27 maggio ’11, ore 23:31

E’ stata davvero una giornata molto piacevole, quella odierna.  Sono stata a pranzo dalla mia amica Franz, che mi ha presentato Indiana, New entry della famiglia.
Chi è indiana? E’ una micina di appena un mese, adottata due giorni fa. Uno scriciolino tigrato, con due occhietti blu cerchiati di nero che sembra quasi che abbia l’eyeliner.  Un tenerissimo batuffolo che protesta se viene alzato da terra, con un miagolio talmente flebile da sembrare quasi il belare di una capretta. Artiglia con decisione la maglietta, spalanca la boccuccia munita solo di quattro dentini aguzzi e si lamenta: “Miii miiii”, che tradotto dal gattese significa “Fammi scendere!!” .  Se posata a terra, Indiana zampetta per la stanza con quell’andatura tipica dei cuccioli che hanno appena imparato a camminare, con le zampine allargate e il sederino ondeggiante, un po’ come nella famosa scena degli Aristogatti quando i tre gattini imitano l’andatura delle oche Guendalina e Adelina Qua Qua.  Indiana ancora non sa correre, si limita a saltellare qua e là, però in compenso ha già imparato ad arrampicarsi sul divano. E’ una scalatrice provetta, anche se ha qualche problema con la discesa: oggi pomeriggio è caduta sulla testolina e ha fatto una capriola in avanti.  Si stanca facilmente povera piccina.  Dopo un paio di giretti si addormenta, prediligendo posti ben nascosti: dietro un vaso gigante oppure nascosta nell’anfratto tra i cuscini e il divano.
L’unico poco entusiasta di questa piccolina è Birba, altrimenti noto come Gattuccio, l’undicenne gatto di casa.  Si è sentito scalzato dal suo ruolo di principe della casa, ed ora passa il tempo scrutando offeso i padroni. Avete mai notato la bravura dei gatti nel fare espressioni offese?  A loro basta uno sguardo per farci sentire in colpa. E per rimediare, soprattutto, qualche privilegio in più.  Gattuccio questo lo sa bene, e cerca di impietosire chiunque gli capiti a tiro per cercare di estorcergli un pezzettino di bistecca.  Ma, quando compare Indiana, ecco che fugge, posizionandosi in un punto strategico d’osservazione a distanza di sicurezza. La piccina vorrebbe fare amicizia con lui, anzi, sembra che faccia di tutto per imitarlo: lo segue per la casa e s’infila nella cesta di vimini da lui tanto amata. Ma Gattuccio ancora la percepisce come un invasore e soffia.  Per come la vedo io, tempo una settimana e saranno inseparabili.
Oggi pomeriggio, mentre Gattuccio era a fare il suo sonnellino pomeridiano sul lettone, Francesca ed io abbiamo preso Indiana e l’abbiamo infilata in una cesta di stoffa assieme ad un cordino per giocare, per poi posare il tutto sul tavolo accanto a noi, che in teoria dovevamo studiare. Ma come si fa a resistere ad una cosina così tenera? Lei poverina cercava pure di dormire, ma noi eravamo sempre pronte ad allungare in dito per farle le coccole, oppure per ribaltarla sul pancino, maculato come quello di un leopardo, per farle il solletico.  E così, tra un gioco e una coccola, avremmo fatto sì e no due paginette. Altro che videogiochi o facebook: questa gattina è la più pericolosa tra le fonti di distrazione.

Ecco Indiana, la nostra diavoletta tentatrice:
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