Ultimo post prima della partenza! Siete felici che mi levo dalle balle per qualche giorno? *si levano cori da stadio*

Oggi torna la rubrica Scritte e [Pa]lette, in collaborazione con Country Rose: altro giro, altra palettte, siore e siori!
La protagonista di oggi è il quad 06 Elegant Nocturnal Shades, della mitica limited edition Chic Chalet di Kiko. Quanto ho amato quella collezione! Aveva delle palette letteralmente fantastiche, di qualità sublime, e poi mi lega a lei un dolce ricordo makeupposo: questa palette è stato il mio primo acquisto serio. All’epoca spendere 12,90 euro per una palette mi sembrava roba da ricconi! Poi ho scoperto Urban Decay e tutte le mie certezze sono miseramente crollate, ma questo è un altro discorso. 

Ah, il blu. Mio primo e grande, grandissimo amore. Quando ho iniziato a truccarmi non desideravo altre tonalità che quelle di questa tinta meravigliosa. E’ un colore che mi calma, che mi rilassa e che trovo estremamente piacevole da vedere. 
La mia primissima palette, quindi, non poteva essere che sui toni del blu. Se ben ricordo, infatti, all’epoca mi disturbò molto quel lilla: mi domandavo a cosa diavolo servisse là dentro.  Era il lontano 2011 – oddio, davvero è passato così poco tempo? Mi pare un’eternità – e io stavo scoprendo Clio e il mondo del makeup. E pasticciavo. Oh, se pasticciavo.. Non avevo nemmeno un pennellino striminzito per usare questa palette: due ditate e via! 

Veniamo ora alle informazioni tecniche: posto che abbia superato il PAO abbondantemente, o almeno credo, visto che a causa dell’usura mi si è scolorita l’etichetta sul retro, la palette è composta da 4 cialdine da 2 g ciascuna, e dal classico grande specchio sul coperchio. 

Lo so, gli swatch fanno immensamente schifo.

1) Lilla perlato, dei quattro l’ombretto più scrivente: con una sola passata di pennello, senza esercitare pressione, si ottiene un colore bello pieno.
2) Un blu notte con microglitter argentati, tende ad aver bisogno di un’ulteriore passata per ottenere un colore pieno.
3) Un nero satinato con riflessi argentei. Anch’esso, come il suo collega, necessita di una pressione maggiore per essere ben scrivente.
4) Azzurro cielo perlato, intenso, molto scrivente.

Come avrete potuto facilmente intuire, i colori più chiari sono molto scriventi, mentre con i due più scuri occorre fare un pochino di attenzione in più.  Tendo ad usare il blu da asciutto, perchè da bagnato si stende male e a chiazze anche se, naturalmente, questo potrebbe essere dovuto alle mille mila ditate che questa disgraziata ha dovuto subire. Il nero, al contrario, si comporta meglio da bagnato, perché aumenta la sua scrivenza. 
Con un buon primer sotto – stavolta meglio usare quello per pigmenti di Essence – i colori resistono ancora bene per molte ore, benché abbiano una certa età. Pensare che all’epoca, senza primer (e chi lo sapeva cosa fosse un primer!), reggeva tranquillamente tutto il giorno… 

E voi? Avete qualcosa di questa collezione?
Ditemelo nei commenti! ❤

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