Questo weekend si andava profilando come uno di quei fine settimana in cui nulla va per il verso giusto. Domenica scorsa sembravano tutti vogliosi di andar da qualche parte, questo weekend, di fare qualcosa di diverso dal solito. Così ho iniziato ad organizzare qualcosa già dal lunedì.

Ed è successo. Non sono riuscita a conciliare nessuno, e metà della gente improvvisamente non poteva più. Con questo caldo, poi, questo tipo di situazioni non fa che accrescermi il nervoso.
Gardaland, visto che abbiamo i biglietti comprati a metà prezzo? No. Di domenica c’è casino. Peccato che mi pare da stronzi lasciare a casa un ragazzo che si fa il mazzo quadro al lavoro tutta settimana, quando noi universitari per dirla in parole spicciole ci grattiamo allegramente il culo per tutto l’anno. A suo confronto, ovviamente. Il genio della compagnia se ne esce con una delle sue: “Ma perchè non chiede un giorno di ferie?”. Eccerto, cervello di tufo. Uno chiede al proprio capo un giorno di ferie per andare a Gardaland.
Vittoriale? Sisisi! L’ingresso è di 16 euro, ma è comprensivo della visita guidata alla casa e dei due musei. E ha un mega parco con una nave incagliata mozzafiato, da cui si può ammirare tutto il lago di Garda. “Uh, col cazzo, io non pago”. E allora vaffanculo. Ti lamenti che non c’hai mai un cazzo da fare, e quando si decide qualcosa rifiuti? Com’è che hai 50-60 a disposizione per comprarti puttanate per la play station e 16 euro per una visita ad un museo no?

Stanca di proporre, ho cancellato tutti gli status, e me ne sono andata a godermi un po’ di sano shopping con i miei genitori. Sono riuscita a trovare un vestito stupendo per la laurea da Via Condotti. Molto più caro rispetto ai miei standard, ma la nonna ha insistito tanto per regalarmelo. E, già che c’ero, ho comprato pure i sandali per fare il completo, da Pittarello. La nonna ha detto che il nonno, che è venuto a mancare un mese fa – quasi due, ormai – ci teneva tanto a farmi un bel regalo per la laurea, lui che ha sempre seguito con orgoglio il mio percorso scolastico. Ho dedicato la mia tesi a lui, ma a mamma non l’ho detto. Sospetto che domani, quando ritirerò le copie stampate, scoppierà in lacrime.

Ovviamente, a rovinarmi la giornata ci sono messi tutti gli altri. “Io non ci sono / Io non posso”. Va bene. Ok, non c’è problema se per una sera non ci vediamo. E salta su l’altro amico: “Ma allora, cosa si fa? Eh? eh?”. NON LO SO. Non lo so cosa si fa, francamente odio vedere i miei piani andare a farsi fottere, e non ho nemmeno ispirazione per pensarci. “Allora io esco con una mia amica.”. Ok, ciao ciao.

E’ finita che abbiamo passato un weekend di coppia, io e il mio moroso, come non succedeva da tempo. E non è stato nemmeno tanto male, a dirla tutta, sebbene non io non sia tanto portata per le romanticherie. Per il dopocena ho comprato un pacchettino di ciambelle da DaddynOsh, una catena di negozi di dolcetti stile Dunkin’ Donuts, ma di proprietà di un ragazzo bresciano. 

Prima fila in alto: ciambella doppio cioccolato e ciambella cioccolato bianco e smarties, per il mio moroso.
Seconda fila in basso: Ciambella con la confettura di lampone e ciambella con confettura di mele per me!

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