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Review: Dragon Fruit Sauna Face Mask by Montagne Jeunesse

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Buon lunedì e buon inizio settimana a tutti!

La laurea si avvicina a ritmo incalzante, e io sto cercando di curare molto a fondo la mia pelle in vista di quel giorno speciale. Lo ammetto, ho trascurato davvero troppo la mia pelle durante i mesi passati perché non avevo né tempo, né voglia, di ritagliarmi un quarto d’ora da dedicare a me stessa. Al mattino e alla sera lavoravo tantissimo alla mia tesi, e al pomeriggio aiutavo i miei adorati ragazzini delle ripetizioni. Anzi, sovente dedicavo più ore della mia giornata a loro invece che alla tesi, con il risultato che spesso andavo a dormire alle tre di notte. Mi guardo indietro e mi dico che sono stata semplicemente folle, eppure sono tanto orgogliosa di ciò che ho fatto: ho aiutato loro e ho portato a termine tutto ciò che avevo programmato. Anche se i livelli di stress sono ancora decisamente alti. 

Dicevo. In questi giorni d’inattività ho deciso di dedicarmi alla cura della pelle. Sebbene a casa avessi ancora un bel tubolone di pasta d’argilla di Lovea, non volevo abusarne per il semplice fatto che è davvero molto potente e la mia pelle, avendo – grazie a Dio – superato quelle problematiche che l’avevano contraddistinta due/tre anni fa, non necessita di cure così invasive. 
Un paio di settimane fa sono andata con la moglie di mio cugino al centro commerciale di Orio al Serio e da Claire’s, un negozietto che vende la qualunque in fatto di cianfrusaglie, ho trovato uno stand Montagne Jeunnesse, le cui maschere volevo provare da una vita e mezzo circa. Ne ho prese diverse bustine, non badando molto alla tipologia di pelle per cui erano state predisposte, ma semplicemente affidandomi al potere del packaging, evitando le profumazioni che mi sembravano troppo stoppose. 
Oggi vi voglio parlare della maschera viso Dragon Fruit Sauna, terminata proprio sabato pomeriggio. 

Il prodotto, a base di Dragon Fruit (e no, non ho la più pallida idea di cosa sia) e Kiwi, è contenuto in una bustina monodose da 15 g. Naturalmente, si tratta di una quantità di prodotto bastante per più applicazioni e, se ben dosato, possono arrivare fino a un numero massimo di 4. 
La confezione purtroppo non è delle più comode, perché bisogna fare davvero moltissima attenzione perché la maschera non si secchi. La consistenza dei prodotti – ne ho provati tre finora, di tre consistenze diverse – rende difficoltosa la fuoriuscita del prodotto: o ne esce troppo poco o ne esce troppo. Io cerco di dosare per evitare sprechi e, di conseguenza, sporco con le dita tutta la bustina. A mio avviso servirebbe un beccuccio, o qualcosa di simile. 
La maschera viso Dragon Fruit Sauna è di colore rosa con dei granuli scuri al suo interno – credo siano i semi del kiwi e del dragon fruit – ed è piuttosto liquida.  A me ricorda molto lo yogurt mora e lampone della Muller. 

Il bello di questa maschera è che si scalda tantissimo non appena viene a contatto con la pelle. E’ una sensazione davvero piacevole, più o meno come quando si fanno i fumenti. Non brucia, per carità, rilascia quella specie di caldino che aiuta i pori a liberarsi, e il caldo perdura per tutta la durata dell’applicazione, anche se in maniera meno intensa. E’ oltremodo rilassante, e credo che d’inverno possa esserlo ancora di più. Spalmarsela addosso è una vera goduria, e sospetto che mi sia scappato più prodotto di quanto ne avessi previsto. 
Il tempo d’applicazione si aggira sui 15 minuti: io la risciacquo non appena non avverto più il calore. La maschera non si secca – cosa che mi piace tantissimo – e basta un poco di acqua fresca per lavare via tutto, senza sporcare niente. I semini contenuti nella maschera fanno alla pelle un leggerissimo scrub che la rende ancora più pulita.

A mio avvio è una maschera ottima proprio per il suo essere riscaldante: i pori si aprono e vengono puliti a fondo, e subito dopo la grana della pelle appare molto migliorata e l’insieme più tonico. Se vi aspettate una maschera purificante, però, questo prodotto non fa per voi, perché non secca minimamente i brufoli. Se, al contrario, avete bisogno di una maschera che vi aiuti con i pori dilatati e che vi dia quel tocco in più alla pelle, la Dragon Fruit Sauna fa per voi! E per un prezzo irrisorio, tra l’altro: ben 1,90 euro

Voi avete mai provato le maschere Montagne Jeunesse? Come vi siete trovate? Che cosa mi consigliate? 

Tizy

Review: Flutti di bosco by Lush

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Buongiorno ragazze! Oggi mini review su un prodotto Lush che mi ha – purtroppo per il mio portafoglio – fatto riscoprire la mia insana passione per questo marchio, abbandonato tempo addietro a causa di una pessima esperienza con uno shampoo. Non sono una convinta fruitrice di prodotti bio, mi piace variare e credo che su di me una skincare totalmente bio non avrebbe i grandiosi effetti che vedo sulle altre, tutta via Lush mi attira sempre moltissimo per via dei nomi divertenti e dei packaging accattivanti. Sì, non so resistere a un sapone a forma di cuore e nemmeno a prodotti dai colori fluorescenti. E Flutti di bosco è un po’ un amalgama delle caratteristiche sopraccitate.

