Ieri, attorno alle 10 del mattino, sono diventata dottoressa con la valutazione di 105 su 110!
E’ stata una giornata bellissima, ma un po’ stressante, in particolare prima della discussione. Ovviamente, la notte precedente avevo dormito solo 4 ore: continuavo a rigirarmi nel letto, pensando al grande evento che mi aspettava il giorno successivo. Alle sei e mezza ero già alzata: l’adrenalina era troppa, e ovviamente avevo pensato bene di bere un paio di tazzine del caffè.

Una mezz’ora buona l’ho impiegata per il trucco, in particolare per la base, nel vano tentativo di nascondere i brufoli, pregando nel contempo che il trucco non mi colasse per via del caldo ( ho usato una buona dose di make-up fixer della Kiko XD). Per gli occhi ho utilizzato dei colori molto naturali, prelevati dalla Naked – sidecar come base, un misto di darkhouse e smog per ombreggiare gli occhi, e un tocco di halfbaked per illuminare l’angolo interno – una leggera riga di eyeliner nero, mascara volumizzante e matita nera. Infine, un tocco di blush Kiko n° 103 e sulle labbra il rossetto ultra Glossy di Kiko n°810.

L’aula designata per le lauree di ieri era la Sala della Gloria, la stanza più bella della mia università, a mio parere. Interamente affrescata, con grandi vetrate che danno sul giardino interno, e dei bellissimi lampadari di cristallo ad illuminare il tutto. In teoria, una volta questa era la sola sala adibita alle lauree, ma ora ne hanno aggiunte altre due, banali aule da lezione. La magia della Sala della Gloria è impagabile!

Al mio arrivo, munita di uno stuolo di parenti ed amici, ho controllato la lista delle convocazioni: sei, ed io ero la penultima. Non vi dico la delusione. Invece, poi, miracolo: è uscito il bidello, e ha annunciato dei cambiamenti. La prima sarei stata io, unica laurea triennale del mattino. Un bel respiro, e sono entrata. Tremavo, eccome se tremavo. La mia relatrice continuava a sorridermi e farmi segno di stare calma, e un po’ mi ha rassicurata. Ho declamato il mio discorso – molto velocemente, in verità, ma era colpa dell’adrenalina a mille – e poi hanno parlato relatrice e correlatore. Beh, credo di non essere mai stata più orgogliosa e fiera di me in tutta la mia vita: si sono profusi in un sacco di complimenti, elogiando la tesi ben scritta e assolutamente non banale, sottolineando che avevo dimostrato una buona capacità nell’utilizzo di fonti sia documentarie che cinematografiche, ma anche una certa argutezza nell’inserire fonti insolite tipo siti e giocattoli. La valutazione finale, con i complimenti della commissione, è stata di 105 su 110, il massimo del punteggio che avrei potuto ottenere: ero partita con una media di 97 punti, e da noi la tesi della triennale vale al massimo 8 punti.  Insomma, in poche parole, sono felicissimaaaaaaaa!!! *____*

Dopo le solite foto di rito – a proposito, oltre al moroso avevo un altro paio di amici muniti di macchine fotografiche super moderne, quindi mi sono sentita una modella per un giorno – siamo andati al bar dove avevo prenotato l’aperitivo. Adoro quel posticino, ti danno sempre un sacco di roba da mangiare: pizze e focacce a volontà, riso e pasta fredda, stuzzichini vari, ed infine le torte. La mia nonna paterna afferma che sembrava un pranzo di nozze, ma lei esagera sempre. Comunque s’è fatta incartare tutte le pizze e le focacce avanzate e se le è portate a casa, e se le sta mangiando di gusto: “Ah, me go mia argogna! Tanto le avrebbero buttate!” (ah, io non ho mica vergogna) è stato il suo mantra per tutto il pomeriggio, bella felice col suo sacchettino, come fa sempre quando andiamo al ristorante o da qualsiasi altra parte.

Tra i doni ricevuti, quelli che più ho apprezzato sono stati i soldi: in vista delle vacanze, per togliersi qualche sfizietto fan sempre comodo. Comunque, domani approfitto dei saldi e vado con la mamma a fare un giretto in centro. Domenica, invece, i miei amici mi daranno il loro regalo: purtroppo ieri non tutti sono potuti venire, e non mi sembrava giusto aprire il regalo in assenza di alcuni di loro.

Io e il mio fidanzato: qui si vede bene il vestito che indossavo!

I miei sandaletti di Pittarello, con lo smalto rosso di Layla!

Dottora!

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