Lunedì me ne stavo bellamente stravaccata su una sedia della famosa sala della Gloria della mia università, in attesa che venisse il turno di un mio caro amico per discutere la sua tesi. Accanto a me, moroso e un altro amico intenti a guardare il culo delle tizie presenti e a fare commentacci.  Mentre mi stavo limando un’unghia (ve l’ho già detto che nelle borse ho di tutto e di più?), mi sento chiedere:  “hey Tiz, perchè non vieni ad allenarti nella mia palestra?”.
Il mio amico è un ammasso di muscoli. Presente Gaston? Ecco. Immaginatevi Gaston con gli occhi azzurri e i capelli biondi e avrete lui.

Non ho ben capito che cosa voglia diventare, a dire il vero. Mi auguro non un culturista, perchè mi fanno impressione da morire: mi paiono sempre sul punto di esplodere. 
Lui fa palestra da anni, studia scienze motorie e da qualche anno allena i ragazzi nella palestra universitaria: quindi su questo argomento è molto preparato.
Alla sua richiesta ho risposto sì, comunque. Inaspettatamente, e non so neppure se manterrò i buoni propositi di iscrivermi a settembre.  Da quel che ho capito, se mi iscrivo al CUS (centro universitario sportivo), pagherei venti euro al mese e lui avrebbe un piccolo aumento dello stipendio. Cosa non si fa per gli amici!
Ha affermato di volermi far diventare “una macchina da guerra“. Ho ribattuto che non voglio diventare una di quelle “donne” (metto le virgole perchè di femminile c’hanno ben poco, secondo me) piene di muscoli, che mi basta perdere giusto quei 5-6 kg, cosicchè non debba più lottare per trovare un paio di jeans che mi vadano bene e rientrare in una 42-44. 

“Bimba culona, ti faccio diventare fitness!”
“Bimbo muscoloso, parla come mangi. Che vuol dire fitness?”
“Vuol dire che ti faccio diventare una figa col culo che parla!”

Dio del cielo. Per fortuna ha cambiato idea sull‘ubicazione del mio allenamento. All’inizio dovevo andare nella palestra dove si allena lui, un nugolo di palestrati tutti unti intenti a spronarsi l’un l’altro e a scambiarsi ricette di beveroni, come fanno le massaie quando si ritrovano a bere il thé al pomeriggio. L’idea di ritrovarmi in mezzo a maschioni super sudati e grondanti di testosterone (a suo dire, più ci si allena più aumentano i livelli di testosterone e di estrogeni) non mi allettava particolarmente. Soprattutto perchè il suo allenatore mi terrorizza. Non ho mai avuto il “piacere” di vederlo dal vivo, ma dai racconti del mio amico sembra essere un pittoresco e forzuto personaggio che ulula insulti a chiunque, allievi compresi, e che sfoggia con orgoglio medaglie e fotografie delle sue competizioni, essendo lui un body builder. Io l’ho visto solo in foto, su fb, e francamente ho avuto gli incubi per un paio di settimane. Non avevo idea che si potessero avere tutti quei muscoli, e soprattutto non pensavo che persino la faccia potesse essere muscolosa. E’ un coso inquietante, il suo allenatore: un cumulo di muscoli lucidati con l’olio del motore, e un ghigno satanico da cui spuntano due occhietti azzurri altrettanto satanici. 

“Bimba culona, hai due possibilità: o ti alleni di brutto mezz’ora al giorno, tre-quattro giorni a settimana, e modifichi la dieta, oppure fai più ore di allenamento ma mantieni la tua dieta.”
“Bimbo muscoloso, lo sai che sono pigra, e sai bene che per me andare dal letto al frigo è già fatica. Dimmi, a cosa dovrei rinunciare?”
“Pasta, formaggi, focacce, pane….”
“Ok. Mi allenerò più ore.”

Va bene che per esser belle bisogna soffrire, ma la rinuncia ai formaggi e alle focacce è semplicemente crudeltà da Santa Inquisizione. 

Io non ho mica capito come fanno a trovare sexy ‘ste qui.

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