C’è una cosa che mi piace fare, al sabato sera, quando mi fermo a dormire da lui.
A tarda sera, il più delle volte all’una e mezzo, quando ritorniamo dalle bagorde con i nostri amici.
 E’ il nostro rito serale, non possiamo o non vogliamo farne a meno.
Lui si siede sul bordo della vasca.
Mi osserva mentre mi strucco, mentre compio le mie abluzioni serali.
E parliamo. Di ciò che ci è accaduto quel giorno, durante la settimana, di ciò che faremo l’indomani.
Si ride, si scherza. Qualche volte si litiga, è normale.
C’è una frase che pronuncia sempre, che immancabilmente mi fa ridere, anche se ormai l’ho sentita milioni di volte.
“Sembri un procione…”, mi dice, osservandomi.
Ho gli occhi cerchiati di nero, il rimmel e la matita sono colati a causa del sapone.
Con movimenti veloci cerco di pulirmi via le macchie, un po’ come un orsetto lavatore.
Lo avverto dietro di me.
Alzo lo sguardo. Non ho gli occhiali, ma dallo specchio posso vedere benissimo che mi sta facendo le smorfie.
Sogghignando lo rimprovero.
“Dai, stai ridendo, non sei credibile.”, mi risponde.
Io lo bacio.
E dentro di me penso che sono questi piccoli momenti che rendono speciale una storia.

Oggi, è il nostro quinto anniversario di fidanzamento.

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