La settimana dello spurgo aka quella meravigliosa cosa chiamata Limone

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I wonder how I wonder
Why yesterday you told me
About the blue blue sky
And all that I can see is just
A yellow lemon tree
I’m turning my head up and down
I’m turning turning turning turning
Turning around
And all that I can see is just
Another lemon tree

Al ristorante cinese dove vado di solito la suonano sempre, credo siano proprio in fissa.  Diciamo che dopo la milionesima volta che la senti ti viene voglia di accoltellare qualcuno con un pezzo di pollo fritto, ecco.

Oggi vorrei parlarvi di un “prodotto” che mi ha aiutata parecchio con le mie problematiche brufolose: il limone.

Premessa: le qualità astringenti di questo agrume le avevo già testate negli anni dell’adolescenza quando, sporadicamente, mi spuntava qua e là qualche brufolino. Al solito, era stata la nonna paterna a suggerirmi di provare a usare un po’ di limone al posto di creme e cremacce varie che mi avrebbero soltanto intasato la pelle. Io ve la scrivo in “aulichese”, eh. Lei è stata un pochetto più colorita, come il suo solito:  “Tisiana, el limù el strens el cul e po i brofei.” (Tiziana, il limone stringe il culo e anche i brufoli).
All’epoca non avevo granché intenzione di darle retta: a 15 anni non si dà retta nemmeno a se stessi, figuriamoci alla nonna.  E invece la candida vecchina aveva ragione, perdincibacco!

Recentemente, quando ho iniziato a vedere che il detergente Lovea stava sortendo i risultati sperati, ho deciso di integrarlo con il limone. Attenzione, però: va utilizzato per una settimana al mese, massimo una decina di giorni. Un periodo che io ho leggiadramente denominato  “La settimana dello spurgo“.

In teoria la settimana dovrebbe coprire quei giorni in cui la vostra pelle fa le bizze: prima, durante o dopo il ciclo, dopo giorni di abbuffate varie, in periodi di grande stress: fate vobis, purché siate costanti nei giorni successivi. Per quel che mi riguarda, ero partita pure bene: iniziavo a metà ciclo e terminavo 3-4 giorni dopo la fine, poi le mestruazioni hanno iniziato a sballarmi un po’ e io ho iniziato a non essere più così costante. Adesso, semplicemente, mi limito ad utilizzare il limone quando mi ricordo di averlo nel cassetto del frigo e continuare per i sette giorni successivi.

Ma come si usa ‘sto benedetto limone?
Dopo aver effettuato la vostra skincare serale, spremete un po’ di succo su un dischetto di cotone e passatelo per bene su tutto il viso, insistendo di più sulle zone più problematiche. Lasciatelo agire tutta la notte, e al mattino sciacquate tutto: ve lo giuro, dopo un paio di giorni inizierete già a vedere dei bei risultati!
Il limone non ha soltanto un fortissimo potere astringente, ma pulisce a fondo la pelle. Sebbene tutte le sere esegua una bella pulizia del viso, resto sempre stupita dalle tracce di sporco che noto sul dischetto imbevuto dopo essermelo strofinato sul viso. Il bello del limone è che secca i brufoli ma non la pelle, che al contrario risulterà piuttosto morbida e tonificata.

Consigli per l’utilizzo:
1) Il limone brucia da impazzire sulla pelle, vi avverto. Durante i primi utilizzi, specie se non siete avvezze al dolore, vi scenderanno i lacrimoni. Piano piano ci si abitua: io quasi non sento nulla. Quasi. Se avete qualche graffio sul viso iniziate a pregare.
2) Se il limone non brucia almeno un pochino, vuol dire che non è di buona qualità e che, probabilmente, vi serviranno più giorni affinché i vostri brufoli si secchino. Ovviamente, se userete quei succhi di limone già pronti che si trovano al supermercato, non funzioneranno per nulla.
3) Consiglio vivamente la settimana dello spurgo a chi ha una pelle grassa o mista, perchè ne trarrà grande giovamento. Per chi ha una pelle secca o normale, senza grandi problemi e che vede un brufolo soltanto quando fa 24h di cioccolata non stop (vi invidio, vi invidio vi invidio!!!), consiglierei uno sporadico utilizzo. Ricordo che, alle superiori, mi bastava applicarlo la sera prima di andare a letto per ritrovarmi poi, al mattino, la pelle totalmente pulita. Ah, benedetta gioventù!

Si necessitano consigli fashion/beauty per..un matrimonio.

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Sabato 18 maggio si sposerà mio cugino e io, disgraziatamente, sono stata invitata.
Io odio i matrimoni, li detesto con tutta me stessa, infatti quando posso mi invento una frottola gigantesca e non ci vado. Questa volta non posso proprio saltare:  in primis è mio cugino, in secundis il 21 ho un esame e se fingessi di essere in punto di morte quel giorno, e poi andassi a Milano due giorni dopo sarebbe un tantino sospetto.

La mia adorabile metà della mela ha disertato abbandonandomi al triste destino.  D’altra parte me lo aspettavo: piuttosto che andare ad una qualsiasi cerimonia si evirerebbe o mi porterebbe a fare shopping. E sì: comprendo più che bene la sua scelta. Sia chiaro, non è il solito maschio che ha paura dei matrimoni e bla bla bla: con me non corre il rischio, non voglio né matrimonio né figli ma solo una marea di gatti, e lui concorda.

Il dramma dei matrimoni è che durano troppo. Passi la cerimonia, a cui nemmeno metto piede, ma è tutto ciò che viene dopo a farmi rotolare le ovaie a terra: il pranzo che non finisce mai ma che al terzo antipasto stai già per scoppiare, le persone antipatiche che solitamente ti ritrovi al tavolo, la noia in generale. Ecco, la noia è ciò che temo di più, visto che non posso portarmi appresso né ipad né libri – la genitrice lo trova sconveniente – e non posso mettermi a leggere nei momenti di scazzo. Vorrà dire che imparerò a memoria i cartoncini del menù e dei segnaposti e andrò a fotografare ogni filo d’erba del giardino della villa in cui faranno il pranzo.
Ah, aggiungo anche che non posso bere alcool per via dell’epilessia quindi non avrò neppure quel tipo di sostegno.

Anyway. Perchè vi sto ammorbando con i miei problemi? Semplice: necessito di consigli fashion. Io sono una tipa da tuta e da jeans e non mi metto mai in ghingheri. “Essere elegante” per me vuol dire infilarmi un paio di ballerine e una magliettina scollata, punto.
Purtroppo, questo è il tipo di matrimonio in cui la sposa ti dice “Si tratta di una cerimonia per pochi intimi” e poi scopri che ci sono trecento invitati, tra cui industriali facoltosi con la puzza sotto al naso. Così mi sono decisa a tentare un look elegante e femminile, almeno ai miei occhi.

Io vi avverto: zia Assunta è il mio modello di donna.

