Salve ragazze!
Son tornata, finalmente! Dopo circa un mese di vacanza, rieccomi a scrivere sul mio adoratissimo blog. Lo so, qualche settimana fa vi avevo promesso che avrei aggiornato con qualche nuovo post, ma non avevo fatto i conti con il campeggio croato. 
A volte penso che quel cavolo di campeggio sia gestito da idioti. Il sito, a luglio, millantava il potenziamento della linea wi-fi. Già pregustavo che avrei passato lunghe ore al pc, magari scrivendo alle ultime luci del tramonto, che avrei avuto qualcosa da fare durante la settimana mestruazioni. Una mazza, per usare un francesismo. I primi giorni filava liscio come l’olio, poi il disastro. Inutile andare a protestare: i tizi della reception avevano affisso un cartello che annunciava la sistemazione del server e il conseguente non funzionamento di internet. Certo che ci vuole un bel cervello per sistemare ‘ste cose in pieno agosto, con il campeggio brulicante di gente. 

Partiamo dalle cose belle: la Baviera. Meravigliosa terra tedesca. Perchè non siamo evoluti come i tedeschi, mi domando? Credo, comunque, di aver ufficialmente trovato uno dei luoghi in cui costruire il mio chalet quando diventerò una donna ricca e tamarra (sognare non costa nulla, o è aumentato pure quello mentre ero via?). 
Comunque. Sarà che la montagna esercita su di me un fascino particolare, ma la Baviera è davvero una zona magica. I paesini sono uno più pittoresco dell’altro, come ad esempio Oberammergau, con le sue casette tutte dipinte con scene a tema religioso, mitologico e favolistico.  I castelli di Ludwig sono semplicemente stupendi, non riesco a trovare le parole adatte per descrivere la meraviglia, la gioia e l’incanto provati di fronte a tanta bellezza. Non ho dimenticato la promessa che vi ho fatto: il tempo di adattarmi al clima africano bresciano, e inizierò con i post riguardanti il mio viaggio. 

Sono passata anche per Salisburgo, una tappa non prevista dal mio itinerario, e ho visitato la casa natale e la casa di Mozart. Niente di che, a dire il vero: 14 euro per le due case sono stati decisamente un furto, soprattutto se penso che il biglietto d’ingresso di ogni castello di Ludwig costava attorno ai 10-12 euro. 

La Slovenia, nonostante promettesse molto con i suoi lussuriosi boschi, mi ha alquanto deluso. Innanzitutto non sono affatto organizzati per quel che concerne il turismo, e in quegli sporadici campeggi che si incontrano sono gestiti da incompetenti molto maleducati. Non parliamo poi della gestione del patrimonio artistico-culturale: mi sono spesso lamentata dell’incompetenza dell’Italia, ma la Slovenia ragazze mie ci supera di gran lunga. Ho visitato il castello di Predjama, uno dei patrimoni principali dello stato, incastonato nella roccia: beh, non ho mai visto niente di peggio. Rifiuti ovunque, gente che scriveva sui muri senza che nessuno dicesse nulla, che grattava via un pezzettino di muro da portarsi a casa per ricordo, e altre eresie simili che fanno accapponare la pelle ad una storica come me.

La Croazia è un po’ una piccola oasi di relax totale, anche se a dire il vero dopo un po’ mi annoia perchè il mare non mi fa impazzire più di tanto. Adoro nuotare, ma la vita da spiaggia non fa proprio per me.  In ogni caso, Vsar (Orsera), il paese dove vado da ormai quattro anni, è un piccolo angolo di paradiso, pieno di mici da coccolare. A proposito di mici, in ogni posto che ho visitato ho incontrato e coccolato almeno un gattino. Coincidenze? Per una gattara come me è semplicemente destino. A Vsar ce n’era uno piccino, tanto carino, di nome Giovanni, di proprietà di un ristorantino del centro che manteneva un’intera colonia di gatti. Un micetto di due mesi, bianco e nero, coccolosissimo e col pancino sempre pieno di pappa: evidentemente, il viziatello non mangia solo la sua pappa, ma va ad elemosinare anche ai tavoli dei clienti. 

Mettermi in costume non è stato troppo traumatico come pensavo. Il pregio di alloggiare in un campeggio gestito da tedeschi è, appunto, la sovrabbondanza di tedeschi. E dove c’è crucco c’è panza. A confronto delle signore teutoniche, ero un figurino, il che non è poco. V’erano anche ragazzine piuttosto carine, a dir la verità. Ma non mi mettevano in soggezione, le guardavo e pensavo: “Tua madre sembra una grossa balena arenata. Tempo 5-6 anni e l’eredità naturale calerà irrimediabilmente pure su di te, carina.”

Ok, basta pregiudizi da italiota. Parliamo di tette. E domandiamoci: perchè le signore di una certa età hanno la raccapricciante tendenza a mettersi in topless? Quest’anno si è proprio toccato il fondo: ho visto una tizia che avrà avuto almeno 70 anni con le tette al vento. Oddio, al vento è una parola grossa, al pavimento, diciamo. La cosa che mi fa più ridere è vedere come se la tirano. Un paio d’anni fa avevamo come vicina di piazzola una vecchia esibizionista, che si piazzava a prendere il sole in mutandine fin dalle 9 del mattino. In pratica ti svegliavi, scendevi dal camper, e ti veniva voglia di sbattere la testa su uno scoglio per non vedere. Soprattutto il mio moroso che si svegliava irrimediabilmente a suon di bestemmie sibilate a mezza bocca. La signora, non paga, si metteva pure a chiacchierare con noi mezza desnuda. Finchè un giorno mi fa: “Meglio che mi rivesta, non vorrei distrarre troppo il tuo ragazzo da te.”. Ho evitato accuratamente di dirgli che il mio moroso, piuttosto che dover vedere quello spettacolo tutte le mattine, stava pensando di cavarsi gli occhi con lo spazzolino da denti. 

Dimenticavo: per chi volesse, su facebook ho caricato le foto del mio viaggio. Vi lascio il link, se volete spulciare in attesa dei post. Bacio!

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