Yoho – Yoho!
Indovinate chi è in folle ritardo per partecipare al contest indetto da Sara di Wannabe Renoir, che scade domani? Io! Io! Io! Io! *sventola la mano alzata come l’ex secchioncella che era*

E dire che questo contest cade proprio a fagiolo, si adatta alla mia persona come una seconda pelle, di cui non mi libererò troppo facilmente come fanno i serpenti con la muta.  “Tizianaaah, guarda che hai dimenticato la tua pelle morta in corridoio. Ecco perchè camera tua non sembra più un porcile ma è linda e pinta come un ospedale“. Seh, sognate, mammina e papino.
Bando alle ciance. Il post consiste nel rispondere a una semplice domanda

Che cosa comprereste se doveste dimenticare la trousse del cuore a casa?

Chiamatemi Miss Dimenticanza.
Il caro Giacomino Leopardi diceva che il ricordo suscita nelle nostre menti sollazzo, a causa dell’alone di vago e indefinito che lo circonda.
Balle. Io sono in grado di dimenticare sempre qualcosa, e il non riuscire a ricordare CHE COSA mi abbia fatto scordare quel determinato oggetto mi manda in bestia.  Ogni weekend preparo un beauty gigante per andare dal moroso e, sistematicamente, ogni volta che salgo in macchina, pronuncio la fatidica frase: “Ale, ho come la sensazione di aver dimenticato qualcosa“. Che sia una matita occhi, che sia un ombretto o che sia un mascara la reazione è sempre quella: imprecazioni in endecasillabi sciolti. A volte pure in versi alessandrini, giusto per stare in tema col mio compagno di sventure.

Sono figlia di due esseri profondamente ordinati e super organizzati e sono l’esempio lampante che la genetica toppa alla grande. Sebbene riesca ad organizzare eventi con largo anticipo, la preparazione di valige e affini mi manda in crisi.
Una cosa sola non dimentico mai: una scorta monumentale di mutande. Colpa delle paranoie di mia madre. Sto via 2 giorni? Ci vogliono almeno 7 mutande pulite. Sto via un mese? Si vuota tutto il cassetto della biancheria nella valigia. E pazienza se, magari, mi sto recando in un campeggio con tanto di lavatrici super carico e distese sterminate di lavatoi. Nah.  Metti che prende fuoco proprio quell’ala del campeggio.

Se dimenticassi la trousse super speciale, quella delle vacanze ad esempio, la prima strada che percorrerei sarebbe quella della nobile arte dello scrocco.  “Suocerina, non è che mi presti un lucidalabbra?” “Amichina, visto che ti ho regalato la Naked 2 per compleanno, non è che posso pucciare i tuoi pennelli dentro la tua trousse?
Molto probabilmente in qualche modo sopravvivrei. Tranne che per il fondotinta: essendo io la più pallida della combriccola, diventerei immediatamente una tamarrona anni novanta con il salubre e naturale colorito catrame.

La prospettiva più lugubre, più macabra, più mefistofelica sarebbe quella del dimenticare la trousse e non aver nessuno a cui chiedere in prestito qualcosa, soltanto un povero diavolo di fidanzato cui attribuire colpe non sue. Si sa, no? I morosi centrano sempre qualcosa.
Voglio essere ottimista: la dimenticanza, in questo caso, avverrà in una zona in cui sono reperibili tutti i prodotti necessari. Utopico? Forse. Ma a Vsar, in Croazia, dove per anni ho campeggiato insieme ai suoceri, l’unico negozio equiparabile ad una profumeria era un supermercato sfigato con 4 tipologie di shampoo e innumerevoli di cevacipcip (per le addette ai lavori: ćevapčići, salsicce dell’est europa).