Flutti di bosco fa parte della gamma degli spumanti da bagno, specie di “bagnoschiuma solidi” che, a contatto con l’acqua, generano montagne di schiuma. Rispetto agli altri suoi compari è enorme e, se avete una vasca di dimensioni normali, vi baserà per 3-4 bagni sicuro. E ha una caratteristica strepitosa: colora l’acqua di rosa!! *___*
Ma procediamo con ordine.
Ho comprato Flutti di bosco a novembre per fare un bagno romantico con il moroso. Ogni tanto, quando i miei suoceri se ne vanno in giro, ci concediamo una piccola coccola facendo un lungo bagno profumato: il moroso ha la vasca enorme, di quelle principesche, e ci si sta comodamente in due!
Così, per evitare di usare i soliti bagnoschiuma, decisi di recarmi da Lush e cercare qualcosa di sfizioso. Le commesse della bottega di Brescia sono state strepitose, e mi hanno consigliato di provare questo prodotto assicurandomi che avrebbe fatto moltissima schiuma e reso l’acqua color Barbie. Aggiungendo, inoltre, lo spumante Buonanotte Fiorellino in omaggio. Cosa volere di più?
C’è da dire che io e il compare l’abbiamo sprecato: ne abbiamo usato metà per un bagno solo, quando ne sarebbe bastato molto meno. Pazienza, il prossimo lo useremo con parsimonia!
Ne abbiamo messo un pezzetto in vasca e poi abbiamo fatto la schiuma utilizzando il doccino: in questa maniera avrete in breve tempo una vasca schiumosa in stile hollywoodiano. Flutti di bosco si scioglie in poco tempo – in una decina di minuti nemmeno non ce n’è più traccia – e colora l’acqua non appena entra in contatto con essa. Profumo e schiuma persistono a lungo, mentre il colore rosa tende a svanire dopo una mezz’oretta. Anche la pelle risulta molto profumata dopo il bagno: per un paio d’ore almeno ho continuato a percepire il profumo di more, che non è assolutamente stopposo o fastidioso.
Mi sento di consigliarvi davvero questo prodotto: il prezzo è ottimo – 6,50 euro per 200 g – e il prodotto basta per 3-4 lavaggi sicuro, inoltre lascia la pelle morbida e profumata. Decisamente meglio, a mio avviso, delle bombe da bagno, che hanno un effetto scenico forse migliore ma durano davvero poco. E poi che tristezza un bagno senza schiuma!
Vi lascio una foto e un paio di video dimostrativi!
Un bacio,
Tizy

Review: Siero Anti Aging SkinSo by BSL Cosmetics

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Buongiorno ragazze! Chi riemerge dagli intestini della terra? Io, come sempre. Riappaio periodicamente come le talpe: ormai credo di aver esaurito le parole di rammarico per le mie più che prolungate assenze. Di nuovo, comunque, c’è che ho terminato finalmente gli esami della magistrale e che mi sento un po’ spaesata. Tesi a parte, mi pare assurdo di non avere più nulla da studiare, perché detesto non avere nulla con cui occupare la mente. Sarò folle, sarò una secchiona o quello che volete voi, ma mi manca studiare. Sarà per questo, forse, che vorrei insegnare: mi alletta tantissimo la prospettiva di trasmettere un po’ di cultura ai miei alunni, ma ancora di più mi attira l’idea di studiare giorno per giorno elaborando nuovi programmi da proporre loro. Vedremo!

Bando alle ciance, passiamo alle cose serie. Oggi vi voglio parlare di una crema che mi è stata inviata da BSL Cosmetics (sito), un’azienda partenopea di recente costituzione che si dedica alla formulazione di prodotti d’alta qualità atti a contrastare l’invecchiamento della pelle. Ebbene sì, gente, ho provato la mia prima crema antirughe. Io!!! A 25 anni!!! Lo confesso: mi sono sentita vecchia. Si parla tanto di prevenzione di rughe e bla bla bla, ma io resto dell’idea che iniziare a 25-30 anni con un antirughe sia troppo e inesorabilmente presto. Sono degna figlia di mia madre che alla veneranda età di 60 anni non ha mai usato una crema viso, men che meno quelle contro le rughette d’espressione. Ciò che mi frega è che, a differenza sua, amo pasticciare e mi lascio attrarre da tutti gli scatolini colorati delle creme in commercio.

Il prodotto che mi ha inviato l’azienda è un siero antirughe che, grazie all’antiossidante Superoxide Dismutase, riesce a neutralizzare i radicali liberi rallentando l’invecchiamento cutaneo. Contiene inoltre acido ialuronico e vitamina E che idratano la pelle e la rendono più luminosa.

Le prime impressioni non sono state delle più favorevoli, sono sincera. Il siero è di colore bianco, molto corposo e con un profumo poco piacevole. Non credevo potesse fare per me, al tatto appariva molto nutriente e poco adatto alla mia pelle grassa che, notoriamente, tende ad espellere buona parte delle creme. La prima applicazione non è avvenuta, insomma, sotto i migliori auspici. E non è nemmeno andata benissimo: provata in periodo di ciclo ed eccezionalmente di sera (non amo usare alcuna crema prima di andare a letto, perchè mi infastidiscono e mi sento qualcosa “di troppo” sul viso), al mattino avevo dei nuovi brufoletti che non avevo previsto. Ben decisa a non demordere dopo una sola e semi fallimentare occasione, decisi di riporre il siero nella mia cesta skincare del bagno e di riutilizzarlo in periodi più consoni. Sono mesi che prometto un post a riguardo, ma devo decisamente illustrarvi la mia skincare atipica e piuttosto anemica.

