Hola hola gente!
Oggi tocca a un post diverso dal solito: non è una review, perché non ho utilizzato abbastanza questi prodotti da potervene parlare approfonditamente, e non è nemmeno un post di prime impressioni perché li sto usando da un po’ troppo tempo. E’ un post che, come dice il titolo, tratta di perplessità derivatemi dall’utilizzo più o meno costante del detergente delicato di Biofficina Toscana e della Konjac Bamboo Charcoal Sponge, la versione per pelli grasse della famosa spugna. Li ho comprati tra maggio e giugno da Tulipe, la nuovissima bioprofumeria di Brescia – quanto è figo poterlo dire, quanto?! Mi sento finalmente una blogger seria -, incuriosita dalle tante review positive lette in giro per il web. L’esperienza, tuttavia, è stata a tratti buona e a tratti pessima, e cercherò di spiegarvi perché.

Detergente delicato Biofficina Toscana

Ho ponderato molto a lungo l’acquisto di questo detergente, dal momento che molte lo usano prevalentemente come detergente intimo e io non ne uso. Pare strano, ma mi sono sempre trovata molto bene con la classica saponetta neutra (tipo quella della Neutro Roberts), anche perché mamma compra sempre saponi decisamente delicati perchè papà ha la pelle super delicata ed è soggetto a irritazioni.
Comunque, pensa che ti ripensa, alla fine me lo sono accaparrato, complice un campioncino che mi avevano dato all’acquisto precedente e che mi aveva piacevolmente colpita. Il prezzo è ottimo: 8,50 euro per un prodotto super concentrato che va usato in piccole dosi.
Qui – io credo – sono cominciati i problemi. Con il campioncino centellinavo davvero molto per farmelo durare di più, e la mia pelle lo gradiva. Da quando ho a che fare con la confezione maxi la situazione si è fatta più problematica, perché non riesco assolutamente a dosarlo: o è troppo, o è troppo poco. E quando è troppo lascia la pelle appiccicaticcia.
Se lo utilizzo come detergente intimo non mi dà particolari problemi, tranne nel periodo del ciclo. Dirò una cosa vomitevole, ma in quel periodo non lo posso assolutamente usare perché la mia pelle cambia odore e in qualche modo il profumo del detergente cozza. E credetemi, in quei giorni NON è il massimo della vita.
Il punto di forza di questo detergente è senza dubbio il potere rinfrescante, sensazione che persiste a lungo. E sarebbe un prodotto decisamente perfetto per l’estate, se non fosse che sul viso mi fa uscire i brufoli. Ma non due o tre: proprio una caterva! L’ho provato in tutte le condizioni possibili: ciclo, non ciclo, dopo aver paciugato col cibo, dopo un periodo di cibo sano ed equilibrato. Niente. Loro sbucano imperterriti. Così, con la coda tra le gambe, ho rinunciato a quell’utilizzo.
Con l’avvento del caldo torrido, ho provato a usarlo per rinfrescarmi durante la giornata. E sul seno e sotto le ascelle mi sono usciti dei foruncoletti rosa, tipo quelli che escono dopo una depilazione con una crema non adatta al proprio tipo di pelle. Sono davvero perplessa: pare ci sia qualcosa, nella composizione, che la mia pelle non sopporta o che fa, a questo punto, reazione con il sudore. D’altro canto, potrebbe essere colpa mia: non doso bene il detergente oppure non mi sciacquo bene. Se utilizzo il detergente diluito in acqua quando faccio il bagno, infatti, il problema non si presenta, e mi lascia la pelle bella tonificata e fresca. Donne che siete più esperte di me: illuminatemi, dove sbaglio?

Konjac Bamboo Charcoal Sponge

Anni fa avevo provato la versione più scrausa della Kiko, e non mi aveva soddisfatto, perché alla fine faceva il lavoro di una normale spugna. Così, anche in questo caso ci ho pensato su un bel po’ prima di decidermi. Le ho viste per caso, esposte in un cestino insieme a quelle corpo, e non avevo assolutamente idea che ne esistessero più versioni. All’inizio ero tentata di prendere la classica bianca ma poi, quando la commessa mi ha spiegato le diverse proprietà delle altre Konjac, ho preferito optare per la versione per pelli grasse e/o acneiche.  E’ stato amore al primo utilizzo: lascia davvero, come dicono, la pelle più luminosa e uniforme, senza macchie e punti neri. C’è, naturalmente, un però: pure questa Konjac fa uscire i brufoli. Dopo circa tre  settimane, infatti, ne ho sospeso l’utilizzo in vista della laurea. Stavo quasi per buttarla, quando ho letto questo post di Country Rose che parlava di come il siero purificante di Biofficina Toscana le avesse fatto uscire i brufoli, e di come questo era servito per purificare la pelle. Ora sto continuando nell’utilizzo quotidiano, sebbene il mio mento ora sembri un prato fiorito. “I brofèi i gà de spirgà” (I brufoli devono spurgare), dice sempre il mio papà. 
Uso la konjac prevalentemente con il santo detergente Lovea, nella speranza di creare una combo purificante che mi pulisca via pure il cervello. A mali estremi estremi rimedi, no? 

Gente, ora tocca a voi: avete esperienze simili alle mie? Consigli da elargire a questa povera disgraziata? 

Buon weekend! 😀

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