Il mio amore per la storia è nato grazie all’Egittologia, passione inculcatami dalla mia zia paterna. Da piccola leggevo montagne di libri di Christian Jacq, non mi perdevo mezzo documentario in tv ed esultavo quando trovavo un articolo riguardante l’antico Egitto su un qualsivoglia giornale.  All’epoca sognavo di andare a studiare Egittologia ad Oxford, e di lavorare con Zahi Hawass. Già da piccola ero diversa dalle altre: le bambine di 7-8 anni sognano di diventare ballerine, cantanti, maestre o veterinarie. Io no: il mio unico desiderio era armarmi di setaccio e paletta e scavare nelle sabbie del deserto. E magari scoprire una tomba favolosa ed intatta, come quella di Tutankhamon.

E’ quasi superfluo dire quanto ardentemente desiderassi vedere l’Egitto e tutti tesori di quell’epoca straordinaria sparsi per i vari musei del globo.  Tra questi, il mitico busto di Nefertiti.
Ho avuto la fortuna di fare un viaggio a Berlino, due anni fa, e di poter visitare il Neues Museum, dove il manufatto è conservato.  Ricordo ancora quanto fossi entusiasta ed elettrizzata all’idea di vederlo. A pochi passi dalla sala, quasi piangevo: ero lì lì per realizzare uno dei miei sogni di bambina.
E finalmente eccolo, in tutta la sua bellezza, in tutti i suoi meravigliosi colori. Penso di essere rimasta almeno una decina di minuti in religioso silenzio, in contemplazione di un oggetto che per me è quasi l’equivalente della croce per i cattolici. Può sembrare un’esagerazione, è vero, ma la storia è la mia ragione di vita e musei, monumenti e quant’altro sono luoghi di pellegrinaggio. 
Ma torniamo ora a quella giornata. Me ne stavo lì imbambolata, quando da dietro mi giungono queste parole:

“mah. Jè manca un occhio, jè manca ‘n orechio, nun c’ha un cazzo, che c’ha da essere così importante? “

Credo che non serva sottolineare l’origine italiana di questi due individui. Ragazzine che vagate per il mondo, per favore, se non vi interessa la storia, non buttate 10 euro per poi fare queste figure barbine. Poi per forza per gli stranieri siamo tutti italiani cafoni mangiaspaghetti. 

"Insomma, ti mancano dei pezzi, perchè stai in un museo?"

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