinghi, chi inserisce inserti dedicati ai telefilm, chi ai conti di casa, chi ai turni di lavoro… Tutto rigorosamente a tema e decorato con scotch colorati – in gergo si chiamano washi tape -, carte adesive e stickers e timbri vari. Le più brave si creano addirittura i refill con photoshop e plastificano i divisori con le plastificatrici. E’ la pratica dello scrapbooking, ovvero della decorazione di oggetti (agende, biglietti d’auguri, album ecc) mediante l’ausilio di carte colorate, adesivi, penne colorate e chi più ne ha più ne metta. Anni fa, quando si andava a scuola, si usava riempire i diari di dediche, ritagli di giornale, biglietti del cinema e affini: per mia madre erano i “diari a fisarmonica”, ora tutto ciò ha un nome molto più fashion.
Insomma, più osservo quelle ragazze  più mi dico che voglio assolutamente imitarle. Eccovi qualche esempio di scrapbooking su agenda:

Fonte

Fonte

Fonte

Fonte

Inutile dire che tutto questo solletica parecchio la mia fantasia. Ho sempre amato alla follia i prodotti di cancelleria: per me persino comprare una semplice bic blu era un’immensa gioia. Negli anni della scuola adoravo la fine di agosto proprio perché nei supermercati cominciavano a fare capolino i primi diari, zaini e astucci e, soprattutto, tutti quei meravigliosi bancali pieni di biro, gomme e matite. Per me era davvero una cosa molto seria: passavo ore all’Auchan a scegliere con cura il diario e a scegliere i prodotti con cui rimpolpare l’astuccio, che poi conservavo gelosamente nella trepidante attesa di scrivere qualche appunto a scuola. E con che cura scrivevo tutti gli appunti, persino quelli delle materie più ostiche!
I quaderni ben ordinati sono sempre stati una mia caratteristica, la quale mi ha accompagnato negli anni di studio all’università: i miei fogli sono sempre super richiesti e i miei ragazzini delle ripetizioni fanno a gara a chiedermi i riassunti o gli schemi di qualsivoglia materia. E io, lo ammetto, mi diverto: mi piace troppissimo scrivere.

Per questo motivo a casa sono sommersa dalle biro più disparate, dalle comuni bic a quelle gel colorate e con i glitter, passando per i trattopen della stabilo. E, sia ben chiaro, le uso ancora tutte: un po’ come con gli smalti, ne ho una valangata ma a turno li utilizzo tutti.
Sapere quindi che esiste una manica di pazze amanti della cancelleria come la sottoscritta mi consola parecchio: potrò dare libero sfogo alla mia creatività senza sentirmi sola. Inoltre, poter conciliare la mia ossessione per la pianificazione e il piacere della decorazione mi dona un’incredibile sensazione di relax.

Questa è l’agenda che vorrei comprarmi dopo la laurea: è una Filofax formato personal (grande come i diari di scuola, per dire), con un bellissimo disegno con farfalle rosa su fondo azzurro. Ne esistono, naturalmente, di più sobrie e monocolore, ma questa Filofax mi dà l’idea di libertà e voglio che sia beneaugurante per il mio futuro. L’interno è rosa pallido, con un piccolo elastico porta-penna nascosto dietro la chiusura, e tante piccole taschine sui risvolti della copertina in cui infilare post-it e chincaglierie varie. Mi piacerebbe suddividerla in tre macrosezioni: calendario classico, ripetizioni con entrate e uscite, blog. 
Ed ecco con cosa mi piacerebbe abbellirla.

Cominciamo con l’agendina 100% stickers: viene 9,90 su Amazon e ha più di 1500 adesivi al suo interno. Non è un amore? Credo che con lei soddisferei – almeno per un pochino – la mia sete di adesivi, ve ne sono davvero di tutti  i tipi e per tutte le esigenze.
I kit Project Life, invece, che vedete nelle altre foto (quella più grande raccoglie parte di un kit senza la sua confezione) che contengono anch’essi adesivi, ma soprattutto post-it, cards da bucare e inserire come segna-libri oppure da incollare,  forme in cartoncino particolari e chi più ne ha più ne metta. Qui potete trovare qualche esempio del loro utilizzo (link).

In realtà qualcosina ho già acquistato:

I rotolini che vedete in alto sono i miei primissimi washi tape: i primi tre sono frutto di una spedizione dai cinesini, e sono tamarrissimi e pieni di brillantini, tutto il resto (esclusi gli sticker) provengono da Creattiva, la fiera della creatività che si tiene a Bergamo a marzo e a ottobre. Là compro i miei kit per fare i lavoretti col feltro – ve lo giuro, prima o poi vi farò un post dedicato, se vi interessa – e quest’anno, già che c’ero, mi sono portata avanti con lo scrapbooking. I cubetti sono dei timbrini, mentre quelle specie di graffettatrici sono dei punzoni che creano dei buchi sul foglio di forma varia, in questo caso a forma di gatto e di zampina. Che fantasia, vero?

Domenica, invece, ho piazzato il mio primissimo ordine su Aliexpress: non ne conoscevo l’esistenza, e mi sa che finirò in un tunnel senza fine. Come si può resistere alla cancelleria a 20-30 cent?! Con una decina di euro mi sono portata a casa il mondo!

