Venerdì 17 febbraio ho sostenuto il mio ultimo esame della triennale. Ancora non ci credo, sapete? Non ho ancora messo ben a fuoco di non aver più nulla da fare: giusto oggi, nel sistemare la sezione universitaria della mia libreria, mi sono ritrovata a pensare: “mmh, questo libro è meglio non inscatolarlo, magari mi serve per il prossimo esame!”. Continuo a guardare il libretto domandandomi come possano essere passati già tre anni dal primo giorno da universitaria, come possa essere già così vicina alla laurea.
Questa sera vorrei condividere con voi i ricordi legati alle due esperienze più importanti del mio percorso di studi universitario: il primo e l’ultimo esame. Enjoy it.

26 Gennaio 2009
Quel giorno sostenni l’esame di Cultura Classica, i miei primi 5 cfu. Mi ricordo che studiai tantissimo, e quella mattina ero talmente agitata che mi feci accompagnare da mia madre.  Sì, avete capito bene. Come una scolaretta dell’asilo, più o meno. Sostenni la prima parte dell’ esame alle 9:30 della mattina, con l’assistente della docente, mentre la seconda alle 14:30 del pomeriggio. Mi ricordo che arrivai affamata, completamente rincitrullita e senza capire assolutamente nulla di quel che mi chiedeva la professoressa. Alla fine lei mi chiese: “Signorina, ma lei ha pranzato?”. Vergognandomi come un cane, ammisi di sì, pronta a ricevere una bella ramanzina. Ma lei mi sorrise e mi disse: “Signorina, non può saltare il pranzo a causa dell’agitazione! Non la mangio mica!”. Finì che mi confermò il 30 datomi dall’assistente, e me ne andai leggera come una nuvoletta. Ad abbracciare mia madre, entrambe commosse.

17 febbraio 2012
Esame di Storia dell’Arte Medioevale, la materia che odio di più. Penso che il mio disgusto risalga ai tempi delle superiori, quando avevo a che fare con una professoressa piuttosto scadente che, invece che spiegare, preferiva leggere due pagine del libro, dirci cosa sottolineare e infine lasciarci cazzeggiare. Così mi sono diplomata giurando che non avrei più toccato un libro d’arte in tutta la mia vita.
Non avevo fatto i conti con il piano di studi del terzo anno della mia facoltà, che prevedeva un esame obbligatorio di storia dell’arte. All’inizio scelsi Arte Moderna ma, scoperto che il docente era una specie di Sgarbi psicopatico, cambiai in storia dell’arte medioevale, confidando nel fatto che l’aver sostenuto Storia Medioevale e Archeologia Medioevale mi avrebbe facilitato lo studio. Povera illusa. Non avevo fatto i conti con il manuale “Arte nel tempo”, uno dei libri peggiori mai studiati in tutta la mia carriera: caotico, mal organizzato, quella tipologia di manuale che utilizza 100 pagine per non dire assolutamente nulla. Così, dopo tre settimane di full immersion, imprecazioni, e scoraggiamenti vari, mi sono ritrovata in università, in coda per l’esame, in mezzo a studenti che proclamavano quanto fosse difficile e disgustoso questo esame. Devo dire che la fortuna mi ha assistito: la docente più cattiva era ammalata, e sono finita a sostenere l’esame da un assistente che sostanzialmente era rintronato. Così, mi sono portata a casa il mio 26.
Non ho ricordi dolci riguardanti questo esame perchè per me è stato davvero molto stressante ( per me è stato più estenuante dare 5cfu di Arte che 10 di Filologia Romanza), e tornando indietro non lo lascerei per ultimo. Tuttavia, rifarei l’esperienza daccapo solo per riprovare la piacevole sensazione di libertà che mi ha pervaso il corpo, un brivido potente, quasi orgasmico.

Ecco la torta che ho fatto per festeggiare la fine degli esami =)

Annunci