Questo è l’abito, di marca Orsay, acquistato per pochi spiccioli a Berlino ormai quattro anni or sono. La foto è più o meno risalente a quell’epoca, infatti noterete i capelli lunghi che ora non ci sono più.
La stoffa è tipo raso, di un colore leggermente più scuro rispetto alla foto, ed è un modello strategico in quanto nasconde bene la pancetta: il che cade a fagiolo perchè, secondo i miei calcoli astrali, il giorno del matrimonio dovrei avere il ciclo e quindi, di conseguenza, sarò gonfia come un pallone.

Queste, invece, sono le scarpe che voglio abbinarci. Sono state un mega affarone fatto dai cinesi: le ho pagate solo 12,90 euro e sono super comode!
In origine avrei voluto indossare delle ballerine poi, visto che queste decolté ci stanno a pennello, mi sono detta: “E tacco sia!”

Foto scattata l’altra mattina, perdonate il casino nel bagno.

E qui sorgono i primi problemi:

1 – Voglio indossare i collant, possibilmente color carne o qualcosa di simile. Lo so che sono l’anticristo della moda ma non li voglio assolutamente neri, perchè desidero che si notino le scarpe.  Motivazione numero 2: i collant contengono la ciccia e mi slanciano le gambe, quindi sì: li voglio! Avete consigli? Siate libere di spammarmi qualsiasi link che ritenete opportuno, purché siano marchi low cost (sono un’assassina di collant) e reperibili in negozi fisici!

2 – Questione accessori: vorrei indossare la cintura che si vede nella prima foto perchè richiama il cinturino delle scarpe. Al collo porterò questa collanina (LINK), abbinata a delle verette con gli stessi colori. E i braccialetti? Che colori mi consigliate?

3 – Questione trucco. Sono indecisa tra i seguenti rossetti anche se sarei tentata dal Cambon di Chanel, che mi sembra una buona via di mezzo tra il rosso e il rosa.

- Qual è il migliore, secondo voi?
- Che trucco potrei abbinarci? (anche qui, sbizzarritevi con i link)
- Questione smalto: nero, azzurro come il vestito oppure intonato al rossetto?

Please, help me!!!!

 

Post Accozzaglia #1: tesi, ebook, On Writing, anniversario.

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Ho già deciso la tesi della specialistica – nonostante mi manchino più o meno due anni per terminare gli studi – e la cosa mi tranquillizza davvero molto.  Sarà una tesi storica riguardante il mio comune natio in epoca moderna. Per il momento l’argomento è appena abbozzato, dovrò ridurlo sicuramente a qualcosa di più specifico onde evitare di perdermi nelle ricerche e rischiare di scrivere qualcosa di impreciso.
La scelta dell’epoca moderna è stato, in parte, un fatto opportunistico:  non voglio abbandonare la mia relatrice della triennale, perchè è una delle professoresse più in gamba che io conosca. Non solo ha una una cultura sconfinata – per essere docente onoraria alla Sorbona di Parigi presumo ce ne voglia – ma è anche un modello di docente a cui molti dovrebbero ispirarsi. Molto materna, è sempre pronta a dare una mano ai suoi studenti, anche per fatti che non riguardano l’università. L’anno scorso, a maggio, venne a mancare mio nonno materno e lei si tenne in contatto con me per tutto il tempo per sapere come io stessi. Non l’ho mai vista una volta trattare male i suoi studenti, nemmeno sotto esame: se hai fatto una cazzata te lo fa capire, ma con molto garbo.  Qualsiasi idea per la tesi viene accolta con un sorriso sulle labbra, non come fanno certi doventi che ti guardano con un espressione da “mio figlio di 5 anni avrebbe idee migliori delle tue, stupida idiota!”, e poi viene ovviamente indirizzata sul giusto binario. Non è raro, inoltre, facendo lei mille convegni in giro per l’Europa, che nei suoi giri trovi qualche museo in cui è esposto qualcosa di interessante e spedisca email ai suoi studenti con le sue scoperte.  Quando feci la tesi su Elisabetta d’Austria e il mito che è scaturito dalla sua figura, ricordo che mi spedì dalla Svizzera la foto della locandina del Musical a lei dedicato e, al suo rientro, mi portò i depliant illustrativi: dalla sua idea di inserire persino il musical, nella tesi, ne uscì un bel capitoletto apprezzato dalla commissione.  Sì, insomma, l’avete capito: adoro quella professoressa!
Non vedo davvero l’ora di iniziare questa tesi, perchè finalmente farò qualcosa da “storica”. La tesi della triennale, alla fine, non è stato un vero e proprio lavoro di ricerca, ma un sunto di diversi libri e analisi di film, poesie e mostre varie. La tesi specialistica sarà invece un lavoro da storica nel vero senso della parola: mi rinchiuderò negli archivi del mio paese, scartabellerò manoscritti, incunaboli e documenti vari. Studierò a fondo la storia del mio paesino natale e magari, perchè no, scoprirò qualcosa di nuovo. Mi addentrerò in territori poco conosciuti e solo dalle mie capacità dipenderà l’esito della tesi.

In questo periodo ho scoperto la bellezza degli ebook, comprendendo con essi la vera potenzialità di un ipad. Prima facevo parte della categoria di quelli che schifavano i libri in formato elettronico: “Vuoi mettere la bellezza di un libro cartaceo, del suo profumo, della sua consistenza!”, ripetevo a iosa. Da una parte è vero: per chi ama leggere la versione cartacea non sostituirà mai quella elettronica, per una serie di fattori che vanno dalla mera sensazione olfattiva alla voglia di ricercare edizioni raffinate. C’è da dire che, purtroppo, i libri costano e i loro prezzi stanno aumentando a dismisura: un tablet permette di avere una biblioteca sconfinata praticamente gratis. Leggendo un blog, un giornale, su facebook si trova un titolo interessante? Basta una ricerca su internet e il gioco è fatto: si ha il testo a disposizione.
E poi, non mi stancherò mai di dirlo, una delle invenzioni più spettacolari del mondo librario è IBooks (presumo ci sia anche un equivalente Android), la biblioteca personale in formato elettronico, insomma, che ti permette di sottolineare libri, aggiungere note e condividere sui social network le frasi più significative. Lo so, probabilmente a voi suona come una truzzata, ma a me dà tanta soddisfazione il poter condividere più agevolmente le mie letture!
Ultima ma non meno importante “utilità” del tablet: il potersi vedere comodamente le foto di autori, personaggi storici, quadri e tutto quando viene descritto in un libro standosene comodamente stravaccati a letto perchè basta un semplice colpo di dito per passare da IBooks a Google Chrome. Ma solo a me sorge il desiderio impellente di vedere il viso dell’autore del libro che sto leggendo?