1: avete presente le scolorine a nastro? Dovrebbe essere lo stesso principio, solo che questi pennarelli lasciano dei timbrini. Ho chiesto di ricevere il rosa, chissà se mi accontenteranno. 
2: set di penne, non sono eleganti? 
3: righello a forma di gatto, davanti nero e dietro rosso.
4: astuccio di totoro, anche se avrei già millemila astucci per casa. Servirà per mettere gli essenziali per la mia agenda!

1: set di post-it di tutte le forme, confesso di averlo preso soprattutto per quelli a forma di gatto. :3
2: Post-it a forma di gatto… ehm, sono monotematica, lo so.
3: mini kit con post-it e bloc notes, potrei rivestire casa con tutti i post-it che ho a casa ma fa nulla. 
4: set di 30 carte adesive da decorazione. 

Questo è tutto, lo so che vi ho annoiato ma illuminatemi: anche voi amate la cancelleria? O siete più seri di me? Possedete un’agenda? Come l’avete organizzata?

Tizy

Annunci

Most Played: sessione estiva

39 commenti

Da oggi entro anche io nel team #MostPlayed ideato dalla dolcissima Chiara (aka Golden Violet <3)!! 
Che cosa sono i Most Played? Semplicemente: i prodotti più utilizzati nell’arco di un mese! O, nel mio caso, nell’arco della sessione estiva: non credo di avere la costanza di pubblicare un post del genere al mese, così…utilizzerò un arco temporale maggiore. 

Bando alle ciance: cominciamo!
Vi premetto subito una cosa: nei periodi estivi sono molto, ma molto monotematica. Non ho quasi mai voglia di truccarmi, quindi quando devo andare dal moroso pesco una manciata di prodotti dalla cassettiera e quelli rimangono nei secoli dei secoli amen, perché non ho voglia di svuotare il beauty. Idem per i “trucchi da esami“: ho messo sulla lavatrice, in bagno, un mini beauty con 2/3 marronazzi che mi servono per creare un look relativamente sobrio da ragazza studiosa (cosa non si fa per ingannare i docenti, eh?) . Iniziate a sbadigliare, gente!

1) Sezione viso

Jade Minerals Foundation in Fair & Light Rose: da quando Teresa mi ha convinta ad acquistare un fondotinta da Jade Minerals, lo scorso agosto, è scoccata la scintilla.  E’ coprente e resistente al sudore: ideale nelle giornate di calura!
A maggio ho ordinato anche la versione Light Rose, che sto utilizzando in questo periodo perché il mio viso si è leggermente scurito a causa delle lunghe camminate/biciclettate sul fiume. Peccato che il sito chiuda, mi ha aiutato davvero molto nella conversione al fondotinta minerale. 

Maybelline, Cipria Fit Me! in 120 Classic Ivory: altro prodotto, altro contagio, questa volta da parte di A bad girl loves silence. Attratta dalle sue review entusiastiche riguardo al fondotinta, a gennaio mi fiondai da acqua e sapone armata di buoni sconto. Il fondo naturalmente non c’era, così optai per la cipria: acquisto azzeccatissimo! Opacizza, fissa per bene i fondotinta liquidi e, nei miei giorni migliori, basta soltanto lei per coprire i rossori del viso. 

Essence, Blush in 01 Ice Bomb! (LE Me & my ice cream): è lui, è lui il colpevole! Quello che mi ha fatto venire la blushite!! Fino all’agosto scorso i blush non mi piacevano granché: non sapevo stenderli, non mi duravano e mi facevano venire il nervoso. Poi è arrivato lui, un arancione (a mio avviso) freddo che in un colpo solo dona un colorito sano alle guance e le illumina. E dura pure tutto il giorno. Insomma, la perfezione. 

2) Sezione occhi (varie ed eventuali)

Kiko, Ombretto in stick n°28 Ivory (LE Colours in the world): il mio primer preferito. Da quando l’ho comprato non ho più avuto bisogno di alcun primer per gli ombretti classici, perché mantiene vividi i colori per tutto il giorno. Qualche volta lo utilizzo pure sotto l’arcata sopraccigliare per dare un po’ di luce, ma l’uso principale resta come base ombretto. 

Madina, Ombretto Royal Velvet in Baby Skin: è il mio prodotto jolly poiché, essendo del colore esatto della mia pelle, lo uso per qualsiasi cosa: in accoppiata allo stick di kiko per creare una base uniforme su cui stendere l’eyeliner, per sfumare, come correttore e come cipria. Ci dovrò fare una review: è semplicemente fantastico. 

Rimmel, Scandaleyes Gel Eyeliner in Black: da quando ho i capelli corti non riesco a fare a meno dell’eyeliner, perché adoro come mi mette in risalto gli occhi. Questo ha un tratto nero molto, molto intenso (a differenza di quello di Maybelline, che più che un nero è un grigio scuro), e necessita semplicemente di una passata. Unica pecca? Dura solo un paio d’ore senza una base d’ombretto sotto. Cosa che non faceva il suo fratellino low cost (che riposi in pace) di Essence.

Rimmel, mascara Max Bold Curves in Black: c’è poco da dire: amo i mascara Rimmel e non ne ho ancora trovato uno che mi abbia delusa. Fanno i bei ciglioni, resistono nel tempo. 

