Ciao ragazze!

Chiedo venia perchè è davvero un sacco di tempo che non mi faccio vedere sui blog. E’ iniziata, come vi avevo già accennato, l’università, e con essa è arrivata la disorganizzazione. Devo ancora trovare il modo di conciliare il blogging con l’università: pensavo di dedicare un paio di giorni ai commenti sui vostri blog, e un paio alla scrittura di post programmati. Avevo intenzione di iniziare settimana scorsa, ma a causa di diversi impegni non ho potuto.
E’ un periodo di scombussolamenti e di stress, come dice il titolo stesso. Il mio problema principale riguarda la pensione di mio padre, facente parte della categoria dei famosi esodati. Dopo 40 anni lavorativi in fabbrica e a 56 anni compiuti, quest’anno sarebbe dovuto finalmente andare in pensione, se non ci si fosse messa la Fornero. L’anno scorso mio padre è stato messo in cassa integrazione per via della crisi, con la previsione che, al termine dell’anno di cassa integrazione, sarebbe potuto andare tranquillamente in pensione. Ed è arrivata la Fornero, che con i suoi numeri non fa che confondere le idee a tutti. A metà settembre ho preso uno spavento allucinante: ci è arrivata la lettera dell’Inps dove si diceva che la domanda di pensione fatta da mio padre era stata rifiutata. All’inizio ho tentato di trattenere le lacrime e l’ansia, più che altro per non far soffrire mio papà già divorato dall’ansia di suo. Poi non ce l’ho più fatta. E allora i miei, vedendomi in quello stato quasi di shock, sono andati all’associazione dei lavoratori di Brescia, dove l’impiegata carinissima ha dato una risposta rassicurante al mio papà: ovvero, che la Fornero alla fine della tiritera avrebbe tutelato tutti gli esodati, perchè se non l’avesse fatto avrebbe rischiato una sommossa popolare. E si è incaricata di spedire domande di pensionamento a destra e a manca per aiutare mio papà, poichè a suo dire l’inps stava facendo soltanto stronzate. Comunque, non so se avete sentito, una settimana fa la ministra ha effettivamente detto che avrebbe salvato tutti..
Comunque, in ogni caso, non sono ancora riuscita a calmarmi. Anzi, adesso la notte, prima di dormire, mi vengono le palpitazioni, respiro male e spesso mi viene pure la nausea. Ma non voglio dirlo ai miei per non farli ulteriormente preoccupare: qualche tempo fa ho sentito mio padre dire a mia mamma che ogni tanto la notte non dorme e pensa a ‘sta faccenda pensioni. Ergo, non voglio inquietarlo ulteriormente.
Altro grande problema di questo periodo è il ritardo – di ormai 17 giorni – delle mestruazioni. So benissimo di non essere incinta, perchè usiamo un sacco di protezioni e precauzioni varie, e una decina di giorni fa ho avuto delle piccole perdite di sangue. Incolpo in maggior parte lo stress,  ma penso anche che sia l’attività sportiva, a cui non ero più abituata. In ogni caso sono qui gonfia, con la pancia quasi sempre dolorante e degli sbalzi umorali da paura. Adessso, ad esempio, mentre sto scrivendo, ho i lucciconi agli occhi e il magone. Ieri e l’altro ieri ero incazzata col mondo, mi alzavo già con la rabbia e niente e nessuno riusciva a calmarmi.
Sapete che cosa temo? L’ansia di mia madre. Ovviamente lei ha scoperto che ho un ritardo (non è difficile: sul calendario ho l’abitudine di segnare quando ho il ciclo, e ogni tanto mi capita di macchiare pigiami e intimo, ed è lei che lava, quindi.,), e per adesso è tranquilla: lo vede dalla mia faccia butterata e da un sacco di altri segnali che il ciclo non si decide ad arrivare ma che è lì a tormentarmi. Ma ho paura che prima o poi esploda e le vengano gli attacchi di nervi come due-tre anni fa, quando ebbi un ritardo del genere (20 giorni, mi pare) e lei pensava fossi incinta. E a me viene l’ansia a pensare che lei possa, in un futuro, mettermi l’ansia e me le faccia ritardare ancora di più.
Insomma, sono in un circolo vizioso dal quale spero di uscire presto, almeno per il ciclo…
Chiedo perdono per questo post lagnoso e disgustoso, ma non so con chi sfogarmi…=(

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