A proposito di ebook, ho appena terminato “On Writing” di Stephen King: il più bel trattato sulla scrittura che abbia mai letto, anche perchè non pretende di insegnarti a scrivere, partendo dall’idea che una persona il talento per la scrittura ce l’ha nel sangue, non è una cosa che si può imparare. Certo, si può imparare a scrivere senza errori grammaticali e di ortografia, ma la bravura è un’altra storia. Ci ho trovato un bellissimo pezzo, che voglio condividere con voi, che riassume più che egregiamente la mia passione per la lettura

“I libri hanno la singolarità di essere magie portatili. Io di solito [...] ne porto uno con me ovunque vada. Non si può mai prevedere quando hai bisogno di una via di fuga: una coda di chilometri al casello, i quindici minuti che devi trascorrere nell’atrio di una tetra palazzina di college prima che il tuo consulente esca a metterti la firma su una ricevuta, sale d’aspetto negli aeroporti, lavanderie automatiche in pomeriggi piovosi e il peggio del peggio, vale a dire lo studio del medico, quando lui è in ritardo e tu devi aspettare mezz’ora per farti bistrattare qualche parte sensibile. In questi momeni io trovo il libro vitale. “

Lunedì scorso io e il mio moroso abbiamo festeggiato 6 anni di fidanzamento, tempo che è assurdamente volato. A dire il vero, a me non sconvolge tanto la lunghezza della relazione, quanto pensare che ho finito le superiori già 5 anni fa.
Tra le cose che sono cambiate, in questi anni, è la frase che mi rivolgono i parenti riguardo alla mia relazione. A 17 anni era “Cosa ci fai già fidanzata, non ti vuoi godere la vita? Non ti stufi?”, adesso è “Quando vi sposate? Dopotutto è tanto che siete insieme”. In entrambi i casi, la risposta è sempre quella, ovvero che con lui sto benissimo così.
A proposito: ecco il mio regalo per l’anniversario. Inaspettato, oserei dire! Mi ha vista che guardavo con la bava alla bocca lo stand Benefit e mi ha detto: “Dai, scegli un kit che te lo regalo io. Non vedi che bella confezione retrò che hanno?”

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Nail Polish: Carribean by Shaka

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Oggi voglio parlarvi di uno smalto acquistato a Milano, durante l’incontro con Kat e Pat, e che ha destato  la mia voglia di smalto al primo sguardo – nonostante avessi spergiurato a mia madre che non avrei acquistato smalti per un certo periodo: si tratta del Carribean di Shaka.

Acquistato per la modica cifra di 1,29 euro (prezzo pieno 1,99 per 5 ml di prodotto), è uno degli azzurri più belli presenti nella mia collezione, poichè ricchissimo di riflessi verdi e viola grazie a dei microglitterini che ne potenziano il colore. (Ahimé, nelle foto questi maledetti riflessi non si vedono!)
La stesura è agevole  come per tutti gli smalti Shaka, ma la sua pecca, purtroppo, è la coprenza: per ottenere l’effetto che vedrete nelle foto seguenti ho dovuto dare qualcosa come 6 passate! (Lo so, alcune di voi adesso fuggiranno!)
Nonostante le innumerevoli passate, l’asciugatura è rimasta nella (mia) media: in tre quarti d’ora era asciutto! A qualcuna di voi probabilmente sembrerà pura follia, ma io di solito adoro darmi lo smalto mentre guardo qualche serie tv in streaming  in modo da non annoiarmi.
E, aggiungo, nonostante le innumerevoli passate si è conservato pressoché intatto (con l’utilizzo di un buon top coat, nel mio caso il venerato Pro Super Wear di Rimmel) per 6 giorni! “Pressoché” perchè l’unghia dell’indice sinistro mi si sbecca sempre dopo un paio di giorni . Dovrei smetterla di rosicchiarmelo, ecco.
La rimozione, infine, non è stata per nulla difficoltosa, nonostante lo strato cementoso di smalto.

#PSP Aprile 2013

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Sono mesi e mesi che guardo i vostri blog invidiandovi parecchio la capacità di smaltimento, mesi e mesi che spergiuro che farò io pure un post del genere e finalmente eccomi qua: I miei prodotti smaltiti, edizione aprile 2013.

*standing ovation*

psp aprile 2013

Misero bottino, a dir la verità, ma “Un piccolo passo per Tiziana è un grande passo per lo svuotamento del bagno“. AAAmen.

1) Garnier Mineral InvisiCalm per pelli depilate
Premessa: ho provato tutta la linea dei deodoranti Garnier Mineral, questo è soltanto l’ultimo della serie. Mamma va a far la spesa e prende il primo che trova, stop. Posso dire che non c’è alcuna differenza tra una tipologia e l’altra: molto molto freschi, e assorbono il sudore che è una meraviglia! Per intenderci: se sei in università in pieno luglio, con 150 gradi all’ombra, in attesa di sostenere un esame, e magari sei tra gli ultimi, ti bastano un paio di vigorose spruzzate al mattino per evitare di puzzare come vacche d’alpeggio.
Consigliato? . Lo ricomprerò? Già fatto.

2) Primer I Love Stage di Essence
Purtroppo mi è toccato gettarlo non ancora terminato. Non riesco a comprendere il motivo, ma questo primer mi è scaduto prima dell’altro, che mi era durato qualcosa come un anno e mezzo.
Consigliato? . Lo ricomprerò? Già fatto.

3) Gel detergente e purificante all’argilla bianca di Lovea (LINK REVIEW)
La mia ultima confezioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!! *corre a raccogliere i frammenti del suo cuore, appena esploso, dal pavimento*
Consigliato? . Lo ricomprerò? Dovrò vendere l’anima a Satana per trovarlo. (Sì)

4) Bagnodoccia “Mar Morto” di Bottega Verde
Io sono una grande consumatrice di bagnoschiuma: adoro farmi il bagno bello schiumoso, perchè adoro leggere a mollo nell’acqua. I miei bagni, infatti, durano sempre almeno due ore piene piene e, nel caso ve lo stiate chiedendo no, non ho mai bagnato un libro. Leggo pure i quotidiani in vasca!
Che dire di questo bagnodoccia? L’avevo comprato quest’inverno, per usarlo quando andavo in piscina e avere un effetto tonificante post trauma da ginnastica, e l’ho riesumato in questi giorni per terminarlo. E’ molto fresco, ma è poco “bolloso”, quindi poco adatto per il bagno.
Consigliato? . Lo ricomprerò? Per ora no, ho non so più quanti bagnoschiuma aperti.

Beauty Stuff I Suck Aka Manifesto del mio Bloggare

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La mia amica Mammu mi ha invitato a fare questo tag, ormai un mesetto fa, e io ne approfitto per rispondere e interpretarlo a modo mio. 

Chi scrive è una ragazza che ha aperto il blog tanto per tenere in esercizio la scrittura, in un periodo in cui si andava profilando la tesi della triennale e mi stavo rendendo conto di non essere più così sciolta come alle superiori. Review o fatti miei poco importava: all’epoca ciò che più contava era scrivere.  L’aver incontrato nuove amiche è stato un fatto del tutto inatteso che ha trasformato questo blog in una valvola di sfogo, uno strano miscuglio tra pettegolezzi e consigli vari. 

Già, le review. Io non sono una beauty blogger e non aspiro ad esserlo. Non ho le competenze necessarie, le capacità e nemmeno la voglia di diventarlo. Le mie recensioni sono più che altro consigli, racconti di esperienze a volte buone e altre pessime. Cerco, nei limiti del possibile, di non dire castronerie e di esser il più precisa possibile.
In linea di massima, però, mi piace far ridere. Mi piace infilare battute a raffica nei miei post e mi piace essere ironica. A molte potrei sembrare semplicemente stupida, ma pazienza. Conosco i miei difetti e i miei limiti e ho imparato che è molto più salutare scherzarci sopra, piuttosto che vivere nell’angoscia di celarli e nel terrore che gli altri li scoprano.