Rimmel, Soft Kohl in Black: era in omaggio col mascara (6,90 da Acqua e Sapone), ed è stata una piacevole sorpresa, perchè scrive bene nella rima interna e non cola. E’ un pochino dura, ma il tratto è bello nero. 

Neve Cosmetics, matita Liquirizia: acquisto recente (regalo del moroso <3), per ora non mi ha deluso. E’ morbida e ha un colore intenso, ma per fortuna non cola dopo poco come fa il suo fratellino Bosco. 

3) Ombretti universitari

Ecco i tre ombretti che mi spalmo in faccia quando ho gli esami! La banalità più totale, lo so, ma ho visto fin troppi clown nella mia università: gente che non sarebbe in grado di sfumare manco un ombretto trasparente che “indossa” una specie di smoky verde acqua alto fino alle sopracciglia. Rabbrividisco ancora al sol pensiero. 
Insomma, in certe occasioni prediligo un trucco neutro, qualcosa che non si noti troppo e che, al contempo, non crolli miseramente dopo due ore di afa. E questi tre amici fanno al caso mio:
Bottega Verde, ombretto Taupe: il mio primissimo color tortora, contagio della bella Drama e da allora mai più mollato. Molto luminoso e modulabile,  rende benissimo anche su una base scura.
– Essence, Mono Eyeshadow in 35 Party All Night: un marrone/oro metallizzato da paiura che, se utilizzato nell’angolo interno dell’occhio, dona immediatamente luce allo sguardo. Il che, credetemi, è utilissimo quando si hanno esami al mattino presto.
Essence Eyebrow Stylist Set: comprato quando ho iniziato ad appassionarmi al makeup e subito abbandonato nei cassetti. Ho scoperto fin da subito che la cura delle sopracciglia non fa per me: mi vedo subito come la zingara de La luna nera (com’è che si chiamava quel programma tv?!). L’ho riscoperto quando ho capito che potevo utilizzarlo sulle palpebre a mo’ di ombretto e, spesso, quando sono in ritardo, faccio uno smoky super veloce con lui. 

4) Ombretti Random

Continua incondizionato l’amore per questa palette, la Showstopper di Sleek (recensita QUI): pensare che, all’epoca, non volevo nemmeno acquistarla… Ha tuuuuuutto ciò che mi serve: that’s all

5) Labbra

Mac, Lipstick Russian Red: da quando ho tagliato i capelli uso solo lui. Sarò ripetitiva, ma amo vedere le labbra ben delineate da questo rosso – su di me un po’ cupo – a dir poco fenomenale. E’ uno dei miei rossetti da sabato sera, ma non amo indossarlo di giorno perché, purtroppo, non dura molto a lungo. 

Mac, Lipstick Speak Louder: regalo di una cara amica, è solo da un paio di settimane nel mio beauty case ma entra di diritto nei #mostplayed: lo indosso ogni giorno. E ha una durata sensazionale. E mi esalta l’incarnato. E..E..E… tutto. Misentoffiga. (Modalità modestia on)

Neve Cosmetics, Pastello Amore: consigliatomi da Claire, non me ne sono proprio pentita: è stato amore letteralmente fin da subito! E’ un MLBB perfetto, dura per ore resistendo persino ai pasti: una matita che tengo sempre nella borsa dell’università per ogni evenienza! La pecca? La mina troppo morbida: si consuma in fretta e devo continuamente temperarla. 

L’Oreal, Rouge Caresse Lipstick in Dating Coral: altro contagio di Drametta, è il mio rossetto da università. Un poco più coralloso di amore – quindi non proprio un MLBB perfetto – tende a svanire dopo un paio d’ore. Mi è utile in università perché si presta a ritocchi veloci senza specchietto e non svanisce senza lasciare il contorno labbra colorato, cosa che ODIO. 

E voi? Quali sono i vostri Most Played? 

Tizy

I’m back!

37 commenti

Dunque dunque: è dal primo di aprile che non posto più una beneamata minchia.
Che super blogger che sono, nevvero?
Naturalmente la causa della mia prolungata assenza è sempre lei: l’università. Ho deciso di finire tutti gli esami entro settembre, in modo da dedicarmi solo ed esclusivamente alla tesi. Ce la farò? Non ce la farò? Vedremo. 
Intanto, in questo mese e mezzo che mi separa dalla seconda parte della battaglia, voglio crogiolarmi nel mio e nei vostri blog, e cercare di recuperare almeno in parte ciò che ho perso in questi mesi. 
L’idiota è tornata!!!!!
Stay tuned: a breve verrò a infestarvi bloglovin con le mie innumerevoli cazzate. Dopotutto lo sapete, no? Ci sono blogger più serie di me: io allieto le vostre giornate con la mia ignoranza. Sono una blogger socratica! 😉

Ritorno + Bloglovin!

26 commenti

Ciao ragazzuole!!!

Eccomi di ritorno!!! Quanto mi mancava il blog? E quanto mi siete mancate tutte quante voi? 
Non vedo l’ora di rimettermi in pari con i vostri post e di scriverne di miei: prometto, niente più post sporadici!