Tempo una settimana, quindi, decisi di dare una nuova chance a questo siero: la mia pelle impiega qualche giorno a stabilizzarsi dopo la fine del ciclo, e non volevo che i capricci del mio epidermide guastassero la prova su strada. Rimasi piacevolmente colpita dal rapido assorbimento su cui mai avrei scommesso: tempo paio di minuti al massimo e si era già totalmente assorbito. Una pacchia, ragazze mie, una pacchia! La sorpresa più grande la ebbi la sera al rientro dall’università: il fondotinta minerale era ancora perfetto, pareva avessi realizzato la base viso poche ore prima. Giorno dopo giorno, utilizzo dopo utilizzo, ho capito che quello era (ed è) il grande pregio di questo siero: in qualche modo si amalgama bene con il fondotinta di Jade Minerals, creando una specie di patina che non permette né al sudore né ad altri agenti esterni di rovinare la base. E’ la crema a cui mi affido quando ho davanti a me una lunga giornata, vuoi per un esame, vuoi per le ripetizioni o vuoi per una gita fuori porta. Ed è, infine, la protagonista dei miei sabato sera: posso star certa che la mia base viso resisterà a tovaglioli, sbaciucchiamenti, pioggia, neve, grandine e Sturm und Drang. Non utilizzo questo siero quotidianamente ma solo – come dicevo poc’anzi – quando necessito di un trucco a lunga tenuta e mai in combinazione con un’altra crema. Quando non mi trucco preferisco lasciare la pelle libera di respirare, ho notato molti miglioramenti da quando evito di oberarla con dei prodotti superflui. A livello di efficacia antirughe purtroppo – anzi, per fortuna 😛 – non posso esprimermi, non avendo particolari problematiche. Ho notato una maggiore luminosità dell’incarnato e più tonicità, quando mi trucco la mia pelle non è più così sciupata. Mi sento di consigliarvi questa crema, benché il prezzo non giochi affatto a suo favore. Io la sto centellinando, è un tesoro prezioso! A presto!

PS
Vi lascio un codice sconto che potete utilizzare sul sito per ottenere un succulento 50% di sconto: FORZATAMENTEESILIATA !
A presto ❤

Tizy

Scritte e [Pa]lette #10: 09 Denim 4.0 by Essence

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Buongiorno ragazze!

Il Natale si avvicina: come lo trascorrerete? Io, come ogni anno, scapperò a casa del mio moroso. Temo di non riuscire ancora a sopportare i lunghi pranzi al ristorante con la mia famiglia e di preferire pasti decisamente più tranquilli che mi permettano di fuggire a cazzeggiare dopo nemmeno un’ora.
Bando alle ciance: oggi torna la rubrica Scritte e [Pa]lette, in collaborazione con Country Rose, giunta alla decima puntata! E’ la rubrica più longeva che abbia mai portato avanti e ne sono felicissima perchè ho mess alla prova la mia costanza, anche se a intervalli non troppo regolari. E, credo, almeno per l’inizio dell’anno sarà dura tenere attivo questo blog: la tesi si avvicina, ci sono gli ultimi esami da sostenere e… facciamola breve, son di nuovo in ansia! 😛

Oggi voglio parlarvi di una palette di Essence da 4 colori, la 09 Denim 4.0, che credo non sia più in commercio, sostituita da palette spero più scriventi. E’ stata una dei miei soliti acquisti compulsivi di cui mi sono pentita, in quanto l’ho sfruttata davvero poco poiché di bassa qualità. Ma procediamo con ordine.
La palette è costituita da tre ombretti sulle tonalità del blu – blu jeans se vogliamo essere precise – e da uno color argento:
1) Blu mare: decisamente il più scrivente dei 4, ha una base blu intenso con gliterini dello stesso colore che lo illuminano.
2) Argento: shimmer, funge più che altro da illuminante.
3) Blu notte, con qualche riflesso nero e bluastro.
4) Blu scuro/nero, il meno scrivente dei tre e il più polveroso.

La qualità è decisamente scarsina, sono sincera. L’argento è il colore più gestibile dei 4, perchè non macchia e ha una buona sfumabilità. I tre blu, invece, hanno la pessima abitudine di andarsene in giro per mezza faccia. Asciutto o bagnati non v’è differenza: l’intensità rimane quella, la scrivenza idem, e la durata? Pessima: nemmeno un buon primer può fare molto per loro: vivono di vita propria, a quanto pare! 
Il più deludente è il nero/blu: terribile per quel che concerne la durata, la scrivenza e la sfumabilità. Come si può pretendere di fare una buona sfumatura con un colore che appena lo sfiori sparisce? E come fidarsi di 4 ombretti che vanno via semplicemente sfiorandoli con un dischetto asciutto? Vi do un consiglio spassionato: se doveste trovare questa palette in offerta a 99 cent lasciatela dov’è. Non vale nemmeno un euro, a mio avviso. Dirottatevi su qualcosa di migliore!
E voi? Avete mai provato i quad Essence?  Come vi siete trovate?
Tizy

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Review: Acqua Miscellare Auchan

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Indovinate un po’ chi riemerge dall’oltretomba? Yeah, proprio io!
Ho – come sempre – qualche problemino nell’organizzazione dei tempi: buona parte della giornata è assorbita dalle ripetizioni e dallo studio, quindi la sera non ho davvero voglia di mettermi a scrivere. In questi momenti preferisco tacere piuttosto che dire cazzate, ma sappiate che i vostri blog li leggo quasi quotidianamente e, quando manca la possibilità, cerco di tenermi aggiornata sulle vostre pagine facebook.

