1 novembre 2011, ore 23:51


Sì, lo ammetto. Ho tradito splinder per qualche mese. Come in certe storie d'amore dei film: ho abbandonato, tradito e ritrovato il mio vecchio blog.  Dal 12 giugno non ho più scritto mezza riga qua sopra: un po' a causa di una fittissima sessione d'esami, un po' per mancanza di ispirazione. Anzi: diciamo che la seconda motivazione è quella che più mi ha condizionata. Sentivo di non aver più niente da dire. Mi avvicinavo allo schermo con la testa piena di idee, ma nessuna voglia né capacità di esprimerle. Dicono che, per tenere vivo un blog, bastino giusto un paio di righe: ecco, il mio cervello non riusciva partorire nemmeno quelle. 
A settembre/ottobre sono passata a wordpress, ma non ha funzionato: chissà perchè mi pareva meno ordinato e meno divertente di questa piattaforma. Ne è la prova il fatto che, là sopra, l'ispirazione è svanita presto: già nel post di presentazioni sentivo che quello non era il posto giusto per me. 
Come avrete capito, l'inquietudine è di questi tempi parte integrante della mia vita. "Mind fucking", fottersi la mente, è l'espressione che mi si addice di più ultimamente, Mille possono essere le cause: tesi incombente, esami finali, laurea in arrivo, terrore per il futuro. Che si riuniscono in un'unica grande categoria: l'impossibilità di dimenticarsi dei problemi. Sembra una deduzione banale, ma purtroppo è più che veritiera. Sono degna figlia di mia madre, sotto quest'aspetto: non sono in grado di non preoccuparmi. Ringraziando il cielo non sono arrivata ancora ad avere attacchi di panico (a proposito, non so voi, ma tra le mie amiche il numero degli attacchi di panico è salito vertiginosamente), ma spesso dormo poco, poichè passo il tempo a fissare il soffitto e a farmi mille seghe mentali. 
Sapete cosa mi auguro con questo nuovo inizio? Di calmare il mio animo con la scrittura. L'altra volta ha funzionato, speriamo accada di nuovo.