Oggi ho concluso finalmente la sessione estiva con l’esame avanzato di Storia Moderna che ho sostenuto con la mia relatrice: sono più che soddisfatta dell’esito dell’esame, avevo un terrore folle di fallire o di fare figuracce con lei..
Anche gli esami che mi spaventavano a morte hanno avuto dei buoni esiti e, quindi, cosa più che mai importante,ho guadagnato i miei sudatissimi cfu per la borsa di studio! Evviva!!! Ovviamente mi darò al risparmio oculato shopping, mi pare più che ovvio!

Intanto, una piccola notizia per voi: mi sono iscritta a Bloglovin, in caso vogliate avere a che fare con me anche lì! Ecco il link! =)

Follow my blog with Bloglovin

Un bacio, e a presto con un post mooolto meno stitico! 😉

Tizy

Me & Pigolo!

Ci rivediamo dopo l’8 di luglio!

25 commenti

Ragazzuole mie,

 

Mi duole dirvelo, ma fino all’8 di luglio non pubblicherò alcun post.
Devo sostenere 3 esami ancora, due dei quali piuttosto tosti che mi spaventano.
Devo assolutamente fare questi tre esami per ottenere i crediti necessari per la borsa di studio del reddito, grazie alla quale sono esentata dal pagamento delle tasse: nel malaugurato caso che non riuscissi a superarli, dovrei abbandonare l’università, io credo.
Se riesco, passerò a commentare i vostri blog! Altrimenti: aspettatemiiiiiii!

Un bacio,Tizy

Un dolcissimo regalo da parte di mio cugino e di sua moglie!

Haul: acquisti aprile/maggio

48 commenti

Post veloce veloce per mostrarvi cosa ho acquistato in questo periodo: so che non ve ne può importare di meno, ma oggi sono in vena di modifiche fotografiche quindi vi beccate un haul.
Dunque dunque: inizio annunciando che non farò più fioretti makeupposi,  tanto poi non li mantengo. Posso solo sperare di ridurre la quantità di prodotti acquistati, di più non posso fare, mi conosco! C’è da dire che a giugno terminerà il periodo delle ripetizioni e non vedrò più spicci fino ad agosto quando mi arriverà la borsa di studio, ergo sicuramente in quel periodo mi darò al risparmio selvaggio o tenterò di impietosire il moroso in casi di estremo bisogno (vedi limited edition particolarmente succulente).
E poi a giugno-luglio chi avrà una vita? Certamente non noi studenti universitari. Quanti esami avete in programma, ragazzuole? Io sono andata a far stampare la Secchia Rapita di Tassoni, che dovrò sapere a menadito entro il 20 di giugno, e m’è venuto un colpo. Mi sono ripromessa di pensare al periodo in cui ho dovuto studiare dettagliatamente la Divina Commedia: un poema eroicomico è sicuramente più leggero dell’opera dantesca!

Bon, lasciamo da parte le tragedie e veniamo alle fotografie. Curiose, eh? Seeeeeeeeeeeee. Come no!


Ora. Loggiuro: quando sono andata da Acqua e Sapone quel giorno NON volevo acquistare nessuno smalto. Se non vado errata, ero entrata per uno shampoo. Logiurologiurologiuro. Non è colpa mia se poi mettono i cestoni con le super offerte e mi buttano lì uno smalto rossognotta gravido di brillantini ad 1,50 euro!
Questo, tanto per essere precisi, fa parte di una linea (presumo limitata, grazie a dio non ne conoscevo l’esistenza altrimenti avrei saccheggiato lo stand) che si chiama Precious Stones ed è nella tonalità 002 Ruby Crush.

Non sapevo affatto che fossero uscite ben tre nuove colorazioni di Apocalips, prodotto al quale avevo stoicamente resistito per mesi.  Non mi ricordo chi, di voi, ha pubblicato lo swatch dei 3 (per inciso: Luna, Stellar, Nova). In ogni caso, grazie a questa “colpevole” il moroso si è ritrovato magicamente con 8,90 euro in meno nel portafoglio. Magicamente, ovvio! Ah, dimenticavo: io ho scelto il 501 Stellar che è un rosasuperfluocoralloso belliffimo.
Lo Stay Glossy è stato invece l’acquisto mirato per il matrimonio: alla fine mi sono decisa ad utilizzare un colore che su di me si vedesse appena, ma che mi rendesse le labbra lucide il giusto, senza pacchianeria. Avevo già avuto modo di provare un lucidalabbra di questa linea durante l’inverno (ahahaha “durante l’inverno”, perchè, la primavera è arrivata???!!), scroccandolo allegramente a mia suocera, e mi ero trovata da dio: finalmente ho capito cosa significa la dicitura “Un lucidalabbra che non appiccica“. Io ho optato per il 640 All Day Seduction, scontato al 50%: prezzo di cartellino 11,90, io l’ho pagato 5,90.