Oggi voglio parlarvi di un prodotto skincare che probabilmente già tutta la blogosfera conosce, essendo io perennemente in ritardo con tali novità: l’acqua miscellare di Auchan.
Voi avevate mai degnato di uno sguardo i prodotti skincare marchio Auchan? Io no – disse miss Puzza sotto al naso – fino a quando non ho letto diversi post entusiastici di Drama. Vi ho già raccontato in passato come questa blogger abbia una discretisssssssima influenza su di me, e nemmeno questa volta ha fatto eccezione. Tra l’altro, era il periodo in cui le acque miscellari iniziavano a essere un trend tra le blogger e non si trovavano facilmente nei supermercati, ergo presi due piccioni con una fava con soli due euro. Più o meno. Chi se lo ricorda, è passato troppo tempo.

Anzitutto: che cos’è un’acqua miscellare?
Son sincera: non l’ho ancora totalmente capito, beatissima ignoranza. Secondo quanto i miei neuroni hanno recepito, è una specie di struccante a base d’acqua estremamente delicato, adatto a tutti i tipi di pelle, che rimuove il make up in modo facile, veloce e non irritante.

Con questo prodotto non è stato amore al primo utilizzo, lo ammetto. Acquistato più di un anno fa, vi avevo riposto moltissime speranze. Sognavo uno struccaggio estremo, e così non è stato. Sognavo una pelle pulita senza fatica, e così non è stato. Insomma, per farla breve l’ho spedito sulla mensola del bagno e l’ho lasciata vegetare per 6-7 mesi buoni.
A giugno di quest’anno, con la prima e illusoria calura, mi sono resa conto che lo struccante Geomar era troppo per la mia pelle. Non vi ho ancora parlato della mia skincare routine ma sappiatelo: minimale è dire poco. La mia pelle obbedisce a una sola e semplice regola: meno prodotti skincare uso, meglio è. Della serie: il troppo stroppia.
Con l’avvento dell’estate io divento ancor più pigra del solito: non mi va di truccarmi e, se lo faccio, mi va ancor meno di struccarmi. Ho talmente caldo che non sopporto nemmeno una banalissima crema, e figuriamoci se perdo tempo a sciogliermi in bagno nel tentativo di levarmi il trucco dalla faccia. Facciamola breve: a giugno mi serviva uno struccante veloce ed economico che mi lasciasse una sensazione di fresco.
L’occhio mi è caduto sulla mensola del bagno dove giaceva, con 4 dita di polvere sopra, quest’acqua miscellare. Quella sera in particolare ero in emergenza, e mi ridussi a usare questo prodotto: MAGIA! Struccò tutto con facilità – mascara compreso – e mi lasciò pure la pelle bella fresca.

Io non so cosa sia successo. Se avessi usato quest’acqua miscellare sin dal primo utilizzo probabilmente l’avrei odiata. Nei mesi di stallo, probabilmente (e passatemi il termine) è “fermentata” e ha tirato fuori le sue vere potenzialità. Nel mio caso specifico strucca tutto senza troppa fatica e, quando devo insistere per togliere quei due kg di mascara che ogni tanto decido di spennellarmi, non brucia gli occhi. A contatto con la pelle mi dona una bella sensazione di freschezza e pulito tanto che, il 95% delle volte, me ne vado a letto senza lavarmi il muso con il detergente. Yeah, rabbrividite blogger, rabbrividite!
L’ho usata con soddisfazione da giugno fino alla settimana scorsa, più o meno, spesso anche come tonico quando mi sentivo la pelle un po’ miserevole. E sì: mi è spiaciuto averla terminata e, se non avessi quel litrozzo di Bioderma da intaccare, probabilmente me ne comprerei un’altra confezione. Uh, già, la confezione: ecco un suo grandissimo difetto. Sebbene abbia un comodo erogatore a pompetta, quest’ultimo spesso non dosa bene il prodotto e più volte ho inondato dischetto levatrucco e specchio retrostante. Inoltre, non si chiude bene, il che la rende un prodotto poco pratico e pericoloso da portarsi nel beauty. 

