Ho da poco appreso che, alla settimana della moda di Milano, hanno cancellato la sfilata di apertura di Elena Mirò, che doveva svolgersi con modelle taglia 46-48. E' semplicemente scandaloso. E ipocrita. Scusatemi un attimo, cari organizzatori di eventi di moda dei miei stivali. Com'è possibile che vi professiate paladini dell'alimentazione corretta, vi scagliate contro l'anoressia e poi cancelliate una sfilata così importante? Fate ribrezzo. E anche voi, cari stilisti, avete idea di quante ragazzine finiscano con avere problemi alimentari solo perchè voi non vi degnate di fare un paio di pantaloni di taglia superiore alla 42? 
Diciamocelo chiaro e tondo. Un bel vestito sta molto meglio ad una donna formosa che a quegli scheletri ambulanti che si vedono in passerella. Ma li avete visti? Pesano più i tacchi di loro. E le gambe..vogliamo parlare delle gambe? Vuoi mettere delle belle gambe piene, che figura che fanno con un bel tacco ed una bella gonna? Quelle modelle non hanno gambe, hanno degli stuzzicadenti. Vogliamo parlare del seno? Avanti. Trovatemi una modella anoressica che abbia un bel seno. Non esiste. Se non hai un po' di ciccia, le curve non crescono da sole.
Sarà che parlo per interesse personale. Sarà che mi sento chiamata in causa. Ma, in my opinion, la donna è bella con le curve. Con questo non voglio criticare chi è magra, ci mancherebbe altro. Io sono contro quella magrezza ottenuta ad ogni costo, che rende la donna più malata che bella. 
Volete sapere una cosa? Io porto una 46. E a volte pure una bella 48. E fino a due anni fa portavo la 40-42, poi per motivi di salute ho messo su qualche chilo. Ebbene, mi trovo molto più carina, sensuale e femminile ora. Prima mi guardavo allo specchio e non ero mai contenta di ciò che vedevo riflesso, ora mi piaccio molto di più.  Adoro le mie curve, adoro il mio seno, e non tornerei mai indietro. Certo, forse un po' di pancetta la dovrei perdere, ma ormai sono giunta a questa conclusione: meglio un piatto di pasta in più che due centimetri di girovita in meno (cit. Littizzetto). Il cibo mi rende felice, perchè dovrei ridurmi a dieta perenne?
Adesso vi racconto un episodio. Hanno aperto da poco in centro un negozio che si chiama Tally Weil ( o qualcosa del genere). Una specie di Pimkie, con vestiti carucci a buon mercato. Armata del mio migliore amico (nonché personal -shopper), entro in questo negozio. Chiedo pantaloni di taglia L. La commessa me li dà con fare disgustato e ridacchiando con le sue amichette. Vado in camerino. Guardo l'etichetta. E sapete che c'era scritto? ITA =42. Capito? Nelle taglie italiane quella L corrispondeva alla 42. Ma se una ragazzina con scarsa autostima, entra e chiede una 42 e si vede consegnare una L, andrà in crisi sicuramente! E, ciliegina sulla torta, la commessa mi guarda e dice: "eh, non abbiamo taglie per quelle come te.". Manco fossi la donna cannone. Da quel giorno, sconsiglio il Tally Weil di Brescia a chiunque. 
Detto questo, cari miei stilisti, ricordatevi che esistono più donne formose che donne anoressiche. Quindi, piazzate sul mercato delle vere taglie 46-48. Anche noi donne cicciotte abbiamo il diritto di vestirci alla moda, perchè dobbiamo girare duecento negozi per trovare qualcosa che ci entri?