Stasera mi sono fatta la mia skincare serale in compagnia della Messa da Requiem di Mozart. Abito dietro alla chiesa, e il lunedì sera il coro fa le prove. Non sono malaccio, a dire il vero. A me i cori piacciono, è la gentaglia che popola il mio paesino di montagna a non essere di mio gradimento.  Tutti sempre pronti a giudicare, soprattutto la sottoscritta che la chiesa la evita come la peste da quando ha finito i terribili 8 anni di catechismo. Non mi piacciono affatto i parrocchiani. O meglio, quelli che io definisco “i leccaculo del don”. Quegli stessi decerebrati che hanno fatto una petizione per far smettere di suonare le campane alle 21 di sera perchè “davano fastidio”, firmando anche (e soprattutto) a nome nostro. Come se a noi dessero fastidio le campane: io sono nata qui, e per me è un suono assolutamente naturale. Anzi, quando di notte mi svegliavo contavo i rintocchi per capire che ore erano, e mi piaceva quel rituale.  Mio padre non ha voluto far partire la denuncia perchè di soldi per pagare l’avvocato non ne abbiamo, ma si è premurato di andare dal prete a dire che lui vive in questa casa da quasi sessant’anni, e le campane non sono mai state un problema. 
Ai parrocchiani non è affatto piaciuta l’azione di mio padre, abituati come sono a tenere in pugno il paese, e da allora sono cominciati piccoli dispetti. Uno fra tutti: una domenica mio padre ha deciso di andare a bere un bicchiere di vino al bar dell’oratorio, pensando che tanto donare due euro ad un bar qualsiasi o a quello dell’oratorio per lui era uguale, e che tanto valeva fare un offertina lì. Non l’hanno fatto entrare, adducendo come scusa il fatto che non aveva la tessera per entrare lì perchè non frequenta la chiesa. 
Con me si sono azzardati solo una volta a dirmi che non avrei il diritto di abitare vicino ad una chiesa, dato che non la frequento. Mi hanno sentita prorompere in insulti degni delle peggiori bettole, e da allora quando mi vedono cambiano strada. La mia ex catechista, addirittura, un giorno mi ha vista. Stava con la sua classe di bambini e mi ha indicata a loro dicendo: “La vedete quella? Non dovete mai prendere esempio da lei.”. Io ho risposto ai bambini: “Tesori, se non vado in chiesa è colpa anche dell’incapacità della vostra catechista. Tra l’altro, lei mi ha giudicata idonea ai sacramenti”. E me ne sono andata. 
 E’ proprio una cosa che non sopporto, la presunzione e la cattiveria di quella gente. Io non sono credente, ma la Bibbia l’ho letta. E mi domando: come potete essere credibili come catechisti, se siete i primi a discriminare chi non va in chiesa? Tempo fa volevano addirittura mettere una clausola per il grest: potevano andare solo i cristiani, musulmani ed atei non erano i benvenuti.  E allora dove sta la tolleranza?

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