Nelle mie review non troverete mai termini tecnici. A rigor di logica, il mio orgoglio da studentessa di Lettere mi imporrebbe di ricercare il termine più adeguato per descrivere una tal cosa.  In realtà, reputando il makeup un passatempo, non ho semplicemente la pazienza di imparare elenchi di parole astruse che descrivono ogni sfaccettatura dei cosmetici. Molte volte confondo i termini, altre volte semplicemente si tratta di incapacità di individuare una determinata caratteristica, tutto lì. Quindi no: non sono qui per insegnare alcunché. Le Lettere saranno la mia sfera di competenza in un mio ipotetico futuro da professoressa: make up e cura della persona li rimando a chi li conosce più approfonditamente di me.

Dunque, vediamo. In quali cose, del mondo beauty, faccio schifo? Anche se sarebbe più appropriato chiedermi: “Cara Tizy, in quali cose fai più schifo rispetto ad altre?”

  • Non so fare lavoretti di precisione (eyeliner o nail art, ad esempio) e non potrò mai diventare precisa per una semplice ragione: il mio occhio destro è cieco. Spesso, quando dico che non sono precisa perchè sono mezza cieca la gente scoppia a ridere e mi dice che è solo questione di pratica. In realtà, provate voi a truccarvi decentemente l’occhio sinistro completamente al buio, poi mi direte.
    Se ci aggiungete, poi, che dall’occhio sano mi mancano 7 decimi e che sono miope e astigmatica capirete in che stato sono ridotta.
  • Non so descrivere i colori: colgo la differenza, ma individuare le sfumature e i sottotoni è una cosa che non mi riesce per nulla e di cui, soprattutto, mi frega poco.
  • Non so farmi le sopracciglia e non me le sono mai fatte in 24 anni di vita: la mia fortuna consiste nel fatto che abbiano di natura una bella forma e nell’avere una lunga frangia.
  • A proposito di frangia, non so farmi i capelli. Prediligo tagli che vadano facilmente in piega con un tocco di piastra, mia fida compagna.
  • Non so sfumare i colori molto scuri e il più delle volte sembro un panda. Anche qui, in mio soccorso giungono la santa frangia lunga e gli occhiali che mascherano gli orrori truccosi.
  • Non so usare il correttore e trovo molto più comodo comprarmi un fondotinta che faccia tutto il lavoro.
  • Non so mettermi lo smalto sulle unghie dei piedi perchè mi faccio il solletico da sola e da lontano non ci vedo, quindi finisce che mi dipingo mezzo dito.
  • Non ho lo scazzo di togliermi, a fine stagione, il suddetto. Semplicemente, lascio che se ne vada da solo: infatti, ho messo per l’ultima volta lo smalto a fine settembre e ho ancora residuati di smalto rosso sugli alluci. Inutile dire che là resteranno finchè la calura non mi obbligherà ad indossare i sandali.
  • A proposito di unghie, non so limarmele. Ho comprato persino la limetta essence ondulata, quella che dovrebbe aiutare a dare forma all’unghia, ma nulla di fatto. Infatti, come avrete notato nelle review smaltose, le mie unghie sono belle stortine.
  • Non ho la costanza di mettere alcun tipo di crema tranne quella viso. In particolare, detesto con tutta me stessa la crema mani perchè non si aciuga mai.
  • A proposito di pessima cura del corpo, il mio motto è “Se non si vede perchè curarsene“, quindi provate solo ad immaginare in che stato sono ridotte le mie gambe nel periodo invernale e specialmente nella sessione d’esame di gennaio febbraio.

In soldoni, questi sono i miei principali difetti nel mondo beauty, nonché un lampante esempio di quanto ho detto sopra: non sono assolutamente una beauty blogger. A lato trovate una luuuunga lista di ragazze competenti in questo ambito, in quanto a me..sono qui per strapparvi semplicemente un sorriso.

 

Un allegro weekend di Blogging!! *-*

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Eccomi qui!
Non sono morta – non ho nemmeno risposto ai commenti e me ne rammatico *si butta in ginocchio e implora pietà* -  ma, per questa volta, ho davvero un’ottima scusa e sono sicura che voi mi perdonerete: ho trascorso un bellissimo weekend, fra Milano e Brescia, in cui ho conosciuto e incontrato nuovamente delle amiche a cui mi sono affezionata parecchio, in questo periodo.

Sabato sono stata a Milano a conoscere Kat e Pat, due ragazze adorabili conosciute su Facebook. Ho preso, per la prima volta, il treno da sola, lasciando il moroso a casa in preda all’ansia: ovviamente, fidandosi poco del mio orientamento, aveva paura che non tornassi più a casa.  “Ma sei sicura di volerci andare da sola? / Non è che poi ti perdi nella stazione? / Non è che mi sbagli treno, mi finisci a Reggio Calabria e mi tocca venire a raccattarti?” : il mio moroso sa sempre come tranquillizzarmi.
Comunque, per sicurezza, ho assillato Pat per farmi venire a prendere al binario e, contrariamente a tutte le mie previsioni, non ci sono stati intoppi. Anzi, sono pure riuscita a guidare Pat attraverso la metro!!!! Sì, lo so che chi di voi frequenta abitualmente Milano starà pensando “Ma quando è scema questa?!” ma credetemi: non perdermi per me è un grosssssssissimo passo avanti. Sto diventando grande! U_U
Pat mi ha riconosciuta subito, indovinate da cosa? :P

Avevo deciso fin da subito di indossare il mio rossognotta preferito (111 Kate Moss di Rimmel) e ho deciso poi il look di conseguenza.  Vero che mi capite?
Comunque adoro Pat e il suo accento bolognese!!! *___*
Dopo una lauta colazione in piazza duomo – anche se su di lei non sembra, siamo entrambe due mangione – abbiamo atteso Kat godendoci il sole primaverile.

Ed eccola qui, la dolce Kat in tutto il suo splendore!
In questa foto, ovviamente, il mio trucco era già crollato a causa di un lauto pranzo da Burger King e il caldo esagerato del pomeriggio.

