C’era una volta una studentessa universitaria, poco sveglia e molto rimbambita, che un bel giorno decise di andare da Coin ad assaltare lo stand di Essence.
Lo trovò fresco d’allestimento, con tutti i nuovi prodotti della linea permanente ben allineati, come soldatini di un plotone colorato. Ma, ahimé, la fortuna non le sorrise appieno: frugando nelle sue tasche, trovò soltanto pochi euro.
Poco male – pensò – mi comprerò soltanto una matita occhi“, e la scelta cadde su una matita dal nome promettente: Stays, no matter what. La frase, per i comuni mortali e soprattutto per le makeuppare addicted, suona più o meno come: “Ti resterà ancorata alla faccia qualunque cosa tu faccia, compreso infilare la testa nella lavatrice al momento della centrifuga, mentre esegue il programma supermacchiedipetroliogrezzo.

Tornò a casa e, dopo qualche giorno, sopraggiunse la necessità di fare la punta alla matita.
La perspicace donnina era fermamente convinta che la suddetta fosse una matita automatica.  Il problema, dunque, stava nel trovare il temperino.
Sicuramente si troverà sotto quella specie di cappuccio dalla parte opposta del tappo“, intuì.
E iniziò a fare leva.
E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. Dopo mezz’ora di tentativi vani, dovette rassegnarsi e chiedere aiuto a papà.

Papy, questa matita è automatica e io non riesco ad aprire qui, dove c’è il temperino.
Ma sei sicura che questa matita non si temperi? A me pare proprio di sì.
Dai papy, su. Mi trucco da secoli, non puoi capire. Ho ragione io, questa cosa è automatica.
Guarda che vedo matite da più tempo di te, e ti dico che qui serve un temperino!
Papyyyy! Aprimi quel cappuccio e te lo dimostrerò!

E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca. E tira, e spingi, e impreca, tiraspingiimpreca.
Rassegnato, dovette ricorrere alle pinze. E giragiragira, spoff, il cappuccio si levò. Non v’era traccia di temperino. Un sorriso sornione di trionfo si allargò sotto i baffoni neri.

La studentessa batté in ritirata per non ammettere l’errore, e si mise a fissare con odio la matita occhi.
Ed ecco che, come ulteriore beffa del destino, le saltò all’occhio un’unica, irritante parola: Sharpenable.

Potete notare i segni di scasso sul “cappuccio”. Compresi i segni di denti della sottoscritta.

STAYS no matter what è una matita occhi waterproof facente parte della linea permanente di Essence, disponibile in 3 colori: nero, marrone e grigio.
Io, naturalmente, possiedo la nera, la 01 Midnight Black.
Sono sempre alla ricerca della matita della matita nera perfetta, e questa si avvicina di molto al mio ideale. MA. C’è un piccolo, fastidiosissimo ma. Questa matita è in plastica, o in legno plasticato (esiste?!) o in un materiale sconosciuto a Dio che ti fa dannare l’anima quando ti tocca temperarla. E’ questo il motivo che mi ha indotta a pensare che la suddetta fosse una matita automatica. Andiamo, chi ha mai visto una matita temperabile plasticata? Il suo unico, grande difetto sta tutto qui: bisogna sforzare un classico temperino per farle la punta, che non esce quasi mai come si deve perchè, sovente, il temperino si inceppa nella plastica.
Il tratto, al contrario, è meraviglioso. Nero, pieno alla prima passata, morbido e resistente.  Certo, non dura tutta una giornata, ma 12-14 ore nella rima interna se le fa tutte. E, per una matita low cost, è davvero un bel vantaggio.

In definitiva, non me la sento di bocciare questo prodotto, perchè è davvero buono. L’inconveniente sta, appunto, nel materiale in cui è stato fabbricato. Magari voi sarete più furbe e abili di me e riuscirete a temperarlo con agilità. Dopottutto, state parlando con miss Imbranatezza.
Consigliata? Per 1,19 direi di sì!

PS
Giovedì ho un esame, poi cercherò a tutti i costi di rimettermi in pari con i commenti sui vostri blog e di recuperare un po’ il mio.
Un bacio!