Avete mai provato qualcosa di Auchan? 
Fatemelo sapere! ❤
Tizy

Scritte e [Pa]lette #9: 04 Daring Fires Hues by Kiko – in collaborazione con Country Rose

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Buongiorno e buon sabato ragazze!
Premetto: non sono sparita. Cioè, sì, mi sono eclissata dai blog ma c’era un bel motivo di fondo: ho dovuto cambiare all’ultimo minuto argomento (e relatore) della tesi della specialistica. Ho passato le settimane più stressanti della  mia vita, e non auguro a nessuno di ritrovarsi a 6 mesi dalla laurea magistrale nella mia situazione. Ora per fortuna ho un nuovo argomento – D’Annunzio – che amo alla follia e di cui ho voglia di parlare, ma i miei nervi non sono ancora troppo saldi…

Oggi siamo arrivati alla nona puntata della rubrica con Teresa e, anche questa volta, protagonista è una palette Kiko. Ne avete piene le scatole? No? Sì? Bene, perchè le ho finite. X°°D
Dalla prossima volta la rubrica avrà cadenza mensile: la tesi incombe e io devo finire gli esami. Necessito, in poche parole, di più tempo per organizzare tutto. Sono sempre io la rompiballe, naturalmente! 

La pupetta nella foto è la n° 04 Daring Fire Hues, facente parte della mitica (e rimpianta) collezione Chic Chalet. A differenza della sorella, che avevo puntato praticamente fin da subito, ho comprato questa palette diversi mesi dopo l’uscita della collezione, in saldo a 4 euro all’Outlet. A dire il vero speravo di trovare la palette verde (LINK), ma la fortuna non era dalla mia parte. Tutto sommato, mi sentii attratta dall’ombretto arancione, naturalmente non pensando che non avevo abbastanza dimestichezza per riuscire a utilizzare dei prodotti del genere. Infatti questa palette restò nel cassetto per un anno, tipo, prima che mi decidessi ad usarla e ad abbandonare la mia comfort zone marrone. Ma questo è un discorso che farò poi. 

OMBRETTI ASCIUTTI

Gli ombretti che la compongono sono 4, tutti perlati e molto luminosi: i primi due non sono molto scriventi, i secondi hanno una pigmentazione davvero eccelsa che tuttora conservano, sebbene abbiano superato da tempo immemore il pao (6 mesi). 
Da sinistra:
1) Rosa chiaro, che io utilizzo come illuminante. 
2) Viola dai meravigliosi riflessi blu, che purtroppo si perdono a causa della poca scrivenza.
3) Rosso caldo, che su di me risulta quasi rosa (lo potete vedere in azione qui)
4) Arancio dai riflessi dorati

Ho iniziato a sfruttare davvero questa palette in questo ultimo anno, perché ho imparato a gestire da poco dei colori così vivaci, in special modo il rosso. Ho dovuto fare diverse prove per evitare di sembrare una tossica col rosso sugli occhi, e non sempre l’esperimento mi riesce. 
Sicuramente, il colore che più ho utilizzato è stato il rosino chiaro, essendo io una grande fan degli illuminanti caldi . Dei quattro, il mio colore preferito sarebbe il viola, ma purtroppo la scrivenza non è dalla sua parte, poiché sulle palpebre dà il suo peggio,  necessitando in continuazione di passate extra per renderlo davvero scrivente. Non vi fidate troppo dello swatch: col dito è facile rendere intenso un colore. La durata di tutti gli ombretti è davvero buona, e non sfarinano 

E’, in ultima analisi, una palette senza infamia e senza lode, di quelle di cui si fa volentieri a meno ma che sono, al contempo, sfiziose quando le si posseggono. Fossi più creativa, probabilmente la sfrutterei di più…
Voi avete questa palette? O palette con colori che non sfruttate? 
Un bacio!

Tizy

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Scritte e [Pa]lette #8: 01 Black by Gosh Cosmetics – in collaborazione con Country Rose

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Buon sabato ragazze!
Finalmente la sessione settembrina è terminata: non ne potevo davvero più. Per me questa è sempre la sessione d’esami più faticosa, perchè al rientro delle vacanze perdo totalmente la voglia di studiare e la concentrazione cala sempre di più. Oddio, ormai sono arrivata al quinto anno di università e a quota 18 anni di studio ininterrotto e credo di avere il cervello totalmente in pappa!

Chiedo venia per non aver risposto ancora ai commenti arretrati e per essere stata latitante sui vostri blog: sto passando un periodo intenso a livello emotivo e a livello di studio e sono un po’ fusa: la sera, piuttosto, mi guardo un telefilm o qualcosa del genere perché così mi distraggo del tutto staccando quei due neuroni che mi restano. 

Oggi ottava puntata della rubrica Scritte e [Pa]lette con la cara Teresa! E’ bello essere riuscite a portare avanti questo progetto per così tanto tempo: mi ha aiutata parecchio a capire come approcciarmi alle review riguardanti le palette e, soprattutto, a comprendere quali di queste palette hanno fatto davvero breccia nel mio cuore, in base alla frequenza di utilizzo. Qualche giorno fa, infatti, ho deciso di fare una bella pulizia nella mia cassettiera dei trucchi, buttando via tantissime cose e regalandone altre poco utilizzate ma ancora in buone condizioni. Lo ammetto: mi sono spaventata. In questi anni ho speso davvero tantissimi soldi in prodotti inutili, denaro che avrei potuto investire decisamente meglio. Perciò, ora come ora, sono in ban cosmetico, sempre più decisa a sfruttare meglio ciò che già possiedo. Ma questo è un discorso complesso e vi dedicherò un post più dettagliato in futuro. 

La protagonista del post di oggi è una palette sui toni del nero che l’azienda Gosh Cosmetics mi ha spedito tempo fa: la 01 Black.