BUH.
*fugge terrorizzata*

Passo namber uàn: La matita occhi nera

Prodotto essenziale (ed esistenziale) di ogni mio makeup. Blablablabla. La storia la conoscete, no? Per anni la matita occhi è stata l’unico trucco utilizzato. Senza di lei mi sento nuda, e i miei occhi spariscono dietro le lenti degli occhiali. Ho gli occhi piccini picciò e, a causa dell’abnorme differenza di gradazione tra una lente e l’altra, un occhio appare molto più grande dell’altro. Necessito della matita nera per cammuffare il tutto. E no: la matita panna non la voglio.
Tra le innumerevoli offerte di mercato, opterei per la Vibrant n° 600 di Kiko, che ha un rapporto qualità-prezzo insuperabile su di me. Morbida, super nera, resistente. Che volete di più?

Fidati di uno che ne ha provate tante!

Passo namber ctiù:  Un po’ di colore alle labbra, dannazione!

In seconda istanza mi fionderei ad acquistare qualcosa per le labbra, rossetto o lucidalabbra che sia.  Ho le labbra piuttosto chiare, che nel periodo freddo virano al bluastro, quindi mi piace avere un po’ di colore. Almeno sembro viva, ecco.  Probabilmente acquisterei un burrocacao colorato (tipo il mio amato burrocacao alla ciliegia Baby Lips di Maybelline), non perché necessiti di idratazione alle labbra, perchè non mi si sgretolano praticamente mai, ma per aver qualcosa da indossare senza aver bisogno dello specchietto.  E poi mi riacquisterei l’adorato 107 di Kate Moss: un doppione fa sempre comodo. Lo posso sempre lasciare in borsa di riserva, no?

Passo namber triii: BB Cream

A questo punto serve una base, qualcosa che copra la faccia di culo e i brufoli che sicuramente spunteranno. Perché loro lo sono senzienti. Loro sanno quando tu non disponi di prodotti per coprirli et cancellarli, e colgono l’occasione per fare capolino sulla tua pelle. Perchè diciamocelo: già fai paura senza trucco, con una costellazione di brufoli inzi a sembrare una Pimpa troppo cresciuta. Per non dare nell’occhio, ti resta soltanto di iniziare a parlare con i divani.
La mia scelta cadrebbe indubbiamente sulla BB Cream per pelli grasse di Maybelline, che ho avuto modo di testare in lungo e in largo nei mesi estivi e in autunno. Ha un’alta coprenza per non essere un fondotinta, si assorbe velocemente e ha qualche principio attivo (non chiedetemi cosa, la mia amica biologa mi ha detto che nell’inci c’è qualcosa a che fare col limone) che aiuta a seccare i brufoli.

Io in uno dei miei migliori portrait.

Passo namber fou: ombretti

Se dimenticassi la trousse a casa non mi passerebbe manco per l’anticamera del cervello di comprarmi dei pennelli. Avrei le MozartKugeln talmente girate che non avrei voglia di perdere tempo alla ricerca di pennelli economici e facilmente reperibili.
Così, mi resterebbe soltanto una via d’uscita: gli ombretti in crema. La mia scelta indubbiamente cadrebbe su uno dei Long Lasting Stick di Kiko, probabilmente un ombretto marrone chiaro, giusto per dare un tocco di luce al viso, e sull’ombretto in crema Pupa Vamp n°600,  per avere un colore scuro da alternare al marroncino.

Il risultato sarebbe questo, più o meno.

Passo namber faiv: mascara

Pare assurdo, ma il mascara non è uno step così indispensabile nel mio makeup delle emergenze, così lo inserisco tra gli ultimi, a pari merito con gli ombretti. Ho le ciglia lunghe di natura, non troppo scure a dir la verità, ma che si possono facilmente scurire con un po’ di matita nera. No, non sono pazza. Giuro che per le emergenze funziona!!!
Non ho particolari esigenze per il mascara, purché sia waterproof, ma un waterproof vero, non di quelli millantati da certe marche.  Esigo impiegare un buon quarto d’ora a levare tutto il mascara, esigo che quel quarto d’ora non mi basti, tanto da trovare tracce sul cuscino al mattino seguente. Della serie: devo darmi fuoco alle ciglia per struccarmi.

E voi cosa comprereste assolutissimamente se dimenticaste la trousse?

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