Buon inizio settimana, ragazze!
Eccezionalmente, oggi ho qui per voi la settima puntata della rubrica Scritte e [Pa]lette: io e Teresa abbiamo fatto confusione con le date di pubblicazione, in più mi sono beccata una bella influenza che mi ha fatto totalmente passare la voglia di pubblicare qualcosa. Così, eccomi qui!
 
Rinfreschiamoci un po’ la memoria: Scritte e [Pa]lette è una rubrica nata dalla voglia di condividere con voi le nostre impressioni riguardo a determinate palette, che sceglieremo ogni due settimane e che, nel lasso di tempo tra un post e l’altro, sfrutteremo al massimo delle loro potenzialità per potervi dare una review il più possibile esaustiva. L’intento per noi è duplice: da un lato, cogliamo l’occasione per fare una bella review di una palette (lo ammetto: personalmente è un prodotto che non amo descrivere, perchè non ho mai la voglia di fare foto decenti e di analizzarlo tonalità per tonalità. Come disse una mia amica napoletana: mi pesa il culo), e dall’altro cerchiamo di utilizzare tutti i prodotti che abbiamo, senza sprechi.
 
La protagonista del post di oggi è la palette Mimi, della collezione “Mimi e Oscar” prodotta da Clio Makeup in collaborazione con Pupa.
 
Inutile dire che mi esaltai parecchio quando uscì la collezione – Oddio, noto ora che i miei acquisiti compulsivi sono dettati da insani contagi pubblicitari – e decisi che me ne sarei portata a casa almeno un pezzo. Cavolo: una collezione di Clio dedicata ai suoi gatti? Non doveva assolutissimamente rimanere lì!
Al solito, all’epoca mi spaventai per il prezzo della palette che ora non ricordo, constatando con la morte nel cuore che non me la sarei mai potuta permettere. Caso volle, comunque, che un anno e mezzo dopo mi recassi all’outlet Franciacorta con Violet e che da Pupa trovassi proprio questa collezione: per 4 euro mi portai a casa il mio tessssssshoro.
 
 
La confezione è fatta di una plastica orribile, morbida e opaca, che si sporca subito. Ditate, ditate e ditate: appena tolta dalla confezione pareva già lurida.
All’interno trovano posto 4 ombretti rettangolari: tre sono sui toni del marrone, il quarto è un azzurro che, francamente, fatico ad usare e trovo decisamente fuori posto in una palette del genere. Completano la palette un applicatore doppio a spugnetta e un grande specchio.
 
 
 
 Nota dolente: la scrivenza. E’ pessima!
Per rendere gli swatch minimamente visibili ho dovuto premere parecchio col dito, e per quello più chiaro non è nemmeno bastato. Da sinistra:
Color castagna, lievemente perlato.
Color rame, il più scrivente e il più luminoso dei quattro.
Color Azzurro cielo, slavatissimo.
Color champagne, che non funge nemmeno da illuminante. 
Non vi nascondo che questa palette è stata una grandissima delusione.  Mi aspettavo chissà cosa, nella mia ingenuità credevo che l’essere legati alla figura di Clio fosse una sorta di garanzia per questi prodotti. Mi aspettavo, insomma, che fossero di ottima qualità. 
La scrivenza, come vi accennavo, è oscena, e la durata davvero scarsa. Persino con un primer sotto tendono a svanire, tempo qualche ora e sugli occhi mi ritrovo un mix di colori mezzi sciolti. Quell’azzurro, poi, è particolarmente odioso: quando decide di andare per i fatti suoi mi conferisce l’aspetto di una che è stata appena pestata in un vicolo. 

Per ora questo quad è finito a casa del mio moroso, dove lo uso in caso di emergenza, quando mi scordo i trucchi a casa o ho bisogno di qualche ritocco veloce. Il più delle volte, però, piuttosto che usare questa palette me ne vado in giro col trucco sfatto! E dire che poteva essere un valido aiuto per i ritocchi fuori casa, essendo piccola e compatta è particolarmente adatta a essere infilata in qualsiasi pochettina. Peccato davvero! 
Ve lo confesso: sto meditando di regalarla a qualche ragazzina alle prime armi col makeup con tanta voglia di pasticciare…
 
 
Per le altre puntate: 1,2,3,4,5,6
Un bacio!
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