La 01 Black è un quad composto da ombretti adatti a fare uno smokey eyes sui toni del nero/grigio. Vi è un’altra versione sui toni del marrone, adatta a trucchi un pochino più soft e magari da giorno. Io sono stata ben lieta di ricevere questa particolare palette: possiedo un’infinita di palette con ombretti marroni, e all’epoca mancavo totalmente di una palette decente con queste particolari tonalità. Non fraintendetemi: ho un sacco di ombretti neri/grigi ecc ecc, ma tutti sparsi in diverse palette, cosa poco pratica. Questa è davvero piccolina, leggera e compatta, e si infila in qualunque pochette porta trucchi o in qualsiasi borsetta per un ritocchino.
La grossa pecca di questa palette è, come potete notare voi stesse, la mancanza di un’efficiente suddivisione degli ombretti: ormai il bianco, dopo innumerevoli utilizzi, è irrimediabilmente macchiato dai colori più scuri, e anche i grigi presentano degli aloni nerastri. Queste contaminazioni sono dovute anche alla leggera polverosità degli ombretti, nonché alla mia delicatezza di elefante (<3): puccio pennelli come i muratori pucciano la cazzuola nel cemento. 

Il mio primo approccio con questa palette è stato deludente: tendo a non usare gli ombretti da bagnati – semplice pigrizia, mi pesa il culo intingere un cavolo di pennello – e la scrivenza di quelli di questa palette non è delle migliori, come potete notare voi stesse. 

La situazione cambia notevolmente utilizzando un pennello bagnato, poichè gli ombretti non solo acquistano maggiore scrivenza, ma anche – come nel caso degli ombretti più scuri – dei riflessi inediti.
Il bianco, naturalmente, è il meno scrivente (nella foto vedete più passate), ma d’altra parte è stato inserito nella palette in funzione di illuminante, come indica il disegnino con i consigli d’utilizzo incluso nella confezione. Il mio preferito è il grigio più chiaro, perchè mi ricorda moltissimo una delle mie matite occhi preferite, la 05 C’est la Vie di Essence. 
Il grigio più scuro e il nero hanno dei meravigliosi riflessi argentei, che conferiscono al trucco un aspetto molto luminoso. 

La durata degli ombretti con un primer è buona ma non eccelsa: il nero in particolare tende a sbavare dopo qualche ora. In realtà, non saprei dirvi se è colpa della palette o meno, perchè io ho sempre un sacco di problemi coi colori scurissimi, perchè non riesco mai a sfumarli come dio comanda, quindi può essere che non stenda bene il colore. Ve l’ho già detto che sono una beauty blogger scrausa? 😉

Voi avete palette simili? Amate gli smokey eyes con i toni scurissimi o preferite dirottarvi su lidi sicuri? E, soprattutto, siete più brave di me a sfumare gli ombretti neri?

A presto e buon sabato!

Tizy

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Scritte e [Pa]lette #7: Mimi Palette by Pupa – in collaborazione con Country Rose

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 Buon inizio settimana, ragazze!
Eccezionalmente, oggi ho qui per voi la settima puntata della rubrica Scritte e [Pa]lette: io e Teresa abbiamo fatto confusione con le date di pubblicazione, in più mi sono beccata una bella influenza che mi ha fatto totalmente passare la voglia di pubblicare qualcosa. Così, eccomi qui!
 
Rinfreschiamoci un po’ la memoria: Scritte e [Pa]lette è una rubrica nata dalla voglia di condividere con voi le nostre impressioni riguardo a determinate palette, che sceglieremo ogni due settimane e che, nel lasso di tempo tra un post e l’altro, sfrutteremo al massimo delle loro potenzialità per potervi dare una review il più possibile esaustiva. L’intento per noi è duplice: da un lato, cogliamo l’occasione per fare una bella review di una palette (lo ammetto: personalmente è un prodotto che non amo descrivere, perchè non ho mai la voglia di fare foto decenti e di analizzarlo tonalità per tonalità. Come disse una mia amica napoletana: mi pesa il culo), e dall’altro cerchiamo di utilizzare tutti i prodotti che abbiamo, senza sprechi.
 
La protagonista del post di oggi è la palette Mimi, della collezione “Mimi e Oscar” prodotta da Clio Makeup in collaborazione con Pupa.
 
Inutile dire che mi esaltai parecchio quando uscì la collezione – Oddio, noto ora che i miei acquisiti compulsivi sono dettati da insani contagi pubblicitari – e decisi che me ne sarei portata a casa almeno un pezzo. Cavolo: una collezione di Clio dedicata ai suoi gatti? Non doveva assolutissimamente rimanere lì!
Al solito, all’epoca mi spaventai per il prezzo della palette che ora non ricordo, constatando con la morte nel cuore che non me la sarei mai potuta permettere. Caso volle, comunque, che un anno e mezzo dopo mi recassi all’outlet Franciacorta con Violet e che da Pupa trovassi proprio questa collezione: per 4 euro mi portai a casa il mio tessssssshoro.
 
 
La confezione è fatta di una plastica orribile, morbida e opaca, che si sporca subito. Ditate, ditate e ditate: appena tolta dalla confezione pareva già lurida.
All’interno trovano posto 4 ombretti rettangolari: tre sono sui toni del marrone, il quarto è un azzurro che, francamente, fatico ad usare e trovo decisamente fuori posto in una palette del genere. Completano la palette un applicatore doppio a spugnetta e un grande specchio.
 
