Sabato  pomeirggio sono andata dalla..mmh, come si chiama? Manicurista? Boh, io di solito dico "la tizia che fa le unghie". 
Mi ha convinto mia madre, ad andarci. Ad onor del vero, una mezza idea di recarmici ce l'avevo avuta, lo ammetto. Io sono sempre pronta a spendere soldi. 
Io alle mie unghie tengo tantissimo. Soprattutto perchè, dopo averle mangiate per ventun'anni, l'essere riuscita a farmele crescere mi riempie d'orgoglio. Bellini, i miei artiglietti. Ultimamente, però, stavano diventando piuttosto fragili: si spezzavano e si sfaldavano. Così, con una mano in tasca e l'altra nel portafoglio, ho varcato la soglia di quel negozietto aperto da poco di fronte a casa mia. Un'ora e mezza di lavoro, e se ne sono andati 40 euro: mi hanno limato e dato una forma alle unghie, le hanno immerse in non so quale lozione e infine ci hanno steso uno smalto simil-gel che dovrebbe durare circa tre settimane, in modo che possano crescere ed irrobustirsi. Infine, mi hanno fatto la cosiddetta french manicure che, per chi non lo sapesse, consiste nel sottolineare con uno smalto bianco brillante le lunette dell'unghia. 
Che dire? Quaranta euro mi sembrano un po' troppi, tanto più che mi sono già stufata della french. Ma questo non lo dico a mia madre: mi darebbe quaranta euro di schiaffi, presumo,  e farebbe pure bene. 
Il problema è che io sono una trasformista, anche in fatto di unghie. Mi piace cambiare smalto molto, molto spesso, variare i colori e i disegni. Prima o poi pubblicherò qualche foto dei miei lavoretti: ovvio, non durano quanto quelli di un'estetista, ma sono carini lo stesso. A dire il vero, stavo pensando di frequentare un corso di manicurista, in modo da raccimolare qualche soldo. Il problema è che non penso che facciano solo corsi dedicati esclusivamente alla manicure. Purtroppo c'è di mezzo la pedicure. E a me fa davvero schifo lavorare sui piedi altrui, il solo pensare a calli e duroni mi dà il voltastomaco. 

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