Un altro anno é ormai agli sgoccioli, un altro anno se ne sta andando tristemente. Non sono mai riuscita a godermi seriamente il Capodanno in 23 anni di esistenza: il dover attendere la mezzanotte, il conto alla rovescia degli ultimi 10 secondi, lo spedire messaggini mi hanno sempre causato un immenso sconforto, tanto da non ricordarmi un capodanno realmente felice. Non si tratta del l'avere o meno persone amate vicine – ho pianto indistintamente all'ultimo sia nei miei capodanni da single che da accoppiata – ma, nel mio caso, proprio dell'incapacità di gioire dell'anno venturo per mezzo di quei gesti per me del tutto privi di significato. Così come non amo il Natale, non amo neppure Capodanno. Quest'ultimo, credo, di più: sono terrorizzata dai botti, che mi fanno saltare talmente tanto i nervi da farmi scoppiare in lacrime dalla paura. Sia che stia tappata in casa, sia che me ne stia fuori, petardi e compagnia bella mi spaventano. Quest'anno, spero, sarà un Capodanno più tranquillo: io, moroso e suoceri andremo a vedere il musical di Peter Pan, e chissà che una favola non mi rassereni un pochino.

Non so se fare un bilancio dell'anno passato, a dire il vero. Ho realizzato l'unico sogno che mi porto dietro fin da quando ero bambina: la laurea in lettere. Traguardo che mi ha fatto gioire più di ogni altra cosa ma che, al contempo, mi ha gettata dopo poco nello sconforto, data la mia proverbiale paura del futuro. Già, il futuro. Per ora mi sto specializzando in storia, ma trascorsi questi due anni non so cosa aspettarmi. Naturalmente mi auguro il meglio, ma nel contempo sono spaventata perché detesto l'insicurezza.

Del 2012 salvo anche l'arrivo di Pigolo, il gattino del mio moroso, una piccola peste che ci rallegra ogni santo giorno, nonostante ci morda in continuazione. Del 2012, infine, salvo indubbiamente questo blog, che mi ha dato modo di mettermi alla prova nella scrittura, ma anche e soprattutto di conoscere persone fantastiche. Sembrerà una sviolinata, ma grazie: a voi che passate di qui, a voi che gioite e vi rattristate per me, a voi che mi fate sorridere sul blog, su Facebook e Twitter, a voi e ai vostri sempre interessanti post.

Cosa chiedo al 2013? Principalmente la pensione per papà che, oltre ad un po' di stabilità economica, porterà un po' di serenità anche alla famiglia che ne ha tanto bisogno. Già, la serenità: auguro a tutti voi di trovarla, perché non c'è niente di meglio della stabilità interiore per affrontare al massimo la vita.

Un bacio,

Tizy

 

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