Sapete qual è la tragedia del periodo? Alla mia Gardenia hanno messo Essence. Poco male, direte voi, ci saranno altri ventordici punti vendita Essence nei dintorni. Giusto, giustissimo. Il probelma è che Gardenia vende determinate collezioni che negli altri negozi non arrivano e, soprattutto, i suoi stand sono veri stand. Anzitutto, le commesse tengono sotto controllo tutto e sistemano più volte al giorno lo stand, evitando che le polipone puccino le loro manacce zozze ovunque. E poi riforniscono almeno una volta a settimana! Altro che i vari Coin e Ovs che devi aspettare due mesi prima di beccare qualcosa di nuovo. Non c’è paragone, ragazze mie!
Io ho finalmente beccato la collezione Miami Roller GirlManu, ma tu non avevi comprato qualcosa mesi fa, ormai? O.o – e sì, non ho resistito. Mi sono autoregalata uno smalto giallo canarino: non è un amore? La tonalità è 01 Bienvenido A Miami  e costa 2,29 euro.

Oggi ho sostenuto il mio primo esame della sessione estiva – un preappello di bibliologia concessomi gentilmente dal prof – e ho dovuto premiare il mio 28. In realtà avrei voluto acquistare l’ombretto per capelli di Essence della Limited Edition Floral Grunge ( qui una review di Elly, che in questo momento sto invidiando tantissimissimo), ma la collezione non è ancora approdata in terra bresciana, così ho “dovuto” ripiegare.
Sempre da Gardenia (santa, santissima Gardenia!) ho beccato lo stand fresco fresco di esposizione della Guerilla Gardening, che attendevo da mesi solo per poter acquistare i barattolini per far le unghie pelose: potere del trash, vieni a me!
NB: In questi giorni, nelle profumerie Gardenie, c’è un’offerta interessante: c’è il 40% sul secondo prodotto acquistato! Io ne ho approfittatto oggi con questi acquisti:

– Nail Effect Powder Verde in 01 I’m The Moss, 2,49 euro
– Nail Effect Powder Rosa in 02 Mission Flower, 2,49 euro
– Smalto Rosa in 02 Mission Flower (sì, Essence ha moltissima fantasia) 2,29 euro
– Smalto Rosso Fluo in 03 Floral Glam, 2,29 euro
– Lucidalabbra effetto matt in (indovinate un po’?) 01 Mission Flower, 2,49 euro
– Pennellino a ventaglio per Nail Art 2,49 euro

Io mi domando: questa scatolina non si poteva fare pure per i pigmenti? No, eh?

Da oggi riprendo il giro dei vostri blog, nonché risponderò finalmente ai commenti!
Chiedo venia per l’assenza!

Post Accozzaglia #1: tesi, ebook, On Writing, anniversario.

15 commenti

Ho già deciso la tesi della specialistica – nonostante mi manchino più o meno due anni per terminare gli studi – e la cosa mi tranquillizza davvero molto.  Sarà una tesi storica riguardante il mio comune natio in epoca moderna. Per il momento l’argomento è appena abbozzato, dovrò ridurlo sicuramente a qualcosa di più specifico onde evitare di perdermi nelle ricerche e rischiare di scrivere qualcosa di impreciso.
La scelta dell’epoca moderna è stato, in parte, un fatto opportunistico:  non voglio abbandonare la mia relatrice della triennale, perchè è una delle professoresse più in gamba che io conosca. Non solo ha una una cultura sconfinata – per essere docente onoraria alla Sorbona di Parigi presumo ce ne voglia – ma è anche un modello di docente a cui molti dovrebbero ispirarsi. Molto materna, è sempre pronta a dare una mano ai suoi studenti, anche per fatti che non riguardano l’università. L’anno scorso, a maggio, venne a mancare mio nonno materno e lei si tenne in contatto con me per tutto il tempo per sapere come io stessi. Non l’ho mai vista una volta trattare male i suoi studenti, nemmeno sotto esame: se hai fatto una cazzata te lo fa capire, ma con molto garbo.  Qualsiasi idea per la tesi viene accolta con un sorriso sulle labbra, non come fanno certi doventi che ti guardano con un espressione da “mio figlio di 5 anni avrebbe idee migliori delle tue, stupida idiota!”, e poi viene ovviamente indirizzata sul giusto binario. Non è raro, inoltre, facendo lei mille convegni in giro per l’Europa, che nei suoi giri trovi qualche museo in cui è esposto qualcosa di interessante e spedisca email ai suoi studenti con le sue scoperte.  Quando feci la tesi su Elisabetta d’Austria e il mito che è scaturito dalla sua figura, ricordo che mi spedì dalla Svizzera la foto della locandina del Musical a lei dedicato e, al suo rientro, mi portò i depliant illustrativi: dalla sua idea di inserire persino il musical, nella tesi, ne uscì un bel capitoletto apprezzato dalla commissione.  Sì, insomma, l’avete capito: adoro quella professoressa!
Non vedo davvero l’ora di iniziare questa tesi, perchè finalmente farò qualcosa da “storica”. La tesi della triennale, alla fine, non è stato un vero e proprio lavoro di ricerca, ma un sunto di diversi libri e analisi di film, poesie e mostre varie. La tesi specialistica sarà invece un lavoro da storica nel vero senso della parola: mi rinchiuderò negli archivi del mio paese, scartabellerò manoscritti, incunaboli e documenti vari. Studierò a fondo la storia del mio paesino natale e magari, perchè no, scoprirò qualcosa di nuovo. Mi addentrerò in territori poco conosciuti e solo dalle mie capacità dipenderà l’esito della tesi.

