I miei genitori hanno sempre amato inventarsi storielle per farmi credere, il più a lungo possibile, a Santa Lucia. Per la cronaca, qui a Brescia Santa Lucia è l’equivalente del classico e più famoso Babbo Natale. E’ un fatto comune a molti bambini, però credo di essere stata l’unica ad avere a che fare con i cosiddetti gnomi delle uova di Pasqua.  
Mi ricordo che, da piccina, mi venivano sempre regalate un sacco di uova: di cioccolata ma anche – le più amate – i famigerati Pasqualone, Pasqualina e Uovissimo. Ovviamente io non vedevo l’ora di aprirli per esaminare e giocare col contenuto, ma mia madre non voleva che mi rovinassi la sorpresa prima del tempo, ma che aspettassi la mattina di Pasqua per scartare quelle meraviglie, un po’ come se fosse stato il giorno del mio compleanno. Così per me, bimba credulona, si inventò la seguente storiella:

“Tizianina, non puoi aprire adesso le uova di Pasqua. Gli gnomi non sono ancora passati, non troveresti niente dentro!”

Inutile dire che io me la bevevo: dopotutto, se Santa Lucia mi portava i regali, perchè non sarebbero dovuti esistere anche gli gnometti?
E così, a mano a mano che arrivavano le uova dai parenti, le allineavo per bene sulla cassettiera di camera mia, in attesa della mattina di Pasqua. La notte dormivo sempre ben nascosta sotto le coperte, nel terrore di vedere i folletti all’opera. Mi aveva infatti detto mia madre che, se li avessi disturbati, sarebbero scappati lasciandomi inevitabilmente le uova vuote.

 

Buona Pasqua a tutti!
Tizy