Non so se voi abbiate mai provato il cosiddetto "odio a prima vista", come lo chiamo io. E' esattamente il contrario del colpo di fulmine: incontri una persona, e senza motivo provi un'antipatia gigantesca verso di lei. Bene, io sono così. 
Ho constatato che raramente sbaglio. Se una persona mi sta sulle scatole quando la incontro per la prima volta, e poi magari instauro un bel rapporto con la suddetta, puntualmente questa me la mette in quel posto. Cretina io che non ascolto quasi mai il mio sesto senso iniziale.
Parlavo dell'odio a prima vista. Venerdì mi è capitata fra le mani una foto di classe dell'asilo. E c'era lei. Enrica. Non credo di aver mai odiato così tanto una persona. Non ne saprei spiegare il motivo, semplicemente quella mocciosetta mi stava letteralmente sul culo. Ed io a lei. Non passava giorno in cui io e lei non ci facessimo i dispetti. Ci distruggevamo i giocattoli a vicenda, ci prendevamo in giro ferocemente. Una volta, durante una lotta, arrivai addirittura a strapparle una bella ciocca di capelli. Che soddisfazione vederla piangere. Peccato che poi mi misi a piangere io per colpa degli sculaccioni di mia nonna. 
Stamattina l'ho incontrata in giro per il paese. E ho notato che il sentimento non è cambiato. E sono passati 18 anni. Le mie zie e i miei genitori ancora mi prendono in giro per questo fatto. Come se loro non avessero delle antipatie..
Morale della favola? A volte, è l'odio ad essere eterno. O perlomeno di lunga durata. 

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