Tutte e tre, naturalmente, eravamo desiderose di scialacquare i nostri soldini in un bel po’ di shopping makeupposo: io, in primis, volevo fare scorta del detergente Lovea (che alla fine non ho trovato, me tapina!); Pat desiderava la palettina Nude di Catrice e qualche capo di vestiario e infine Kat non aveva obiettivi prefissati ma solo tanta voglia di spendere, reduce da un mese di astinenza da shopping. Ed ecco qui il nostro “piccolo bottino”:

Indovinate un po’? Abbiamo trovato la nuova collezione di Kiko, la Fierce Spirit!
Dopo un po’ di tentennamenti – li compro non li compro li compro non li compro – Kat e Pat hanno optato per i nuovi ombretti in crema (nella foto, gli scatolini azzurro/grigiastri a destra): per la prima i colori più fluo, simili a quelli di Astra, per la seconda un bellissimo marrone violaceo su cui, credo, poserò presto pure le mie zampacce. Prego, un applauso per questa donna che ha resistito! U.U

D’altro canto, io mi sono svenata da Madina, negozio che riesco a vedere ogni morte di papa – ovvero con gli incontri blogger – perchè da sola, lo dico con assoluta sincerità, non saprei proprio arrivarci.  (Grazie Kat!! *-*)
Ho trascinato anche le due povere digraziate in corso Buenos Aires alla Upim, nel disperato tentativo di trovare il mio adoratoveneratostimato detergente Lovea. Delusione cocente: c’era tutta la collezione completa, persino quella dedicata alla cura dei capelli, e mancava proprio lui. Dallo sconforto ho ripiegato sulla pasta d’argilla verde e sulla maschera all’argilla verde che, mi auguro, in un paio di applicazioni mi diano il risultato del detergente.

Ecco a voi i miei acquisti!

Madina Lipstick Hot Lips in 01 Apricoat, 6.90 euro
Madina Lipstick Hot Lips in 09 Raspberry 6, 90 euro
Madina Starlit Eyeshadow  in 010 Fairy Tale, 5 euro
Madina Royal Eyeshadow in 683 Baby Skin, 5 euro
Madina Royal Eyeshadow in 689 Porcelain, 5 euro.

Lovea Pasta all’Argilla Verde, 3,99 euro.
Lovea Maschera Purificante all’Argilla Verde, 3,99 euro.

Shaka Smalto in Carribean, 1, 99 euro
Shaka Smalto in New Moon, 1,99 euro

I matitoni – ormai lo sapete – sono stati un contagio di Drama: ne erano rimaste soltanto 4 colorazioni, e io ho scelto la più scura e la più chiara. Apricot sulle labbra mi sta davvero bene, anche se non sono abituata a vedermi con rossetti così chiari.
I tre ombretti, invece, sono un tentativo fallito di accoppiare dei colori per uno smoky chiaro. Il rosa più scuro, in realtà, applicato risultasolo un agglomerato di brillocchi. Vedrò se da bagnato avrà almeno una sfumatura rosina.
Baby Skin è un semi-contagio di Svampi: sul suo blog pubblica spesso trucchi a base di rosa chiaro, davvero molto carini per il giorno, ed ero alquanto desiderosa di copiarglieli. Porcelain, infine, è un tentativo di trovare un dupe di Foxy della Naked 2.

Ecco un’anteprima dello smalto Carribean di Shaka (prontamente indossato domenica sera):

Ed ecco un’anteprima – in realtà è una scusa per mostrarvi Pigolo – del matitone Raspberry di Madina!

E qui, infine, siamo noi 3: Pat Tiz Kat!
(Belle sparaflashate dal torrido sole milanese, oserei dire)

Domenica pomeriggio è invece passata a trovarmi la dolce Violet! *-*
Non vuole che io metta la foto ma sappiatelo: è bellisshima! *-*
Sappiatelo: domenica ho schiavizzato il moroso, trasformandolo nel nostro autista personale. Il poveretto ha accettato – a volte mi ritrovo a pensare che, se fossi fidanzata con me stessa, mi sarei già mandata affanculo da sola moltissime volte – e ci ha scarrozzato fino al Franciacorta Outlet Village, che dista più o meno un quarto d’ora dal centro di Brescia. Io vi metto piede poco: d’estate si muore di caldo, d’inverno si muore di freddo. Due banalissimi motivi che mi fanno preferire i classici centri commerciali. Anche perchè, esclusi Kiko e Pupa, di conveniente c’è ben poco. Sono quasi tutti grandi marchi che, anche scontati, sono troppo esosi per le mie tasche.

Insomma, avrete già capito la nostra meta shoppingara: Kiko e Pupa. Kiko, a dire il vero, l’abbiamo lasciato perdere quasi subito: non c’era nulla di veramente ecclatante nei cestini delle promozioni e alcuni prodotti sembravano davvero troppo vecchi.
Pupa, invece, è stata una graditissima sopresa. Sconti convenienti e, con mio grande stupore, un corner dedicato a Bechic. Secondo voi che c’entra Bechic con Pupa? Saranno la stessa casa produttrice? Non so darmi risposta!
Sono riuscita persino a ricambiare il regalo speditomi da Violet ormai tantissimo tempo fa: le ho regalato una carinissima palette di Bechic. Naturalmente, ne ho approfittato anche io! Potevo forse lasciare lì un’occasione simile?

Naturalmente non ho resistito: mi sono comprata un altro smalto. Sono incorreggibile, vero? -.-

Ultima puntatina veloce, poi, a Campo Grande, una zona commerciale vicina alla casa del mio moroso. Non sapevo più dove portare la dolce Violet, avevo paura di farla annoiare!
Abbiamo chiacchierato tantissimo, domenica pomeriggio, e conoscendola più approfonditamente dal vivo mi ha dato modo di capire quale fantastica ragazza lei sia! *-*
Sono davvero stata felicissima della visita e, spero, di rivederla presto!

Foto Bonus: sono riuscita a trovare il solvente ad immersione di Shaka! Funziona benissimo, ma quanto puzza! ç__ç

A quando il prossimo incontro blogger? *___*
Ci sono ancora un sacco di amiche da conoscere
e amiche da rivedere! *-*

Come Drama ha immarronito la mia vita (a tribute to Drama)

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Se qualcuno, più o meno un paio d’anni fa, mi avesse detto che avrei iniziato ad amare – e ad utilizzare – il color marrone nei miei trucchi la reazione sarebbe stata più o meno questa:

Marroni??? – avrei esordito poi – ma sei matto? Il marrone non è un colore…Sì, lo so che scientificamente parlando non è esatto..Sì..lo so che solo il bianco e il nero non sono colori..sì..Senti, ma i cazzi tuoi mai?

E poi no, il marrone noo. Il colore della cacca.  Da quella dei neonati – a proposito, mia mamma impazzisce coi bebè. Roba del tipo: “Maa amorreeee hai fatto la pupù???” mentre, magari, la sottoscritta si sta sbafando una fetta di pane con la nutella cercando di impedire al cervello di fare il collegamento – a quella delle mucche (in bresciano “boassa“) che se per sbaglio la pesti finisci risucchiata come con le sabbie mobili.

Un colore da “vecchie”, per intenderci. Da che noia che barba che noia.

Ed infine no: il marrone no perchè non si vede. Hey, non vi scandalizzate: pure io facevo parte del club delle “Se mi devo truccare deve vedersi tutto quanto altrimenti non c’è scopo“. Ok, liberissime di abbandonare il mio blog, ve lo concedo.

Poi…è arrivata Drama.

Come sono brava io con le gif! :P

Chi è Drama? Drama è Nostra Signora dei Marroni. Ti serve una qualsiasi tonalità del suddetto colore delle più svariate marche? Allora il suo blog fa per te.
Vuoi cimentarti coi marroni dopo anni di colori? Vai da Drama.
Sei un’amante dei marroni, ma ti manca una certa tonalità? Vai da Drama.
C’hai degli spiccioli che ti stressano le tasche e vuoi investirli in un ombretto evergreen? Vai da Drama.
Drama è il Papa dei marroni.
Drama, come Mosè, ti guida fuori dal deserto tamarro multicolor verso la Terra Promessa della Sobrietà.

