Buongiorno belle bimbe!
Si appropinqua il weekend e io vi propino una review smaltosa: ci credete che è circa un anno che non ne scrivo una? Sono una blogger pessima. 
In questi mesi di assenza, tuttavia, ho accumulato una valanga di foto che faranno parecchio comodo, specialmente nei momenti di pigrizia che inevitabilmente sopraggiungeranno. O, anche, nei momenti frenetici: sto facendo un sacco di ripetizioni quest’anno, e ne sono felicissima perché così non peso sui miei genitori, ma d’altro canto, unitamente allo studio, mi causano un’enorme stanchezza mentale. E il mio cervello, il più delle volte, si sbullona talmente tanto che non è in grado di produrre un micropost grammaticalmente, sintatticamente e semanticamente corretto.  E preferisco dedicarmi ad altro. 

Oggi, dicevo, si parla di smalti! Per le recensioni librarie dovrete attendere ancora un pochino: ho letto poco o nulla a causa degli esami e devo assolutamente recuperare. Parliamoci chiaro, non è che non abbia letto (frequentando la magistrale in lettere è impossibile non leggere qualcosa per un esame), semplicemente mi sono dedicata poco alla lettura di piacere. 

Il protagonista del post di oggi è uno smalto di Kiko, nello specifico il n° 266 Blu Oltremare. Per una volta mamma Kiko ha azzeccato il nome anche se, più che al mare, io lo paragonerei alla notte più profonda. 

kiko 266 nailpolish

E’ uno degli smalti più vecchi in circolazione: risale agli anni del liceo, e credo abbia ormai più di 7 anni. Ne sono quasi certa perché lo indossavo prima di fidanzarmi col moroso, e quest’anno abbiamo festeggiato proprio quell’anniversario…
Lo ammetto: non so come mai si sia conservato così a lungo. Su internet ne leggo di cotte e di crude: c’è chi getta gli smalti della Kiko dopo un anno massimo di utilizzo perché diventano collosi, e c’è chi attua espedienti degni di Bones per conservarli. Io non mi sbatto troppo per la conservazione dei miei smalti, lo ammetto candidamente: vegetano beati nei loro scatoloni beati e ciao. L’unico pericolo per loro è rappresentato da Alice, la figlia duenne di mio cugino, detta l’Attila dei trucchi. 

La confezione è quella classica di Kiko: boccetta in vetro da 11 ml, tappo nero e Pao abbondantemente superato di 36 mesi. Un giorno o l’altro mi cadranno le unghie, lo so. 

Il colore è qualcosa di strepitoserrimissimo: un blu notte profondo, con riflessi azzurri intensificati dai microscopici brillantini. Una tonalità che al sole riluce come uno zaffiro, e che di notte appare quasi nera. 
La stesura è confortevole: una passata basterebbe già a renderlo coprente, sebbene io preferisca darne tre per stare più sicura. E’ molto resistente, poiché la durata (con top coat) si assesta sui 7 giorni circa, e la rimozione non è affatto ostacolata dai microglitter, perché sono ben amalgamati con lo smalto. 
E’ uno dei pochi vecchi colori rimasti negli store e vi consiglio di approfittare delle innumerevoli offerte per acquistarlo: non ve ne pentirete!!