Giovedì. E’ già finita un’altra settimana, ed è passato quasi un mese dalla fine degli esami. Ho iniziato a darmi da fare con la tesi, finalmente. Sto vincendo la mia pigrizia: è incredibile quanto una settimana di assoluto relax si trasformi in un mese di totale cazzeggio. 
Non ho ancora iniziato ad alzarmi presto, però. In realtà mi faccio svegliare da mia madre alle 8, solo che poi mi giro dall’altra parte dicendo tra me e me “Ma sì, che saranno mai altri 5 minuti…”. E riapro gli occhi alle 11. Così, addio mattinata di lavoro.
Questo pomeriggio sono stata mediamente diligente, tutto sommato. Sono riuscita ad analizzare circa metà del libro di May di cui vi parlavo nell’altro post. Ho compilato uno schema completo sulla storia dell’Austria dalle origini al 1848 (anno di sconvolgenti rivoluzioni che scossero nelle fondamenta la monarchia), e uno schema riguardante la politica asburgica dal 1848 fino alla crisi economica del 1873.  Entro la fine della settimana prossima vorrei avere un quadro generale della storia asburgica, in particolare di quella dal 1848 fino al 1914, in modo da poter iniziare il capitolo più noioso, quello sull’inquadramento storico. E magari finirlo entro fine marzo. Note escluse, ovviamente. Quelle molto probabilmente le inserirò più avanti, se non alla fine di tutto: dicono tutti che rappresentino la parte più complicata, perchè non vanno mai bene ai professori. 
Mi riferiscono anche che anche la bibliografia sia una nota dolente della tesi. Non tanto l’elenco dei libri in sé, ma la modalità in cui essa viene compilata: il nome dell’autore deve essere abbreviato oppure no? La casa editrice va prima o dopo la data dell’edizione? Va indicato oppure no il traduttore?
Io comunque per non sbagliare sto seguendo le direttive di Scrivere la tesi di laurea, scritto da Michele Colombo, mio docente di Storia della Lingua Italiana in università. Ho odiato profondamente quel corso (la filologia non fa affatto per me), e di conseguenza pure il docente. Mi sono ricreduta sotto esame, quando mi sono ritrovata davanti un professore assolutamente umano e simpaticissimo. Comunque, al di là dei miei giudizi personali sul corso e sul docente, questo manuale lo consiglio a tutti i laureandi: elargisce preziosi consigli pratici su come scrivere gli apparati comuni a tutte le tesi di laurea ( introduzione, note, bibliografia, indici ecc…), il tutto corredato da indicazioni informatiche su come fare le note a pie’ pagina, dove trovare caratteri speciali, ecc.. . Fidatevi! 😉

La manicure di stasera! ^__^

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