E così è stato pure per me. Sono rimasta immediatamente impressionata dal blog di Drama: al di là dell’ottima qualità di blogging (sì, lo so, sembra stia parlando di prosciutti), ciò che mi ha colpita di più è stata il quasi assoluto protagonismo di tutte le nuances del marrone. Per me, che venivo dal mondo degli arcobaleni, quasi una folgorazione.

All’inizio leggevo i suoi post con un interesse dettato solamente da simpatia per quella – all’epoca – misteriosa ragazza che si entusiasmava così tanto per colori che ritenevo la banalità nella sua forma più pura. E poi si prendeva – e si prende tutt’ora – in giro per questa sua passione, ed era una cosa che mi suscitava un’immensa ammirazione: amo chi si sa giocare con le proprie debolezze, ammettendole con naturalezza.

Ancora non sapevo, però, che il tarlo Drama stava già rosicchiando l’area del mio cervello adibita ai colori. Leggi oggi, leggi domani, improvvisamente guardo un ombretto marrone e puff! magicamente mi sembra fantastico. Sensazione seguita, subito dopo, dal pensiero “DEVO AVERLO.”
Ed è stato l’inizio della fine.

L’altra sera, spulciando nella mia cassettiera porta-trucchi, la rivelazione: il Drama-colore è decisamente entrato nella mia routine quotidiana, vincendo ogni resistenza colorifera che albergava nel mio cervellino. Per un grande, grandissimo pregio: nei trucchi eseguiti col marrone si notano mooooolto meno gli erroracci. Insomma, posso passare per una che si trucca bene io pure. (vi prego: lasciatemi vivere nella mia convinzione pls)

Attualmente, la mia Drama-Situazione è la seguente.

Non male per una che è partita dall’odio per questo colore, non è vero?

Mi sono accorta che il tarlo aveva iniziato a farsi strada quando, ormai un anno e mezzo fa, me ne stavo da Bottega Verde e rimasi colpita da questa semplice palettina trio: l’Intense Shadow in Nuances Naturali.

Ormai super sporca e super utilizzata, questa è stata la mia prima palette sui toni del marrone. L’ho usata fino alla nausea prima di comprare la Naked e, ogni tanto, la ripesco. Spesso me la porto appresso in università, nella speranza che mi venga la voglia di ritoccarmi il trucco.

E poi esattamente un anno fa, a furia di leggere i post di Drama che ne tesseva le lodi, è arrivata la Naked.  Mai e poi mai, credo, avrei pensato di spendere così tanti soldi per un prodotto di makeup. Eppure, ragazze mie, non me ne sono affatto pentita. Me ne sono innamorata non appena l’ho vista dal vivo, nella sua elegante confezione vellutata. Ogni giorno è un piacere truccarsi con questa palette: utilizzo praticamente tutti i colori – escluso Creep – ma i miei prediletti sono Sin, Sidecar e Toasted.

Sotto la Naked, potete vedere i miei adoratissimi ombretti stick di kiko: qui la mia review, qui quella di Drama.

Da sinistra, altro contagio di Drama: l’ombretto color tortora di Bottega Verde (qui la sua review). Fino a qualche mese fa, sapevo io dell’esistenza del color tortora? Naturalmente no. A dire il vero, se non lo vedo scritto sul retro della confezione, è un colore che non so proprio distinguere.
Per uno smoky, con il tortora utilizzo praticamente sempre l’ombretto mono effetto metallico 35 Party All Night di Essence. Drametta, lo so che ce l’hai!!!! Me l’avevi detto su facebook! ç___ç
Dovrebbe essere, comunque, un altro contagio di Drama. Più probabilmente, sarò andata alla ricerca di ombretti essence recensiti da Drama (link) e l’avrò confuso con qualche altra tonalità.

L’ombretto centrale è il Cashmere che mi ha spedito Pat. (link)

Fm Make Up Duo Eyeshadow in Volcanic Brown (Link)
Astra Soul Color in 09

Due colori che sono (quasi) praticamente identici:  l’ombretto Oro Bronzo della scorsa collezione natalizia di Bottega Verde e il mineral eyeshadow di Elf nella tonalità Natural. Usati con l’ombretto Astra che vi ho citato poco fa sono semplicemente fantastici.

Ombretto in polvere di Bottega Verde, nella tonalità Rame: scomodissimo da usare, soprattutto perchè di tanto in tanto si stacca il fondo del barattolino. Solitamente quando sono di fretta.
I pigmenti essence 02 Smell the Caramel e 03 Box of Chocolate (link)
Matita automatica di Fm Group in Deep Maroon (link)

Catrice Absolute Nude Palette
Palette Kiko 01 Sumptuous Mocha
A proposito della palette di Catrice, udite udire: è un perfetto – o quasi – dupe della Naked 1!! Per chi vuole sperimentare i colori della Naked senza spendere un cifrone può benissimo acquistare questa! Certo, i colori non sono vividi come quelli della Naked, ma direi che per 5 euro è una palette davvero abbordabile e adatta ad ogni occasione. Drama, sto cercando di invogliare pure te, sappilo!!

Contagi extra-marroni di Drama

Kiko Bloom Blush in 02 Pink Flamingo (link della review di Drama): comprato praticamente all’ultimissimo secondo. Pagato 4 euro perchè era un rimasuglio di collezione, ultimo blush rimasto in magazzino. Se non è culo questo…

Matitone Hot Lips di Madina, nella tonalità Coral (link della review di Drama): acquistato quel bellissimo giorno in cui ci siamo conosciute dal vivo! *-*

L’Oréal Rouge Caresse in 301 Dating Coral (link della review di Drama): mio primo rossetto corallo “serio”, diventato oggi inseparabile compagno d’università.

Drametta mia, sappilo, io ti voglio un gran bene ma ti prego: smettila di attentare al mio poverissimo portafoglio. Già prima, mentre ero alla disperata ricerca della review dell’ombrettino essence, ho visto fin troppe cose che non avevo visto /avevo dimenticato che ora voglio assolutamente.

E voi, care lettrici: vi siete mai fatte “contagiare” da qualcuno?

Un bacio,
Tizy

 

Tag dei…più spesso!

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Con la lentezza di un bradipo mi accingo io pure a rispondere a questo tag, che ormai vedo da mesi sui blog che seguo e che leggo sempre con avida curiosità, visto che mi piace maledettamente ficcanasare nelle abitudini altrui. Proprio una comare, vero?

1) Il fondotinta che usi più spesso

Lui. Il mio adoratissimo Time Balm Foundation, nella tonalità Clair, dell’omonima marca The Balm. L’ho scoperto guardando questo video di Fidya, e me ne sono immediatamente innamorata per due motivi: è strasupergigamoltissimo coprente e funge anche da correttore. Una manna dal cielo per me che sono pigra e voglio roba multiuso facile e veloce da usare. Tra l’altro, ne basta pochissimo per coprire per bene tuuuuuuuuutta la faccia di cazzo che mi ritrovo e passare in un batter d’occhio da gnoma armata di ascia a essere umano vagamente abbordabile.  Ce l’ho – mi pare – da dicembre e ce n’è più della metà, pur avendolo usato quasi tutti i giorni.

