Oggi, 4 gennaio, riprendo finalmente in mano il mio blog per scrivere della mia vacanzina di Capodanno. Non mi piace stare senza internet a lungo, mi sento tagliata fuori dal mondo. E' una cosa che i miei genitori non capiranno mai: l'uso di internet come mezzo di comunicazione è a loro oscuro. Ma, pensandoci bene, è la stessa solfa di qualche anno fa, solo che 8 anni fa era il cellulare a causare loro irritazione. Avevo 13 anni, e praticamente vivevo incollata al telefonino. 
Tornando al discorso iniziale. Premetto innanzitutto che non sono una grande amante del Capodanno: mi annoia, detesto dover stare seduta a tavola per ore ed ore, e in particolare ho una paura folle dei petardi. Però quest'anno è stato diverso: merito di una mia grande amica (detta Scrici) che è riuscita a trovare un appartamentino all'ultimo minuto ad Edolo, un paesino della Val Camonica in provincia di Brescia, dove lei abita.
La partenza è stata anticipata alle 17.07 del 30 dicembre 2010. Ovviamente mi ero ripromessa di portarmi poca roba, ma alla fin fine sono partita con un trolley, un borsone, due beauty, e una tracolla. Potevo star via un mese. 
Il 31 dicembre, di mattina, siamo andati all'Italmark a fare scorte di cibo per i giorni seguenti, e soprattutto per il cenone. Santi numi, odio i supermercati pieni zeppi di gente, soprattutto pieni di persone isteriche che pur di prendere l'ultimo cotechino calpesterebbero le loro stesse madri.

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