In questo periodo ho scoperto la bellezza degli ebook, comprendendo con essi la vera potenzialità di un ipad. Prima facevo parte della categoria di quelli che schifavano i libri in formato elettronico: “Vuoi mettere la bellezza di un libro cartaceo, del suo profumo, della sua consistenza!”, ripetevo a iosa. Da una parte è vero: per chi ama leggere la versione cartacea non sostituirà mai quella elettronica, per una serie di fattori che vanno dalla mera sensazione olfattiva alla voglia di ricercare edizioni raffinate. C’è da dire che, purtroppo, i libri costano e i loro prezzi stanno aumentando a dismisura: un tablet permette di avere una biblioteca sconfinata praticamente gratis. Leggendo un blog, un giornale, su facebook si trova un titolo interessante? Basta una ricerca su internet e il gioco è fatto: si ha il testo a disposizione.
E poi, non mi stancherò mai di dirlo, una delle invenzioni più spettacolari del mondo librario è IBooks (presumo ci sia anche un equivalente Android), la biblioteca personale in formato elettronico, insomma, che ti permette di sottolineare libri, aggiungere note e condividere sui social network le frasi più significative. Lo so, probabilmente a voi suona come una truzzata, ma a me dà tanta soddisfazione il poter condividere più agevolmente le mie letture!
Ultima ma non meno importante “utilità” del tablet: il potersi vedere comodamente le foto di autori, personaggi storici, quadri e tutto quando viene descritto in un libro standosene comodamente stravaccati a letto perchè basta un semplice colpo di dito per passare da IBooks a Google Chrome. Ma solo a me sorge il desiderio impellente di vedere il viso dell’autore del libro che sto leggendo?

A proposito di ebook, ho appena terminato “On Writing” di Stephen King: il più bel trattato sulla scrittura che abbia mai letto, anche perchè non pretende di insegnarti a scrivere, partendo dall’idea che una persona il talento per la scrittura ce l’ha nel sangue, non è una cosa che si può imparare. Certo, si può imparare a scrivere senza errori grammaticali e di ortografia, ma la bravura è un’altra storia. Ci ho trovato un bellissimo pezzo, che voglio condividere con voi, che riassume più che egregiamente la mia passione per la lettura

“I libri hanno la singolarità di essere magie portatili. Io di solito […] ne porto uno con me ovunque vada. Non si può mai prevedere quando hai bisogno di una via di fuga: una coda di chilometri al casello, i quindici minuti che devi trascorrere nell’atrio di una tetra palazzina di college prima che il tuo consulente esca a metterti la firma su una ricevuta, sale d’aspetto negli aeroporti, lavanderie automatiche in pomeriggi piovosi e il peggio del peggio, vale a dire lo studio del medico, quando lui è in ritardo e tu devi aspettare mezz’ora per farti bistrattare qualche parte sensibile. In questi momeni io trovo il libro vitale. “

Lunedì scorso io e il mio moroso abbiamo festeggiato 6 anni di fidanzamento, tempo che è assurdamente volato. A dire il vero, a me non sconvolge tanto la lunghezza della relazione, quanto pensare che ho finito le superiori già 5 anni fa.
Tra le cose che sono cambiate, in questi anni, è la frase che mi rivolgono i parenti riguardo alla mia relazione. A 17 anni era “Cosa ci fai già fidanzata, non ti vuoi godere la vita? Non ti stufi?”, adesso è “Quando vi sposate? Dopotutto è tanto che siete insieme”. In entrambi i casi, la risposta è sempre quella, ovvero che con lui sto benissimo così.
A proposito: ecco il mio regalo per l’anniversario. Inaspettato, oserei dire! Mi ha vista che guardavo con la bava alla bocca lo stand Benefit e mi ha detto: “Dai, scegli un kit che te lo regalo io. Non vedi che bella confezione retrò che hanno?”

 2013-04-28 16.42.12

2013-04-28 17.00.53

News

27 commenti

Non sono morta, eh! So che non mi avete visto gironzolare per i vostri blog per più di un mese, ma sono rimasta imprigionata nella sessione d’esami. Grazie al cielo è quasi giunta alla fine, devo dare l’istituzionale di biblioteconomia il 22 di febbraio e poi sarò libera come una rondine di primavera… fino a maggio, più o meno.
Ho notato con grandissimo disappunto che nell’anno trascorso tra l’ultima sessione della triennale (ho dato l’ultimissimo esame a metà febbraio 2012) e la prima della specialistica il mio cervello s’è notevolmente impigrito e faccio una fatica dell’accidente a concentrarmi. Ultimamente preferisco studiare a casa: qui almeno c’è mia madre che strillando mi intima di smetterla di cazzeggiare e di mettermi a studiare, in università… beh, vi basti pensare che ho, praticamente a due passi, nell’ordine: una Coin, una manciata di librerie, due Kiko, una Lush, due Bottega Verde, una Gardenia ed una Sephora, sorvolando naturalmente sui negozi di vestiti e di cibarie. In sostanza, sono in un covo di distrazioni. E, soprattutto, non c’ho la forza di resistere.