2) Il correttore che usi più spesso

Non uso mai mai mai correttori, perchè 1) sono pigra  e 2) non sono capace a stenderli ergo sembro sempre un dalmata con qualche malattia.  Quelle poche volte in cui mi cimento col correttore, uso l‘Allround Concealer di Catrice. Motivo? Stava in offerta e avevo qualche spiccio da spendere.

3) Il primer che usi più spesso

Senza dubbio LUI, il primer I love Stage di Essence. Recentemente aveva iniziato a darmi qualche problemino di tenuta, poi – grazie Svampi! – ho scoperto il motivo: probabilmente era scaduto. D’altra parte il PAO è di 6 mesi e io ce l’avevo da quasi un annetto. Ora tutto risolto: è tornato il grande ammmorrre.

4) La cipria che usi più spesso

La cipria Fix&Matte di Essence. La adoro anche se mi rovescio addosso sempre parte della polverina e paio una cocainomane.

5) L’ombretto in crema che usi più spesso

L’ombretto in crema Soul Color  di Astra(presumo sia la collezione invernale) nella tonalità 09. E’ un color salmone, e semplicemente lo adoro. Lo uso (come tutti gli altri Astra che possiedo) anche come primer per i pigmenti di Essence: potenziano nettamente il colore e fanno rimanere il pigmento ben ancorato alla palpebra.

6) L’ombretto che usi più spesso

Sebbene vari costantemente, spesso indosso questo Tortora di Bottega Verde. Fino a qualche mese fa manco sapevo come fosse il color Tortora e un colore del genere non l’avrei nemmeno calcolato. Poi ho letto questo post di Drama.  Ah, e ho pure scoperto perchè il deodorante della Dove ha come simbolo un uccellino, ma questo è un altro discorso.

7) La matita occhi che usi più spesso

Lei. La Vibrant di Kiko n°600. Il mozzicone del mio cuore!

8) La palette che usi più spesso

Uso la Naked praticamente ogni giorno, per i trucchi da università. La venero e la amo, e non mi pento assolutamente di averci sbolognato 20 euro per acquistarla. Gli altri 20 li ha messi il mio moroso e dubito che sia così entusiasta.
Da circa un mesetto, per la sera, sto usando quasi sempre la Showstopper di Sleek, in particolare le tonalità Bad Girl (il terz’ultimo della prima fila) e l‘Au Natural, che è il penultimo della seconda fila. Come illuminante invece uso Sparkle, che è il rosino chiaro vicino all’Au Natural.

9) Il mascara che usi più spesso

Eccolo! Lo Scandaleyes Show Off di Rimmel. Mi piace un sacco il suo scovolino, perchè unisce in un unico mascara l’applicatore classico e l’applicatore a pallina del top coat di Kiko dal tubetto viola. E’ un mascara infinito: credo di averlo comprato ancor prima di laurearmi (luglio) e ce n’è ancora.

10) L’eyeliner che usi più spesso

L’Ultimate Pen di Kiko. Un eyeliner nero matt a prova di deficiente quale io sono.

11) Il blush che usi di più

Questo lo uso praticamente tutti i giorni. Fa parte di una vecchia edizione limitata di Kiko, e la tonalità è 02 Pink Flamingo. Sembra scuro, ma sulle guance dà un effetto naturale. E se lo dico io che non so sfumare…

12) Il lucidalabbra che usi di più

Il Plump your pucker di The Balm, nella tonalità Tutti my frutti. Mi piace tanto perchè sa di fresco sulle labbra! *-*

13) Il rossetto che usi di più

Il primo, il Rouge Caresse di Oreal nella tonalità Dating Coral, lo uso per l’università. Il secondo, il 111 matt di Kate Moss, è il mio adorato rossognotta.

Fm Group: i prodottini che mi ha spedito Pat!

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Quasi un mesetto fa..

*Bonk*
[Stramaledettissimofacebookodioituoiavvisiacustici]
“Ciao Tizy!!”
“Ciao Pat!!!”
“Ti andrebbe una piccola collaborazione?”
*Sguardo della sottoscritta che si illumina a mo’ albero di Natale: una collaborazione, la mia prima!! *

Premessa.
Ho conosciuto Pat su facebook, ormai più di un annetto fa. Facciamo parte di un gruppo Facebook dedicato al make up, e entrambe conosciamo – virtualmente parlando – Kat, una delle prime blogger che ho seguito quando ho iniziato la mia avventura. Non ricordo come sono finita sul suo blog, sta di fatto che, dopo poco tempo, siamo diventate amiche. E, per forza di cose, poco tempo dopo ho stretto un bel rapporto anche con Pat. Devo ripetere per la milionesima volta di quanto io sia grata al mio piccolo blog per avermi fatto incontrare un sacco di persone fantastiche?

Pat è anche una rappresentante Fm Group (qui il LINK del sito, con tutti i prodotti), un’azienda di make up, profumi, body care e oggettistica per la casa che ha un sistema di vendite identico a quello di Avon. Niente store online, niente negozi fisici: la vendita avviene solo per mezzo di rappresentati sparsi un po’ in tutta Italia.
Io avevo già sentito parlare di Fm Group, ma non avevo mai voluto provare i suoi prodotti per un semplice motivo: una ragazza che abita nel mio paesino, che ho su Facebook, è una rappresentante di questa ditta ed è alquanto molesta. Sapete, no, di quelle che ti contattano in chat, via messaggi privati, che ti spammano in bacheca roba? Qualche mese fa ho scoperto pure che scaricava gli swatch che facevo io di altri prodotti di makeup, girandoli sulla sua bacheca e spacciandoli per swatch di Fm. Capirete anche voi che, con una rappresentante così, ero abbastanza prevenuta nei confronti di quest’azienda, convinta che fosse il modus operandi  tipico.

Poi Pat mi ha detto “Prova!”. E io mi sono detta: perchè no? Ragazze che fate le rappresentanti, io ve lo dico: la discrezione, la gentilezza e l’educazione pagano! Che voi vogliate farvi conoscere è giustissimo, ma non siate delle stalker.
Mi ha detto di volermi inviare qualche prodottino da testare, domandandomi quali colori avrei potuto prediligere. Le ho chiesto qualcosa sulle tonalità del marrone, sebbene mi sarebbe piaciuto provare delle colorazioni più allegre, per un semplice motivo: all’epoca stavo facendo lo stage e sapevo che avrei potuto utilizzare tutti i giorni dei prodotti – per così dire – soft. Non mi piace truccarmi in modo eccessivo quando sono al lavoro, mi sento molto più sicura di me con un makeup dai toni naturali.
Nel giro di un paio di giorni dalla data dell’ordine il pacchettino mi è arrivato, ed ecco cosa conteneva:

- una matita automatica long lasting, nella tonalità Deep Maroon
– un ombretto mono, nella tonalità Wenge Wood
– un ombretto duo, nella tonalità Volcanic Brown.