 
 
 Nota dolente: la scrivenza. E’ pessima!
Per rendere gli swatch minimamente visibili ho dovuto premere parecchio col dito, e per quello più chiaro non è nemmeno bastato. Da sinistra:
Color castagna, lievemente perlato.
Color rame, il più scrivente e il più luminoso dei quattro.
Color Azzurro cielo, slavatissimo.
Color champagne, che non funge nemmeno da illuminante. 
Non vi nascondo che questa palette è stata una grandissima delusione.  Mi aspettavo chissà cosa, nella mia ingenuità credevo che l’essere legati alla figura di Clio fosse una sorta di garanzia per questi prodotti. Mi aspettavo, insomma, che fossero di ottima qualità. 
La scrivenza, come vi accennavo, è oscena, e la durata davvero scarsa. Persino con un primer sotto tendono a svanire, tempo qualche ora e sugli occhi mi ritrovo un mix di colori mezzi sciolti. Quell’azzurro, poi, è particolarmente odioso: quando decide di andare per i fatti suoi mi conferisce l’aspetto di una che è stata appena pestata in un vicolo. 

Per ora questo quad è finito a casa del mio moroso, dove lo uso in caso di emergenza, quando mi scordo i trucchi a casa o ho bisogno di qualche ritocco veloce. Il più delle volte, però, piuttosto che usare questa palette me ne vado in giro col trucco sfatto! E dire che poteva essere un valido aiuto per i ritocchi fuori casa, essendo piccola e compatta è particolarmente adatta a essere infilata in qualsiasi pochettina. Peccato davvero! 
Ve lo confesso: sto meditando di regalarla a qualche ragazzina alle prime armi col makeup con tanta voglia di pasticciare…
 
 
Per le altre puntate: 1,2,3,4,5,6
Un bacio!

Review: Mousse detergente seboequilibrante di Ischia Thermae

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Se c’è una cosa che ho ereditato dalla zia paterna è la passione per il makeup, per gli smalti e per i prodotti beauty in generale.  Oddio, la somiglianza tra noi non si limita soltanto a questo: entrambe amiamo la lettura, entrambe amiamo la storia e, infine, entrambe siamo drammaticamente lunatiche. Insomma, per la gioia di mio padre sono il ritratto di sua sorella: da giovane imprecava per la puzza di smalto, e poi si è ritrovato una figlia che è pure peggio. E’ il Karma, papy!

La zia naturalmente è complice di questa mia passione, e l’alimenta a pie’ sospinto e,  da ogni viaggio che fa, mi porta un regalino beauty. A maggio di quest’anno è stata a Ischia, ed è rincasata con un bottino per me non indifferente. “Tanto dei soprammobili non te ne fai nulla – mi ha detto – tanto vale che ti regali qualcosa che sia utile“. E mi è piombata in casa con 4 saponette, un sacchettino di saponette al limone e una mousse detergente seboequilibrante. 

Ischia Thermae cosmetici

Le quattro saponette (all’acqua termale, al latte d’asina, al propoli e allo zolfo) ancora non le ho utilizzate e sospetto che mi basteranno per circa due anni, visto che sono ciccionissime. Le saponette del sacchetto, invece, son finite a profumare i cassetti. 

La mousse detergente seboequilibrante di Ischia Thermae è entrata di diritto nella mia skincare estiva, specialmente con l’arrivo dei primi caldi afosi. La zia arriva sempre al momento propizio: all’epoca stavo terminando il santo detergente di Lovea ed ero alla ricerca di qualcosa di più leggero e di meno aggressivo per la pelle. 

La mousse è contenuta in un flacone enorme (da 200 ml) e trasparente di colore verde, che è piuttosto ingombrante e pesante, il che lo rende poco pratico durante i viaggi.  Ha, tuttavia,  un comodo erogatore a pompetta che permette di dosare per bene il prodotto senza alcuno spreco: infatti, non appena terminerò la mousse, voglio riutilizzare la confezione. Il prodotto, infine, ha un odore molto delicato che non persiste sulla pelle. 

Abituata com’ero a detergenti aggressivi, non mi aspettavo certo che questa mousse potesse competere con loro.  “Andiamo, tesoro! Chi credi di spaventare? La mia bubbofaccia non ha paura di te!“, le dicevo. Yeah, parlo con le confezioni di detergenti e non me ne vergogno. 
La sorpresa è arrivata alla prima sera di utilizzo: dopo essermi lavata per bene il viso con una noce di prodotto, ho notato che la mia pelle era priva di punti neri e con una sensazione di pulizia mai provata prima. La mia pelle stava bene, nel vero senso della parola: era pulita ed era radiosa, e non tirava come accade quando utilizzo detergenti più aggressivi. 
E’ trascorsa ormai un’estate intera e la mia opinione rimane invariata: ho trovato il detergente più adatto a me, perché combina le potenzialità del detergente di Lovea con la delicatezza. Pulisce a fondo, aiuta a combattere i brufoli e i punti neri ma, al contempo, previene i rossori. 
D’estate la mia skincare giornaliera è davvero ridotta all’osso: utilizzo la mousse soltanto di sera, quando fa più fresco e sono maggiormente invogliata a usare creme e detergenti. Ne prelevo una noce abbondante, e con movimenti circolari massaggio sul viso fino a che non è ben distribuita, per poi sciacquare con dell’acqua fresca. E via: mi ritrovo con una pelle pulita e tonica, e sono libera di andarmi a lamentare del caldo nel mio letto. 