Buone nuove, comunque. Lunedì inizierò lo stage della durata di un mese presso la sede del Giornale di Brescia, sezione cronaca. Sto avendo la fortuna di frequentare un corso di giornalismo in università col direttore, che dà la possibilità ai suoi studenti di poter trascorrere un mese in redazione e anche di farsi conoscere scrivendo editoriali et similia.  E’ stato anche uno dei professori migliori che abbia mai avuto, un maestro di vita, soprattutto. Uno di quei professori – rari ahimé – che ti sprona a cogliere il fascino della vita anche nelle piccole cose, spronandoti ad osservare con attenzione ciò che ti sta attorno. Forse potrà sembrare stupido, ma da quando frequento il suo corso ho imparato a gironzolare col naso all’insù, cogliendo ogni giorno un particolare nuovo della mia città che non avevo mai visto prima. Adesso so che, se imbocco una determinata strada nel mio cammino verso l’università, mi ritroverò sulla mia sinistra una casa tutta bianca, eccezion fatta per una macchia sulla facciata che reca tracce di un antico affresco. Viceversa, se decido di optare per la strada più breve, sotto ad una vecchia arcata, c’è una porticina che nasconde una chiesetta settecentesca ad un occhio poco attento ricorda un palazzo. Poco più avanti, una pasticceria che fa cake design – che adoro – crea un contrasto davvero affascinante con uno dei bar più vecchi del centro storico. Probabilmente, alla maggior parte di voi sembrano banalità, eppure – non so perchè – scoprire ogni giorno delle piccole cose mi rende la giornata migliore. Mi piacerebbe saper fotografare per poter cogliere il significato profondo che hanno per me. 
Dicevo, il professore. E’ uno di quelli che non smetteresti mai di ascoltare, soprattutto quando inizia a snocciolare aneddoti della sua carriera da giornalista.  C’è chi, tra i miei compagni di corso, lo definisce egocentrico e di conseguenza lo reputa pieno di sé ed antipatico. Io lo trovo affascinante, stilla cultura da tutti i pori della pelle senza sfociare nell’ossessiva ostentazione di sé. Le sue lezioni sono un continuo saltare dalle nozioni teoriche del giornalismo alla letteratura, dalla letteratura alla vita vissuta, in un intersecarsi continuo di aneddotti e citazioni storico -letterarie. Ama farci fare i voli pindarici, come li chiama lui. Ci prende alla sprovvista con domande che a volte non c’entrano nulla col discorso che si sta facendo e ci sprona a rispondere con tutto ciò che ci passa per la testa, senza censure. Un modo per testare la nostra reattività e la nostra capacità di scrutare a fondo i fatti, ne sono sicura. Ci ripete spesso che un buon giornalista è in primis un acuto osservatore, e lui lo è. Quando spiega e percorre a grandi falcate l’aula, è palese che osservi ogni nostra reazione, e nel giro di poche lezioni ci aveva già inquadrato tutti. Era dai tempi delle superiori che non incontravo un professore che mi colpisse così tanto: per dire, sono giunta ai livelli che al mercoledì vado in università solo per seguire la sua lezione, che dura soltanto un’ora. Solitamente, non schiodo mai il didietro dal letto per una misera ora di lezione e preferisco starmene a casa a studiare..

E voi, ragazze, che mi dite dei vostri docenti? C’è qualcuno che adorate particolarmente?

Auguri di un sereno 2013

26 commenti

Un altro anno é ormai agli sgoccioli, un altro anno se ne sta andando tristemente. Non sono mai riuscita a godermi seriamente il Capodanno in 23 anni di esistenza: il dover attendere la mezzanotte, il conto alla rovescia degli ultimi 10 secondi, lo spedire messaggini mi hanno sempre causato un immenso sconforto, tanto da non ricordarmi un capodanno realmente felice. Non si tratta del l'avere o meno persone amate vicine – ho pianto indistintamente all'ultimo sia nei miei capodanni da single che da accoppiata – ma, nel mio caso, proprio dell'incapacità di gioire dell'anno venturo per mezzo di quei gesti per me del tutto privi di significato. Così come non amo il Natale, non amo neppure Capodanno. Quest'ultimo, credo, di più: sono terrorizzata dai botti, che mi fanno saltare talmente tanto i nervi da farmi scoppiare in lacrime dalla paura. Sia che stia tappata in casa, sia che me ne stia fuori, petardi e compagnia bella mi spaventano. Quest'anno, spero, sarà un Capodanno più tranquillo: io, moroso e suoceri andremo a vedere il musical di Peter Pan, e chissà che una favola non mi rassereni un pochino.

Non so se fare un bilancio dell'anno passato, a dire il vero. Ho realizzato l'unico sogno che mi porto dietro fin da quando ero bambina: la laurea in lettere. Traguardo che mi ha fatto gioire più di ogni altra cosa ma che, al contempo, mi ha gettata dopo poco nello sconforto, data la mia proverbiale paura del futuro. Già, il futuro. Per ora mi sto specializzando in storia, ma trascorsi questi due anni non so cosa aspettarmi. Naturalmente mi auguro il meglio, ma nel contempo sono spaventata perché detesto l'insicurezza.

