Oggi è venuta a trovarci una mia cugina di secondo grado, madre di due bimbi di 7 e 6 anni. Era un po' giù, a dire il vero. Motivo? Una nota presa dal figlioletto più grande. Sinceramente penso che le madri di oggi si facciano dei problemi assurdi. Non mi pare che una nota presa alle elementari sia questo gran dramma. "L'alunno chiacchiera e disturba durante le lezioni", diceva. E mia cugina che piagnucolava: "Che vergogna, il mio bambino che si prende una punizione del genere!".
Ora, non so voi, ma io alle elementari ne ho prese a decine, di quelle note. Ero una bambina molto brava a scuola, però difettavo nel silenzio. "Signora, sua figlia parlerebbe anche con i muri, se decidessimo di cambiarle di posto.", dicevano le maestre a mia mamma. Che, ad essere sinceri, non ha mai dato peso a quelle punizioni. Certo, mi sgridava, è ovvio. Ma quando sono cresciuta mi ha detto: "Eri una brava alunna, che tu parlassi durante le lezioni non m'importava. Era sintomo di vivacità e allegria.". Mi ricordo, tra l'altro, che per evitare di esser sgridata, trasformavo la nota da individuale a  "collettiva": "No, guarda mamma: l'hanno presa tutti, non solo io!". Presumo che mia madre facesse finta di crederci. 
Vi racconto un aneddoto divertente. Un giorno la maestra, esasperata, mi diede, come compito di punizione, da scrivere 100 volte "Non devo chiacchierare in classe". Ora, la sottoscritta non aveva alcuna intenzione di svolgere quella roba, così "dimenticò" il foglio sotto al banco, convinta di farla franca. Peccato che non sapessi che quella sera si sarebbero svolti i colloqui, e quindi la maestra lo consegnò direttamente a mia madre, che ancora adesso ride come una pazza ogni volta che ci ripensa. 

 

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