Naturalmente vi consiglio questo prodotto ma, a meno che non abitiate a Ischia o abbiate genitori/zii/cugini/parenti/tutti che vanno là a far le terme, la reperibilità è piuttosto scarsina
Infine, siccome sono una blogger scrausa, non posso esservi utili né riguardo al prezzo (è un regalo e sul sito non c’è scritto nulla) né riguardo all’inci: avevo conservato la scatola ma mio padre me l’ha gettata mentre stava sistemando il bagno. Ciao, sono Tizy e ho scritto una review utile quanto un paio di guanti a un uomo senza braccia

See you soon!

Tizy

 

 

Review: Gel Gambe Leggere di Equilibra

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Oggi voglio parlarvi di una crema corpo che mi ha accompagnato durante tutta l’estate, una piacevole scoperta che mi ha davvero semplificato l’esistenza: il Gel Gambe Leggere di Equilibra.

Non sono mai stata un’amante delle creme corpo: sebbene apprezzi le profumazioni fruttate di certe creme, e mi piaccia l’idea di andare a letto profumata dopo un bel bagno caldo, finisce sempre che non sono per nulla costante, abbandonando per mesi i flaconi al loro destino. La realtà è che non sopporto attendere che la crema assorba, e non ho la pazienza di stare lì a massaggiare fino al completo assorbimento. E, di conseguenza, odio sentirmi tutta appiccicaticcia. È, più o meno, il medesimo problema che ho con le creme viso: ne ho dovute provare davvero tante prima di riuscire a trovare quella giusta per me, che non mi facesse perdere tempo e che assorbisse subito. Ed è, infine, lo stesso motivo per cui non uso mai creme mani: non sopporto la patina che creano.
Con l’inizio del caldo, tuttavia, e la ripresa della rogna della depilazione, mi sono resa conto che le mie gambe mostravano una secchezza spaventosa. A ogni passaggio della lametta c’era un nuovo taglio che affiorava, e al termine del disboscamento sembrava che avessi combattuto contro un leone piuttosto incazzato. In poche parole: urgeva una crema nutriente.
Ma faceva caldo, c’erano 40 gradi all’ombra e io non avevo nemmeno voglia di vivere, figuriamoci di spaciugarmi con una crema che, nella migliore delle ipotesi, si sarebbe assorbita dopo un’oretta buona. Nein, nein, nein.
Gira che ti rigira, all’Auchan trovai l’espositore dell’Equilibra ben rifornito, e venni attratta da questa crema, che prometteva un’intensa sensazione di freschezza alle gambe, nonché una buona idratazione. E venne a casa con me, per la modica cifra di 7,90 euro.
Al primo utilizzo mi piacque immediatamente: assorbimento istantaneo, profumo freschissimo, consistenza leggera. Fu con l’utilizzo costante che imparai ad apprezzarne tutti i molteplici utilizzi.
Anzitutto, è ottima come crema post-depilazione: aiuta a eliminare rossori e secchezze, nonché a mantenere una buona tonicità della pelle.
É utile, volendo, come alleata contro la cellulite e le smagliature: attenua davvero molto l’effetto buccia d’arancia e tutte quelle rigacce rosse e bianche che solcano beatamente il mio corpo rendendomi una cartina stradale umana.

Ma il beneficio maggiore che questo gel offre sta nel togliere la pesantezza e la stanchezza dalle gambe e dai piedi. Vi faccio un esempio. Parigi: dopo una giornata intera passata dentro il Louvre, preceduta da tre orribili ore di coda, una lunghissima attesa che frantuma umore, gambe e coglioni avevo gli arti inferiori letteralmente a pezzi. Credetemi, pensavo che il mal di piedi peggiore fosse quello causato dai tacchi, ma almeno quello, una volta tolte le scarpe, passa. Il mal di piedi da “code chilometriche fermi nello stesso posto” e da “lunghe marce da un capo all’altro della città” è atroce. Arrivi a casa, ti fogli le scarpe da ginnastica e senti i piedi pulsare per tutta la notte, se non fino al mattino succesivo. Se contate che ogni giorno era una marcia del genere, potete pensare a come erano ridotti i miei piedi l’ultimo giorno: voglio dire, quasi facevo fatica a camminare!
Amica dei miei mal di piedi peggiori è stata questa crema: ne spalmavo una dose generosa sui piedi, lasciando che si assorbisse l’eccesso: ragazze mie, la freschezza in un attimo attenuava il dolore. Se decidevo di spalmarne un po’ anche sulle gambe spariva immediatamente la sensazione di gambe pesanti. Un toccasana che non trova eguali in nessuna crema che ho provato in vita mia.
Se praticate sport, o fate un lavoro che vi richiede di stare parecchie ore in piedi, questo è decisamente il prodotto che fa per voi. Ogni giorno io faccio dal 5 ai 10 km a piedi o in bicicletta, e questa sensazione tonificante è pura manna dal cielo: la sera è piacevolissimo stendersi a letto con le gambe fresche e riposate!

Se troverete negli stand Equilibra questa crema datele una possibilità: non vi deluderà! E, ci scommetto, non riuscirete più a farne a meno! 😀

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