Dopo ormai più di tre settimane di pieno utilizzo – esclusi i weekend, ma abbiate pietà: necessito io pure di colore! – eccovi una review.

Long Lasting Automatic Eye Pencil in Deep Maroon

Premessa: io ho un pessimo rapporto con le automatiche – mi pare di averlo già detto da qualche parte ma l’età avanza quindi chiedo venia – perchè non capisco mai come far uscire la mina.  Credo mi manchi proprio il neurone adibito a questo speciale compito.  No, cioè. Ci riesce il mio moroso, che manco sa cos’è una matita automatica…

Quando ho spacchettato la matita pensavo fosse nera. Potrei sembrare deficiente ma in mia discolpa posso dire che il pacchettino mi è arrivato in un giorno in cui sembrava dovesse arrivare il diluvio universale. Non pioveva, no. Cadevano proprio secchiate d’acqua. E per di più c’era un buio che nemmeno in Transilvania da Dracula. Ma da voi è arrivato il sole? Qui a Brescia è sbucato giusto un paio di giorni, poi m’ha fatto il gesto dell’ombrello esclamando “Tooh, deficiente!” e poi è scomparso.

Tornando al prodotto. Partiamo dalla scatolina. Non trovate sia assolutamente deliziosa? Un’elegante scatolina nera con disegni a contrasto sui toni del grigio e dalle scritte dorate, che non si perdono assolutamente con i ghirigori sottostanti.
Il lato frontale è occupato dal logo, dal nome del prodotto, dal nome della tonalità acquistata e infine, in basso, i grammi. Sul retro, invece, troviamo l’inci (cliccate sulla foto per ingrandire).

La forma della matita è classica: ritroviamo il nero e l’oro della confezione ma senza i ghirigori. All’estremità opposta al tappo c’è un mini temperino per assottigliare la punta.

Il colore è piuttosto scuro, e ringrazio Pat per l’ottima scelta: per la rima interna non uso mai matite colorate, visto che adoro sottolineare lo sguardo con vagonate di nero.  Avevo paura di non poter esaltare adeguatamente gli occhi con questa matita, timore che si è rivelato poi, grazie al cielo, infondato.

L’applicazione è davvero molto confortevole, perchè la mina non è né morbida né dura, ma una giusta via di mezzo. Applicata sulla rima interna la matita dura tranquillamente quasi mezza giornata.  Spesso l’ho usata come base per trucchi scuri, e devo dire che anche come primer fa molto bene il suo lavoro.
Ha un pao di 36 mesi, e il costo è di 6,10 euro. E’ disponibile in 7 colorazioni differenti.

Cashmere Eyeshadow in Wenge Wood

Chiedo venia, ma ho perso la confezione di quest’ombretto. L’avevo riposta nel cassetto delle scatoline ma puff: sparita. Ho un paio di scatole Kiko che hanno l’età di mia nonna ma questa non c’è stata verso di scovarla. Ci scommetto: salterà fuori quando avrò pubblicato il post e non mi importerà più di fotografarla. 
Il packaging dell’ombretto è piuttosto easy: nero con le scritte oro e con il coperchio svitabile bombato. Sul retro, oltre al nome della tonalità, si trova il pao che è di 30 mesi.

Wenge Wood è un ombretto in polvere compatta, super pigmentato anche da asciutto. Non è per nulla polveroso e, al tatto, risulta piuttosto vellutato: da qui, credo, il nome cashmere.

Swatch Bagnato – asciutto

Questo marrone matt -un po’ rossiccio, mi pare di scorgere -  è entrato di diritto nei miei marroni preferiti.  Ottima sfumabilità – il che non è male quando si è in folle ritardo per uscire e non si ha voglia di star lì a grattare col pennello – e ottima durata. Con il mio primer Essence rimane appiccicato alla palpebra per mezza giornata poi, ovviamente, necessita di qualche ritocchino.
La jar contiene 2,5 grammi, il costo è di 5,20 euro ed è disponibile in 10 colorazioni.

Duo Eyeshadows in Volcanic Brown

Venghino signori e signori, venghino! Habemus scatolinam! Io lo so che, probabilmente, a molte di voi non fregherà una cippa della confezione, ma a me piace tanto! Impazzisco per quelle specie di foglie ghirigorose!
Dunque, vediamo se riesco a ripescare il mio neurone dal tunnel della stupidità. Il packaging è del tutto simile a quello della matita: sul davanti la tipologia del prodotto acquistato (il nome si trova su uno dei lati che io, molto furbescamente, ho dimenticato di immortalare), sul retro, oltre all’inci, si trovano dei consigli su come applicarlo.
La decorazione del packaging dell’ombretto duo è pressoché identica a quella del cashmere, si differenzia solo l’apertura che è a scatto, tipo quella classica delle ciprie.

All’apertura, l’ombretto si presenta diviso in due semicerchi distinti, per non mescolare il prodotto durante l’applicazione.
Il semicerchio di sinistra presenta un ocra dorato satinato (o perlato? mmh..sicuro non è shimmer. :P ) con impresso il motivo del fogliame, a destra un marrone matt, più chiaro di quello cashmere, con il logo della marca.

Purtroppo questo ombretto duo mi ha deluso a metà. Anzitutto, l’ho trovato piuttosto polveroso fin dalla prima applicazione, ed è stato un pochino fastidioso perchè, spesso, durante la fase di truccaggio, ho dovuto soffiare via la polvere in eccesso.
La scrivenza non è eccelsa, purtroppo. La sezione dorata è senza dubbio la migliore delle due: media scrivenza, colore ottimo per i punti luce. La durata di per sé non è male, anche se inferiore a quella del cashmere.
La cocente delusione è arrivata, ahimé, quando ho iniziato ad usare la parte più scura. Un marrone matt che scrive pochissimo. Se, per il cashmere, bastava davvero sfiorare la cialda col pennello per prelevare un colore pieno, questo fatica ad attaccarsi persino alle setole. Per sfumarsi si sfuma, anzi: direi che si sfuma fin troppo: due passate di pennello e si fonde totalmente al dorato e resta un’ombra appena percettibile.  Negli swatch, infatti, ho dovuto calcare parecchio.
Sognavo fantastici smoky con questo prodotto, invece ho dovuto integrare con il cashmere che, lasciatemelo dire, col dorato fa la sua porchissima figura.

Il pao è di 12 mesi, il costo è di 8,70 euro per 3 g di prodotto. Disponibile in 4 versioni.

Riepilogando…

Ho trovato soddisfacenti 2/3, anzi, direi 2 e mezzo su 3. La marca mi ha piacevolmente stupita e, nonostante i miei pregiudizi iniziali, credo proprio che aumenterò la collezione, non appena avrò a disposizione qualche soldo in più. In particolare, mi piacerebbe un sacco provare altre matite, in particolare nera e la verde che ho visto swatchata da Kat.
Ringrazio la dolce Pat per avermi dato questa opportunità!

Link Utili

1) Catalogo Fm Group: LINK
2) Review Fm Group della mia cara Kat: LINK

3) Review Fm Group di Pat: LINK