Sabato pomeriggio, collegandomi a facebook, mi ritrovo l'ennesimo invito ad un evento. Che sarà mai? – mi domando io.  "L'utente ti ha invitato all'evento Cena di Classe 5E Linguistico". Confermo la mia NON partecipazione, e nello status del social network scrivo il mio pensiero di quel momento: "Manco morta. Piuttosto passo il sabato sera studiando latino." Apriti cielo. Si è scatenato il finimondo.
A dire il vero, il perchè di questo finimondo non l'ho proprio capito. Siamo stati una classe del cazzo, per niente unita, ed io all'epoca non vedevo l'ora di andarmene all'università per potermi finalmente scegliere chi frequentare, senza essere obbligata a convivere con delle teste di rapa. E non ero l'unica a pensarla in questo modo, posso provarlo.  Quindi, a 4 anni dal diploma, non vedo assolutamente il motivo di indire un ritrovo. Chi organizza questa cena è sempre la stessa persona, e a lui vorrei dire: "Non ti rendi conto che, se non la organizzi tu, agli altri non passa nemmeno per la testa di proporre una cena di classe? Prova a domandartene il motivo.".
Ieri sera, girovagando su facebook, ho visto che un piccolo gruppetto della classe se l'è presa a morte per il mio stato. Guarda caso, sono proprio quelle persone che mi odiavano a morte  e che mi hanno presa per i fondelli per 5 anni. Non nascondo che ho goduto come un riccio: la sfigata che osa alzare la voce con le principessine della classe, che affronto!
Vi elenco qui un paio di frasi che mi hanno rivolto, indirettamente, ovviamente. Chi fa il gradasso raramente ha le palle per dire le cose in faccia. 

1) "Non ti preoccupare, non sei indispensabile." Ringraziando il cielo, per fortuna non lo sono. Non avrei voglia di fare da babysitter ad un gruppetto di ragazzine. E, oserei aggiungere: non sarò indispensabile, però quando vi servivano i compiti da copiare o suggerimenti durante verifiche o interrogazioni strisciavate come serpenti. Perchè, ovviamente, voi avevate ben altro da fare al pomeriggio, che mettervi a studiare. Poi, però, se vi affibiavano un quattro, piangevate come lattanti. Ricordatevi solo una cosa: nemmeno voi eravate indispensabili nella classe. Anzi. La vostra assenza avrebbe portato un po' di pace e tranquillità.

2) "Non si abbassa a passare la serata con la plebaglia, lei ha classe ed è intellettualmente troppo preparata per interloquire con noi paesanotti.". Mi avete stupito, carissime. Avete azzeccato in pieno il mio pensiero su di voi, non me l'aspettavo. Mi sono sempre sentita superiore a voi, e sempre mi reputerò superiore ad un branco di sfigatelle che, oltre a pigliare per il culo le persone che non hanno i vestiti giusti, non vanno in discoteca ed hanno hobby intellettuali si sputtanano pure fra di loro. Ed in modo pesante,del tipo: "Certo che lei è proprio cretina. Il suo moroso l'ha tradita e le ha attaccato pure la candida!"; oppure "Che puttana, farebbe pompini a tutti,quella.". Salvo poi sbaciucchiarsi e dirsi: "Amore, tesoro, ti voglio bene.".

C'è che sono sempre stata antipatica a questo gruppetto perchè andavo bene a scuola pur non facendo la leccapiedi con i prof. E, soprattutto, mi piaceva studiare. Io li sentivo, i loro commenti: "Eh, guardala, anche oggi è preparata" "Come al solito si è presa un 8, ma non ha vita sociale? ahahahha". All'inizio questi commenti facevano male come coltellate,  ma poi mi sono detta: "Perchè devi rovinare la tua cultura per colpa di un paio di bullette?". E così mi lasciavo scivolare le perfidie sulle spalle, conscia che la loro opinione valeva quanto la cacca di cane sotto le scarpe. 
Loro a scuola si credevano furbe. Entravano un'ora dopo o uscivano un'ora prima pur di non essere interrogate, ad esempio. E guai a rimproverarle: "Come ti permetti, tu, misera merda? Tu studi sempre.". Eh certo. Perchè io mi diverto ad essere sottoposta ad interrogazione al posto tuo, che passi il pomeriggio precedente dormendo e la mattina dopo pretendi pure di aver paura di essere interrogata. Perchè c'era una grossa differenza tra loro e le persone che andavano male a scuola, ed era il fatto che queste ultime, conscie dell'impreparazione, avevano il coraggio di presentarsi. Il risultato si è visto alla maturità: la maggior parte di loro è stata beccata in flagrante nel tentativo di copiare. Ne avrei di aneddoti squallidi da raccontare, delle perfidie che si sono dette l'una alle spalle dell'altra…Sfigata sì, ma sorda no.

Dopo tutto quello che ho passato con questi personaggi, dovrei aver voglia di partecipare alla cena di classe? Avrei dovuto rispondere: "Ooooh, che bell'idea. Mi sto stracciando le vesti dalla gioia."? NO. Perchè tanto so già come andrà: al tavolo saremmo (di nuovo) divisi a gruppetti. Maschi da una parte, fighette dall'altra e infine gli sfigati. Ovvero, il ritratto di un giorno qualunque alle superiori. No, grazie. Con le persone che mi stavano simpatiche ho mantenuto i rapporti, delle altre non me ne importa proprio nulla. Sarò anche inutile, ma non sono ipocrita.

 
 

 

 

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