Del 2012 salvo anche l'arrivo di Pigolo, il gattino del mio moroso, una piccola peste che ci rallegra ogni santo giorno, nonostante ci morda in continuazione. Del 2012, infine, salvo indubbiamente questo blog, che mi ha dato modo di mettermi alla prova nella scrittura, ma anche e soprattutto di conoscere persone fantastiche. Sembrerà una sviolinata, ma grazie: a voi che passate di qui, a voi che gioite e vi rattristate per me, a voi che mi fate sorridere sul blog, su Facebook e Twitter, a voi e ai vostri sempre interessanti post.

Cosa chiedo al 2013? Principalmente la pensione per papà che, oltre ad un po' di stabilità economica, porterà un po' di serenità anche alla famiglia che ne ha tanto bisogno. Già, la serenità: auguro a tutti voi di trovarla, perché non c'è niente di meglio della stabilità interiore per affrontare al massimo la vita.

Un bacio,

Tizy

 

Incontri Universitari

54 commenti

Ieri mattina, poco prima di iniziare la lezione di Bilioteconomia, ho fatto la mia prima conoscenza della specialistica. Si tratta di un nonnino del 1935, che all’inizio avevo scambiato per un professore. Si sa, in Unicatt di docenti giovincelli ce ne sono davvero pochini.

Me ne stavo seduta in un angolino, come mio solito, a sottolineare uno dei numerosi libri di archivistica, quando si è avvicinato questo distinto signore dagli occhi blu, gentili, ed il sorriso sulle labbra. Il mio primo pensiero è stato: “Se questo è il docente titolare di cattedra di Biblioteconomia sento già che adorerò queste lezioni!”.
“Scusi – mi ha domandato – ma anche lei sta aspettando di entrare nell’aula di Biblioteconomia?”, e allora lì ho compreso che non si trattava di un insegnante, ma di uno studente come me. E così ci siamo messi a chiacchierare del più e del meno, sui nostri studi, sulla nostra vita, sui corsi abbordabili da frequentare in università. Presumo che la Cattolica (come le altre università, mi sa), crei dei piani studio agevolati per gli anziani, magari suggerendo loro di scegliere a loro piacimento le materie che più gli interessano. Non ne sono, però, sicura: la mia è semplice supposizione.

Mi era già capitato di incontrare persone anziane tra gli studenti del’università, ma questo signore si distingue nettamente dai suoi attempati predecessori, che solitamente erano lì perchè non avevano nulla da fare a casa e, avendo disponibilità economica, avevano deciso di prendersi una seconda/terza laurea. Una volta, all’esame di Storia della Lingua Italiana, incontrai un cardiologo in pensione che, dopo aver conseguito un’ulteriore laurea in Economia, si apprestava a conseguirne una in Lettere. Avete una vaga idea di quanto io mi senti piccola di fronte a loro?

Dicevo. Il signore – purtroppo, nonostante la lunga chiacchierata, non ci siamo presentati – ha una storia completamente diversa. Dopo un’infanzia da contadino, e dopo aver fatto per dieci anni il venditore di caffè – a quel che dice, il mio paese era una delle sue tappe commerciali – ha passato i successivi cinquant’anni pascolando le pecore nelle valli bresciane. Niente di strano, direte voi, dopotutto la pastorizia era molto praticata ai tempi.
Mi ha raccontato che, siccome nel frattempo aveva formato una famiglia e doveva mantenerla, mentre portava le bestie al pascolo si dedicava allo studio e alla lettura, in particolare allo studio del francese, di Ariosto e della storia. Una volta andato in pensione, si è iscritto ai corsi serali del liceo linguistico che ho frequentato io, diplomandosi due anni fa con il massimo dei voti e comparendo persino sul giornale, come studente più anziano del liceo e perchè, soprattutto, in sede d’esame ha tradoto seduta stante il libro Chocolat dall’italiano al francese senza esitazione, e ha portato una ventina di poesie scritte da lui tradotte sia in francese che in dialetto bresciano. E, nell’attesa, me ne ha declamate un paio riguardanti l’autunno.
Ed ora eccolo qui, al secondo anno della Triennale. Un po’ impacciato, a dir la verità: dopotutto, ci incasiniamo persino noi con il sito dell’Unicatt, figuriamoci una persona anziana. I figli – tutti e tre laureati, ha tenuto a precisare con un certo moto d’orgoglio – lo aiutano quando possono, quindi mi sono resa disponibile ad aiutarlo in caso di difficoltà ed, eventualmente, a fornirgli delle spiegazioni. Posso comprendere che il linguaggio utilizzato in università non è comprensibile da tutti, o che abituarsi alle lezioni universitarie sia più difficoltoso per una persona anziana, in quanto piuttosto diverse da quelle delle superiori, dove c’è maggiore contatto tra studente e docente.

Perchè vi ho raccontato questa storia?
Anzitutto quel signore ha suscitato in me infinita tenerezza: vederlo studiare, prendere appunti, e raccontare della sua vita mi ha quasi commosso. Mi ha dimostrato il vero potere e valore della cultura, e ho capito quanto siamo stupidi noi giovani a lamentarci della scuola, a non capire quanto siamo fortunati a studiare e che sì, se anche può essere estremamente irritante alzarsi tutti i giorni alle sette, uscire al freddo e starsene seduti in un’aula grigia per le cinque ore successive, la cultura serve in primo luogo a noi stessi, per crescere e migliorarci.

Older Entries

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: